"Fortuna" di Nicolò Govoni racconta una storia autentica, cruda e, a tratti, terrificante.
Parla di un mondo dispotico in qui questa volta i profughi sono gli europei, costretti alla fuga a causa di una guerra civile.
E così cercano alloggio a Truva, nel più grande campo profughi della Turchia, una città fantasma che promette sicurezza e felicità, ma che nasconde una realtà ben diversa da quella tanto promulgata...
Una storia che poteva riguardare ognuno di noi, poteva riguardare me che oggi, invece di leggere questo libro, avrei potuto vivere i fatti narrati al suo interno. E invece no, perché sono nata "nella parte giusta del mondo", sono nata fortunata.
Quella stessa fortuna che milioni di persone, invece, non conoscono e non sanno nemmeno cosa significhi. Milioni di persone, di cui tanti bambini, che conoscono solo la fame, la sofferenza, la povertà, l'ingiustizia, l'abuso, ma che forse in fondo ai loro occhi, mi auguro, hanno ancora un po' di speranza.
Questa storia parla di ognuno di loro. È un racconto intensamente coinvolgente, ricco di emozioni e di fatti tristemente accaduti nella storia. Un libro che vuole denunciare le ingiustizie del mondo in cui viviamo.
Basterà cambiare i nomi dei protagonisti, Hans, Juju e Nonna, per ritrovarsi catapultati nella realtà.
💭 "Sono rinchiusa qui perché ho avuto la sfortuna di nascere dalla parte sbagliata del mondo, e questa non è una colpa per cui ho intenzione di scontare alcuna pena."
Con "Fortuna", Govoni ha voluto anche mettere in luce il lato tossico dei social media, la dipendenza dai cellulari e dai sorrisi finti mostrati online per sentirsi accettati dalla società odierna.
Vi consiglio vivamente di leggere questo libro: un racconto straordinario e uno dei più belli e, al tempo stesso, tristi che abbia mai letto.
Un racconto volto a farci profondamente riflettere e a farci sentire più grati della vita che viviamo.
Voto: ⭐️ ⭐️ ⭐️ ⭐️ ⭐️