Una perla per botanici e appassionati
Atlanti di botanica elementare raccoglie le lettere scritte da Jean-Jacques Rousseau a Madame Delessert, sua cugina e amica, desiderosa d’insegnare botanica alla figlia. Le lettere originali meritano senza dubbio 5 stelle: si tratta di una prosa scorrevole, elegante e precisa, che riflette pienamente la competenza botanica dell'autore di Rousseau e apre una finestra affascinante sulla scienza del XVIII secolo e sulla pedagogia di Rousseau.
Tuttavia, il giudizio sull’edizione complessiva è compromesso da diversi difetti editoriali, e da qui il voto finale di 3 stelle.
Primo, il titolo fuorviante: Questo non è un atlante: le lettere incluse trattano solo sei famiglie di piante. L'argomento e' trattato in modo elementare, ma non certamente esaustivo.
Secondo, le illustrazioni sono artistiche, ma non scientifiche. Sono indubbiamente belle, ma inadatte allo scopo: le piante non sono chiaramente visibili, non hanno labels, e mancano di captions. Le tavole non riportano né il nome comune né quello scientifico delle piante raffigurate. I nomi comuni sono nascosti in fondo al volume, rendendo l’esperienza di lettura confusa e poco funzionale.
Un altro punto critico è la quasi totale assenza di aggiornamenti scientifici. L’edizione si limita a riproporre il testo del Settecento con limitati aggiornamenti. Come insegnare la disciplina se le informazioni sono scorrette? Alcuni esempi:
- I nomi delle famiglie seguono la vecchia nomenclatura, ormai in disuso da 30 anni. Ad esempio, le ombrellifere sono Apiaceae. Questo e' accettabile nel caso della traduzione originale del '94, non in un libro di botanica del 2021.
- Le "mascherate" non esistono come famiglia, esistono invece le Scrophulariaceae, Plantaginaceae, etc.
- La mancanza di nomenclatura binomia e' piuttosto grave, soprattutto in luce degli estratti finali, dove Rousseau ne discute ampiamente l'importanza ("introduzione").
- Ciliegie, prugne e albicocche non sono parte della stessa specie, ma specie differenti.
...e cosi via.
In sintesi, Rousseau resta straordinario. Ma questa edizione lo serve male. È un’opportunità sprecata di avvicinare il lettore moderno alla botanica e alla natura in generale.