Questo libro non studia i modi di figurarsi del testo nella mente del destinatario, gli apparati retorici di un bel ritratto. L'interno è altro: l'autore va in cerca di quei libri, di quei romanzi sapienziali nei quali si descrive per nascondere, si dice ciò che manca. In questa prospettiva, il celebre capitolo di Rabelais in cui le parole gelano in aria, o Le città invisibili di Calvino che si reggono sul nulla diventano emblemi di quegli spazi letterari che Carlo Ossola ricostruisce qui in una mappa.