"Incastri imperfetti" è la storia di un amore, quello verso se stessi, condizione imprescindibile per una vita relazionale sana ed equilibrata. I brevi racconti rimandano alle impronte che i sentimenti lasciano nell’animo umano, il reale protagonista della narrazione, quell’Io che pian piano va a strutturarsi, sgretolandosi prima, ricostruendosi poi, sulle ceneri delle delusioni, delle ferite e dei sogni mancati. Le esperienze, narrate con forte intensità emotiva, permettono al lettore di “scavare” dentro di sé, per giungere a quel processo di consapevolezza che sembra essere l’unica chiave per un lieto fine. Ludovica Russo, attraverso una sorta di “fenomenologia dell’amore”, accompagna il lettore nei meandri della psiche umana, tracciando profili emotivi precisi, delineati nelle sfumature dei contorni, e offre squarci sulle tappe evolutive e sulle dinamiche interiori in cui ogni donna, almeno in parte, si ritrova e con cui ogni essere umano, prima o poi, deve fare i conti.
Un viaggio fra le emozioni...è il modo migliore di descrivere questo libro. Si dice che gli opposti si attraggono ma a volte la vita non va come si spera e diventiamo incastri imperfetti. L'autrice ci racconta, quasi in un flusso di coscienza, storie di vita, di amori, di affetti e tradimenti in cui tutti possiamo immedesimarci. Ho apprezzato molto la scelta di non citare nomi e permettere in questo modo al lettore di pensare alle proprie esperienze, alla propria vita e quella dei suoi cari e immedesimarsi, emozionarsi di nuovo e vivere e rivivere tante vite. Le storie narrate sono racconti, poesie, dialoghi, pensieri interiori, emozioni espresse che toccano il profondo del cuore facendo affiorare nella mente i nostri ricordi. E' un libro da leggere quando si è felice, quando si è triste, quando si è un vortice di emozioni, quando si ha voglia di scappare, di rifugiarsi da sola in un posto tranquillo o fra le braccia di una persona speciale. La lettura di queste pagine non lascerà nessun lettore indifferente o uguale a com'era prima. Una volta letto, bisogna fermarsi un attimo a pensare e chiedersi: "ma quindi questa è la vita?"