Non mi è mai facile scrivere la recensione di un libro che mi ha entusiasmato, non perché non abbia altre parole da scrivere se non wow!, fighissimo, non potete capire che vi perdete, da leggere assolutamente!, no, non è nel mio stile. MI è difficile perché queste letture mi hanno dato talmente tanto che non so da che parte iniziare per scrivere tutto quello che ho da dire e per riuscire a trasformare tutto in parole per creare frasi che trasmettano al meglio tutti i miei pensieri. Allora la cosa migliore da fare è iniziare a parlarne. Il libro del quale oggi voglio raccontarvi le mie opinioni è The End di Francesco Grandis.
The End. La trama in poche righe
L'umanità ha raggiunto un periodo di prosperità e pace dove grazie alll'evoluzione tecnologica si viaggia a velocità inimmaginabili, si può fare turismo su Marte e ogni malattia è curabile grazie alla medicina robotica. Gli umani hanno raggiunto una vita media estremamente alta, si arriva fino a 120 anni e più, fino a che arriva il giorno in cui ci si spegne e basta. Si cessa di esistere. Tutti conoscono il giorno della propria dipartita, è conosciuto già da quando sono ancora nel grembo materno. Poi ci sono gli ipoviventi: quelli la cui vita à breve, molto breve e Matthew Freeman è uno di questi, ma arrivato il giorno della sua morte, però, non avviene nulla. Lui continua vivere.
Il mio primo libro di Sci-Fi
Io non sono un lettore di Sci-Fi, non perché non mi piaccia, anzi, è solo che non ho mai avuto la possibilità di leggerlo, e quando ne ho avuta la possibilità, non sapevo proprio quale titolo scegliere. The End è stato il modo migliore per iniziare.
Thriller Sci-Fi che racconta la storia di Matthew Freeman con una narrazione esterna che si astiene dal fare commenti ed esprimere giudizi. Spetta al lettore l'onore e l'onere di farlo in un terreno spinoso quale può essere il dilemma della scelta morale ed etica del sacrificio per il bene collettivo. Può essere giudicato egoista chi rinuncia a sacrificarsi? Chi si vota al sacrificio invece, è un eroe o soltanto qualcuno che non ha più nulla da perdere?
Le tematiche
Nel futuro prossimo in cui è ambientata la storia, il fatto che gli umani non debbano più temere povertà, catastrofi, razzismo, discriminazioni, malattie o guerre, sono ormai disabituati all'empatia. Gli ideali per i quali combattere non esistono più e tutto ciò a cui si guarda è solo la soddisfazione personale. Il male più grande è diventato la cecità intellettuale. Non ci si distingue più per la propria personalità e non si conosce più il significato di carità e altruismo.
A distinguersi ci sono i Nostalgici, uomini che sono più somiglianti agli uomini di oggi: hanno deciso di vivere in comunità e dimenticare la data della loro morte.
Lo stile
Quella di Grandis è una prosa piacevole che riesce ad alleggerire la lettura di un libro che mascherato da romanzo, solleva nel lettore questioni filosofiche importanti. Trovo spaventoso il mondo che dipinge l'autore: un mondo arido di sentimenti, un mondo in cui tutti sanno quando sarà il momento esatto in cui la ghigliottina chiamata morte si abbatterà sul loro collo per porre fine alla loro esistenza.
The End ha una trama originale che si sviluppa in modo dinamico in un crescendo che mi ha appassionato sempre di più. I dialoghi sono piaciuti coinvolgenti e capaci di dare ancora più movimento alla lettura. Una narrazione che cresce fino a esplodere nei capitoli finali e sorprendere nell'epilogo, che confesso, mi ha strappato qualche lacrima. Io sono troppo emotivo mi sa.
I personaggi
Matt Freeman è un bel personaggio, in fondo un protagonista che fa la differenza nella storia, non poteva mancare: lui è un rischio non calcolato, la nota stonata della melodia, l'inaspettato e l'inaccettabile. Nayana è invece quello che ho preferito: una donna libera, pura, uno spirito libero e vivo.
Mi è piaciuto scoprire le diverse personalità dei personaggi attraverso i loro sguardi, i dialoghi, il modo di muoversi e di parlare o non parlare. La scelta dell'autore dividere il libro in capitoli brevi, rende tutto più dinamico e veloce da leggere. Nessuna grande spiegazione riguardo il world-building, accenni storici, ma nulla di più. Non mi interessa avere un'esagerata quantità di informazioni che rischierebbero di rendere il libro un polpettone difficile da digerire. In fondo il target della storia non è illustrare per filo e per segno tutto ciò che circonda Freeman, ma la sua storia, di come e perché lui è diverso dagli altri. Una storia che viene costruita pagina dopo pagina e ti porta in una grande avventura fatta di fantascienza, filosofia e pensiero libero.
Conclusioni
La tecnologia nata dalla fantasia dell'autore è esattamente ciò che molti di noi sognano di avere in un futuro, un futuro possibile e non troppo lontano. Per assurdo, agli occhi di noi che viviamo nel 2023 l'utopia più grande non sembra tanto il livello di tecnologia raggiunto, ma per assurdo è l'idea di un mondo senza guerre, senza povertà e senza discriminazioni di ogni genere. In un certo senso tutto ciò rende questo romanzo distopico. Un 2217 utopico.
Piacerà sicuramente agli amanti della Sci-Fi e anche a chi come me ama le storie profonde che fanno pensare e riflettere su temi particolarmente profondi. Perfetto per chi vuole iniziarsi alla letteratura Sci-Fi, ma non sa che titolo scegliere.