“La mia vita, per come la conoscevo, terminò in un’anonima notte di luglio…”
So cosa state se è morto come ha fatto a scrivere questo libro? Non temete, troverete la risposta alla fine, promesso.
Luca ha avuto una vita monotona, ha gestito un negozio di alimentari e non è mai riuscito ad aiutare neanche se stesso. In effetti, sarà la sua morte a dare un senso alla sua vita. Un incontro inatteso lo porterà a fare la differenza per qualcuno.
Credo che questo genere di romanzi possano essere raccontati solo da alcune voci. E una di queste è proprio quella di Fabio Suraci. Ritengo che la prima persona sia più ostica di quello che si pensa, riuscire a narrare da un unico punto di vista può sacrificare molti escamotage narrativi e può limitare una storia, ma Fabio in questo romanzo ci mostra come alcuni romanzi nascono per essere narrati in questo modo. E, proprio per questa scelta, che ho deciso di mettere 5 stelle e non 4, come pensavo durante la lettura. Ma facciamo un passo indietro. In-esistenza parla della vita e della morte in un modo alquanto particolare: il protagonista inizia a vivere proprio quando muore. All’inizio ho faticato a entrare in relazione con il protagonista, era troppo scialbo, quasi senza carattere, mi stavo chiedendo se fosse nato dalla stessa penna dei personaggi di Amare oltre i limiti del cuore. Poi ho avuto una realizzazione che ha influenzato tutta la mia esperienza di lettura: nel romanzo è costante la riflessione sul “mostrarsi agli altri come noi ci vediamo”, facendomi capire che Luca si stava mostrando a me proprio come lui vedeva sé stesso (poi, ovviamente, tutto ha avuto una rivoluzione di punti di vista, ma questa non è la sede per gli spoiler!). Questa realizzazione mi ha lasciata con l’amaro in bocca, non nei confronti del romanzo, ma di me stessa: mi ha fatto capire come io all’inizio mi sia fermata alle apparenze. Oltre questa riflessione (per me la lettura deve essere un’esperienza e questo romanzo lo è stato), lo stile dell’autore è perfetto per questo genere di romanzi, abbastanza asciutto ma non da risultare macchinoso, piuttosto è scorrevole e non si perde in fronzoli che sarebbero entrati in contrasto con il crescendo della suspense di cui romanzi di questo genere necessitano. Perché, però, durante la lettura volevo mettere 4 stelle e non 5? Perché mi erano piaciuti così tanto i personaggi e le vicende da farmi desiderare di leggere un romanzo che si snodava nei vari punti di vista, sviscerando ogni passato, presente e futuro. Quasi sentivo stretta la prima persona, perché dentro di me volevo altro. Ma poi mi sono accorta che ero io il problema e che questa storia doveva essere narrata in questo modo o avrebbe perso le riflessioni di cui è intessuta. Ed è incredibile come quel “per come la conoscevo” nella frase all’inizio della trama ora abbia un altro sapore.
“Fu colpa di una distrazione: l'auto sbandò schiantandosi contro un albero. Vorrei attribuire la mia morte a una nobile causa, a un gesto eroico, invece la mia vita, per come la conoscevo, terminò una notte di luglio, sul ciglio della statale del Sempione a Gallarate. So cosa state pensando: se è morto come ha fatto a scrivere questo libro? Non temete, troverete la risposta alla fine, promesso.”
Così inizia questo romanzo, raccontato da Luca, il protagonista, che ha vissuto una vita monotona, e una morte in linea con la sua stessa vita: nessun gesto eroico per cui essere ricordato, solo una banale, quanto fatale, distrazione alla guida della sua auto. Luca che gestiva un piccolo negozio di alimentari, dalla vita scandita dalla routine, si ritrova a vagare tra Milano e Gallarate, come fantasma. Ora tutto è diverso: può vedere, ma non essere visto; può muoversi dove vuole, tranne dove trova un muro invisibile. Può interagire con gli altri spettri, ma non con le persone in vita. Il che è una seccatura enorme, perché ne avrebbe davvero bisogno! No, attenzione: lasciate perdere film tipo Ghost e seguitemi in questa avventura!
Immaginate di essere un fantasma, e, proprio grazie alla nuova forma, di venire a conoscenza di informazioni che potrebbero risolvere uno o più casi sui quali la polizia lavora da anni. Immaginate di poter vedere quello che i vivi non vedono, di poter avere a disposizione qualunque cosa per evitare una situazione estremamente spiacevole tranne l'unica cosa di cui avreste davvero bisogno: la possibilità di comunicare e interagire. Fastidioso e frustrante, vero?
Insomma, se è vero che Luca ha vissuto una vita senza alti né bassi, è altrettanto vero che, dopo la sua morte, inizia paradossalmente a vivere nel senso più pieno del termine. E io su Luca e sugli altri personaggi vorrei dirvi molte più cose, ma il rischio di fare spoiler è davvero dietro l'angolo, e quindi non posso raccontarvi più di tanto. C'è Madison, italo americana dai capelli rossi e un lavoro al bar; Davide, ispettore di polizia; Rosalia, che lavorava nel negozio di Luca. Tutte persone con cui Luca prova a parlare, ma che, ovviamente, non possono sentirlo. Dall'altro lato Amedeo, il fastidioso Amedeo, la ragazza persa (che ci ricorda che le cose non sono come sembrano), e Rebecca e le sue lettere nascoste.
C'è tanta sostanza in questo libro, una storia estremamente bella e avvincente, e una caratterizzazione dei personaggi meravigliosa. Ed è letteralmente impossibile non provare le stesse emozioni che provano i personaggi: la rabbia, il dolore, il senso di impotenza di fronte a ciò che vorremmo cambiare e che non possiamo cambiare. Forse.
In-esistenza è un romanzo che ho letto in un tempo brevissimo, ma che mi ha lasciato molti spunti di riflessione che ancora mi accompagnano (e che, sono sicura, mi accompagneranno a lungo). Mi sono ritrovata a fare "il tifo" per un personaggio “minore", ma che per me ha avuto un senso e un'importanza notevole. Ho avuto voglia di entrare nella storia per andare a staccare un nastro blu e prendere a sberle un paio di persone. Ho "parlato" con un ispettore, girovagato per Milano, vissuto vite, morti e vite oltre la morte. Ho visto luoghi e persone attraverso gli occhi del protagonista. Ho risolto misteri, e ricordato che il più grande dei misteri resta la vita. E ho capito che alcune storie ti restano attaccate addosso, mentre le leggi e a libro finito.
E allora ho deciso che per me IN-ESISTENZA, il titolo di questo romanzo, assumerà anche un altro significato: che è quello che vive ogni lettore quando si immerge completamente in una storia, dimenticando la realtà, mentre legge; e quello che vive ogni lettore quando, a libro finito, non può fare a meno di vedere il mondo con occhi diversi. Come un nastro invisibile che lega universi vicini, che, a volte, si uniscono.
E se la morte fosse l’unica cosa in grado a dare un senso alla vostra vita? Si si lo so, non sono impazzita, questo è l’inizio di una storia che ci catapulterà in una realtà che ci terrà col fiato sospeso. Si perché il libro di oggi narrerà la storia di Luca, di come sia morto, e di come sia riuscito a stravolgere la propria esistenza e quella delle persone accanto a lui. Un incidente mentre è in macchina, lo schianto contro un albero, e fu così che il cuore di luca smise di battere, con la sua anima che continuava a guardare i paramedici svolgere il massaggio cardiaco sul suo corpo. Siamo sempre nello stesso posto, ma in una dimensione sconosciuta ai vivi. Inizia così il viaggio di Luca in queta nuova condizione, attraverso amici bizzarri e situazioni particolari. Due personaggi saranno importanti in questa storia, Amedeo, un fantasma a dir poco viscido che accompagnerà il nostro protagonista in questa nuova vita, e Madison, una ragazza viva che inizia ad essere il centro dei pensieri di Luca. A questa storia si allaccia quella di un femminicidio, una donna che è stata uccisa e che, per puro caso, è stato l’ultimo pensiero di luca prima di finire fuori strada. Un’anima dannata che incrocerà la strada del nostro protagonista. Come sapete non sono solita leggere libri sui fantasmi, ma devo ammettere che questo libro è stato una vera scoperta. Avevo capito già poco dopo la metà come sarebbe andato a finire a grandi linee, ma il modo in cui ci siamo arrivati mi ha comunque sorpreso e l’ho adorato. Di questo scrittore avevo già adocchiato Melissa, un fantasy, che è gia finito dritto dritto nella mia wishlist!
Buonsalve, a tutti! Oggi desidero puntare l'attenzione sull'ultimissima mia lettura, il romanzo "In-Esistenza" di Fabio Suraci, edito da IDEA Immagina Di Essere Altro. Dirò subito che le storie raccontate da un personaggio dopo la sua morte non mi hanno mai convinto appieno, ma ho deciso di assecondare l'istinto e dare a questo libro una possibilità. Alla fine la mia scelta ha pagato: basti dire che l'ho letto in soli due giorni (uno e mezzo, a voler esser precisi). "So cosa state pensando", precisa il protagonista nell'incipit, "se è morto, come ha fatto a scrivere questo libro?". Ecco, questa è la frase che ha catturato la mia attenzione spingendomi a una totale immersione nella lettura. L'autore ci porta in un mondo crudo e, purtroppo, tremendamente attuale, illustrandoci una realtà di violenza, femminicidi e abusi sui minori. La trama si snoda dal punto di vista omodiegetico (narrazione in prima persona semplice, tutt'altro che facile) di Luca, il protagonista della vicenda, gestore di un negozio di alimentari che in "una anonima notte di luglio" rimane vittima di un incidente stradale. Se la sua vita era stata piatta e incolore, la sua morte farà la differenza per altre persone. E che differenza! Non aggiungerò altro per paura di incorrere in qualche improvvido spoiler, perciò mi limito a dire che questo romanzo (un paranormal thriller con elementi investigativi) mi ha molto emozionato, con una scrittura senza troppi fronzoli, diretta e semplice, ma attenzione: la semplicità non va assolutamente confusa con la banalità. Essere semplici nelle scrittura non è mai così facile come può sembrare. Un unico avviso: appendete un nastrino blu (ne troverete uno giustappunto compreso nell'edizione cartacea) legato a un chiodo infisso sopra la porta di casa, se non volete correre il rischio di incappare in strani incontri 😉
Il libro è divertente e scorrevole anche se l'argomento è cupo: inizia col protagonista che viene coinvolto in un incidente stradale. Il titolo si riferisce a quella che sarà la sua "vita" da spirito che vaga sulla Terra.
Diciamo che è molto il mio genere di libro. Ha un velo di inquietudine (per via della Ragazza Persa, un personaggio davvero interessante dall'inizio alla fine, che fa riflettere con amarezza e al contempo aggiunge scene molto horror e piene di tensione alla vicenda), di malinconia (per i rimpianti e la nostalgia dei vari fantasmi che vengono descritti nella storia), ma al tempo stesso ci sono momenti che stemperano l'atmosfera e la rendono meno pesante (anche se le battute e i momenti comici nascondono in realtà riflessioni profonde sulla natura dell'uomo e su quanto esso possa essere viscido e ingiusto persino post-mortem) e lo stile di scrittura incuriosisce (fa venire voglia di sapere all'effettivo come abbia fatto un morto a scrivere un libro, dato che il protagonista ci dice chiaramente di averlo fatto).
Al protagonista ci si affeziona subito, o almeno così è successo a me: sono entrata in sintonia col suo senso di vuoto e incompiuto, e anche se da fantasma compie qualche azione di dubbio senso etico non si riesce mai del tutto ad odiarlo; in fondo, la sua anima sta tentando di fare il proprio meglio ed essere uno spirito buono, anche se finisce per ossessionarsi con certe cose, facendole diventare delle sue "fisse".
Il nastro che vedete sullo spioncino in copertina non è casuale e anche se all'inizio ero confusa e non ne comprendevo il significato, poi ad un certo punto della trama accade qualcosa che lo svela e una volta saputo quello, la copertina risulta semplice ma geniale!
La vicenda, comunque, si snoda in un crescendo di indagini, svolte, sensazioni, evoluzioni di rapporti, riflessioni e flashback vividi fino a culminare in un finale assolutamente inaspettato e spiazzante che a me è piaciuto da morire.
Interessante è anche il fatto che l'autore abbia inserito un easter egg nel romanzo, ossia un riferimento ad un altro suo scritto. Un piccolo dettaglio che arricchisce il tutto.
Ero pieno di belle speranze. E invece non è andata bene come speravo. Recensione piena zeppa di spoiler. Partiamo dalle cose (per me) positive: il libro strappa più di qualche risata; la scena di Rebecca e sua madre è scritta bene e ha l'effetto che deve avere.
A livello di errori o scelte stilistiche che a me personalmente non piacciono: - il protagonista può assorbire delle informazioni automaticamente dai ricordi delle persone/dei fantasmi ma a un certo punto, dopo essere uscito da un ricordo dice "avrei saputo dopo che si chiamava Sofia" e non ho ben capito se sia un errore oppure se cambi qualcosa tra vedere i ricordi delle persone vive o dei fantasmi; - Gusto personale: la scelta stilistica dello "spoiler" (es: Non avrei potuto immaginare quanto sarebbe stato importante questo momento) non mi piace per niente. (mi fa schifo in Eco, mi fa schifo ovunque); - Tra il momento in cui Sofia muore e il momento in cui parla con il protagonista (Luca) non mi pare sia passato abbastanza tempo da farle capire che il serial killer ha una routine (o almeno mi sembra siano passati solo pochi giorni); - Luca ha un rapporto di supporto/scopamicizia con una tizia cinquantenne (lui ha trenta anni) che era un po' una ventata di aria fresca rispetto alle classiche relazioni che si trovano nei libri (l'ho apprezzato tantissimo, adorato!) e poi rovina tutto con sta stronzata "dell'amore" per una che nemmeno ha mai conosciuto, che idealizza e basta. - Gusto personale: "Diversamente vivi" mi è parso più una specie di presa in giro di diversamente abili (e il fatto che non venga considerata una bella cosa dirlo) che una battuta. - La conversazione con la madre di Rebecca mi è sembrata un po' già vista, banalotta.
E ora il resto (tra l'altro, valido per me. Ci sono persone che non fanno i ragionamenti di cui parlerò e quindi non troveranno problematiche alcune cose.) Questo, penso, è uno dei libri che ha fatto iniziare una discussione sui trigger warning da parte della casa editrice e ne sono contento, perché parla di argomenti che per alcune persone sono off limits. Comunque. Seguiamo le vicende di Luca (fantasma dalla prima pagina, quindi in realtà invisibile alle persone vive), uno stalker che oh, è un bravo ragazzo, ma non si rende conto che non ha il diritto di avere reciprocità da una che spia tutto il tempo perché "è la sua fissazione da fantasma." E perché lo è? Perché una volta, da ubriaco, mi pare in una discoteca o luogo egualmente caotico, aveva per sbaglio rovesciato addosso a una tizia coi capelli rossi della birra, si era scusato e lei gli aveva preso MEZZO SECONDO la mano, carezzata come a dirgli "non importa della birra" e se ne era andata via. Bene, Luca allora inizia a pensare solo a lei, perché DI SICURO quel gesto significava qualcosa, no? Nella società in cui è cresciuto Luca (la nostra) il ragionamento sul fatto che le donne possano semplicemente essere gentili senza che questo significhi un accidente non è qualcosa che insegnano attivamente, a noi uomini. Luca non proverà MAI ad andare oltre la superficialità del "eh, forse non dovrei stalkerarla e quello che ho fatto non va bene". Non ci riflette mai veramente, se non un attimo solo perché "ci tiene a lei." Le sue scuse sono vuote. E lei, la povera Madison, che sembra una ragazza che ha capito un po' di cose dalla vita, sicura di sé, quando lui si presenta al bar dove lavora per consegnarle il libro che ha scritto sulla sua esperienza da fantasma una volta ripresosi dal coma (e quindi anche dopo che lei gli aveva urlato in faccia di non farsi vedere mai più e lui OVVIAMENTE ha ignorato questa sua richiesta perché aveva bisogno di capire se lei non lo volesse vedere mai più), legge il libro e boh, inizia a perdonarlo, più o meno. Non si capisce per niente perché abbia scelto di leggere il libro, quindi l'unica cosa che mi viene in mente è che, tirata su nella stessa società di Luca, abbia interiorizzato che le ragazze debbano dare seconde possibilità a muzzo, anche a chi è un cazzo di stalker. Inoltre, Luca è uno stronzo. Incontra un fantasma di una ragazza anoressica (Beatrice, Bea per gli amici che per tutto il tempo Luca NON sarà) che in vita non aveva mai mangiato un dolce: prima le fa domande assolutamente inopportune e pretende pure che lei lo ascolti. Dopo essere stato giustamente sfanculato perché la ragazza soffre doppiamente il non poter mangiare dolci, lui le dice che è una stronza (?????) e lei per qualche motivo inizia ad ascoltarlo (!!!). Dopo il suo (di Luca) ritorno nel mondo dei vivi (perché lui era solo in coma ed è in questo modo che ha potuto scrivere il libro che abbiamo sottomano), andrà nella pasticceria davanti alla quale lei sta ferma, la saluta chiamandola Bea (non ha capito niente pt1) entra, prende un cannolo (che lei aveva descritto come perfetto), lo annusa e mangia davanti a lei, descrive le meravigliose sensazioni. E si immagina che lei ne sia felice. Non ha capito niente pt2. Ovviamente il personaggio di Beatrice non serve a granché, se non a fare forse un po' di worldbuilding? A parlare in maniera superficiale dell'anoressia? Boh. C'è pure un fantasma che è fissato coi fiori. Non servirà a nulla, forse a fare una semina per un particolare collegato al killer (fissato coi fiori, ma anche questo senza una spiegazione.) Boh. Poi cos'altro: incontra Sonia, ragazza uccisa (di cui si sa nella prima facciata) che è la sua fissazione in quanto ultimo pensiero prima di morire (e, ovviamente, questo mi fa chiedere come mai anche Madison sia stata una fissazione... forse i fantasmi possono avere due fisse, ma non viene mai specificato.) Chiacchierano, hanno delle conversazioni in cui lui riesce a non dire troppe stronzate fino a che lei non lo immerge in un suo ricordo e gli fa provare gli ultimi minuti di vita. E lui, una volta uscito dal ricordo (molto scioccante e violento, il killer le ha iniziato a tagliare i seni mentre era ancora viva) lui le dice che si tiene volentieri l'albero al quale si è schiantato (???) con il tatto che dimostra di NON avere durante tutto il libro. Ultime due cose: Amedeo, il fantasma che Luca incontra per primo e che gli fa da guida, è un viscido guardone e mi fa schifo quanto Luca, solo che Luca lo seguiamo mentre Amedeo per fortuna non troppo. Prima avevo nominato Rebecca e sua madre. Rebecca è una bimba morta di leucemia. Il primo incontro con lei non lo spoilero perché è un "bel" momento. Comunque, lui dovrebbe comunicare una cosa alla madre. BEH, SE LO SCORDA. Glielo ricorda Madison che dovrebbe farlo! Per fortuna l'autore invece non se ne era dimenticato XD Niente, non è andata con questo libro. Eh, succede.
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C'è una frase contenuta all'interno di In-Esistenza che è la perfetta sintesi del mio pensiero su questo libro: "E la realtà se ne frega delle tue aspettative".
Ognuno di noi si fa un idea su ciò che si accinge a leggere ancora prima di incominciare a leggerlo. È accaduto anche a me con In-Esistenza, immaginandolo diverso, sono rimasto un po' destabilizzato. È stato un piacere intraprendere questo viaggio eppure la storia non mi ha convinto del tutto. Ho avuto difficoltà a capire l'ossessione del personaggio per una ragazza intravista per pochi secondi in una discoteca anni e anni prima. Personalmente la prima cosa che avrei fatto una volta morto, non sarebbe stato mettermi a stalkerare sotto forma di fantasma una perfetta sconosciuta.
Le persone che conosciamo e segnano la nostra vita in modo anche impercettibile sono tantissime. Quindi mi è sorta spontanea una domanda: come può fare, una completa sconosciuta con cui non ha interagito minimamente, diventare il più grande amore della sua vita? Questo mi ha portato a pensare che la scelta narrativa sia un po' debole. Io avrei approfondito di più l'aspetto della sua conoscenza con le anime dannate, un aspetto originale, piuttosto che concentrare l'attenzione solo sul thriller romance. Sono certo che l'autore abbia sia la possibilità sia il coraggio per decidere di uscire dalla sua confort zone dell'Happy Ending. Dopotutto, lo spunto iniziale non era affetto male.
Ho letteralmente sbranato questa storia in due giorni, una cosa che non mi succedeva da tempo, soprattutto considerato il grave blocco del lettore che mi ha massacrata per mesi, nonostante incappassi in bei libri.
Ma di cosa parla "In-Esistenza"? Per farla breve, è un thriller paranormale in cui il protagonista si mette a dare la caccia a un serial killer, solo che... lo fa dopo essere diventato un fantasma. La cosa divertente è che, almeno fino al momento della sua morte, aveva avuto una vita al limite del palloso, senza lode e senza infamia, senza rischi ma anche senza prospettive. Insomma, si può dire che, per lui, morire sia stata una vera botta de vita!
Non vi dico altro sulla trama, il rischio spoiler è altissimo e la storia bisogna godersela goccia a goccia. Lo stile dell'autore è semplice, senza troppi fronzoli, ma d'effetto e incalzante, efficace nel dare immagini forti e chiare che si stagliano nell'immaginazione di chi legge. Di sicuro, la narrazione in prima persona, qui, aiuta tantissimo a empatizzare con il protagonista e ad aumentare l'effetto suspense.
Menzione d'onore ad Amedeo, lo spettro guardone. Sì, Amedeo, se stai leggendo di nascosto sopra la mia spalla, sei proprio un guardone, SALLO. Però sei anche simpa, te lo concedo.
𝕀𝕟-𝕖𝕤𝕚𝕤𝕥𝕖𝕟𝕫𝕒 di @fabiosuraci edito @idea.immaginadiesserealtro
Luca è il protagonista di questo romanzo, un uomo qualunque se non fosse che è responsabile della sua morte, nessuno spoiler infatti dalle prime pagine conosciamo subito la tragica sorte del personaggio.
😶🌫️La storia si avvolge nel mistero e si mischia a un crimine brutale accaduto in Milano.
Senza aggiungere molto, la storia è dinamica e coinvolgente. La scrittura di Fabio è essenziale, pulita e chirurgica. Fabio va subito al dunque bilanciando una giusta dose di brivido, mistero, repulsione e non può mai mancare il lato emotivo che riesce a trasmettere al lettore con un messaggio importante.
🪓Il romanzo mi è piaciuto proprio perché ho trovato un equilibrio di tutti questi elementi, ho apprezzato la simbologia presente nel romanzo (ahimè non posso dire altro, il rischio di spoiler è alto!).
Fabio in questo romanzo ha trovato la propria voce letteraria, è un genere che gli appartiene e si destreggia bene tra queste note.
Romanzo unico ! Il protagonista nelle prime pagine muore e quindi per tutto il libro è un fantasma ! Che vede il mondo da un punto di vista estraniato dal mondo dei viventi , vivendo Milano da una posizione unica e impossibile da imitare ! Incontra e conosce altri fantasmi , qualcuno più simpatico di altri e capisce come quello di cui ci siamo privati in vita ci insegua nell’aldilà … l’esempio è una ragazza anoressica che fissa una vetrina di dolci ( per L’eternità)
Ti fa capire come sia FONDAMENTALE, non privarsi di nulla per “paura” o “limite” , perché quando poi si muore il tempo non c’è lo da indietro nessuno !
Ma in questo romanzo c’è anche tanto altro ! La storia di una ragazza uccisa da un serial killer che non si dà tregua è una vivente che non dà tregua alla psiche del protagonista ! Insomma pieno di colpi di scena e di profondità è un romanzo che vi piacerà , non ho dubbi
Recensione completa su Instagram @laviaggiatrice.collibro
Una piccola perla in un mare di libri, in-esistenza è una storia di fantasmi, una storia di amore e un giallo, il tutto condito con suspence e ironia. Bravo l’autore a tenere alta l’attenzione del lettore senza mai essere noioso o dilungarsi troppo nella storia, un libro che si divora perché si ha assolutamente“bisogno” di sapere come finisce. Una menzione va fatta anche all’edizione, alla cura che ci hanno messo, copertina e inizio capitolo sono azzeccate, il nastro blu poi è una vera chicca.
recensione per blog Letture sale e pepe- copia arc
Lo conoscete Fabio, l’autore? Io posso dire di aver letto quasi tutto quello che ha scritto ma, ogni volta che prendo in mano un suo romanzo, non so mai cosa aspettarmi!
Le uniche componenti che hanno in comune i suoi libri sono una sottile vena ironica e le trame particolarissime, paranormali. Potete scoprire un romance, un fantasy, un urban fantasy o una dark novel dietro ai suoi titoli, aspettatevi di tutto: saprà sorprendervi.
In-esistenza tratta proprio la condizione dei “diversamente vivi”, ovvero quelli che noi possiamo chiamare fantasmi, spettri, spiriti, energia o come preferite.
Luca ha avuto un incidente stradale e si trova intrappolato in una sorta di limbo meneghino, dove fluttuerà qui e là venendo in contatto con altri suoi simili che lo indottrineranno sulle nuove prospettive di questa in-esistenza.
Il suo primo contatto sarà Amedeo, un ghostipo bizzarro, in fissa col sexxo, che lascia una sensazione di viscidume in chiunque lo incontri, noi compresi.
“Amedeo era la mia unica fonte attendibile di notizie sulla nuova realtà in cui ero”
Le ragazze dai capelli rossi devono essere la passione dell’autore, perché nei suoi romanzi le troverete sovente, in questo caso la fulva fanciulla ha il nome di Madison, è americana e lavora come cameriera in un bar in piazza Duomo. Incontrata casualmente in un locale quando era ancora vivo, Luca troverà in lei la sua ossessione da non vivo.
“Le dedicai l’inconsistente tempo che occupa un fiocco di neve quando si deposita in una pozza d’acqua. Quella ragazza avrebbe stravolto la mia esistenza…”
Passeremo le giornate con Luca che farà un vero e proprio stalking nei confronti della ragazza, seguendola ovunque ma, col tempo prenderà confidenza con altre entità e il suo aiuto si rivelerà fondamentale per aiutarle.
Non voglio dirvi troppo, c’è la mia Milano, delle belle ragazze, un omicida a piede libero, un commissario, diversi “prendete nota” da parte di Luca, che è la voce narrante, ai quali sorrideremo e l’essenza da bravo ragazzo che si porterà anche “oltre”.
Nonostante il plot possa sembrare triste, posso assicurarvi che la lettura si è rivelata godibile e ricca di spunti di riflessione, oltre ad un easter egg con un altro suo romanzo. Veramente carino e insolito.
“Sprechiamo tempo ad arrabbiarci per cose futili dimenticandoci di vivere appieno”.
In-Esistenza è una storia di fantasmi, di vita e di misteri da svelare. Tutto inizia quando il nostro protagonista si ritrova a morire e a scoprire un “mondo parallelo” popolato di fantasmi strani e un po’ scorbutici.
Ho trovato i personaggi creati dall’autore bellissimi e da assaporare per bene, i fantasmi che vediamo di sfuggita vengono caratterizzati con un particolare che rimane bene impresso, mentre quelli che rimangono un po’ più a lungo vengono caratterizzati a trecento sessanta gradi, a volte anche in poche righe, cosa che, per quanto mi riguarda, rivela la bravura dell’autore più di tutto il resto.
Tutto ciò che gira intorno l’ho trovato interessante, però ha acquisito più valore quando sono entrata nell’ottica che servisse principalmente a spingere Luca a riflettere su alcuni aspetti - non necessariamente cattivi - della sua vita.
Lo stile dell’autore è un altro punto forte del romanzo: c’è una sottile vena sarcastica che io apprezzo sempre e credo che recupererò anche qualche altro suo libro per scoprire se era una particolarità di questo romanzo in particolare o se la incontrerò di nuovo.
In-Esistenza è un libro che mi è piaciuto e che consiglio con tutto il cuore, anche a chi non legge questo genere, anzi, potrebbe essere un buon starting point!
Spettacolare. L ho divorato in pochissimi giorni. Lo stile di scrittura, la tematica del femminicidio, i dialoghi sono stati perfetti. Un libro stupendo e assolutamente consigliato per chi ama un genere diverso, un paranormale/thriller/fantasy ma con una visione graffiante e vera.