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Chi se non noi

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Anziché un orologio come ai suoi fratelli, per la prima comunione il nonno regala a Maria una Polaroid: lei è affascinata dallo spazio intorno e sogna di diventare architetto da grande, di andare a vivere in città e indossare “scarpe violette magari tutti i giorni per andare in giro, a godersi la bellezza, profumando di buono”. E anche se suo padre le ha detto che “i sogni non si realizzano mai”, Maria ce la fa: si laurea, va ad abitare a Ferrara, lavora a Bologna nello studio di un importante architetto, frequenta i convegni di bioarchitettura e le mostre dei fotografi che tanto ama, insomma ha la vita che ha sempre desiderato. Eppure, ogni venerdì torna nel Delta del Po, quel mondo paludoso che avrebbe preferito dimenticare se Luca, l’uomo che ama con un’intensità febbrile, non fosse stato così legato a quella terra. Lui è criptico, ambiguo, manipolatore, alterna sprezzo a dolcezza. E quando la lascia, è come se un’onda di piena si rovesciasse sotto quegli “immensi cieli color cicoria”. Germana Urbani, nel suo romanzo d’esordio, si immerge con spietatezza nelle pieghe più intime della mente di una donna e nelle contraddizioni che spezzano i rapporti umani, scova il nodo che può legare l’amore più ingenuo e il dolore più accecante, sfuma i confini opachi tra passione e follia. Fotografia dai colori annebbiati di un Polesine ancora segnato nel territorio e nelle storie familiari dal ricordo della grande alluvione del ’51, "Chi se non noi" rapisce, disorienta e costringe a fare i conti con le proprie pulsioni più oscure.

208 pages, Paperback

Published April 15, 2021

21 people want to read

About the author

Germana Urbani

2 books2 followers

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Chiara Basile.
243 reviews142 followers
August 31, 2021
Scrittura molto scorrevole, mi è piaciuta e a tratti sono persino riuscita ad empatizzare con la protagonista. La storia la definirei struggente, ho apprezzato il fatto che l'autrice abbia cercato di descrivere una sorta di parabola esistenziale del personaggio principale, così come ho apprezzato i riferimenti geografici molto presenti, che in qualche modo hanno contribuito a caratterizzare la storia. Come esordio non male
Profile Image for Francesca Pregnolato.
70 reviews
April 28, 2023
Con il suo primo romanzo Germana Urbani entra nel mondo letterario a pieni voti.
Un racconto di amore, di tristezza, di sconfitte e risalite.
Ampie descrizioni del territorio, il Polesine, la mia terra, in cui mi sono rispecchiata, il vissuto dei miei nonni; i sacrifici di questa gente che lavora i campi, che con amore e sudore porta in tavola il pane per la famiglia. Un luogo da amare ma che, per chi lo vive, può risultare stretto perché ti allontana da tutto, dalla vita al di là del fiume. Un ragazzo di quei tempi doveva chiedere, inchinarsi e sottostare.
Non poteva desiderare o sognare un altro futuro. Il futuro era semplicemente lavorare lì.
Invece la protagonista si spinge oltre, diventa architetto, va a vivere a Bologna dove lavora, ma c’è sempre quel legame che la riporta a casa. Quel rapporto crudele, pericoloso, morboso che la lega a se e non le fa aprire le ali.
Egregiamente descritta l’alluvione del 51. Il fiume Po che si porta via tutto. Ma la gente che si rialza, si rimbocca le maniche e si riprende quello che era suo. Metafora della vita, di questo amore sbagliato che distrugge tutto e può arrivare a eliminare una vita umana.
5 stelle perché mi ha colpito molto, mi sono sentita parte della storia, a fianco della protagonista, in sella alla sua vespa.
Profile Image for Amanda Rosso.
348 reviews29 followers
June 26, 2021
Ciò che trovo incantevole in moltissimi scrittori e scrittrici italiani contemporanei è la geografia della loro scrittura: la scelta coraggiosa e onesta di ambientare i loro romanzi in luoghi dell'Italia che conoscono, in cui sono cresciuti e il cui fascino trapela dalle descrizioni intimiste e profonde, che rivitalizzano il passato e le esistenze dei loro abitanti.

Urbani sposta il fuoco, o forse sarebbe più appropriato dire acqua, dell'azione nella regione del Delta del Po', e infonde nella narrazione una tale bellezza descrittiva dei luoghi e delle persone, che anche nei momenti più oscuri, anche nella depressione e nel dolore più lancinanti, si può trovare nelle sue pagine estrema bellezza.

Maria, la sua protagonista dal cuore spezzato, è reale, vera, cruda. I suoi dolori sono brucianti perché umilianti, patetici, comuni. Non vogliamo essere lei, nelle descrizioni di fluidi e lacrime e speranze, ma siamo state, forse, un po', lei.
Perfino Luca, l'altro uomo manipolatore e crudele, non smette mai di deludere e infuriare, ma si riconosce nel suo modo parassita di esistere le facce di altri.

Urbani non cerca mai una risposta alla sofferenza d'amore, come non cerca di incantare e mistificare il Delta del Po' con storielle di bucolica vita contadina, ma punge con la sua onestà di infelicità per chi resta, fra la precarietà e il terrore delle piene, e chi parte, perché la sofferenza non conosce latitudine e non lascia riparo.

Non c'è antidoto, Chi Se Non Noi non è un romanzo di redenzione, ma di caduta, non dà soddisfazione nel veder risolversi l'alterco d'amore o di rinascita fra le sue pagine. Maria discende in un mulinello sempre più insidioso, non perché incapace o debole ma perché vittima di una macchinazione crudele e violenta fatta di anni di lento avvelenamento, in cui un parassita implacabile ne ha mimato le gesta e minato le certezza, risucchiandone la vita.

E il Delta non è mero scenario di questo collasso ma ne custodisce le radici, ne ha visto avvilupparsi tentacoli e forse, nello spirito rassegnato della sua gente e nel terrore precario delle sue sponde, ne ha seminato le sventure.
Profile Image for Marta Puggina.
54 reviews2 followers
June 5, 2025
Un libro regalato è quasi sempre una lettura inaspettata. Non so dire se in libreria l’avrei notato, preso in mano, sfogliato, ma sono molto grata a chi ha pensato che io potessi comprendere e apprezzare la scrittura di Germana Urbani.
Chi se non noi è il suo romanzo d’esordio e dal titolo ho pensato si trattasse di una storia in cui niente di ovvio può esserlo realmente, in cui un destino che accomuna due persone, atteso, ossia dato per scontato o desiderato, può essere al contempo disatteso, così ho voluto scoprire come si può raccontare dall’interno una relazione tossica. Questa è una delle due possibili linee di lettura e porta a capire se la protagonista riuscirà a reggere l’impatto della realtà, la volontà dell’altro, sul suo delirio sentimentale; l’altra, con cui s’interseca continuamente, è quella della sua affermazione professionale sul territorio, che in queste pagine è raffigurato in modo molto personale, accurato e appassionato, costituendo un aspetto peculiare del romanzo.
Maria è una ragazza proveniente da una famiglia di contadini, da cui ha ereditato il legame con la terra, e proprio dal paesaggio circostante, in cui la villa palladiana è l’elemento architettonico caratteristico, lei subisce una fascinazione che nel tempo trasformerà in professione. Non segue i precetti dei genitori di farsi la dote, sposarsi e metter su famiglia, perché non c’è sogno da perseguire, ma solo terra da lavorare. La sua intelligenza la spinge in cerca d’indipendenza: Maria così si dedica agli studi di architettura, riesce a laurearsi e a farsi strada nell’urbanistica a Bologna. E ritorna spesso nel suo Delta del Po, perché lì vive Luca, un ragazzo che per amore aiuta a realizzarsi nel suo stesso settore. L’assolutezza del sentimento di Maria pone Luca al centro di tutto – scelte, desideri, progetti – permettendogli di manipolarla con spietata doppiezza. La Polaroid, il regalo del nonno per la prima comunione, è lo strumento attraverso cui il lettore impara a vedere quel territorio con gli occhi di Maria, offuscati e daltonici sotto l’effetto ineluttabile della passione per Luca, che trasforma la sua ingenuità di donna innamorata in oscura e accecante follia.
12 reviews
May 1, 2022
Scritto bene, ma la trama non mi ha entusiasmato
Profile Image for Patrizia .
15 reviews
June 13, 2022
Mi è piaciuto questo romanzo, narrato bene e credo non sia stato semplice per l'autrice raccontare una storia cosi senza annoiare il lettore.
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