La piemme protagonista della serie TV in onda su Rai 1
I colleghi che si sentono in dovere di fare i simpatici a tutti i costi, le suocere impiccione, i tuttologi dell'ultimo minuto. Quelli che non si regolano durante il pranzo della domenica e quelli che chiedono «ti è piaciuto?» dopo aver fatto l'amore: nel suo mondo ideale Imma Tataranni non fa sconti a nessuno. Neanche a se stessa. Dopo il successo televisivo, la Dottoressa torna in libreria, ma non con una delle sue indagini: questa volta vuole dettare legge. Così, mentre risolve un caso o fa la spesa al supermercato, elabora le sue personali normative. Un libro divertente, struggente, pungente. Proprio come lei.
Mariolina Venezia (Matera, 1961) è una scrittrice e sceneggiatrice italiana. Vive a Roma, dopo aver vissuto a lungo in Francia. È autrice del romanzo che nel 2007 ha vinto il premio Campiello: Mille anni che sto qui, edito da Einaudi, saga familiare ambientata a Grottole, piccolo comune della Basilicata, che narra le vicende umane di cinque generazioni dall'Unità d'Italia fino alla caduta del muro di Berlino. Nel 2009 si è cimentata con il genere del giallo, pubblicando per Einaudi Come piante tra i sassi, ambientato a Matera, nuovamente in Basilicata. Segue il romanzo "Da Dove Viene il vento", pubblicato sempre per Einaudi, "Maltempo", che ha come protagonista Imma Tataranni, la stessa PM conosciuta in "Come piante tra i sassi". Ha pubblicato diverse raccolte di poesie e ha lavorato come sceneggiatrice di fiction televisive, per "La squadra", Don Matteo e numerose altre serie.
Imma Tataranni ha una visione del mondo mooolto personale. E quindi eccole qui, le pillole di “regolamentazione” alla sua maniera... che a dirla proprio tutta non depongono molto a favore della famosa piemme, anzi in qualche caso la rendono - se possibile - ancora più caustica di quanto già non sia. Chi ha letto altro della serie lo sa bene... C’è da dire però che non difettano di ironia e autoironia, perché nella sua testa se le suona e se le canta da sola queste “regole”, in barba alla realtà. Più di una volta affiora il sorriso, perché tanto si sa: Imma abbaia abbaia ma poi non morde. Anzi, a volte perdona, soprattutto si perdona... Ma come è umana lei!!! Me lo sono gustato piano pianino. L’episodio (ma si può definire così?) che mi è piaciuto di più? Il 34. L’omicidio dell’arpa, ma solo perché contempla anche una mini indagine.
N.B.: Alcune “fantasie legislative” sono più simpatiche; di fatto non aggiungono e non tolgono niente alle storie fin qui raccontate, ma leggete questo volumetto dopo gli altri...
Che Imma Tataranni è un po' str*** è risaputo. Questo libro ci fa conoscere meglio la sua str***aggine, ma anche le sue motivazioni che, a dirla tutta, non sono neanche sbagliate, anzi sono spesso condivisibili (in fondo in fondo, siamo tutti un po' str***, no?) E però, Imma, quanto pessimismo e quanta rabbia più o meno giustificata verso tutto e tutti. Lo so che il mondo così com'è non ti piace - e non sei la sola, non credere - e faresti delle leggi per punire i più arroganti e i più menefreghisti; però stare sempre col broncio fa male alla salute, senti ammè!
Che dire di questo libretto? A parte che l’ho adorato, naturalmente. Avete presente quando si dice è proprio come una bibbia? O in questo caso, come un codice normativo? Si tratta infatti di un vero e proprio Codex redatto dal Sostituto Procuratore più temuto e intransigente del Sud Italia, Imma Tataranni.
Ho parlato in precedenza dei romanzi di Mariolina Venezia con lei come protagonista, vi consiglio infatti di recuperarli prima di addentrarvi nella lettura di questo, per poterlo apprezzare e comprendere al meglio, visti i numerosi riferimenti alle precedenti indagini.
Di cosa si tratta quindi? Se conoscete Imma, saprete che ha una visione tutta sua del mondo, e che la maggior parte della gente la infastidisce, e alcuni comportamenti sarebbero da mettere alla gogna, non ha mezze misure, per questo motivo per trattenersi ha creato mentalmente un codice normativo che elenca i delitti e le relative pene.
“Ecchecavolo” è un pamphlet – un po’ divertente e un po’ triste – di norme volte a regolare piccoli fastidi e grandi mali di tutti i giorni, dalle battute che non fanno ridere agli impiegati che scaldano la sedia, dal decreto sposta suocere, al patentino per le donne in gravidanza e tanti altri. Ognuno di noi che si sia trovato davanti ad una situazione irritante o ingiusta, è normale che abbia pensato almeno una volta come punire quella determinata azione, e siccome Imma crede e applica il concetto del chi fa da sè fa per tre, non solo ha elencato alcune di queste situazioni, ha fatto la legge, deciso la pena e comminato la sanzione, e chi si è visto si è visto… Ecchecavolo!
“Immacolata Tataranni detta Imma si immaginava un mondo fatto a modo suo. Dov’era lei a dettare le regole. Nessuno lo sapeva, e pochi, pochissimi - probabilmente solo suo marito - lo immaginavano, ma ecco cosa stava facendo: legiferava. Troppi, non si potevano ignorare, restavano i buchi della normativa in vigore, che con tutta la buona volontà non riusciva a coprire le infinite occorrenze della vita quotidiana, né tantomeno a raddrizzare la brutta piega che aveva preso il mondo. Nel chiuso della sua calotta cranica, allora, si svolgeva un’intensa attività legislativa, spesso con tanto di votazioni, o addirittura referendum, perché non sempre la dottoressa Tataranni si trovava d’accordo con se stessa. E questo avrebbe dovuto essere garanzia della sua buona fede. Ma tanto la gente sparlava a prescindere”.
Adoro la serie televisiva, ma questo libro non mi ha detto granché. E poi la sintassi è irta e logorroica. In un capitolo le parole di Imma si lamentano persino di come il suo personaggio sia stato reso nella serie!