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Matematici da epurare : I matematici italiani tra fascismo e democrazia

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Tutto si svolge sostanzialmente nel giro di tre anni: dall’estate del ‘43, con la caduta di Mussolini, a quella del ‘46 in cui viene promulgata l’amnistia Togliatti. Nella nuova Italia, liberata dal fascismo, occorre allontanare dai posti di comando e responsabilità chi aveva appoggiato il precedente regime. È una questione di giustizia e di preventiva difesa nei confronti di rigurgiti nostalgici. È la cosiddetta epurazione, nella quale sono coinvolti anche i professori universitari. Il libro si occupa in particolare dei matematici (con qualche sconfinamento in aree attigue) ed esamina le accuse con le quali erano stati incriminati e le sentenze dei loro procedimenti di epurazione. Ne risulta uno spaccato della matematica italiana nel periodo tra le due guerre mondiali e dei rapporti tra intellettuali e potere politico, che si proietta sulle vicende dell’Italia repubblicana.

262 pages, Hardcover

Published October 18, 2018

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Profile Image for Maurizio Codogno.
Author 75 books149 followers
October 31, 2021
Epurazioni all'italiana

Dopo la fine del fascismo ci sarebbe dovuta essere un'epurazione: eliminare le figure compromesse con il regime per ripartire da capo. La teoria era chiara: la pratica avrebbe lasciato sguarnita praticamente tutta la macchina statale ma anche quella privata, e così in pochi anni - dal 1943 al 1946 - finì quasi tutto a tarallucci e vino. Guerraggio e Nastasi partono col raccontare questa parabola politica, per poi dedicarsi in questo libro alle figure dei "matematici del regime", con qualche deviazione verso altri scienziati. Se vi chiedete che cosa possono avere fatto di così fascista i matematici, non avete idea di cosa si faccia in matematica :-) Il risultato finale è stato "tutti assolti", alla peggio dopo una prima condanna a cui seguirono vari ricorsi con gli epurandi che si arrampicavano sugli specchi e le nuove commissioni che chiudevano un occhio se non due. Gli autori rimarcano come poi ci fu un fortissimo spirito di corpo nell'università, anche tra docenti di idee politiche diverse; l'unica eccezione fu Guido Castelnuovo. Io sapevo delle storie di Severi e Picone (quest'ultimo viene descritto come un amante delle vetrine più che un vero fascistone), mentre non conoscevo per esempio Bompiani, che pure dopo la guerra ha continuato imperturbabile a essere presidente dell'Unione Matematica Italiana. È vero che tutti costoro erano già professori ordinari prima del fascismo; ma le testimonianze raccolte, anche al netto della retorica del Ventennio, non mostrano una pura adesione di facciata... Ad ogni modo le cose andarono così, e non poteva forse esserci nulla di diverso visto cosa successe negli altri campi. Per quanto riguarda la matematica, nel breve periodo avemmo una continuità che permise di proseguire le ricerche; ma gli autori ipotizzano che nel medio-lungo termine gli svantaggi furono maggiori, non avendo l'Italia avuto la possibilità di un vero ricambio non solo generazionale ma anche di idee. Peccato per qualche refuso che è rimasto nel testo.
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