Una collana che invita a un primo incontro con i grandi autori del passato senza tradirne il senso e lo spirito, per invogliare i giovani lettori ad avvicinarsi agli originali, nella convinzione che chi si innamora di un adattamento di qualità, un giorno, magari in uno zaino, metterà anche la grande opera. Dante incontra Bice all’età di dodici anni e non la rivede se non dopo nove anni. Da allora, mai più. Nonostante l’abbia incrociata solo due volte, ne rimane talmente colpito da dedicarle un’opera intera, La Vita Nova. Alla loro vicenda si intreccia quella di Gemma Donati, sposa di Dante, una figura poco esaltata dalla storia, che emerge come una donna coraggiosa, forte e molto orgogliosa. Un appassionante racconto che ci svela Dante nella sua dimensione umana.
Che meraviglia di libro, di storia! •Conoscevo la vita e storia di Dante? Ovvio che si visto che l'ho studiato e strastudiato tra Liceo e Università. •Mi sono ugualmente emozionata durante la lettura del libro, della storia d'amore e la lettura dei versi? Ovvio che si. Impossibile stancarsi di Dante, almeno per me. Leggere Dante è sempre così emozionante e bello. Per gli altri sarà un poeta tra i tanti..., per me non lo sarà mai. Dante è Dante, è il sommo poeta immenso. Mi sono innamorata per la milionesima volta.
Premetto che a me la scrittura raffinata e pulita insieme di Angela Nanetti piace moltissimo, da quando per caso l'ho incontrata in Azzurrina. Questo è un bell'omaggio a Dante Alighieri e alla sua figura di poeta e, attraverso gli occhi della moglie Gemma, di politico che alla patria ha sacrificato tutto, in primis la famiglia. Ma ammetto di non aver potuto evitare più di un momento di fastidio e impazienza davanti all'ossessivo, cieco romanticismo del giovane Dante, per tutta la vita innamorato di un'effigie creata dalla sua mente (bellissimo il tocco finale di Gemma, che non riusciva a capire chi fosse l'amata del marito, perché non aveva niente della Beatrice Portinari che lei conosceva) e che ha condannato a una vita di modesto dovere la moglie, senza darle nemmeno un'opportunità di costruire un matrimonio felice. Ma sono considerazioni forse fuori dal tempo, viste con i miei occhi di oggi - che considerano Dante un analfabeta emotivo tanto enorme quanto enorme era come poeta. D'amore, alla fine, né lui né nessuno degli stilnovisti ha mai saputo nulla.