Una selezione di 13 racconti, in parte inediti, disposti in ordine cronologico. Il primo e l'ultimo sono entrambi autobiografici. L'ultimo, in particolare, ci porta "Dietro le quinte" dello scrittore Zamjatin e ci fa scoprire non solo il modo in cui si accende la sua vena creativa, ma anche la particolare cura per la forma dei testi che ha sempre cercato di perseguire. La scelta delle immagini, da associare a ciascun personaggio (ad esempio le labbra vermiformi di Mrs. Campbell, i denti d'oro di Mr. Dewley, la faccia tetragona di Balyba ecc.), come una sorta di refrain martellante, lo scarto di tutte le cose inutili e non essenziali (certe parti descrittive) e financo i suoni di vocali e consonanti, da associare ai momenti di pausa e alle accelerazioni. Nulla è lasciato al caso.
L'edizione è curatissima e presenta una splendida nota introduttiva di Alessandro Niero, il traduttore (il più esperto conoscitore zamjatiniano in Italia, avendo anche tradotto il romanzo "Noi"), quasi una monografia, nonché un corposissimo apparato di note ad agevolare il lettore (ritengo anche chi legge per ragioni di non mera evasione) a cogliere tutti i riferimenti storici e linguistici. Ci sono addirittura una bibliografia dettagliatissima, un glossario per i termini russi più usati e financo una nota esplicativa per i nomi e patronimici utilizzati e relative forme diminutive, contratte e/o vezzeggiative che si trovano tra le righe.
La selezione di racconti, lungi dall'essere completa, ci dà tuttavia uno spaccato abbastanza vario della produzione di Zamjatin. Sono compresi anche un paio di lavori del cosiddetto periodo inglese (la povest' "Isolani" e il racconto brevissimo "Australiano"). L'ambientazione, pure, è molto varia: si passa dalla Russia rurale di "Provincia" prerivoluzionaria, con i suoi personaggi quasi bestiali, al periodo immediatamente successivo ai moti rivoluzionari del '17 e agli anni della NEP (anni venti) e financo (come detto) all'Inghilterra degli anni '10, quando il nostro vi si stabilì per lavorare ai cantieri delle navi rompighiaccio.
Insomma, un'edizione che è già diventata fondamentale.