L'omicidio di un poliziotto, gli agenti pronti a tutto pur di sbattere in galera il colpevole, e un indiziato che ha minacciato di morte la vittima poche ore prima del delitto e che, soprattutto, non ha un alibi. Non c'è niente che l'avvocato milanese Lorenzo Ligas ami di più di un caso impossibile con un finale già scritto dagli inquirenti. Una sfida giocata sul filo del rasoio è tutto ciò che chiede in uno dei momenti peggiori della sua vita. Ligas è un eccellente professionista, ma ormai l'esistenza serena che gli pareva di avere di fronte si è irrimediabilmente ingarbugliata. Guardandosi indietro non sa dove siano andati a finire il marito innamorato, lo studente brillante divenuto socio di uno studio legale avviato, il padre presente. Forse in fondo all'ultimo bicchiere che si è scolato o nell'ennesimo incontro su Tinder che lo ha lasciato ancora più solo. Ora, però, ha la possibilità di riscattarsi: difendere Jack Zero, ex popstar e meteora della televisione italiana, cocainomane e colpevole ideale, è il modo per dimostrare alla ex moglie e ai suoi soci, ma soprattutto a se stesso, che vale ancora qualcosa. Una serie di false piste, di testimoni inattendibili e una Milano tutt'altro che ospitale lo porteranno a smontare i pregiudizi che la polizia ha costruito intorno al suo cliente e a scavare più a fondo. E, per una volta, quella fragilità che da anni mina la sua vita sarà la chiave per scoprire l'amara verità che si cela dietro al delitto. Gianluca Ferraris ha creato un grandissimo nuovo personaggio, una voce caustica e dissacrante, un uomo pieno di contraddizioni e schiacciato dai rimorsi, ma anche un'anima con una sua purezza che resta con noi a lungo dopo aver chiuso il libro.
Gianluca Ferraris è stato un giornalista e scrittore italiano. Nel 2001 ha iniziato a collaborare con Panorama. Nel 2002, dopo la laurea in Scienze politiche, si trasferisce a Milano dove consegue un master in giornalismo e inizia a collaborare con altre riviste, Chi ed Economy, e per la televisione, Quarto grado su Rete 4. Dopo alcuni anni a Panorama dove si è occupato di attualità, cronaca ed economia, per poi diventare vice caposervizio a Donna Moderna. Ha pubblicato 5 romanzi e 3 saggi, di questi ultimi il più apprezzato è Pallone Criminale (Ponte alle Grazie), uscito nel 2012 e scritto a quattro mani con Simone Di Meo, che ha ricevuto la menzione speciale della giuria del premio letterario «Antonio Ghirelli» della Federcalcio. Dal 2014 ha pubblicato esclusivamente narrativa.
Ottimo esordio per un nuovo personaggio che si è subito ritagliato il suo spazio nella giungla di personaggi del giallo milanese. Le idiosincrasie dell'avvocato Ligas sono fatte di Settimane enigmistiche, abbigliamento ricercato e ogni tipo di alcolico. Riuscirà a scagionare Jack Zero, cantante fallito ed ex vincitore del festivalbar? In una Milano tracciata in punta di penna, Ferraris si muove sicuro.
il libro si legge bene, è fluido con dialoghi moderni e senza fronzoli, ma non ho percepito la diversità rispetto al magma di avvocati, commissari e quant'altro, di questo avvocato milanese. A parte che le cose che contano le scopre la sua hacker, ma questo piccolo livello di autismo di cui sinceramente non percepiamo la presenza, e che porta il personaggio a ricordare cose e fatti di nessuna come grande importanza, guarda caso esce fuori solo quando gli serve, un po' strumentale e paraculo. Poco abbiamo capito della crisi alla base del divorzio ma devo dare atto all'autore che avrebbe potuto indugiare nel vittimismo cupo di un alcolista depresso e a cui stanno per crollare i punti fermi, ma invece non lo fa e racconta un uomo con grossi casini personali da mettere a posto senza drammi e anzi con un certo sarcasmo.
Un buon giallo, in cui all'avvocato viene affidato un caso in apparenza indistricabile. I pregi del libro sono la scorrevolezza, il modo chiaro di spiegare le fasi e i ruoli della giustizia e anche gli aneddoti dell'Edipo enciclopedico e del Forse non tutti sanno che...
Approdare alla lettura dei romanzi di Gianluca Ferraris (il secondo completato postumo dall'amico Franco Vanni) richiede innanzitutto un atto di "pulizia" mentale: bisogna dimenticare il Lorenzo Ligas televisivo interpretato da Luca Argentero. Sebbene la serie TV abbia il merito di aver portato il personaggio al grande pubblico, le differenze sono sostanziali, quasi radicali.
Il Ligas letterario è un uomo ruvido, ammaccato, profondamente calato in una Milano livida che non perdona; è decisamente meno "piacione" della sua controparte televisiva. La sua cacciata dallo studio di cui era socio non è provocata dalla scoperta, da parte del socio Michele, della relazione extraconiugale con sua moglie. Nel libro, Ligas non avvierà un nuovo studio, né prenderà come quasi-socia una praticante. Infine, la ruvida e onesta sostituto procuratore Annamaria Paritore non è mai stata l'amante di Ligas ai tempi dell’università, bensì è rimasta la migliore amica dell’ex moglie Patrizia, trasferitasi in Svizzera con la figlia in cerca di nuovi sbocchi lavorativi.
Il Lorenzo Ligas letterario è un tassello perfetto della sua cornice narrativa: la Milano di oggi.
Lorenzo Ligas è un avvocato penalista brillante, forse il più geniale sulla piazza di Milano, ma la sua vita è andata in frantumi. È un disastro e lo sanno tutti. I suoi soci lo allontanano perché ha smarrito definitivamente il confine tra dovere e piacere. Tuttavia, non può smettere di lavorare e sceglie i casi che nessuno vuole: quelli già decisi dal pregiudizio e dal rumore dei media.
Mentre cerca di restare a galla tra guai privati e demoni personali, bussa alla porta un caso che puzza di bruciato: un poliziotto ucciso, un ex cantante sul banco degli imputati e una rete di testimoni che spariscono. Ligas cerca la crepa dove tutti vedono un muro.
1. Il ritratto di un avvocato anticonformista: tra fatturato e dipendenze
In questo primo capitolo, la realtà è brutale. Ligas è stato messo in "stand-by" dai soci Michele e Paolo per il calo del fatturato legato al suo alcolismo. In una metropoli che corre e fattura, il talento non basta se non produce numeri. Lorenzo è un uomo solo: divorziato, vive una quotidianità segnata dalla dipendenza e da una solitudine che solo l'ombra di Daniela, la sua fidata hacker, riesce in parte a colmare. C'è solo un uomo e la sua abilità dialettica, spesa più per tirare fuori la gente dal fango che per cercare una Giustizia astratta.
2. La corruzione del sistema
Ligas accetta la difesa di una ex celebrità, un caso spinoso mediato dalla sua rivale e amica Annamaria. Qui emerge il vero volto del noir di Ferraris: un’indagine che profuma di poliziesco americano ma batte nel cuore dei palazzi di vetro di Milano. La soluzione è spiazzante: il colpevole perfetto è un innocente incastrato da un poliziotto corrotto. Ligas scoperchia un calderone di abusi di potere, muovendosi con stratagemmi poco ortodossi in un romanzo tosto, dove si vince in aula ma si perde spesso sul piano umano.
Ho provato a leggerlo perché ero incuriosita dal trailer della serie TV, tratta appunto da questo libro. In particolare, sembrava presentare il solito macho alpha ma non così macho però affascinante e testosteronico protagonista con tutti i suoi problemi (tra cui l'alcolismo e le donne) e volevo capire se anche nel libro fosse così.
In effetti, nel libro il protagonista non ha questi tratti da mascolinità tossica così tanto enfatizzati. Ci sono, è un protagonista rimpolpante per l'ego maschile, ma non è così esagerato come sembra essere nella serie TV.
Detto ciò, la scrittura è molto scorrevole, si legge molto in fretta, non ci sono colpi di scena eccezionali (si insomma è ovvio fin dall' inizio che il protagonista vincerà la causa) ma in realtà il grosso del lavoro non è opera dell' avvocato ma della sua hacker di fiducia. Ho trovato noiose le dettagliate descrizioni (con tanto di brand eh) del vestiario di tutte e tutti, sembra quasi un catalogo pubblicitario in alcuni punti così come ridondanti gli elementi appunto da macho alpha (sesso, donne, arroganza, alcol). Ho apprezzato molto il personaggio di Douglas, il gatto.
Menzione d'onore per questo periodo: "Sono grosse pozze azzurre, simili alle iridi materne, nelle quali la ragazza pare volere con tutta se stessa che qualcuno vada a nuotare per poi fermarlo sul bagnasciuga delle sue emozioni". il bagnasciuga delle sue emozioni. Questa metafora non l'avevo davvero mai sentita.
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Lorenzo Ligas e Giacomo Nava sono due uomini alla deriva, se non cercano aiuto o un modo per fermarsi, cadranno in un precipizio. Il primo è un avvocato, il secondo una stella mancata della musica. Vivono a Milano, dove Lorenzo è alle prese con la sua dipendenza dall'alcool che gli provoca problemi con il lavoro e con la sua famiglia, Giacomo in arte Jack Zero, è un cocainomane e una meteora dimenticata della TV, accusato di omicidio chiede al Ligas di difenderlo. La vittima è un poliziotto, quindi l'opinione pubblica e i media stanno massacrando avvocato e imputato. L'avvocato Ligas prenderà questo caso come un baluardo per la sua riscossa, non si può certo dire che non sappia fare il suo mestiere, anche se ha perso la fiducia dei soci dello studio, infatti decide di lavorare da solo e lo farà molto bene, sfruttando tutte le sue capacità e le sue conoscenze. Mi è piaciuto questo personaggio, anche la scrittura e la trama. Certo non c'è nulla di nuovo, visto che il protagonista è il solito alcolista, l'aiutante è un mago dei computer e la polizia è corrotta. Nonostante ciò la lettura scorre velocemente.
Molto bello, mi è proprio piaciuto. Una storia avvincente per un buon legal thriller italiano che vede come protagonista indiscusso un eccellente professionista, l’avvocato Lorenzo Ligas, che, invece, sul piano personale, si rivela essere un individuo decisamente imperfetto che, per di più, si trova ad attraversare un momento particolarmente difficile della sua vita e che sembra subire volontariamente le avversità di cui, invece, è anche causa. La difesa di Jack Zero, ex popstar accusata di omicidio, sarà la chiave di volta per cercare quel riscatto che possa dimostrare, sia a sé stesso che agli altri, di valere ancora qualcosa. Un primo libro di una serie che si preannuncia molto promettente e che mi fa venire voglia di leggere quanto prima anche il secondo della serie, già uscito. Quello che veramente mi dispiace e che per questa serie non ci potranno essere altri libri oltre quelli già pubblicati a causa della prematura scomparsa dell’autore. Per gli appassionati del genere, comunque, un libro da non perdere.
PERDENTI Un caso complicato per l'avvocato Ligas di Gianluca Ferraris : Un legal thriller ambientato a Milano. Narra le vicende di Lorenzo Ligas, un avvocato penalista brillante geniale ma autodistruttivo con la vita privata a pezzi, che cerca riscatto difendendo un ex cantante accusato dell'omicidio di un poliziotto. Ligas è descritto come un avvocato "perdente" per le sue scelte di vita, ma determinato nel suo lavoro, affrontando i propri demoni e temi come le disuguaglianze e la giustizia. Il libro è un mix di thriller, indagine poliziesca e critica sociale, Ben caratterizzata anche Daniela, valida aiutante ⭐️⭐️⭐️1\2
Troppa moda troppo sesso fanno perdere alcune parti interessanti alcune riflessioni anche profonde. Giallo in sé un po' classico, ma ci sono punti di vista creativi e diversi dal solito. Lettura estiva gradevole.
Un libro leggero e fluido da leggere, che allo stesso tempo crea suspence e ti incolla a se', capitolo dopo capitolo. L'avvocato Ligas e gli altri protagonisti raccontano la Milano di oggi, che corre tra la sopravvivenza e l'arricchimento a discapito di amicizie e famiglia. Consigliato!
Ottimo.Il quinto che leggo di questo autore e insieme a “Piombo su Milano” merita veramente.Da ex cronista di nera ricorda l'ipocrisia delle fughe di notizie da parte inquirente e la sventura dell'innocente gia bollato come colpevole.
Troppo ricco di banalità. La trama ed il personaggio non sarebbero nemmeno male, ma le allusioni a max Pezzali, a Gianni Morandi, tolgono valore a tutto. E poi il nome del cantante, Jack Zero e la sua canzone Electrolife..sforzati un po' di più..
Romanzo cupo che mette in evidenza le fragilità e le perversioni umane attraverso diversi personaggi che, ognuno a modo proprio, sono stati sconfitti dalla vita. In alcuni punti l'indagine passa in secondo piano e viene data maggiore importanza alla psicologia dei personaggi.
Il protagonista di questo libro è un avvocato, che non solo nelle aule di tribunale, grazie all’impeccabile scrittura di Gianluca Ferraris, ha destato in me tutto ciò che di solito provocano le arringhe fatte bene, in chi vi assiste: curiosità, seduzione, revisione delle proprie convinzioni, cervello in moto, insomma.