Il tempo del negazionismo ambientale è scaduto. Oramai l'An-tropocene è entrato nell'immaginario collettivo, per esprimere la profonda transizione in atto negli ecosistemi planetari, di cui siamo attori e spettatori. La discussione sulle responsabilità è aperta. Come si è arrivati a questo stato di cose, per quali dinamiche e quando si è imboccata la strada dell'Antropocene? E soprattutto, quali possibilità concrete abbiamo di venirne fuori, e con quali politiche? Servirà rivedere profondamente i modelli di sviluppo, fino addirittura a imporre una frenata alla crescita economica e al progresso, oppure si può andare avanti fiduciosi nel fatto che la scienza e la tecnica salveranno l'umanità e il pianeta dalla catastrofe? Esistono alternative a queste contrapposizioni e allo scontro ideologico che ne deriva? Il saggio affronta da una prospettiva antropologica ed ecologica queste domande, in riferimento alla storia profonda del rapporto fra cultura e natura umana, portando al centro della discussione il tema della consapevolezza e della responsabilità individuale. Hosa, un umano qualunque di un qualsiasi paese ricco e sviluppato, s'interroga sulla propria storia e sul proprio futuro e giunge alla conclusione che non abbiamo alibi: a differenza degli umani del passato noi, abitanti del mondo antropocenico, siamo ampiamente informati di cosa è accaduto nel corso della nostra storia naturale e culturale e di cosa sta accadendo oggi in conseguenza delle nostre azioni. E dunque ognuno, in prima persona, è responsabile del mondo che lascerà in eredità alle generazioni future.
Un manifesto di ciò che dovrebbe essere l'animale uomo. Orgogliosa di aver avuto l'autore come docente. "C'è poi un fondamentale dovere di acquisizione e di diffusione delle informazioni e delle idee relative alla situazione ambientale. Non possiamo dire: tanto non c'è niente da fare, quindi è inutile parlarne. Parliamone invece, senza preconcetti ideologici, informiamoci, lasciamoci educare senza pretendere di essere dalla nascita esperti su tutto. Ed educhiamo, i figli, i genitori, gli alunni e i mae- stri. Fortunatamente aumenta oggi il numero di chi, partecipando al sistema della ricerca ambientale, non rimane chiuso nelle proprie stanze a produrre compulsivamente pubblicazioni ad alto fattore d'impatto accademico, ma decide di uscire nella società che gli dà la possibilità di fare il mestiere più bello del mondo, per dare e ricevere informazioni e scambiare valutazioni ed emozioni con la gente. Questi sono i doveri basilari del singolo per tentare di fermare il mostro: informarsi e informare, condividere, esercitare pressioni sui poteri, riconoscere le proprie responsabilità individuali e riorientare le proprie fonti di benessere per vivere e consumare più responsabilmente. Tutto qui, basta fare."