Nei disomogenei scenari dell’arte del nostro tempo, Vincenzo Trione individua l’affermarsi di una l’arte politica, compendiata dall’espressione «artivismo». Ne sono protagonisti artisti-intellettuali, che percorrono vie differenti. Alcuni realizzano opere volte a testimoniare le urgenze della cronaca e il dramma dei migranti. Altri costruiscono installazioni attente a questioni ambientali ed ecologiche. Altri ancora, come gli street artists, propongono colorate forme di riestetizzazione urbana, nelle quali, spesso, commentano fatti ed eventi dell’attualità: originali interventi all’interno di contesti segnati da emarginazioni e da problemi sociali. Ipotesi diverse per dire con forza le ragioni dell’impegno civile.
Per chi è appassionato o lavora nel campo dell’arte è una sorta di libro di temi conosciuti e non. L’arte che denuncia i morti in mare di popolazioni che scappano da miseria e guerra. I film che parlano di arte e di quello che è ritenuto arte.
È un saggio scritto divinamente anche se in certi tratti sembrava assumere una sorta di elenco di quei film, libri o opere d’arte riguardanti quell’opera d’arte con annessa la sia bibliografia specifica.
Insomma un saggio che consiglio per chi deve creare un elaborato di arte contemporanea collegato con temi sociali e politici di cui si parla molto spesso.
Come lettura leggera non la consiglio perché molto specifica e a tratti impegnativa soprattutto se non si è esperti nel campo.