Nella notte che regna sui villaggi degli uomini, Pandora ricorda. Si è esiliata dall’Olimpo per rimediare al dolore scatenato sul mondo dall’apertura del vaso a lei affidato, la trappola di Zeus. Si è data una missione: portare agli umani il fuoco, i suoi usi e le sue storie, dalla magia della Fenice alla sfortunata corsa di Fetonte sul carro del sole, alla battaglia di Ecate, Signora delle Fiaccole, contro il gigante Clizio. Ma quello tra le donne e il fuoco è un legame che non finisce con Pandora. Continua con Pentesilea, amazzone guerriera, forgiata nelle fiamme, perseguitata da una maledizione e destinata ad affrontare Achille sotto le mura di Troia. Con la pira funebre che conclude la vicenda di Didone, regina orgogliosa e abbandonata che si dà la morte dopo la partenza di Enea. Con il diadema e la veste intrisi di fiamme che consumano Glauce, la nuova moglie di Giasone, doni mortali di Medea ripudiata. Generose e vendicatrici, sagge e impetuose, Matteo Strukul costruisce in questo libro un vero e proprio pantheon di capostipiti femminili, a cui dà voce di volta in volta per ricostruire i miti fondativi della nostra cultura da una prospettiva insolita e coinvolgente. Un racconto storico che fa rivivere il mondo antico e le sue protagoniste con la potenza di una narrazione senza tempo eppure moderna, capace di accendere gli animi come il fuoco illumina il buio.
Matteo Strukul is an Italian author of historical fiction. His work has been translated into twenty languages and was awarded with the Premio Bancarella - won in the past by Ernest Hemingway, Ken Follett and Umberto Eco among others - and the Premio Salgari two of the most prestigious literary prizes in Italy. His Medici Family tetralogy was an international bestseller saga with millions of copies sold around the world. He teaches Interactive Storytelling at the Link University in Rome.
Matteo earned a PhD in European Law of Contracts at the Ca’ Foscari University of Venice and lives between Padua and Berlin with his wife Silvia.
Visit Matteo Strukul’s website at www.matteostrukul.com and follow him on Twitter at @matteostrukul.
Ho concluso questo libro a forza solo perché detesto fare recensioni di romanzi lasciati a metà, ma se possibile ciò ha peggiorato solo il mio giudizio. Purtroppo Il fuoco di Pandora non aggiunge niente a quanto è già stato prodotto a tema mito greco: si propone di far parlare le donne, le cui voci sono intercambiabili tra di loro e le cui descrizioni sono frutto di un (per quanto inconsapevole) male gaze che porta a stereotipi, caratterizzazione piatta e in funzione del mero sesso femminile. Tutto il testo è raccontato, non c'è mai una narrazione in presa diretta che permetta di far immedesimare il lettore, mai un dialogo; tanti, troppi spiegoni di miti greci che chiunque ha imparato a scuola. Nessuna innovazione in una narrazione vecchia e farraginosa. Ulteriore problema: ci sono alcuni periodi lunghissimi, in cui la punteggiatura è assente. Se anche fosse una scelta stilistica consapevole, si tratta di un elemento che rende ancora più faticosa la lettura. Un vero peccato!
Lulu' - per RFS . Care Fenici, questo romanzo ha in comune con il vs nome il senso della rinascita e della rivincita del genere femminile e, al tempo stesso, dà voce a quelle protagoniste che nella mitologia hanno sempre visto narrare la loro storia da terzi ma mai dal loro punto di vista.
Cosi in questo romanzo corale diverse eroine si susseguono a raccontarci le loro vite, segnate da un forte legame con il fuoco. Ripercorriamo la rivisitazione del mito, in cui l’autore ci mostra un volto inedito di alcune donne , non più streghe o mostri, ma fenici, in grado di dare speranza al mondo . Sono, soprattutto , grandi incomprese del mito , giovani che nel loro cuore portano il marchio di una colpa che la società addossa loro , che , forse , non lo è realmente. La prima eroina che incontriamo è Pandora, colei che possiede tutti i doni e che è un po’ la Eva del Mito greco, colei che si addita come causa prima di tutti i mali, forgiata e plasmata dio Efesto. Ella ci narra come il fuoco fosse il suo mezzo di riscatto per mondare il peccato di curiosità che aveva causato tutte le disgrazie del genere umano, elemento , di cui lei si fece portatrice nel mondo per aiutare gli uomini una volta che Prometeo (colui che rubò il fuoco agli dèi per donarlo ai mortali) venne incatenato da Zeus.
A lei segue Pentesilea, indomita regina della Amazzoni, colei che le Erinni perseguitano per un incidente che ha portato alla morte di sua sorella. In seguito al quale, non potendosi perdonare, sprofonda in un vortice di autodistruzione che solo la sua stessa morte pare placare. Pentesilea ci narra della guerra di Troia, di come quelli che venivano definiti eroi non riuscissero a tollerare la sua grandezza, cercando fino alla fine di negarle un trapasso da eroe, quale lei era.
Prende la parola Didone, colei che non si perdonerà mai la debolezza di aver ceduto all’amore , sino a darsi la morte su una pira funeraria maledicendo colui che l’aveva tratta in inganno.
Infine abbiamo chi chiude il cerchio e consegna ai posteri l’eterno messaggio di queste figure : Medea, la strega, l’infanticida e sanguinaria , la donna che per amore sfidò tutte le convenzioni sino a pagare , con la falsa accusa di aver ucciso i suoi stessi figli , la sua audacia e il suo esser diversa dai canoni femminili ritenuti accettabili a quei tempi .
Ella , nelle pagine più belle di questo libro , dà voce alle donne di ieri di oggi e di domani, che osano non piegarsi al volere degli uomini e ai confini in cui vorrebbero rinchiuderle, perché loro sono un caldo focolare domestico ma anche un fuoco che tutto annienta e cancella.
Un racconto audace e potente che cerca di dare una nuova prospettiva di lettura ai miti arcaici.
Sicuramente una pregevole ricostruzione con non pochi spunti di riflessione, in cui l’autore riesce anche a sfiorare le corde profonde del sentire femminile anche se, ahimè, ho avuto l’impressione che non riuscisse del tutto a compenetrare l’essenza del femmineo. Rimane comunque lodevole e godibile lo sforzo che pone nel dare voce a queste nostre capostipiti. Quindi , care Fenici , non vi resta che ascoltare queste voci antiche cercando di dare nuova dignità a figure troppo spesso dileggiate.
"È evidente, credo, quanto una certa cultura maschile sia stata piantata nelle nostre cortecce cerebrali fin dai giorni della genesi greca, poi ribadita in quella cristiana. Poco importa, a questo proposito, che sia Pandora la causa della sofferenza del genere umano, per aver aperto un vaso contenente tutti i mali possibili, o Eva, rea di aver ascoltato il serpente e poi convinto Adamo a mangiare la mela che conduce dritti alla cacciata dal Paradiso Terrestre. [...] Provare ad ascoltare quello che hanno da dire le donne, custodi del fuoco per eccellenza, vestali o streghe che siano, signore del focolare o vittime condannate al rogo, mi pare un punto di partenza certamente avvincente. E doveroso per giunta."
Davvero interessante questa idea iniziale, che però mi è sembrata essere sviluppata compiutamente unicamente nell'ultima sezione del libro, quella dedicata a Medea. Le altre, al contrario, hanno finito per annoiarmi. Ma, forse, ciò è dipeso dal fatto che conoscessi a menadito i miti qui narrati... Ciò non toglie che sia rimasta positivamente colpita dallo stile dell'autore, estremamente evocativo e raffinato, che mi ha fatto venir voglia di leggere qualcos'altro di suo, in futuro.
Ho trovato la narrazione dal punto di vista femminile entusiasmante. Anche se i miti e le storie di Pandora, Pentesilea, Didone e Medea sono conosciuti, riprenderli da un’altra prospettiva è stato come scoprire qualcosa di nuovo. La prima pagina di Didone è davvero un capolavoro. Il parallelismo che viene fatto invece nel capitolo di Medea con la condizione della donna durante l’inquisizione è interessante.
Il fuoco è origine e fine, morte e nuova rinascita, spada forgiata e ali di fenice, luce nell’oscurità e terrore nella luce, ardente passione e brace silenziosa sotto la cenere. Il fuoco è sacro, il fuoco è femmina e attorno a lui si tengono per mano una spirale di donne in grado di domarlo, scatenarlo, onorarlo; sono Pandora, Pentesilea, Didone, Medea, Ipazia, le Erbarie, le streghe, sono io, sei tu; sotto lo sguardo della grande Ecate e di Estia. Di una grande sensibilità sono intrise queste pagine, un nuovo punto di vista: quello femminile nel mito, viene questa volta portato alla luce da un autore che sceglie volutamente di essere “una forma meticcia fra narrazione e finzione”. Le grandi donne del mito raccontano davanti al fuoco e si fanno fuoco poiché da lui stesso hanno origine. La prima donna fu forgiata da Efesto per l’inganno e cresciuta come l’inconsapevole strumento di un gioco divino. Colei che poteva portare ogni uomo alla pazzia, si rivela invece come contenitore non soltanto di seduzione ed inganno, ma di grande senso della giustizia, forza e dedizione per raggiungere un solo obbiettivo: far tornare ogni demone sfuggito dal vaso nel suo luogo d’origine. Penelope madre, guerriera ed insegnante, detentrice dei segreti del fuoco che condivide con gli umani attraverso le sue figlie. Penelope colpevole delle sofferenze del mondo che non si arrende al suo destino e, come la fenice brucia se stessa per rinascere a nuova vita. Penelope che insegna l’arte del plasmare i metalli col fuoco e il culto dello stesso che scalda il focolare, le sue figlie sono le custodi della sacra fiamma, sacerdotesse di Estia. Lei che fu la prima a erigere templi e altari in suo onore, ma che non scordò mai di insegnare ad onorare anche il lato oscuro e mutevole insito nella natura stessa del fuoco, attraverso i racconti della signora delle fiaccole: Ecate la trivia, la triforme, in grado di viaggiare attraverso il mondo degli uomini, degli dei e dei morti; la più temuta. La prima fra tutte le donne, la maestra del culto e del potere del fuoco, nel Fuoco di Pandora stringe la mano a Pentesilea e a tutte le sorelle Amazzoni. Il cuore sussulta ancora per il racconto precedente, ma, senza riprendere fiato, vengo catapultata all’interno di una società matriarcale in cui due grandi regine dominano: la pace e la guerra. La giovane figlia di una regina Amazzone, distrutta dal rimorso per aver erroneamente ucciso la sorella Ippolita, cercherà di espiare il suo dolore nella violenza e nella guerra. Perseguitata fino alla fine dalle Erinni, le verrà negata persino la sepoltura del guerriero da Achille e i suoi compagni. Costretta nell’Ade, divorata dal suo stesso rancore e da un desiderio di vendetta e riscatto che non le darà mai pace. Dal fuoco dell’eterno dolore Pentesilea volge lo sguardo verso Didone, colei che bruciò nel fuoco della passione e dell’amore, che ebbe il coraggio di mostrare i propri desideri e di rivendicare ciò che il proprio cuore e la propria carne desiderava. Didone tradita e abbandonata che trasforma il suo fuoco in distruzione per se stessa, preferendo gli inferi all’onta dell’abbandono. Donne, regine, creature forti e fragili, passionali e indomite, in grado di scegliere se guarire o lasciarsi bruciare dentro le loro storie oltre ogni tempo. Non poteva mancare Medea, passionale e pronta a tutto per Giasone, che nel Fuoco di Pandora, non fu colei che uccise i suoi figli. Lo fecero i Corinti per vendetta e a lei, che sovvertì le regole, detentrice del sapere e del potere, vennero date le colpe. Medea, signora della conoscenza, che manifesta indomita il proprio potere nella passione, nella conoscenza delle erbe,ribelle alle regole della casa e di conseguenza ritenuta avvelenatrice e manipolatrice. Diviene il primo simbolo di donna lamia, solo perché colpevole di essere viva nelle sue passioni, colta e intelligente. Dalla voce di Medea hanno origine i racconti di altre donne vittime del proprio sapere: Ipazia, le Erbarie, le streghe e di conseguenza tutte coloro che hanno remato contro la corrente dei patriarchi e dei detentori del potere, manifestando le loro conoscenze sacre e usandole, diventando creature da temere e distruggere nel fuoco stesso che le ha originate. Il Fuoco di Pandora divora il lettore e lo immerge dentro un importante cambio di prospettiva, lasciando a lui la scelta di bruciare e condannare o di essere bruciato di passione viscerale per la tormentata vita di questi miti/donna troppo spesso messi in secondo piano o trasformati in creature mostruose. Il libro si conclude con un meraviglioso inno ad Ecate, affinché la Signora delle Fiaccole protegga le donne rendendole forti, indistruttibili,splendenti come l’elemento che le contraddistingue. Un libro che emoziona in ogni pagina, ad iniziare dalla magistrale prefazione scritta da Maria Grazia Ciani che ci accompagna tra le fiamme indicandoci la strada da percorrere, seguendo il punto di vista delle donne e preparandoci ad un cammino di guarigione e rivelazione profonda di un mondo femminile e mitologico che, finalmente, veste le piume rosse della Fenice.
Devo ammettere che ho commesso un errore nel prendere questo libro: pensavo fosse un romanzo che parlava di Pandora, e invece è risultato un saggio che sfrutta i miti che parlano del fuoco per farne la trattazione principale. L’autore parla con le voci di Pandora, la prima donna e causa di tutti i mali dell’uomo; Pentesilea, regina delle Amazzoni; Didone, amante tradita e regina di Cartagine; e infine Medea, erbivendola dalla pessima reputazione. Ma più che raccontare le loro storie (lo fa, ma in modo molto en passant), si concentra sull’elemento del fuoco che le accomuna. E così l’incendio di Troia si ricollega al furto di Prometeo e all’ustione al seno che marca l’ingresso delle Amazzoni nella tribù e infine alla pira funebre di Didone. Tra le quattro protagoniste, le uniche che non mi hanno annoiato sono state Pentesilea e Didone. Pandora è stata sfruttata solo per raccontare, con la sua voce, tutti i miti conosciuti che riguardano il fuoco, e Medea ha innalzato un inno di vendetta per tutte le donne bruciate come streghe nei secoli bui. Non ho potuto fare a meno di notare i numerosi usi sbagliati della virgola, che hanno reso la lettura un po' zoppicante. Tutto sommato, una lettura leggera, veloce e godibile.
Una lettura veramente interessante sul fuoco e sulle donne nella mitologia greca. L'autore non solo racconta di donne, ma di donne legate all'elemento del fuoco: Pandora la prima donna, Pentesilea regina delle amazzoni, Didone signora di Cartagine e infine la maga Medea. Quattro donne che, attraverso un monologo, raccontano la storia della loro vita e degli eventi che le hanno colpite e cambiate per sempre. Pandora e la sua scatola. Pentesilea a Troia. Didone e il suo incontro con Enea. Medea e la sua vendetta. Ho apprezzato molto che quest'ultima, per una volta, fosse si descritta come una donna tradita e vendicativa, ma non come una matricida (versione presente solo nell'opera omonima di Euripide e sempre spacciata per verità.
Un libro profondo che rende giustizia a queste 4 figure.
Pandora, Pentesilea, Didone, Medea quattro donne con una storia da raccontare, la loro storia. Questo libro nonostante le tematiche affrontate non mi ha entusiasmato molto l’ho trovato molto pesante e veramente poco scorrevole, a mio parere adatto solo ai veri appassionati del genere, una lettura abbastanza difficile.
La storia di 4 donne (Pandora, Pentesilea, Dido e Medea) e raccontato dal loro punto di vista. Uno stile di scrittura nuovo, rapido, coinvolgente che (secondo me) è riuscito molto bene. È un libro breve ma pieno di riferimenti letterari e basato sull'elemento del fuoco.
Questo libro mi ha permesso di sapere di più su alcuni dei miei personaggi preferiti della mitologia greca. L'ho trovato scorrevole e sicuramente interessante considerando il punto di vista utilizzato per raccontare le vicende.
Una raccolta potente di racconti, narrati dal punto di vista delle donne più controverse della mitologia greca: Pandora, Pentesilea, Didone e Medea. Una nuova prospettiva femminista del mito, collegando tutte queste storie tramite il filo conduttore del fuoco. Il fuoco è potere, è donna ed è libertà. Il libro inizia con un retelling del mito di Pandora, personaggio che ho sempre ammirato, ovvero la prima donna e causa di tutti i mali dell'umanità. Unica e saggia, ispira altre donne a diventare sue seguaci nel condividere il fuoco ed i suoi segreti. Successivamente ci viene presentata Pentesilea, regina delle Amazzoni, ci racconta la guerra di Troia; è impossibile non amare alla follia lei e le sue compagne Amazzoni. In seguito ascoltiamo la voce di Didone, emblema del potere femminile. Figura nominata in diversi miti che si contrappongono tra loro; tuttavia si è tirata su le maniche e ha fondato il suo regno lontano da tutto e da tutti, quanta stima. Infine arriva Medea, la figura, a mio avviso, più complessa e discussa di tutte. Estremamente moderna; impossibile non farle gli occhi a cuoricino. Lei parla a nome di tutte le donne citate ma anche a nome di tutte le donne future che non avranno paura di esprimere la propria opinione; tra loro Ipazia, che si immolò per il libero pensiero. Vi giuro ho i brividi; questo saggio riunisce in pochissime pagine un sentimento femminista molto forte, mi ha dato una carica enorme. Non vuole raccontare cose nuove (esclusa Pandora che viene aggiunta roba), ma semplicemente cambia la voce che le racconta, tradizionalmente patriarcale; è una visione innovativa. Unica pecca è la difficoltà di lettura, lessico complesso che rallenta notevolmente la lettura, rischiando di annoiare il lettore. Io l'ho dovuto dividere in piccole parti per non andare in blocco. Fortunatamente è un libricino piccolo, dunque non si rischia di portarlo avanti all'infinito. Un vero peccato, dato il topos molto interessante; un'opportunità sprecata. Nonostante ciò la lettura ne vale davvero la pena secondo me, soprattutto per chi ama la mitologia raccontata in chiave femminista.
Fuoco. Uno dei quattro elementi essenziali insieme ad aria, acqua e vento. È anche quello più temuto: può devastare intere foreste o villaggi con la sua forza indomabile, ma può anche essere utile e far prosperare l'umanità. Questo elemento è il fulcro centrale di questo romanzo di narrativa e mitologia greca in cui l'autore ripercorre, con un punto di vista tutto femminile, le storie di quattro donne: Pandora, Pentesilea, Didone e Medea. Tre figure molto importanti della mitologia greca. Pandora è la prima donna in un mondo di uomini, portatrice di infauste sciagure liberate dal vaso donatogli da Zeus, per pura curiosità. Poi vi è Pentesilea, la amazzone perseguitata da un destino crudele, che perì nel conflitto di Troia per mano di Achille. Proseguiamo con Didone, regina di Cartagine che si innamorò perdutamente di Enea in fuga da Troia in fiamme. E infine, Medea: figlia di Eete e nipote di Circe, famosa per aver aiutato Giasone nella sua impresa a conquistare il vello d'oro ed essere fuggita con l'eroe. Ma la tragedia la perseguita fin dalla sua partenza dalla Colchide. Voci narranti delle loro vicissitudini, queste donne ci mostrano il loro lato più umano, così come la loro determinazione a volersi riscattare. Attraverso il racconto percepiamo la sofferenza, la sconfitta, così come il desiderio di perdonare se stesse, come nel caso di Pentesilea. La scrittura scorre fluida e piacevole, grazie al punto di vista delle protagoniste entriamo nelle loro menti e nei loro pensieri: ciò che hanno vissuto, chi hanno amato, cosa hanno perso e quanto hanno sofferto. Con uno stile leggero e incalzante, a volte leggermente ripetitivo, Matteo Strukul ci fa viaggiare nel tempo. Se, come me, amate la storia e il mito greci e volete una lettura non troppo impegnativa, Il fuoco di Pandora fa al caso vostro. 4 stelle per me.
Scrivere un libro pieno di figure femminili è già un passo molto azzardato per uno scrittore uomo, secondo me. Ma Strukul non se l'è cavata poi così male.
Tuttavia quello che non mi è andato a genio in questo libro era la prosa, a tratti troppo esagerata e "imperiosa" e in altri pezzi invece diceva delle cose stupide e inutili (giuro che sembrava quasi volesse allungare il brodo per arrivare a 200 pagine di libro, cosa che è riuscito a fare lol).
Le storie prese dai miti sono affascinanti, ovviamente. Anche se la parte di Pandora, la protagonista del titolo, è paradossalmente la più noiosa tra le 4.
La media delle recenzioni è 3 stelle e mezzo ma penso che questo libro valga molto di più. Non credevo che mi sarebbe piaciuto fino a questo punto. È stupendo.