“È lì che siamo veramente nati, nella sfera del cosmo. Nel mare siamo forse nati una seconda volta. E dunque l’attrazione del mare è profonda, ma quella dello spazio celeste lo è infinitamente di più”.
Con queste parole di Pier Paolo Pasolini, riportate in quarta di coperta, veniamo introdotti all’oggetto del libro di oggi: gli scrittori italiani e la conquista dello spazio.
Per tutto il secolo scorso abbiamo assistito ad esplorazioni e conquiste, siamo arrivati sulla Luna, abbiamo iniziato a muovere i primi passi per andare alla conquista di Marte, ci siamo quindi resi conto dell’infinità dell’universo e, con il naso all’insù, abbiamo iniziato a sognare.
Potevano, quindi, animi sensibili come quelli di Pasolini, Moravia, Calvino o Primo Levi restare impassibili di fronte a tale grandezza e a tali prospettive di progresso?
Certamente no… e questo libro ce lo dimostra.
L’Autrice ci accompagna tra le pagine di grandi opere, con domande, quesiti e mirabili spettacoli di perfezione letteraria, un po’ come se ci fermassimo, guardassimo il cielo e ci trovassimo ad ammirare la notte rischiarata dalle stelle.
Attraverso le conversazioni e le citazioni di questi “astri” della nostra letteratura affrontiamo il viaggio nella conoscenza e nella curiosità di una realtà nuova, un tempo sogno, adesso ad un passo da noi.