Sofia va in seconda media, ha una casa troppo grande e paura del buio. Giacomo mette pace tra tutti e ha un papà che gli scrive due volte all’anno. Bartolomeo vive con i nonni ed è già tutto ormoni, caramelle e rock’n’roll. Delia si arrampica ovunque, al contrario di suo fratello Leonardo, a cui piace starsene tranquillo a suonare la chitarra. Isabella odia essere a dieta, da grande sogna di fare la veterinaria e porta sempre con sé la sorellina Carlotta, velocissima di gambe e di testa. Sono sette, sono amici. E ogni venerdì, quando si ritrovano nel loro Olimpo, diventano la banda degli Dei: Atena, Marte, Dioniso, Artemide, Apollo, Venere e Mercurio. Tra miti raccontati come solo a dodici anni si può fare e misteriosi furti che sconvolgono le abitudini del loro piccolo paese, queste incredibili divinità un po’ onnipotenti e molto adolescenti si troveranno ad affrontare (e risolvere!) problemi più grandi di loro. Grandi come i genitori, che non ci sono mai o ci sono troppo. Come l’intolleranza e i pregiudizi. Come un libro da pubblicare con le loro sole forze. Perché non si è mai troppo piccoli per essere grandi.
Barbara Fiorio, nata a Genova nel 1968, formazione classica, studi universitari in graphic design, un master in marketing communication, ha lavorato per oltre un decennio nella promozione teatrale ed è stata la portavoce del presidente della Provincia di Genova.
Come sapete sono una grandissima appassionata di tutto ciò che ha che fare con la mitologia, quindi quando ho visto questa nuova opera firmata Rizzoli, che come sapete ha sempre il primato di mia casa editrice preferita, non ho potuto non desiderare di leggerla. La nostra storia per ragazzi, vede protagonisti un gruppo di sette amici appassionandosi alle storie degli dèi greci e romani. Ogni venerdì si incontrano per le loro storie e ognuno si identifica con una diversa divinità: Giacomo è Marte; Leonardo è Apollo e sua sorella Delia è Artemide; Bartolomeo è Dioniso; Carlotta è Mercurio, sua sorella Isabella è Venere e Sofia è Atena. Ragazzi intelligenti e ognuno con una particolarità che gli ha permesso di avere il loro personale Dio, associato, ma anche giovani con diversi problemi, famigliari e non: tra la più comune paura del buio a chi ha un padre assente, i nostri amici ci portano in questa lettura, tematiche importanti che insegnano ai più giovani ma ricordano anche a noi più adulti, come affrontare le varie difficoltà che la vita ci insegna e su dove appoggiarci per trovare questo coraggio: la nostra Banda degli Dèi lo fa con la mitologia, voi invece come fareste? Un libro da una lettura semplice e delineare, con una bellezza estetica e interna come sempre ci presenta Rizzoli le sue opere per ragazzi, donandoci opere meravigliose anche già al tatto e alla vista. Ho adorato tutto dall'inizio alla fine e lo consiglio assolutamente a tutti coloro che amano il genere e vogliono fare un bel regalo sotto l'albero.
La banda degli Dei si trova in un paesino del Piemonte, nemmeno tanto lontano da Torino ma di sicuro non ben collegato. Sono sette ragazzi delle medie più una sorella mercuriale velocissima che si ritrovano un un vecchio magazzino per parlare delle storie degli Dei dell'Olimpo. La passione è stata scatenata da un libro che Giacomo trova a casa del nonno e che racconta di diversi miti. Ogni ragazzo si sente molto vicino ad un particolare Dio olimpico per una caratteristica fisica o caratteriale e così, quando entrano nel capanno, cambiano identità. Questa forse, che è la forza dell'amicizia, li porta a compiere imprese eccezionali. Piccole imprese che riescono a generare importanti cambiamenti nelle loro vite, e non solo alle loro. In questo modo riescono a imporsi e a far sentire la loro voce. Ognuno di loro ha una situazione familiare più o meno complessa e attraversano delle crisi che ogni preadolescente potrebbe affrontare, sembrano soccombere ma alla fine riescono a trovare un modo per rialzarsi e fare la scelta giusta. Non so l'età di lettura consigliata ma direi almeno l'età dei ragazzini, terza media diciamo, non tanto per le storie dell'Olimpo che vengono, seppur brevemente riportate ma per la parte personale con separazioni, abbandoni e incomprensioni. Per carità, ci sono ragazzini che affrontano quotidianamente questi temi anche da più piccoli però vederli scritti anche su carta, anche se fa riflettere, potrebbe anche intristire. Di sicuro il messaggio che manda è molto positivo, i problemi vanno affrontati, si deve parlare o comunque far emergere il proprio disagio, ciascuno nel modo che sente più proprio. Solo con il dialogo si possono superare le difficoltà. e far entrare questo in testa a ragazzi preadolescenti è sicuramente importante.
Giacomo, dodici anni, e i suoi amici utilizzano il vecchio capanno del nonno per riunirsi e parlare di miti classici e dei loro problemi familiari e scolastici. Sono sette ragazzini diversi tra di loro, hanno dei soprannonmi ispirati alle divinità e chiamano il loro gruppetto “la banda degli dei”. Quando il loro piccolo paesino nel biellese, in Piemonte, diventa preda di numerosi furti nelle abitazioni, i ragazzi capiscono che devono iniziare a indagare, anche perché alcune persone cominciano a spargere malignità sulla famiglia di alcuni di loro. Questo libro è stato scelto da mia figlia di undici anni appassionata di mitologia, ma è rimasta un po’ delusa perché le parti che trattano dei miti sono davvero poche e la parte dedicata al giallo è piuttosto banale e intuibile. Principalmente tratta di ragazzini alle prese con diversi problemi familiari e adolescenziali, dai quali nel suo caso non si è sentita rappresentata ( per fortuna, in questo caso, perché alcuni problemi sono piuttosto dolorosi). Il finale è il classico lieto fine. È un romanzo che può interessare coloro che vogliono leggere delle pagine incentrate sui sentimenti e le preoccupazioni tipiche dell’adolescenza. Lo stile è molto semplice scorrevole, adatto ai ragazzini a partire dai dieci anni per i temi trattati.
L'autrice sostiene nella postfazione che non è facile inquadrare questo libro, se nella narrativa per adulti o per ragazzi. Io ho una mia opinione: è un libro per adulti scritto come se fosse un libro per ragazzi. Non è un difetto, è una feature: lo si legge con gran piacere, ricordando quei pomeriggi in bicicletta con gli amici con uno spirito molto più sincero di quello di Stranger Things, succedono un sacco di cose, i personaggi sono complessivamente ben costruiti (qualcuno più, qualcuno rimane più abbozzato), fa piacere che non ci siano superpoteri, ci si commuove anche qua e là, il ritmo è indiavolato e non molla mai un momento. Ma i ragazzi non sono ragazzi, sono una proiezione di come sono i ragazzi secondo gli adulti, e il punto di vista degli adulti è spesso predominante; inoltre il focus del libro è "riscoprire quelle cose vecchie che in realtà sono così fighe", dai miti greci al rock'n'roll (e tacerò, anzi non taccio sul fatto che sia riuscita a scrivere che "il latino apre la mente", santa polenta), e a parte la presenza dell'occasionale smartphone il paese del 2021 è indistinguibile dallo stesso negli anni '80. Beh, forse è così.
Ci troviamo a Casaccio sul Cervo, in provincia di Biella, dove una vecchia falegnameria diviene la base di ritrovo di sette giovani amici. Alla base della storia c'è la passione per la mitologia, tant'è che ogni protagonista ha caratteristiche riconducibili alla divinità di cui ha preso il nome. Si tratta di una storia che racchiude diverse trame che si intrecciano fra di loro, affrontando tematiche molto forti e fragili allo stesso tempo come la separazione dei genitori, la lotta contro il bullismo o il pregiudizio nei confronti del diverso. Normalmente non leggo libri per ragazzi e oggi mi chiedo perché non lo faccio mai?....è una lettura leggera essendo per ragazzi ma allo stesso tempo ti aiuta a riflettere in modo semplice e diretto su diversi argomenti. Mi ha fatto tornare indietro al periodo liceale con non poca nostalgia dei tempi che furono, smuovendo sentimenti ormai nascosti nel cassetto della scrivania, e riportati a galla attraverso queste pagine. Per chi ama la mitologia assolutamente consigliato!
Romanzo che i genitori dovrebbero regalare ai loro figli per poi leggerlo di nascosto
I protagonisti di questo romanzo sono sette giovani amici che vivono in un paesino del biellese e si appassionano alle storie degli dei greci e romani così come raccontate dal nonno di uno di loro e si identificano ognuno con una divinità. Assieme si trovano ad affrontare la loro personalissima titanomachia contro genitori non cattivi, ma confusi come qualsiasi genitore di un adolescente. Barbara Fiorio ci mostra i grandi attraverso gli occhi dei ragazzi e confeziona quello che probabilmente è il suo migliore romanzo.
Che belle le storie di amicizia! Quell'atmosfera alla "stand by me", i miti greci, l'ingegno e la genuinità che solo i ragazzi possiedono, rendono questo romanzo davvero coinvolgente. Si ride e ci si commuove. Consigliato a chi ama i miti greci e le storie di amicizia.
Il libro é davvero scorrevole e da leggere tutto d’un fiato, é avventuroso e simpatico… personalmente mi sono sentita parte della bada degli Dei anche io!!! Ho adorato la spavalderia dei ragazzi. Libro stupendo‼️‼️
Libro bellissimo, eccellente. Mi ha incuriosito il titolo, ho letto la trama e l'ho acquistato. È un romanzo di formazione che racconta la storia di sette ragazzi/dei, della loro amicizia e dei cambiamenti che inevitabilmente si devono affrontare quando si cresce e matura. Tutte situazioni familiari diverse ma coinvolgenti che permettono al lettore di empatizzare con queste sette personalità. La trama si interfaccia con la storia dei miti greci che fanno da sfondo a tutta la narrazione e che si mostrano sempre attuali. Il libro è indicato per ragazzi, i protagonisti hanno dodici anni, ma consiglio la lettura a tutti soprattutto agli appassionati di mitologia greca. Ho letto che è il primo libro per ragazzi scritto da questa autrice, complimenti! Spero di leggere altro. Lettura consigliatissima.