Una donna si accorge che qualcuno abita nella sua testa. All’improvviso, la voce di un’altra donna si è insinuata nei suoi pensieri. Iniziano a dialogare: hanno progetti incompiuti, desideri e paure, speranze perdute ed altre che, ostinatamente, conservano. Come tutti. Soltanto che una di loro vive in questo nostro mondo, l’altra si trova nell’aldilà. Anna ha vissuto a Londra all’inizio del secolo scorso: lavorava in una fabbrica di fiammiferi, un’esistenza trascorsa a fare figli, scappando dalla povertà e combattendo la fame. Adesso cammina verso chissà dove, insieme a un gruppo di sconosciuti in un deserto abbacinante. L’altra donna vive il nostro presente: ha un compagno, due case, un amante e un lavoro d’ufficio. È opaca in una realtà fatta di ombre, forse per questo si è abituata cosí in fretta ad avere un’ospite in testa. Insieme elaborano un piano per trovare la risposta al mistero che le avvolge, e forse per salvarsi. Perché su una cosa non hanno dubbi: le scopriranno. I morti – precipitati in quell’infinita distesa di sabbia arancione solcata da fiumi che sembrano fatti di latte – sanno essere spietati: chi mette in pericolo il baricentro del gruppo viene lasciato indietro, a seccarsi come una statua di sale. Un’esperienza di lettura inedita e spiazzante, che esplora la forza della mente e dei suoi guasti. Con una lingua tersa che non ha paura dell’indicibile, Maurizio Torchio ha plasmato un nuovo e materico aldilà. Mentre le due protagoniste cercano un varco nella barriera che separa l’incompletezza di quello che c’è dallo splendore di quello che manca, anche chi legge si ritrova a contemplare l’abisso.
Un inutile spreco di inchiostro. Pagine di deliri sconclusionati. Una vicenda che non procede e gira solo su se stessa. Un romanzo che è spocchia e zero sostanza. Non è obbligatorio scrivere romanzi se non si ha nulla da dire. Anche se è breve, non vedevo l'ora di finirlo. Una lettura inutile, la peggiore, per me, di tutto il 2021. Credo che l'autore si sia molto compiaciuto a scrivere questo flusso di pensieri e questi dialoghi che non portano a nulla. Io, lettrice, ne avevo abbastanza già a pagina 50. Con felicità apro un nuovo libro. Ps. Ma chi crederebbe mai che una donna dei primi del 900,povera, appartenente ad una classe sociale bassissima, parli così? Con un linguaggio così forbito e strutturato? Per me un sonoro no. Taccio l'aspetto psichiatrico della vicenda, che meritava una spiegazione migliore, e soprattutto una maggiore contestualizzazione. Non dico nulla dei non-personaggi di tutta la vicenda, che sono esili manichini, ombre. Non mi esprimo sul finale che non è un finale. Insomma, mi chiedo, era necessario perdere tutte queste energie, nello scrivere e nel leggere queste pagine? Credo che l'unico che si sia divertito, in tutto ciò, e che abbia capito il "senso" di questa storia (sempre ammesso che ce ne sia uno), sia l'autore. A posteriori direi che avrei preferito fare altro. L'unico punto positivo, a mio parere, oltre all'inizio, che è intrigante, è che si tratta di un libro molto breve. Meno male.
Non posso ancora esprimermi del tutto. Ad oggi non mi sta piacendo (08/01/2022) Finito (10/01/2022). Non mi ha convinto, a parte la scrittura che reputo bella e raffinata
Due flussi di coscienza si intrecciano tra le pagine di questo libro complesso, ma dalla bellezza peculiare: una donna parla nei propri pensieri con un'altra donna, morta cent'anni prima, che abita l'Aldilà. Oppure: una donna schizofrenica parla con se stessa alla ricerca di un rifugio alla claustrofobia della vita.
Un po' di Joyce, un po' di Calvino, un pizzico di Borges. Il risultato è quasi un virtuosismo, un esercizio di estrema difficoltà a scriversi, sulle corde dello stream of consciousness. Qual è il risultato? Spetta dirlo al lettore.
Io, lettore, lo ritengo ben fatto, ma non eccellente. A tratti l'assenza di un filo conduttore nell'intreccio di pensieri era fastidiosa. Senza dubbio meritava il Premio Bergamo più di chi lo ha vinto.
La trama mi è piaciuta. Al contrario di alcune recensioni, non l'ho trovato un'accozzaglia di pensieri senza un filo logico, ho sentito il dialogo tra due donne che allo stesso tempo si conoscono e non si conoscono. Manca quel guizzo in più per avere le 5 stelle.
L’idea mi piaceva, poteva avere del potenziale. Ho mollato dopo il sesto capitolo. Quei fiumi di parole li ho trovati noiosi e sconclusionati, il più delle volte che ho preso il libro mi sono addormentata… non sono neanche curiosa di sapere come finisce. Io lo lascio qui