Inghilterra, XIX secolo. Esther Branwell ha solo dieci anni quando con la sua famiglia si trasferisce da Weathfield nel Sussex, a Melville House, la splendida dimora della baronessa Melville, nella Contea di Kent. L’avvenire per lei è pieno di promesse, la sua infanzia trascorre serena ma, poco dopo il suo debutto in società, una terribile scoperta rischia di distruggere ogni certezza riguardo alla sua identità e alla sua storia. La chiave del mistero è tra le pareti di Nettlesfield, una casa abbandonata appartenente al defunto dottor Kingsley. Improvvisamente sola, Esther si ritrova ad affrontare la prova più difficile della sua vita, finché un’inattesa mano amica le offre sostegno e conforto, rischiarando le tenebre che avvolgono il suo segreto. Ma la verità si affaccia spietata sul suo cammino. Confusa e spaventata, Esther si chiede se potrà ancora essere felice. Chi è davvero lo sconosciuto che desidera aiutarla? Può veramente fidarsi di lui? Può l’amore estirpare le ortiche dal cuore e far sbocciare una vita nuova e libera dal passato? Un’appassionante storia sul riscatto di una donna, raccontata dalla voce della protagonista che vi condurrà in un emozionante viaggio nel cuore dell’epoca vittoriana alla scoperta dei suoi più affascinanti segreti.
Nettlesfield è un libro ricco e potente che ci racconta il viaggio intrapreso da Esther e che lei stessa decide di condividere con il lettore. Un viaggio lungo e ricco di tribolazioni capaci di minare ogni certezza della protagonista. La luce che da sempre risplende nella sua vita viene, pian piano, avvolta dall’oscurità e quando il passato rischia di schiacciare l’animo della protagonista, un inaspettato aiuto arriverà da uno sconosciuto che, forse, riuscirà a portare un po’ di gioia nel suo cuore. Il primo aspetto ad avermi colpito di questo romanzo è la narrazione; l’autrice, infatti, ha deciso di scrivere il libro facendo in modo che fosse la stessa Esther a raccontare la sua storia. In questo modo il lettore riesce a creare immediatamente una forte connessione con le vicissitudini della protagonista. Seguiamo le vicende di Esther sin dalla sua infanzia, quando, a soli dieci anni, si trasferisce con la propria famiglia a Melville House, dalla baronessa Melville. Esther si dimostra sin da subito una bambina intelligente e sveglia, curiosa della vita e piena di aspettative. Crescendo, anche grazie alla volontà della baronessa, Esther diventa una giovane debuttante sognatrice e romantica, che conserva nel proprio cuore tanti piccoli desideri che vorrebbe fossero realizzati. Ma proprio quando meno se lo aspetta, scopre qualcosa che getta un’ombra scura nel proprio futuro, venire a capo di questo mistero diventa sempre più difficile e complicato, specialmente perché la ragazza non sa a chi rivolgersi. Nel momento più difficile della sua vita, una mano le viene tesa da un personaggio inaspettato e interessante, qualcuno intenzionato tanto quanto lei a fare chiarezza sul suo passato. L’autrice ha saputo caratterizzare la protagonista in modo approfondito e molto chiaro, ogni aspetto del suo carattere viene mostrato al lettore. Sono tantissimi i personaggi che si incontrano nel corso della lettura, alcuni capaci di lasciare un segno e altri meno. Tuttavia a colpirmi è stata la presenza modesta dei dialoghi, la struttura stessa del libro diventa una sorta di confidenza che la protagonista fa al lettore, magari durante una tazza di tè o una passeggiata in giardino.
Lo stile di scrittura di Antonella Vitali conquista immediatamente per la sua accuratezza e precisione, c’è molta ricercatezza nel modo di esprimersi. La sua penna è elaborata, attenta, descrittiva e perfettamente in linea con l’epoca in cui il romanzo è ambientato. Le descrizioni dei paesaggi e degli ambienti sono magnifiche, molto curate e particolareggiate. Le dimore stesse sembrano quasi prendere vita attraverso le parole che l’autrice utilizza per descriverle, diventano come dei personaggi inanimati ma che hanno tanto da raccontare e svelare. L’aria di mistero che si respira quando Esther inizia a scoprire particolari sul suo passato, rendono il romanzo più cupo e avvincente, diventa naturale porsi delle domande e provare a fare luce su queste ombre che sembrano diventare sempre più fitte e dense. Le emozioni provate dalla protagonista emergono chiaramente e questo è un aspetto che non deve essere trascurato perché danno notevole spessore non solo alla caratterizzazione stessa di Esther ma anche alla trama che si snoda su oltre cinquecento pagine. Nel corso della lettura non mancano dei colpi di scena che rimescolano le carte più e più volte. Il ritmo narrativo non è particolarmente veloce, l’autrice è stata molto attenta a lasciare qualche piccolo indizio nel corso dei capitoli fino ad arrivare alla verità e a un finale che, personalmente, mi ha molto emozionato. Il viaggio che la protagonista compie alla scoperta di se stessa mi ha rapito sin dalle primissime pagine, è stato molto bello conoscerla da bambina e vederla evolvere e maturare sotto i miei occhi. Ho instaurato con lei una bellissima connessione, tanto è vero che, una volta giunta al termine del libro, avrei voluto conoscere ancora altro della sua vita. Il fatto che ci sia anche spazio per una bella storia d’amore impreziosisce, ai miei, occhi questo piccolo gioiello naturale.
Sono particolarmente affezionata al genere storico, spesso nelle mie recensioni, ho scritto quanto rappresentino per me i libri ambientati in epoche passate. Sapere di avere un’autrice contemporanea, italiana oltretutto, è per me fonte di grande orgoglio e soddisfazione. Antonella Vitali non poteva sperare in un esordio migliore, spero di leggere molto presto altri suoi romanzi storici e sono fermamente convinta che saprà regalarmi altre intense emozioni.
È la prima volta che leggo un romanzo Vintage Editore, nonostante sia da un po’ di tempo che guardi a questa casa editrice con curiosità. Per chi non lo sapesse, è una realtà editoriale specializzata in romance storici e quello di cui vi parlo oggi è il primo romance pubblicato dalla casa editrice di un’autrice italiana. Antonella Vitali ha avuto l’onore di entrare a far parte di questa bella famiglia e direi che darle questa opportunità era naturale, considerando come si presenta e il suo talento nel narrare. L’autrice ha lavorato per anni a questa storia e ne ha approfondito ogni particolare, pur di essere il più credibile possibile. Il lettore, infatti, fa un vero e proprio salto in epoca vittoriana con questo romanzo, non soltanto grazie all'ambientazione ma anche per lo stile di scrittura, che sembra proprio appartenere ad un autore ottocentesco. Lo spunto della storia le è nato da una tenuta abbandonata in cui si è imbattuta da piccola e quel ricordo l’ha tormentata per tanto tempo. Dentro di lei ha sentito il bisogno di dar vita a un luogo come quello perché meritava di essere amato e forse proprio grazie a un libro poteva essere ricordato per sempre. Da qui nasce l’idea di scrivere Nettlesfield, cambiando il luogo, l’epoca e i personaggi, ma rendendo protagonista quella splendida casa abbandonata circondata dalle ortiche che le era rimasta nel cuore. In questo romanzo l’autrice riversa tutto il suo amore per la letteratura e le epoche lontane, per la natura e la Creazione, per i valori che sono fondamentali e non dovrebbero mai tramontare. Si percepisce la sua preparazione e la cura con cui si è dedicata anima e corpo alla storia e ad ogni suo dettaglio e ci regala, grazie a questo immane lavoro, un romanzo di formazione che parla di scoperte e misteri, ma anche di rinascita personale. La protagonista è Esther Branwell che noi conosciamo da quando ha soltanto dieci anni e, insieme alla sua famiglia, abbandona la sua casa nel Sussex per trasferirsi a Melville House, presso la zia, la baronessa Melville. Qui riprende e approfondisce la sua istruzione, seguiamo i suoi progressi e la sua crescita e la vediamo prepararsi al debutto in società. Ogni cosa sembra trascorrere come deve, salvo scoprire, un giorno, un segreto riguardante la sua famiglia che sgretolerà ogni sua certezza. È un mistero che pare abbarbicarsi alla dimora abbandonata di Nettlesfield, un luogo cupo, semi occultato dalla vegetazione, un luogo intorno al quale si avvolge un alone inesplicabile ma allo stesso tempo ammaliante. Improvvisamente si sentirà sola, senza sapere più chi è, ma l’intervento di uno sconosciuto l’aiuterà a sciogliere i nodi che avviluppano il suo cuore e la sua memoria.
" […] abbandonando la strada per Ashford per giungere a Melville House, si incontrava una dimora solitaria, con imposte, finestre e porte chiuse, avvolta da piante selvatiche, seminascosta dalla vegetazione che offriva un riparo agli scoiattoli e ad altri piccoli animaletti che vi dimoravano clandestini e indisturbati"
L’autrice costruisce la sua trama con meticolosità, facendoci entrare nella vita della giovane e romantica Esther, ma anche nell’affascinante dimora di Nettlesfield, alla scoperta dei suoi segreti. È un viaggio lungo quello che il lettore dovrà affrontare, ma lo accompagna una narrazione elegante e raffinata, aulica e solenne. Personalmente adoro questo tipo di scrittura e, forse, se la narrazione fosse stata più ritmica e meno arzigogolata avrei apprezzato maggiormente. Purtroppo, ho riscontrato una prolissità che il più delle volte ha contribuito solo a distrarmi. L’autrice si è soffermata su dettagli e descrizioni talvolta superflue, allungando inutilmente il romanzo e tirando così tanto la trama che ho faticato a starle dietro. Se le descrizioni approfondite e onnipresenti non vi scoraggiano, allora questo romanzo potrebbe essere un piacevole intrattenimento. I dialoghi, che io amo molto, sono, però, carenti e questa carenza si sente, soprattutto se è abbinata ad una presenza considerevole di descrizioni. Oltre questo squilibrio nella narrazione, un’altra cosa che avrei gradito sarebbe stata la traduzione di parole e frasi riportate nel testo in lingua originale. Aggiungere delle note alla fine dei capitoli sarebbe stata una buona scelta, considerando che non tutti parlano francese, inglese o non colgono riferimenti letterari (piuttosto presenti nel romanzo). La narrazione è affidata alla protagonista, tramite il suo punto di vista conosciamo le cose nell’esatto momento in cui lei vuole farcele conoscere. In generale, ho apprezzato l’atmosfera che permea il romanzo, in particolare quella relativa alla dimora di Nettlesfield. Ogni volta che viene descritta si distingue chiaramente l’amore che l’autrice deve provare al ricordo di quel luogo che l’ha ispirata. La presentazione dei personaggi è un altro punto a favore, devo dire che sono tutti introdotti molto bene e descritti altrettanto. Nettlelsfield è una lettura alla quale bisogna consegnarsi senza null’altro per la testa, richiede devozione e concentrazione perché una volta che vi sarete addentrati vi catturerà e vi sedurrà. Qualche pagina in meno e un ridimensionamento delle descrizioni avrebbe reso il romanzo ancora più accattivante e scorrevole, ma in generale si tratta di un buon esordio. Antonella Vitali è di certo un’autrice talentuosa e attenta e sono certa che, col tempo, ci regalerà altre belle storie che ci faranno sognare.
Siamo in un epoca affascinante, in un luogo diventato la culla di un mistero oscuro e di un amore in sboccio. Abbiamo una ragazza che vive una vita da sogno ma che poi crolla sotto il peso di un'identità che non sente più sua.
Esther Branwell è una giovane istruita e di buona famiglia. Il futuro si prospetta roseo all'orizzonte, almeno finchè le sue certezze non vengono messe in discussioni. I dubbi si vanno avanti ed Esther non sa più chi sia in realtà. Chi è veramente Esther Branwell? Una graziosa debuttante o qualcun altro? La sua vita sembra essere una menzogna e dovrà scavare nel passato per scoprire cosa si cela di marcio in una trama sempre più intrigante. Non le mancherà il supporto di un affascinante sconosciuto che sembrerà volenteroso quanto lei di scoprire la verità della sua esistenza.
Esther è una giovane ingenua e romantica. Una sognatrice che viene brutalmente disillusa. Prima del suo debutto, era felice, sembrava che niente potesse rovinare tutto. Ma invece, la sua vita diventa una specie di illusione, una farsa, e la bolla in cui era rinchiusa esplode lasciandola in mezzo all'oblio. Insieme ad un inaspettato aiutante, andrà alla scoperta di sè stessa e vedrà in Nettlesfield più di una residenza abbandonata. Sarà l'occhio di un ciclone di emozioni, di verità che la spezzeranno. Ma la nostra protagonista è forte e saprà rinascere più forte come una fenice. Questa non è una semplice storia d'amore. Si parla della vita di una ragazza alla ricerca del suo vero essere, che affronta una crisi di identità non indifferente. Chiunque si sentirebbe come se il mondo crollasse se si mettesse in dubbio che i genitori o i fratelli non siano i propri. Non si ha più la certezza di niente, il mondo ti sembra estraneo e ci si allontana con diffidenza dalle persone che chiamavi famiglia. Leggere di questo doloroso viaggio nel mistero mi ha coinvolto così tanto da farmi venire, a volte, delle strette al cuore.
Ad Antonella Vitali è stato concesso l'onore di essere la prima autrice italiana a far parte della Vintage Editore. Un onore indubbiamente meritato visto che la sua scrittura è a dir poco magnifica. Ha uno stile antico ed elaborato che mi ha ricordato della mia adorata Heyer. Ma, a differenza sua, mi dispiace dirlo, Antonella ha peccato nello sviluppo della trama. Non mi dispiace leggere libroni di più di 400 pagine, sia chiaro, tuttavia, sono anche consapevole a ciò a cui vado incontro. Non è facile scrivere una storia così lunga senza incappare in "brodi troppo allungati", descrizioni inutili o scene non necessarie e noiose. L'autrice è stata superba nello stile ma si è persa in un bicchier d'acqua, a mio parere. La storia mi è piaciuta ma alcune volte mi sono chiesta l'utilità di alcuni tratti e ho provato noia. Si è dilungata troppo, non dando importanza all'essenziale, e questo è un peccato. Avrei voluto apprezzare molto di più questo suo gioiello ma spero di leggere altro di suo molto presto perché sono rimasta conquistata dalla sua scrittura. Ha un gran talento questa donna e voglio vederlo sempre più riconosciuto.
[…] Narrata in prima persona da Esther sotto forma di racconto autobiografico diretto a un anonimo lettore, la storia degli otto anni trascorsi a Melville House occupa quasi tre quarti del romanzo e riporta tutti gli avvenimenti che, in modo diverso, segnano e plasmano il carattere di Esther, compresa la presenza della casa abbandonata accanto al castello di zia Melville, Nettlesfield, dimora del dottor Kingsley, partito per Londra con la famiglia e mai più tornato. […] Nettlesfield fa da sfondo alle vicende della giovane fino all’anno del debutto, fino a che la casa e il suo misterioso proprietario scomparso non diventano il centro di un segreto che coinvolge proprio Esther e che mette a soqquadro le sue certezze […]. Ma la vita, e il ritorno del dottor Kingsley a Nettlesfield, hanno altri piani per lei. Nettlesfield è un romanzo che ripercorre fedelmente lo stile e il linguaggio delle grandi storie inglesi di metà Ottocento, una narrazione con tratti a metà tra il Gotico (non per la presenza di mostri, ma di rovine e di una protagonista travolta da rivelazioni sconvolgenti sul suo passato) e il Realismo di quegli anni che mi hanno riportato alla mente Jane Eyre e Emma, tra i tanti romanzi, per diversi dettagli e caratteristiche della storia scritta da Antonella Vitali. E proprio Jane Eyre mi è balzata spesso davanti nel leggere queste digressioni sul passato di Esther e su certi personaggi, con la sua fervida immaginazione e la tendenza a vivere su di sé gli eventi con intensità, nella consapevolezza però di dover mitigare entrambi gli aspretti al lume della ragione e dell’educazione. […] Buona parte del romanzo è incentrata sulla crescita di Esther e il vero plot twist (quello presentato in quarta di copertina) arriva molto in là nel tempo, generando un vago spaesamento tra ciò che ci si aspetta di trovare e ciò che effettivamente si legge nel libro. Nonostante questo, però, Nettlesfield è un’immersione in un romanzo di formazione che non avrebbe sfigurato tra i tomi di Defoe, Brontë e Dickens, degno erede di quel filone letterario di un’epoca tra la Reggenza e il longevo regno di Vittoria.
“Nettlesfield” di Antonella Vitali è uno storico che si fatica a pensare sia stato scritto ai giorni nostri. La narrazione si apre con il trasferimento di Esther nella tenuta di Melville House, dalla zia e baronessa, quando è solamente una bambina. Il libro si incentra sulla vita della nostra protagonista, su come capirà ben presto a reprimere la sofferenza, ad avere una eccellente educazione fino al debutto in società. È proprio Esther a raccontare al lettore la sua storia. Con tanti protagonisti come contorno, dai più ai meno importanti, percepiremo le difficoltà di una bambina che diventa donna e scopre i primi amori, le prime insidie e anche una grande matassa da sbrogliare. C’è un mistero che aleggia nella soffitta di Melville House, un mistero che porterà Esther su una strada completamente diversa da quella che si sarebbe aspettata. Nettlesfield, dimora abbandonata anni prima dal dottor Kinglsey, è una figura imponente e curiosa che si affaccerà e ne prenderà parte solo più avanti nel corso della lettura.
Antonella Vitali ha una penna straordinaria. Il libro sembra provenire davvero dal XIX secolo, in un’Inghilterra vittoriana che parla di una famiglia, dei suoi segreti e di come il passato possa incidere sul presente e sul futuro. Uno stile incalzante, un lessico impeccabile che si avvicina ai grandi classici.
Come la terra beve la pioggia dopo una tempesta e si adorna di un manto di fiori al mattino, così un cuscino accoglie le lacrime e, all’alba di un nuovo giorno, il sole asciuga dal viso la salina rugiada ove fiorisce il sorriso.
Il libro è ricco di metafore strabilianti che spingono il lettore a sottolineare e a conservarne il ricordo. Un bellissimo viaggio nel tempo, in un’epoca che, personalmente, adoro con i suoi pregi e i suoi difetti. Assistiamo a una vera e propria crescita personale e ammetto che Esther mi è entrata nel cuore, così come Amine e altri personaggi che, di sicuro, non dimenticherò.
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera firmata Vintage Editore, questa volta un libro vinto a un giveaway indetto dalla CE. Come sapete il genere che tra tutti prediligo, insieme al fantasy, è proprio lo storico. Leggerei storici 48h su 24h quindi non è un caso che questa sia diventata una delle mie case editrici preferite per eccellenza, sia per l'attenzione ai dettagli che per i bellissimi Gadgets a tema che crea, che io amo tantissimo, come ormai è risaputo. Ebbene, bando alle ciance e andiamo a scoprire di cosa parla il nostro libro, ovviamente senza spoiler. La storia si svolge in epoca vittoriana e vede come protagonista Esther Branwell, una giovane signorina di buona famiglia. La sua vita passa in parte serenamente, anche troppo monotona a volte, almeno fino a quando il giorno del suo debutto in società un segreto riguardante la sua famiglia, le fa crollare il terreno sotto i piedi, rendendola vittima di maligne attenzioni. Grazie a un aiuto inaspettato, Esther inizierà a scavare nel suo passato, sino ad arrivare a Nettlesfield, una dimora disabitata appartenente al dottor Kingsley.
" Come la terra beve la pioggia dopo una tempesta e si adorna di un manto di fiori al mattino, così un cuscino accoglie le lacrime e, all’alba di un nuovo giorno, il sole asciuga dal viso la salina rugiada ove fiorisce il sorriso. "
Ammetto che lo stile dell'autrice è così impeccabile e esattamente antico come dovrebbe, che non avrei minimamente immaginato che il libro fosse scritto da un autrice dei giorni nostri. Ho adorato l'alone di mistero che si nascondeva durante tutta la trama del romanzo che è riuscito a tenermi incollata alle sue pagine una dietro l'altra, a loro volta i personaggi sono stati gestiti così bene che potrei dire di non averne solo uno preferito. Se cercate uno storico fatto bene e che vi doni emozioni, questo libro fa assolutamente per voi. Super consigliato.
In questo romanzo l’autrice ci porta in un’epoca di altri tempi piena di fascino e romanticismo. Troviamo Esther Branwell che ci racconta la sua vita, crescendo insieme a lei. Per lei ci sono tanti progetti e primi innamoramenti, una ragazzina piena di vita. Ma il suo passato viene messo in discussione dal ritrovamento di una misteriosa soffitta. Da lì cambia tutto, cambia anche lei! Si inizia a fare delle domande e negli anni troverá anche le sue risposte finchè non scoprirà la verità su se stessa. I personaggi sono davvero ben fatti e quello che ho preferito di più è il suo fututo marito ❤️ Tutta questa storia è adornata da questa bellissima dimora “Nettlesfield” che inizialmente ci viene mostrata abbandonata ma che alla fine riesce a riprendersi la sua importanza. All’interno del romanzo troviamo anche dei caratteri molto forti e autoritari come la zia ma a quei tempi era giusto fare in quel modo… Sicuramente non è una lettura semplice! Ve lo consiglio soprattutto se amate i romanzi storici.
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Comincio col dire che questo libro mi è piaciuto tantissimo. È stata una lettura molto particolare che mi ha trascinato letteralmente in un altro mondo, in una realtà passata, emozionante e coinvolgente. La storia ha in sé tanti elementi diversi. La crescita della protagonista, viene narrata in un fitto susseguirsi di fatti, eventi ed incontri. Il tema dell’educazione, dei tormenti amorosi, dei rapporti affettivi con familiari e istitutrici…Ogni cosa contribuisce a ricostruire un quadro completo delle esperienze della giovane protagonista, ancorandola al contesto sociale preciso dell’epoca vittoriana. Ma non c’è solo questo… segreti da svelare e un misterioso passato da ricostruire rendono il racconto via via sempre più intrigante. Alla maniera quasi della sensation novel, si crea nella storia una certa tensione, una ricerca dell’identità, che coinvolge il lettore, spingendolo a continuare senza sosta la lettura, per accompagnare la protagonista nelle sue scoperte.