Quando i Conservatori riescono ad abolire i trattati di Darwin alla Royal Society, per Demetrius Howell è chiaro che il futuro di Londra è destinato al regresso. Stanco della situazione e deciso a lottare per salvare le persone che ama, scopre l’Ordine del Ramo Rosso, che cambierà il corso della sua vita introducendolo in un mondo fatto di misteri, cospirazioni e lotte segrete combattute nel nome della sua città.
3,5 Un libro molto carino dalle atmosfere steampunk. Fin dalle prime pagine è evidente la grande conoscenza dell'autrice riguardo ai costumi, le correnti artistiche e la vita nella Londra Ottocentesca, cosa che favorisce molto l'immersione del lettore. Molto suggestive anche le descrizioni delle invenzioni di Demetrius come il ragno-spia. Peccato non aver visto più da vicino anche le macchine degli antagonisti.
Il cast di personaggi è molto variegato e piuttosto ampio. Da un lato questo frammenta un po' la narrazione (perchè ci sono molti punti di vista), ma dall'altro permette di approfondire le motivazioni di ognuno di loro e immergerci ancora di più nella lotta contro i conservatori e contro l'indipendenza dell'Irlanda.
Lo stile dell'autrice è molto elegante e scorrevole, anche se a volte è un po' ripetitivo con gli aggettivi (es. "macabro e stomachevole": sono praticamente sinonimi). Questo, in concerto con gli altri pregi di cui sopra, cala fin da subito il lettore nella storia e nei drammi di Demetrius. Ho molto apprezzato la riflessione sull'importanza e sui pericoli dei sogni: "Ogni utopia è destinata a divenire una distopia perché il sogno è perseguibile ma non raggiungibile."
L'unica cosa che non mi convince è il titolo: "I figli di Darwin". Il nome di Darwin sembra promettere dei dibattiti sull'evoluzionismo e temi più legati alle scienze naturali, piuttosto che sui sogni e sull'autosuggestione. Inoltre fin da subito mi è sembrato strano che venisse menzionato solo lui e non tutti gli altri grandi pensatori dell'Evoluzionismo come Huxley (che dovrebbe essere ancora vivo all'epoca dei fatti): c'erano già numerosi eredi di Darwin e misarebbe piaciuto vedere qualche scontro tra loro e Adalbert Pitman.
A parte questo, sono molto contenta di aver letto questo libro e spero che l'autrice abbia una fruttuosa carriera di scrittrice!
Qualcosa sta cambiando a Londra. Alla Royal Society lo spirito creazionista sembra voler sopprimere le idee evoluzionistiche Darwiniane. Come se già questo non bastasse, misteriosi suicidi di massa sconvolgono la città; la chiave di tutto sembra essere nelle mani di Demetrius: un inventore le cui idee non sono considerate molto dal mondo scientifico, un uomo che preferisce non affrontare i problemi.
Parto con il dire che questo volume è una lettura che ingrana dopo parecchi capitoli. C’è voluto un po’ perché il mondo complesso mi apparisse chiaro. I personaggi che abitano questa storia sono molti e entrare in empatia con tutti è complesso. Alcuni capitoli interrompono gli eventi degli altri, struttura narrativa geniale e ben gestita, ma che io poco apprezzo. Eppure, una volta entrata in sintonia con i vari protagonisti, è stato un attimo riuscire anche a gustare a pieno regime la storia.
Non è una storia che si può riassumere in poche parole, così anche i personaggi sono tanti e belli proprio per la loro complessità: la bravura dell’autrice riesce a dipingere pian piano ognuno, fino ad arrivare alla parola fine quasi con dispiacere perché ci si era affezionati. E lo dico chiaramente, si vorrebbe leggere molto altro, o semplicemente si vorrebbe tornare indietro nei capitoli e sperare di trovare molto altro.
L’ambientazione steampunk è inizialmente molto soft, non facendo cadere questo volume nello stereotipo di un mondo fatto di vapore e rotelle ovunque. Anzi di diversi riferimenti storici contenuti nel volume (come l’ampio approfondimento ai preraffaeliti, nonché il citare Effie Gray, personaggio legato al movimento e poco conosciuto se non a chi ha studiato bene arte) lo portano a mostrarsi per una lettura che è molto più complessa delle immagini che richiama il genere. Lo stile dell’autrice è parecchio ricercato e i dialoghi hanno un sapore ottocentesco, a completamento dell’ambientazione steampunk.
La scelta di inserire diversi personaggi poi lo rende ideale per chi apprezza non solo il genere, ma anche per chi magari in un primo momento non riesce a creare empatia con il protagonista principale. Per esempio io mi sono fissata moltissimo sulla linea narrativa di Erza Walton e Gràinne Lynch, due personaggi secondari, di cui leggerei volentieri un volume a loro dedicato. I personaggi secondari hanno a volte la forza di togliere la scena a Demetrius e lo fanno in un modo tale che si rimane incollati alle pagine.
Una lettura consigliata a chi apprezza il fantastico storico, ovviamente lo steampunk, ma soprattutto a chi è alla ricerca di un’avventura unica nel suo genere.
Giulia Esse non mi ha mai delusa, e non lo ha fatto nemmeno questa volta con quest'opera.
Non è il suo primo storico che leggo, quindi ero certa che sarebbe stato accurato in ogni suo punto, ma ho potuto saggiare con piacere la parte mistery e steampunk (credo possa rientrare in questo sottogenere.)
Lo studio dietro questa storia deve essere stato tanto. La scrittura, come sempre, è affascinante e coinvolgente e nessun personaggio è lasciato al caso o non approfondito.
Bellissimo il percorso di crescita di Demetrius, così umano in tutti i suoi difetti, paure e limiti.
Ho amato e pianto per James, apprezzato tanto Lecomte e Walton. Adorato il particolare personaggio della Lynch. Sinanche il maggiordomo di Demetrius mi ha conquistata.
Vorrei elencarli tutti, perché ognuno di loro ha un suo scopo narrativo ed è importante ai fini della storia.
Forse qualche refuso in meno (questo lo addebito alla CE soprattutto) mi avrebbe spinto a dare un cinque pieno, ma per il resto è un libro che merita assolutamente di essere letto.
Amo la scienza, la tecnologia, la fisica, la chimica, la matematica, amo tutto ciò e amo i libri che ne parlano o che utilizzano questi campi nella trama. Non avevo mai letto questo genere, ma, conoscendo Giulia, mi sono fidata e non potevo fare scelta più giusta.
Giulia mi sorprende sempre di più per la sua abilità nella scrittura, per il suo modo di essere diversa, originale, e molto più avanti rispetto ad altri autori, anche conosciuti. In questo libro possiamo capire quanto si sia impegnata nello studio delle fonti scientifiche, delle scoperte e della storia di quei tempi. Possiamo leggere intere frasi o conversazioni che possono sembrare complesse, perché uscite dalla bocca di chi è un grande esperto di scienza ed evoluzione. Frasi e concetti precisi e ben studiati. Demetrius è un personaggio particolare, originale, che non ha nulla di speciale. Ama la scienza e ha costruito molte invenzioni, nessuna delle quali ha avuto successo. Un personaggio che non spicca, privo di entusiasmo, che preferisce restare in disparte, anche quando tutto ciò in cui ha sempre creduto viene messo in discussione da un gruppo di conservatori. Demetrius si trova improvvisamente catapultato in una realtà che non gli appartiene, dove è costretto a uscire dal suo mondo e a fare di tutto per salvare ciò che ama. Caratterizzato in modo impeccabile, mi sono rivista un po' in lui, ma soprattutto ho provato le sue amozioni e le sue sofferenze. Anche gli altri personaggi sono ben caratterizzati e ognuno di loro ha un passato particolare, ben intrecciato con la storia. Demetrius è il mio personaggio preferito, ma ho apprezzato molto anche Ezra. La storia è intrisa di misteri e domande, indizi ben celati, che condurranno il lettore alla fine della storia con il fiato sospeso. L'ambientazione è anch'essa descritta perfettamente, tanto che sembra di essere lì, in una Londra di fine 800, quando tutto ha iniziato a correre più veloce.
Che dire? Che 5 stelle sono poche per Giulia e che consiglio i suoi libri a tutti voi! Non potete perderveli. Qui potete trovare storia, scienza, mistero, intrighi, steampunk, azione.
• Trama: Quando i Conservatori riescono ad abolire i trattati di Darwin alla Royal Society, per Demetrius Howell è chiaro che il futuro di Londra è destinato al regresso. Stanco della situazione e deciso a lottare per salvare le persone che ama, scopre l’Ordine del Ramo Rosso, che cambierà il corso della sua vita introducendolo in un mondo fatto di misteri, cospirazioni e lotte segrete combattute nel nome della sua città. • Il libro in tre aggettivi: Londinese, Stravagante, Low Steampunk • Personaggio preferito: Demetrius • Citazione del cuore: “Ora un uomo ci vuole togliere la facoltà di pensiero, vuole annientare ciò che siamo e persino cancellare gli errori. Vuole eliminare la fallibilità. Preferisco errare mille volte che essere una persona non pensante, e preferisco derivare da una scimmia che essere creato da un ipotetico Dio.” • Il piccolo POV Creminoso: questo romanzo trasporta chi legge in una versione alternativa della Londra di fine 800. Demetrius Howell, scienziato, se ne starebbe beatamente in disparte, tutto concentrato sulle sue strampalate invenzioni scientifiche, ma viene catapultato nella lotta tra l'Ordine del Ramo Rosso e coloro che vogliono riaffermare il Creazionismo. Demetrius si ritroverà in balia degli eventi e a scontrarsi con intighi e eventi storici che lo metteranno in grossa difficoltà. Ho letteralmente adorato il ruolo donato agli orologi in questa vicenda e il personaggio di Demetrius, che è completamente distante dal classico protagonista di un romanzo. Meravigliosi anche gli intrecci e le storie dei molti personaggi secondari, che rendono la narrazione immersiva e totalmente avvolgente. • Se fosse un cibo, questo libro sarebbe: Tartine al cetriolo • Se fosse un colore, questo libro sarebbe: il marrone • Lo consiglio a: Chi ama le atmosfere cupe e i personaggi tormentati, tutti caratterizzati con grande spessore. Chi ama i romanzi fantasy storici intrisi di un forte spirito investigativo e che strizzano l’occhio allo steampunk. Chi ama dialoghi e ambientazioni che riflettono perfettamente il periodo storico in cui è ambientata la storia.
Bene, uno steampunk inglese ottocentesco come non se ne vedono molti in giro. Le promesse sono buone, vediamo se sono mantenute. La prima cosa che salta all’occhio a lettura finita è la straordinaria complessità della ricerca storica sull’ambientazione. E non solo perché le atmosfere sono perfette, e non solo perché (meno scontato) sono ben resi i dialoghi, gli atteggiamenti e perfino il modo di pensare dei personaggi molto ben allineati con la loro epoca. Ma anche perché quei personaggi vivono davvero nella loro epoca, non è una finzione. La prova più eclatante l’abbiamo in un capitolo oltre la metà del libro, quando Demetrius e Cecily hanno una conversazione a tema arte ma non solo: entrambi i personaggi, ciascuno a suo modo, sono veramente pervasi e inseriti in un mondo ben definito che capiscono e comprendono intensamente. Lo vivono davvero, non c’è spazio al dubbio. Oltre a questo, i personaggi sono ben caratterizzati, oltre a ben contestualizzati, ognuno ha il suo spazio, per approfondire sé stesso ma anche il rapporto con alcuni comprimari. Forse anche un po’ poco, in certi casi. Di alcuni personaggi avrei voluto sapere anche di più, come di Grainne che tende un po’ a sparire verso la fine, ma in fondo è in linea con il personaggio misterioso e probabilmente ulteriori dettagli avrebbero appesantito la trama. Né, riesco a immaginare cosa si sarebbe potuto tagliare per fare spazio a degli approfondimenti: il libro è solido e tonico, non ha parti inutili e il ritmo è buono. Menzione a parte va a Demetrius: un protagonista ben curato e profondo, con una buona dose di difetti e niente affatto scontati. Durante la storia migliora sé stesso, ma non troppo, cocciutamente si ostina a non snaturarsi, ed è una cosa che adoro. Ho empatizzato moltissimo con il personaggio, anche se ammetto che certe volte avrei reagito in maniera anche più difensiva di lui. Francamente non credevo che il suo rapporto con Cecily sarebbe finito come è finito, ma sono contento per lui. C’è voluta la quasi totale distruzione di Londra, ma alla fine un uomo e una donna cocciuti sono riusciti a capirsi, se almeno anche nella realtà fosse così facile! Si potrebbe dedicare una nota al fattore steampunk: credo che il libro rientri in questa categoria, soprattutto per la presenza di un paio di tecnologie anacronistiche, ma francamente lo trovo uno steampunk davvero blando e moderato, che si riduce per lo più all’opera di appena due o tre personaggi. Non so se la cosa piaccia agli appasionati del genere, io l’ho trovata una scelta che rende la storia più sobria ed elegante. Ah, c’è tutta una particina di intense riflessioni di carattere tecnico, fisico, meccanico, psicologico e filosofico riguardo queste tecnologie, che scommetto essere molto intenso e interessante, se le avessi capite davvero. Ma questo è un limite mio, e lo vedo più come un bonus per chiunque riesca a starci dietro. Davvero lodevole. Quindi: trama funzionante e avvicente, buon ritmo (forse un po’ lentino all’inizio ma guadagna velocità), ottimi personaggi, ottimo lavoro dietro le quinte. Se proprio si volesse cercare un punto debole, lo si potrebbe trovare in certi passaggi di coerenza interna dello svolgimento: se uno volesse ricostruire cosa esattamente i due schieramenti nemici fanno o potrebbero fare, forse ci si potrebbe accorgere che i cattivi possiedono magari qualche informazione che non sfruttano come si deve, come anche i buoni credo, e forse certe situazioni ingarbugliate si sarebbero potute risolvere agendo in un’altra maniera. Giusto un esempio, per capirci: in un preciso momento i cattivi dimostrano di conoscere l’identità di certi loro nemici, che si limitano a spaventare o indebolire, quando forse avrebbero fatto meglio a uccidere, o magari anche solo a far pedinare. Ma sono le tipiche convenzioni a cui ricorrono praticamente tutti gli scrittori esistenti, anche i migliori, e non sono poi così inspiegabili per un buon scrittore. Tra l’altro, non si notano nemmeno, rapiti come si è dalla narrazione. Non lo ritengo un errore. Insomma, un’altra storia che vale la pena leggere da un’autrice con una produzione invidiabile, c’è poco da aggiungere. Concludo dicendo che questa è una recensione soggettiva, basata sui miei gusti e le mie impressioni, ho cercato di motivare le mie opinioni, ma questo non le rende né oggettive né professionali. Potreste trovarle sensate come anche no. Sapete, formula di rito per evitare polemiche ^^ Buone letture
“I figli di Darwin” è un romanzo fantasy scritto da Giulia Esse e pubblicato da Plesio Editore nel 2021.
Nonostante sia considerato un romanzo di genere fantastico, io lo collocherei più nel genere steampunk, sebbene le invenzioni, molto presenti, non siano comunque preponderanti. Ma andiamo con ordine: la storia è ambientata in una Londra in cui il dibattito scientifico infuria dopo la pubblicazione del famoso saggio “L’origine delle specie” di Charles Darwin. Quando i Conservatori riescono a fare abolire queste teorie dalla Royal Society il protagonista, Demetrius Howel, si avvicina ad un movimento chiamato “L’Ordine del Ramo Rosso”, che non ha a cuore solo la scienza, ma un progetto più ampio e più politico.
Nel giro di poco il focus dello scontro non è più meramente teorico o filosofico, ma è in gioco una guerra per cui tutta Londra è in pericolo, e forse, con lei, anche il mondo occidentale che i personaggi conoscono.
Il romanzo mette tanta carne al fuoco in poco tempo, tuffando il lettore in un mondo conosciuto ma pieno di misteri, intrighi e soprattutto una scienza che sembra capace di tutto (da qui la mia propensione nel collocarlo nello steampunk).
Il protagonista è moscio, volutamente “amorfo” (cit) e per molto tempo dimenticabile: se devo essere sincera, questa scelta mi ha convinto moltissimo, in quanto ci regala un personaggio principale comune, né eccezionale né speciale, ma il ritratto dell’uomo comune. Il romanzo, in ogni caso, gli regala un percorso di crescita interiore, sia nella vita “pubblica” che in quella privata, senza comunque andare ad eclissare le personalità più carismatiche che lo circondano (in particolare i personaggi femminili).
Personalmente ho trovato la trama troppo lineare per i miei gusti: con un’ambientazione e un antefatto così forti mi sarei aspettata qualche colpo di scena in più, ma questo potrà essere apprezzato da altri tipi di lettori. Il ritmo è a tratti discontinuo, le descrizioni sono molto elaborate per quanto riguarda le varie diatribe in corso, cosa che, secondo me, tende a rallentare la lettura. Detto ciò, io l’ho iniziato e finito mentre aspettavo la mia automobile dal meccanico e l’ho divorato senza fermarmi un attimo.
In conclusione, un romanzo piacevole, scritto molto bene e che potrà essere apprezzato dagli amanti dell’Inghilterra dell’Ottocento. Posso solo dirvi che dopo questa lettura non guarderete mai più un orologio nello stesso modo.
Giulia Esse è sempre garanzia di qualità e lo conferma anche con questo nuovo libro!
I figli di Darwin trasporta il lettore in una versione alternativa della Londra di fine 800, dai tratti low steampunk e mi azzardo a dire quasi ucronici.
Due sono i capisaldi che muovono la trama.
Da un lato si assiste al tentativo mosso a opera di sedicenti uomini di cultura di affossare il darwinismo con ogni mezzo e riaffermare il Creazionismo, perché spaventati dalle implicazioni che le tesi del famoso scienziato potrebbero avere sulla società. Non meno importante è la lotta portata avanti dalla società segreta nota come Ordine del Ramo Rosso che si batte per l'indipendenza dell'Irlanda.
Due correnti che non sembrano avere nulla in comune, ma che invece condividono una storia passata di intrecci e scontri. E nel mezzo della contesa decisiva verrà catapultato il protagonista indiscusso di questo romanzo: Demetrius Howell.
Ho apprezzato molto il ruolo di Demetrius e la sua caratterizzazione. Dall'inizio alla fine, lui rimane tutto fuorché un eroe. È un uomo con una forza tutta sua, non guidato da alcun ideale che non sia la riaffermazione di ciò che considera il vero pensiero scientifico. Ideale che però non sarebbe bastato da solo a trasformarlo in uomo d'azione. Demetrius se ne sarebbe stato volentieri in disparte, chiuso in casa alle prese con le sue strampalate invenzioni. Paradossalmente sono i comprimari a mandare avanti la vicenda al posto suo, mentre Demetrius tende a farsi trasportare dagli eventi e ad adattarsi suo malgrado alle disavventure che gli capitano.
Tra i personaggi che mi sono piaciuti di più ci sono la spia francese Lecomte, ma soprattutto il sergente Ezra e l'assassina Grainne. Di questi ultimi due ho apprezzato molto gli scambi e il modo in cui entrambi sembrino prendersi cura l'uno dell'altra.
Forse a causa della brevità del romanzo, il background di tutti questi comprimari viene esposto nei capitoli iniziali con l'ausilio di lunghi dialoghi e qualche flusso di coscienza interno al narratore. Tutte le backstory sono ben pensate, ma ammetto che mi sarebbe piaciuto vederle dipanarsi nell'arco di tutto il libro.
Malgrado lo stile alto, caratteristico di Giulia, ho trovato la lettura scorrevole e le vicende invitanti a proseguire. È una lettura che consiglio a tutti!
📚Quando Demetrius Howell si reca alla Royal Society, si trova davanti a una notizia sconcertante: i Conservatori hanno preso potere e mirano ad abolire i trattati di Darwin. Si apre così uno scontro tra Creazionisti ed Evoluzionisti, che lottano per non vedere Londra catapultata nel passato.
Tra spionaggio, cospirazioni e invenzioni che potrebbero cambiare le sorti di un Paese, "I figli di Darwin" vi condurrà nei meandri di una Londra vittoriana costruita magnificamente, dove ogni personaggio avrà un ruolo chiave nella lotta contro il misterioso Concilio.
⭐️ Sarà perché ho giusto un debole per Londra e per l’epoca vittoriana, sarà che si è parlato di preraffaelliti, sarà che non avevo mai letto un romanzo Steampunk e ne sono rimasta affascinata, ma io ho amato questo libro! L'autrice ricostruisce magistralmente gli ambienti londinesi, usi e costumi dell’epoca e tratteggia alla perfezione ogni personaggio. Si nota che dietro questo romanzo c'è un grandissimo lavoro di ricerca, il quale, unito alla fervida fantasia di Giulia, dà origine a una storia molto originale che emoziona, affascina e si legge che è un vero piacere.
Chi mi segue da un po' sa quanti libri di Giulia Esse io abbia letto e sa che ho sempre apprezzato la sua scrittura. Ma qui non mi basta dire che è stata una bella lettura. "I figli di Darwin" è attualmente il mio libro preferito tra quelli di Giulia, l'ho adorato, sono rimasta coinvolta dall'inizio alla fine. Ho trovato lo stile di scrittura esattamente come lo amo io; i personaggi resi benissimo; una trama intrigante e avvincente. Non posso che dirvi: LEGGETELO!
Uno steampunk davvero unico, dopo averlo letto odierete per sempre gli orologi😂 Stile fluido e ricco di dettagli che vi terranno incollati alle pagine, inoltre se vi piacciono i misteri qui ce ne sarà uno bello grosso.