«Questo territorio dell’amore è un po’ come la Palestina, mista con il Tibet, il Pakistan e la Siria. Ha dei confinanti bombaroli, insidiosi, alcuni addirittura in guerra.»
È invalsa la teoria che oggi ci si lasci più di ieri. Lo dicono gli psicologi, lo dicono gli avvocati e in effetti ci si lascia molto, ci si lascia presto. Sembra quasi che la quantità di volte in cui ci si lascia superi quella delle volte in cui ci si mette insieme, il che pone perplessità algebriche. Le coppie scoppiano, poi se ne formano di nuove, nascono famiglie allargate, i contorni delle relazioni si fluidificano, si sperimenta di più – con i corpi come con i sentimenti – e insomma la sensazione è che si faccia un gran casino. Ma intanto che sorgono nuovi (non)schemi le vecchie tignose regole tentano di resistere per ricondurci a ruoli superati (o almeno superandi). Teresa Cinque, che si definisce ‘‘ricercatrice sentimentale’’, ha molto errato nei territori dell’amore, in entrambi i sensi che la parola errare offre. Sia quello di sbagliare che quello di viaggiare, camminando anche sui bordi della mappa e interrogandosi sul misterioso rapporto che lega le persone tra passione, lotta e tenerezza, tra ormoni e mistica, tra gravità e leggerezza e senza risparmiarci narrazioni e aneddoti tratti dal vissuto personale (quello che si chiama sporcarsi le mani o, anche, partire da sé). Questo libro è il risultato delle sue esplorazioni e, in quanto “manuale umile”, contiene diversi consigli, a cominciare dall’invito, a tutti, di prendere coscienza di quel che è accaduto tra uomini e donne finora. Dell’oppressione che un genere ha esercitato sull’altro, consapevolezza indispensabile per dialogare su basi concrete e senza continuare a fraintendersi (o fingere di). In poche parole per uscire dal garbuglio di regole, tabù, malintesi e “doveri” che quasi non ci lasciano più respirare c’è bisogno di femminismo, sia per le donne che per gli uomini. Ecco quindi la necessità di questo libro, così chiaro e talmente prezioso che avreste voluto averlo tra le mani anni fa. Fin da quando frequentavate la scuola. Anzi fin dall’asilo, perché la verità è che da lì dobbiamo ripartire, dalle basi.
Siamo partiti male, a tratti malissimo. Quello che ho percepito nei primi capitoli è un'autrice, della peggior specie di femministe, molto arrabbiata (per non dire incazzata nera) con gli uomini. Arrabbiata per tutto quello che è successo per secoli fino alla metà del '900. Lo ammetto e non me ne vergogno, questa rabbia è ciò che più mi allontana dall'universo femminista. Non ho mai capito se questa rabbia servirà a compiere un colpo di stato e prendere il potere del mondo, ristabilendo delle differenze: la donna che comanda e l'uomo costretto a nascondersi. A parte questa digressione, i primi capitoli mi hanno portato quasi ad abbandonare il libro. Ma io sono una donna, anzi un essere umano, tenace ed ho continuato a leggerlo. Da circa 1/3 il libro cambia rotta, si inizia a parlare di relazioni, amore e sesso, sempre dal punto di vista femminile ma senza martorizzare l'universo maschile. Molto interessante il capitolo sulla bellezza fisica, dove l'autrice ha cercato di rispondere alla domanda:"te pensi che per le persone belle e perfette sia semplice relazionarsi con gli altri?". Uguale anche il capitolo sul cunnilingus e sulla mancanza di un termine italiano che lo definisca, al contrario del termine pompino o simili per parlare di fellatio maschile. Un aspetto che non avevo mai considerato è che è oggettivamente frutto di secoli di storia dove il piacere sessuale femminile era un Taboo. Siamo quindi ancora indietro sul sesso delle donne? Si questo si, anche se, secondo me, stiamo gestendo un po male questo aspetto bellissimo delle relazioni e della vita. Non staro qui ad analizzare il mio pensiero perché senno non finisce più questa recensione. L'autrice ha uno stile di scrittura molto semplice e simpatico (ancora devo smettere dal ridere dal capitolo sugli uomini sposati) che rende la lettura piacevole e coinvolgente. Molti sono stati gli spunti di riflessione, molte anche le sorprese quando mi sono trovata a dire tra me e me "davvero? Questo non lo sapevo" o, soprattutto nella parte finale del libro, analisi di pensiero condivise con quella scrittrice che inizialmente mi aveva fatto tanta rabbia. Per la mia tenacia e per la sopresa ricevuta, assegno a questo libro (immaginatemi con il tono di Silente al banchetto di fine anno del primo capitolo della saga di Harry Potter) 4 stelle.
Semplice, divertente e molto accessibile. Non direi particolarmente illuminante per chi è già piuttosto "formato" da un punto di vista femminista (anzi, direi che siamo ad un livello molto base, tipo l'A1 del femminismo), ma non per questo meno riuscito, visto che si propone proprio come guida terra terra indirizzata soprattutto a un target medio non avvezzo a tematiche simili. Dalla prospettiva di una 23enne cresciuta a pane e femminismo, questo è un libro da regalare a vostro zio quarantenne che ha una visione estremamente fallocentrica del sesso (e lo capite dalle becere battute eteronormate che tira fuori ogni dieci minuti ai pranzi di famiglia), o a vostro padre cinquantacinquenne che quando avevate sei, nove, dodici anni vi rimproverava di chiudere le gambe quando vi buttavate a terra per giocare coi Lego, perchè "le signorine stanno composte" (a vostro cugino non lo diceva), e forse anche a vostra zia o vostra madre, che le vedete da anni ossessionarsi davanti allo specchio con questa o quell'altra crema viso nel tentativo di appianarsi quelle rughe che hanno imparato a considerare brutte. E alla fine dei conti, anche per chi è "un po' più avanti" nel senso di formazione femminista, può fornire degli ottimi esempi e degli utili strumenti per affrontare conversazioni produttive con chi è ancora lontano da tematiche che verrebbero additate come "radicali" (guai a toccare il binarismo di genere).
In sostanza, se potete, regalate il libro a vostro zio; se sapete già che non lo leggerà, magari tra queste pagine ci trovate la spiegazione perfetta da proporgli al prossimo pranzo di famiglia...e anche se decidete di voler evitare discussioni e volete leggere il libro solo per voi, resta una lettura scorrevole e gradevole, e l'umorismo di Teresa Cinque intrattiene e fa sorridere.
Sono fatta così, usa la lettura per allontanare la mia testa da tutto ciò che mi mette ansia, rabbia e dolore e come sempre funziona. Finché ho deciso di leggere dei miei dispiaceri ed ho iniziato questo libro. Ho rivisto in questo libro me stessa e alcune delle mie storie, è stato piacevole sentirsi meno sole, sentire che capita, che passa e poi ricapita. Grazie Teresa per i tuoi umili, chiari e simpatici consigli, spero di farne ottimo uso.
Libro divorato in due giorni. È una sorta di manuale sull'amore e su tutti gli stereotipi che lo accompagnano legati al mondo femminile, alla visione patriarcale delle donne e delle loro vite, della vita in generale, delle relazioni. Offre molti spunti di riflessione e ti getta davanti delle ovvie verità che però non tutti danno per scontate, anzi. Libro super consigliato, sia a uomini che a donne!