“Quello che tu pensi sia amore romantico a volte si manifesta come tale solo perché è l’unico modo per farti crescere” Laddove una storia d’amore si trasforma in un viaggio alla ricerca di sé stessi. Un viaggio di scoperta. Un viaggio di rinascita. Un viaggio dove il dolore diventa il proprio potere. Un viaggio dove nulla accade per caso. Non è un libro per tutti, è un libro per i sognatori.
Oh Gisas... che fatica. Dunque ho iniziato a leggere questo libro perché sfidata dal mio gruppo di lettura LGBT+. Mi dicevano che era un libro talmente brutto da dover rivedere la scala di valori, che al di sotto di questo libro non poteva esserci null'altro, che il libro più brutto che avessi mai letto non si avvicinava neanche lontanamente a questo qui. È sì un brutto libro, ma non così tremendo. Il racconto è diviso in tre archi temporali: il primo in giorni, poi in mesi, poi l'oggi. La trama è molto basica: la protagonista scrive su un foglietto "MI SONO INNAMORATA DI TE" ed inserisce una data futura. Quel giorno incontrerà una ragazza di cui si innamorerà perdutamente e la frequenterà per due settimane, dopodiché si lasceranno, ma si continueranno a cercare/stuzzicare. Dopo queste due settimane parte un pippone che dura oltre un anno in cui la protagonista continua incessantemente a pensare a questa ragazza dagli occhi verdi e starà malissimo. Sebbene studi psicologia, la nostra è davvero infettata con le costellazioni familiari, con la crescita spirituale in chiave new age, con Coelho e Tony Robbins (di cui riuscirà anche a frequentare un costosissimo corso). Insomma coincidenza dopo coincidenza, storia di IG dopo storia di IG, la protagonista ci fa, in sostanza, leggere il suo diario in cui, sebbene venga rifiutata circa un centinaio di volte (non le ho contate ma il numero è abbastanza realistico), sceglie scientemente di azzerbinarsi totalmente per questa ragazza dagli occhi verdi. Mah... Davvero una lettura inutile.
Ah la cosa più ghignosa è che la ragazza dagli occhi verdi non solo è indietro di due anni a scuola, ma tra i suoi miliardi di desideri sul cosa fare da grande, c'è l'aprire una palestra! Senza frequentarne una, drogandosi dalla mattina alla sera e senza avere alcun progetto o altro. Beh anch'io voglio fare la ballerina classica. Poco importa che abbia 50 anni, che pesi 90 kg e non sia in grado di fare una spaccata. Che importa!
290 pagine di seghe mentali! Un libro senza una base narrativa. Una serie infinita e noiosissima di sequenze riflessive in cui la protagonista rimugina su un’infatuazione adolescenziale (lei studentessa di Psicologia tra l’altro, il che la rende doppiamente fastidiosa). Un miscuglio di riflessioni e riferimenti banali, già letti altrove (veramente si può ancora citare “Into the Wild” o Coelho credendo di essere originali? Qualcosa di più recente e meno trito e ritrito no?); di spunti parascientifici sui fiori di Bach, sulle costellazioni familiari, sulla New age, sulla naturopatia… Per non parlare di tutte le strane “coincidenze” disseminate nel libro, che giustificano la credenza in un Destino non meglio specificato e privo di qualsiasi riferimento culturale che lo giustifichi (sempre che le idee strampalate di una studentessa universitaria alle soglie della laurea possano direi “cultura”). Non ho capito se l’autrice mi vuole vendere qualche seminario di self-help o una storia d’amore in cui l’unica cosa che manca è proprio l’amore. In ogni caso ciò che si vende qui, io non lo compro, sia perché non mi interessa proprio ma soprattutto perché, al di là di una scrittura sicuramente esperta, non c’è proprio nulla da vendere. Soldi buttati e molto lavoro da fare per la scrittrice. Ah, in realtà il libro non l’ho realmente finito. Dopo 50 pagine ne avevo già le scatole piene e l’ho abbandonato quasi alla fine perché tanto non si arrivava da nessuna parte.