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Inspector McKee #10

Non era una colomba

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Mass market paperback. Tagline... Nobody cried at the beautiful model's funeral - too many people had good reasons for wanting her dead.

190 pages, Paperback

First published January 1, 1940

11 people want to read

About the author

Helen Reilly

56 books9 followers
Helen Reilly was an American novelist. She was born Helen Kieran and grew up in New York City in a literary family. Her brother, James Kieran, also wrote a mystery, and two of her daughters, Ursula Curtiss and Mary McMullen, are mystery writers.

Reilly's early books were police procedurals based on her research into the New York Homicide squad. Her most popular character is Inspector Christopher McKee. Reilly also used the pseudonym Kieran Abbey.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Sushi (寿司).
611 reviews161 followers
January 1, 2022
Mega Maratona Classici Giallo #5:

Porto sempre a termine i libri ma sinceramente no. Non mi è piaciuto.
Mi sono persa nei personaggi sin dall'inizio. Le descrizioni per me sono troppo imposte ed eccessive. Uccidono la mia immaginazione e faccio fatica ad immaginare le cose. E dire che iniziava pure bene....
Il modo di lavorare di McKee & Co è pure strano oppure sono sempre i personaggi che mi continuano a confondere.
Al capitolo 24 di 26 non abbiamo ancora risolto niente e il modo di agire di Pierson nel capitolo 21 è avventato non che un po' strano. 90 kili 40 anni fa fatica a stare dietro in un inseguimento e poi mi scala una finestra e un tetto come se niente fosse. Ma dai. Che cavolata.
La fine è meglio non parlarne. Per tutto il libro 25 capitoli (o 24 a seconda del punto di vista) inseguimo ... almeno si fossero seguite altre piste oltre a fissarci su questa persona. Finale ridicolo e affrettato. 👎
Se non altro il testo è scorrevole.

Comunque ho anche qualche dubbio sui tempi verbali usati nella traduzione.
Profile Image for Gabriele Crescenzi.
Author 2 books13 followers
July 6, 2021
Helen Reilly è stata una delle più grandi autrici americane di gialli, creatrice di storie accattivanti e di trame ricche di suspence e di colpi di scena.
Nata nel 1891 a New York in una famiglia benestante (il padre era il direttore di una rinomata scuola femminile), Helen iniziò a scrivere romanzi polizieschi su consiglio di un amico di famiglia, lo scrittore William McFee, cominciando nel 1930 con "The Diamond Feather", romanzo che introduce la figura del carismatico e geniale ispettore Christopher McKee, il cui nome aveva modellato su quello del suo buon consigliere. L'arguto segugio comparirà in altri 30 romanzi, in cui Reilly mescolerà la deduzione tipica del mystery classico al procedural tipicamente americano. Nel 1953 viene nominata presidente del Mystery Writers of America. Ebbe quattro figlie e due di loro, Mary McMullen e Ursula Curtiss, divennero a loro volta scrittrici di gialli. Morì nel 1962.

Di Helen Reilly avevo letto "La porta socchiusa", romanzo che mi aveva avvinto e che presentava un buon enigma con un cupo e ingegnoso finale. Ho deciso quindi di scoprire altri suoi romanzi, iniziando da "Non era una colomba" ("Murder in Shinbone Alley", 1940).

"Non era una colomba" è un romanzo scorrevole, dallo stile dinamico e gradevole, popolato da personaggi interessanti e ambigui, con un buon enigma ma un finale un po' affrettato e deludente.

Il romanzo inizia subito con un delitto: mentre l'agente Grim svolta in Shinbone Alley, a New York, durante i suoi giri di ronda, un corpo cade dall'alto sul selciato. Purtroppo per la donna, vestita con un candido abito da sposa, non c'è nulla da fare, è morta sul colpo. Allertata la centrale, viene incaricato del caso l'arguto e geniale ispettore Christopher McKee, il quale non tarda a riconoscere nella vittima la bella Barbara Baron, una delle ragazze più in vista della città. Per scoprire se si sia trattato di incidente o di altro, McKee sale al quattordicesimo piano del palazzo da cui sembra sia caduta e scopre che quella stessa sera si sta tenendo una sfilata nella Scuola Internazionale del Disegno che aveva sede lì. Barbara Baron, dopo aver affascinato tutti sulla passerella, si era ritirata su un balconcino isolato, ragion per cui nessuno si era accorto della sua assenza se non durante la premiazione. Il ritrovamento di un mantello impigliato alla ringhiera e la presenza di un fiammifero non appartenente alla ragazza fanno sospettare che lei non fosse sola prima di morire: è chiaro che si è trattato di omicidio. Qualcuno l'ha spinta, facendola volare per decine di metri con quel vestito fluttuante che la faceva assomigliare ad una colomba. Peccato che non sapesse volare. Chi è stato e perché? Nonostante l'aura di seduzione che spandeva e che attirava gli uomini dell'alta società new-yorkese, Barbara Baron aveva non pochi nemici: era il classico tipo di "femme fatale", di donna avida di denaro e amante del lusso che non lesinava a far di tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi. E per spianare la sua strada, aveva inevitabilmente calpestato molti. McKee avrà un bel da fare per trovare il colpevole che, pur di coprire le sue tracce, non esiterà a uccidere ancora e ancora...

"Non era una colomba" è un romanzo ben congegnato e con una trama incalzante e avvincente.
La struttura riflette chiaramente quella classica del giallo americano, con il delitto che avviene immediatamente nella narrazione, nelle prime pagine, per poi proseguire con indagini minuziose ma non strettamente canoniche con cui si svelano gradualmente i segreti o le azioni ambigue dei vari personaggi. Grande attenzione è rivolta agli interrogatori, alla verifica e al confronto tra le testimonianze per scoprire falle nelle deposizioni e per verificare la posizione di ogni sospetto. In questa prospettiva, l'opera si colloca a metà tra il giallo classico ad ambientazione urbana, in cui importanti sono l'interpretazione degli indizi e la ricerca di moventi legati alle relazioni più o meno implicite tra la vittima e i vari personaggi, e il procedural, che si fonda su un approccio pragmatico, sull'applicazione della prassi e della routine da parte della polizia, vera protagonista della vicenda, per disvelare la verità. Anche il personaggio di McKee riflette questa duplice anima all'interno della narrazione: da un lato rappresenta il funzionario delle forze dell'ordine, costretto a seguire un modo d'investigare convenzionale, metodico, in cui il risultato si ottiene tramite l'indefesso lavoro di prassi; dall'altro, invece, raffigura il detective dilettante e estroso tanto amato nella letteratura di genere, che si comporta in maniera eccentrica e che giunge al disvelamento dei fatti tramite un metodo personale e fuori dal comune. L'ispettore, per quanto si attenga alle norme sancite, conduce la sua investigazione in modo anticonformistico, suscitando spesso l'irritazione del suo capo. Il suo metodo è fondato su prassi, immaginazione e una discreta conoscenza della psicologia umana, la quale gli consente di prevedere alcune mosse o di fiutare pericoli nel giusto momento.

Uno dei punti forti della penna di Reilly è la sua capacità di creare una tensione via via crescente per tutto il corso della storia, di tenere avvinto il lettore attraverso l'uso accorto di espedienti narrativi intelligenti. La suspence e il senso di brivido dato dalla presenza oscura di un assassino sempre in agguato sono abilmente sorretti e gradualmente accentuati dall'autrice grazie a vari fattori: dapprima il susseguirsi rapido degli eventi, che culmina con il moltiplicarsi dei cadaveri, i quali conferiscono un senso di inquieto fatalismo e di crescente agitazione alle pagine; poi, a rendere scorrevoli le pagine, contribuisce anche il sapiente dipanarsi (o intricarsi) dell'indagine tramite scoperte graduali che nel contempo spiegano alcuni punti prima oscuri e rendono ancor più ingarbugliata la matassa di indizi e moventi; infine, il tutto è reso dinamico da personaggi che complicano le vicende con fughe improvvise, occultamento palese di prove, con cui si acuisce l'alone di sospetto e si creano false piste e un'atmosfera di estenuante mistero.
Altro punto positivo nell'opera è la caratterizzazione dei personaggi, breve ma estremamente efficace. I vari personaggi sono figure convincenti e realistiche, pennellate con maestria, e si rivelano soprattutto nelle loro azioni e le loro bugie.

L'enigma, d'altro canto, rappresenta un po' l'anello debole del romanzo: nonostante una parte della soluzione sia ingegnosa e l'identità del colpevole arrivi in modo inaspettato, il finale è molto affrettato e fondato più su illazioni che non su basi concrete e solide. Indizi materiali, infatti, non ce ne sono e McKee arriva alla verità esclusivamente sulla base della personalità del killer. Deludente anche il metodo utilizzato per costringere il colpevole ad uscire allo scoperto, essendo un cliché troppo abusato e non gradevole in un giallo ad enigma. Se ci fosse stato un impianto indiziario forte e ben nascosto, quest'opera avrebbe potuto rivelarsi un piccolo gioiello.

Dunque, "Non era una colomba" è un'opera molto piacevole, con una buona dose di suspence, ma con un enigma poco strutturato e saldo.
Profile Image for Ronnie.
685 reviews7 followers
September 27, 2024
"She collected men as I used to collect teapots, and with about as much feeling."

This book starts with a pretty spectacular splat, with the titular murder happening right away, the body in question falling 14 stories from a building in lower NY and landing practically at a patrolman's feet by the end of the fifth sentence. Reilly's description of the scene in that first chapter as a throng of people gather around trying to get a look at the body is really good and promising, as this serpentine sentence attests:
"The girl who had smiled out at the great American public from magazines and rotogravures, who had been soothed by bath salts, invigorated by cigarettes, who had kept her complexion flawless with soaps and lotions and creams and unguents, who had been a hot spot in New York's gayest and hottest spots for eighteen scintillating months, lay gazing sightlessly toward the street into that dense mass of spectators straining at the ropes for a close-up of the knockout in this unexpected and final round."

Unfortunately, that is as good as it gets, and there are 25 chapters after that first one. The protagonist, Christopher McKee, lead inspector of the Homicide Squad, is confident and capable enough but doesn't have much going for him in the way of personality, charm, or, really, any memorable characteristics aside from being "lean and tall" and a "Scotsman," which Reilly really likes to refer to him as. The plot plods as McKee narrows the list of suspects down to nine--a group that too conveniently tends to keep showing up together in way too many places--all while being shadowed by the seemingly endless supply of detectives McKee has at his disposal. My favorite character was the shrewd, elderly, plain-talking Olivia Wren, but her role is minor and doesn't show up near enough. The Scooby-Doo-like "reveal" at the end relies on the grasping of unlikely info and isn't very satisfying.

First line:
"The one unfortunate thing Patrolman Grim did was forget to look at his watch."
Profile Image for Gordie LaChance.
51 reviews
March 30, 2025
Probably closer to 2.5 stars. An old fashioned (1940) mystery about the murder of a bitchy young socialite at a fashion school. The prose was a bit formal and clunky at times for my tastes. The story had tons of characters--a bit hard to keep them all straight and it was one of those stories where just about any of them could have turned out to be the killer depending on the author's whim. Still, it was a fun enough read.
Displaying 1 - 4 of 4 reviews

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