Da decenni il DSM (Diagnostical and Statistical Manual of Mental Disorders, giunto alla sua quinta edizione), elaborato da psichiatri americani, è la Bibbia di gran parte degli specialisti in Occidente. Esso è considerato la vetta della psichiatria scientifica in campo diagnostico. Sergio Benvenuto smonta pezzo per pezzo questa pretesa di scientificità, denunciandolo come “manuale Cencelli” delle correnti psichiatriche americane, frutto di compromessi politici e ideologici. L’autore focalizza la sua demistificazione in particolare sulla valutazione dei disturbi a carattere sessuale (perversioni, transessualismo, disfunzioni sessuali), criticandone la pretesa di essere un metro di giudizio medico sui comportamenti e i desideri sessuali. Scritto allo stesso tempo in modo leggero e rigoroso, il presente volume situa dibattiti in apparenza di tipo specialistico nel cuore delle grandi battaglie per i diritti civili, della mutazione del costume, del nuovo ruolo della donna nella società. Di fatto prosegue ai giorni d’oggi la storica critica di Foucault al trattamento della follia nei secoli scorsi.
La veritá é che giá leggere un libro sul sesso scritto da uno psicoanalista é di per sé una perversione, ma a parte questo, ci sono degli spunti di riflessione piuttosto utili, specialmente perché il DSM é chiaramente una "cosa americana" e negli Stati Uniti, il peso delle case farmaceutiche é decisamente diverso e piú grande di quello che hanno in Italia o in Europa in generale, basti pensare alla pubblicitá degli psicofarmaci. Ci sono poi chiaramente delle indicazioni sul fatto che il DSM é anche lo specchio della filosofia alla base della classificazione psichiatrica, che é quella di Krapelin e che forse, e lo dico in modo ironico, é anche decisamente datata, ma sicuramente é quella a cui siamo abituati, mischiata ad un certo meccanicismo e positivismo di fondo e glisso su patriarcalismo e religione cattolica. Insomma come critica é piuttosto distruttiva e poco costruttiva, ma come al solito, la seconda parte é sempre quella piú difficile.
Interessante e ben argomentato, ma incompleto. Dopo aver criticato sotto diversi punti, leciti, il DSM, non offre una proposta alternativa o un qualche approccio innovativo da adottare.