Può l’amore sopravvivere quando il cuore si ferma? Può l’amore restare intatto in un cuore privo di vita?
Nel lontano 1839 nasceva Cedric Howard, tra le vaste campagne del Midwest degli Stati Uniti. Nacque in una famiglia di inservienti e il suo destino sarebbe stato quello di seguirne le orme, se non fosse che il destino spesso segue percorsi alternativi, sconosciuti e incomprensibili. Così, Cedric, invece di rimanere analfabeta e ignorante come i propri genitori, imparò a leggere e scrivere, aiutato da lei: Margaret Lewis. Cedric e Margaret trascorrevano molto tempo insieme e questo li portò a provare dei sentimenti l’uno per l’altra, sentimenti forti, di amore puro. Amore che, tuttavia, non era loro permesso provare, data l’appartenenza a due ranghi sociali opposti, ma non solo… Cedric Howard si sentiva fortunato, nonostante tutto, aveva la possibilità di trascorrere tutto il tempo che desiderava insieme alla propria amata, fino al giorno in cui ella gli chiese di allontanarsi. Questo per Cedric significò lasciare tutto ciò che amava e conosceva per procedere verso un ignoto e burrascoso avvenire. Conosceva il mondo soltanto attraverso i libri che leggeva, ma dovette farsi coraggio e intraprendere quel viaggio, un cammino che lo avrebbe condotto su strade tortuose e oscure. Strade senza ritorno, strade che lo avrebbero portato a perdere tutto, ma anche a ritrovare qualcosa.
Oggi, Cedric Howard – il vampiro Cedric Howard – ci racconta la sua storia, per mano dell’editore cui ha affidato la stesura dell’autobiografia che state per leggere: Edward Parker.
Appassionata lettrice sin da bambina, ha sempre trovato conforto nella scrittura. Proviene da una famiglia non semplice, ma quando tutto attorno a sé crollava, lei sapeva che il suo amico più fidato era sempre lì ad aspettarla: il libro. A dieci anni vantava già una libreria zeppa di volumi dai generi più disparati, che leggeva e rileggeva in continuazione; fuggiva dal mondo trovando conforto soltanto tra copertine colorate e pagine piene d’inchiostro. Inchiostro che lei stessa usava per riempire decine e decine di pagine di quaderni, scriveva di sé e scriveva per sé. Poi la vita l’ha portata distante, l’ha portata ad abbandonare per un po’ il mondo della letteratura, che avrebbe ripreso a frequentare molti anni più tardi, affamata come non lo era mai stata di lettura. Per puro caso, a quasi ventisette anni, si è imbattuta in un libro che le ha fatto tornare la voglia di scrivere, lo fa ancora per se stessa, ma per la prima volta decide di raccontare una storia diversa dalla propria e scopre che le piace, scopre che far vivere dei personaggi, creare i loro caratteri, dare loro voce le dà ancor più soddisfazione che leggere di personaggi creati da altri.
so che vi starete chiedendo come mai ho deciso di recensire un libro e non come mia consuetudine un telefilm, ve lo spiego subito: pochi giorni fa alla mail di Romanticamente Fantasy un’autrice mi ha chiesto di fare un cover reveal per una storia in uscita alla fine di marzo. Dopo aver letto la trama (e senza aver visto la copertina) ho chiesto se gentilmente mi poteva fornire la copia Arc (cosa di cui ringrazio infinitamente). Ero rimasta profondamente affascinata dalla trama e, soprattutto, dalla gentilezza con cui si era posta nei messaggi. Ora mi chiederete, cosa c’entra la gentilezza con il saper scrivere? Nulla probabilmente, ma l’essere educati e rispettosi è una cosa insita nella persona e, secondo me, viene anche riportato nel modo di narrare una storia, il che, mi ha attirato come una calamita.
La prima cosa che ho notato è che la scelta dell’autrice si basa su uno stile ricercato e signorile ma da lettrice, premetto che io sono strana, non l’avrei nemmeno notata tra gli scaffali. Non è una critica sia chiaro ma è oggettivamente il riflesso di un gusto personale che potrebbe però andare a discapito dell’autore. Penso che l’occhio voglia la sua parte, a volte si è di corsa e quando si cerca qualcosa da leggere spesso e volentieri si viene attirati proprio dalla copertina che deve far capire il tema trattato e non solo per la scritta; spesso ci si affida ai librai che, però, essendo umani possono mettere i romanzi nei settori errati oppure l’uno accanto all’altro.
Negli store on-line la cover ha sicuramente un ruolo determinate specialmente quando nei consigli che compaiono ne vengono mostrate altre uguali. Ognuna dovrebbe essere diversa dall’altra, ma a volte gli autori utilizzano le stesse copertine che possono confondere chi deve scegliere cosa leggere.
Normalmente prediligo i romanzi scritti in terza persona, non so per quale motivo, forse riesco a immedesimarmi di più, le uniche eccezioni a questo mio limite sono per la Hamilton o per Barbara Riboni di cui sono una fan accanita. Essendo questo scritto in prima persona, fin da subito sono rimasta sul “chi va là” dando per scontato che non mi avrebbe entusiasmata in maniera particolare, devo dire invece che Dana è riuscita a farmi cambiare idea. Il libro è ben strutturato e fino al punto in cui sono arrivata (eh sì, la storia e Cedric mi hanno obbligata a iniziare a scrivere la recensione subito e finirla successivamente, mai come oggi ho compreso cosa intendono le autrici quando dicono: “i personaggi mi parlano”).
Cedric, il cui linguaggio è quello di un uomo della prima metà del 1800, ricorda nei suoi modi uno dei personaggi che ho amato di più tra i vampiri, no, non parlo di Jean Claude o Wrath ma di Louis de Pointe du Lac; il suo modo gentile e riservato mi ha fatto tornare in mente Intervista con il vampiro di Anne Rice (scrittrice che considero una delle migliori in assoluto sul tema Vampiri) per cui, benché sia rosso di capelli, nella mia immaginazione ha il viso gentile e le sembianze di un giovane Brad Pitt.
Qui finisce la prima parte della recensione, ora vado a tuffarmi sulle pagine mancanti curiosa di scoprire se le impressioni iniziali rimarranno tali oppure… no.
Eccomi qui, ho finito e sono pronta, nel bene o nel male, a dire la mia opinione.
Per prima cosa tengo a far capire sia all’autrice che alle sue fan che il mio giudizio è puramente personale, sicuramente non tutti la penseranno come me, ma ho sempre creduto nella libertà d’opinione anche se questa potrebbe ferire l’autrice, parto dal presupposto che il mio pensiero potrebbe non essere condiviso da altri.
Come avrete capito dalla prima parte della recensione, ero molto entusiasta e forse mi aspettavo tanto, io che adoro la Rice e la Hamilton, che ho letto più volte la saga di Twilight della Meyer e visto tutti i film e telefilm inerenti al tema, compreso The Vampire Diaries, The Originals, La Rèvolution e Moonlight, non ho potuto evitare di fare paragoni con tutto questo e sono rimasta abbastanza perplessa.
Lo so che molti di voi ora diranno che non esiste più l’originalità ma, le similitudini sono veramente molte. Evitando di fare spoiler cerco di spiegarmi meglio.
Appena ho iniziato la lettura ho subito notato un grande uso dei pronomi “ella” “egli”, inizialmente ho pensato che Cedric (sì il nome è lo stesso del personaggio di Pattinson nel Calice di Fuoco) parlasse in un modo arcaico in quanto nel 1850, periodo in cui inizia il racconto, era di uso comune, ma presto ho scoperto che non è così. Un salto temporale ci porta nella Londra del 2008 in un appartamento in cui ci sono Cedric e un ghostwriter di nome Edward (e qua ho pensato sempre a Pattinson, il suo nome in Twilight) che oltre a servire come cibo (volontariamente) raccoglie anche le sue memorie per la stesura di un libro e il nostro “principe” delle tenebre mentre parla usa “ella” di frequente, sono rimasta veramente basita.
Io non sono un’editor ma vorrei consigliare, con tutto il cuore, all’autrice di alleggerire un pochino il racconto da termini desueti e pronomi che anche il dizionario Treccani considera superati e sostituirli con un linguaggio più moderno.
Insomma, in poche parole rendere la scrittura più attuale, se invece la forma letteraria è voluta (cosa che non credo perché “ella” appare anche nella trama) per farci apprezzare di più il personaggio chiedo umilmente scusa, ma io non ho provato assolutamente nessuna gioia nel leggerla, anzi, se non avessi dovuto recensire il libro sinceramente non sarei andata avanti ed è un peccato perché il romanzo m’ispirava tantissimo.
Dopo questa puntualizzazione sullo stile, altre cose mi hanno lasciata perplessa.
Sono assolutamente convinta che non siano state scritte con l’intenzione di copiare, anzi, ogni autore per finire la sua opera passa notti e giornate intere per cercare qualcosa di originale e che la renda davvero unica. Immagino però che aver visto film o serie tv o letto libri sui vampiri possa aver influito involontariamente nella stesura del testo. Ricordiamoci che anche la Meyer ed E.L. James sono state accusate a suo tempo di mancata originalità.
Detto ciò, passo a indicarvi le cose che mi hanno lasciata dubbiosa e non mi hanno fatto apprezzare il romanzo, ribadendo che è solo la mia opinione personale e nulla di più.
Per prima cosa voglio farvi una domanda a cui lettori meno giovani sapranno rispondere anche senza l’aiuto del trailer che metto per i teenager.
Chi vi ricorda un vampiro con i capelli lunghi, legati, dalla pelle candida e gli occhi dai colori innaturali coperti dalle lenti a contatto verdi che racconta la sua vita a un giornalista? Certo qui è uno scrittore, ma inutile nasconderci dietro a un dito, immediato il paragone con la Rice e il suo Louis (cavoli! Allora la sensazione iniziale che avevo avuto sul personaggio non era sbagliata)
Durante l’intervista per la stesura del romanzo scopriamo che i vampiri non si nutrono dalle sacche di sangue (vi ricordate Mike in Moonlight che le usava?), che non temono la luce, anzi, possono uscire tranquillamente durante il giorno ma non amano farlo perché la loro pelle diventa molto luminosa e quasi impossibile da nascondere alla vista degli umani (vi ricorda qualcosa?) e muoiono solo se decapitati (come nella serie TV La Rèvolution) o se il loro creatore perisce in un tempo vicino alla trasformazione.
Tra i vari personaggi che incontriamo nel racconto c’è Elijah, un vampiro che aiuterà Cedric a raggiungere New Orleans (e qui i paragoni con The Originals si sprecano), e la donna, ormai vampiro, unico amore della sua vita.
Durante il proseguo della storia scopriamo che Cedric non temeva queste creature nemmeno da umano, non esitando a sfidarli con sguardo sicuro e tranquillo davanti alla loro palese potenza. Durante il viaggio con Elijah, questi lo salva dal diventare la cena del vampiro più vecchio del nuovo mondo, Armand (e qui torniamo a Intervista col vampiro), nella casa in cui avevano trovato rifugio.
Le similitudini tra i vampiri della Rice e della Plec terminano qui, questi non sono malvagi, in realtà non ho ben capito che tipo di creature volesse farci conoscere l’autrice, non sono né romantici come quelli della Ward o della Adrian, né violenti come quelli della Rice o del più classico Conte Dracula, sono poco incisivi, quasi scontati nei loro comportamenti.
La storia d’amore che viene raccontata nel romanzo è tenera, piena di sentimento. Cedric è un uomo disposto a tutto per tornare dalla sua Margaret e lei per lui è pronta a sacrificarsi in qualsiasi modo.
Non esiste nessuna scena di sesso, di violenza, né parole scurrili per cui la lettura può essere adatta anche a un pubblico giovane che amerà sicuramente il libro, per noi più grandicelli forse non è propriamente idonea ma, come dicevo all’inizio, potrebbe piacere, personalmente non è stato così, forse perché avevo aspettative molto alte.
Comunque, per curiosità acquisterò anche il secondo volume, senza il vincolo della recensione, giusto per capire come finirà l’avventura che, libera da tutti questi cliché, mi aveva davvero incuriosita.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Mi aspettavo qualcosa di diverso da questo romanzo, non so perché, ma quando ho iniziato a leggerlo ogni tassello è andato al suo posto ed l’originalità ha subito spiccato. L’alternarsi tra passato e presente è la cosa migliore di tutto il libro: se devo essere sincera, ho letto i capitoli del passato – specie dalla metà in poi – in trepidante attesa che arrivasse il seguente ambientato nel 2008. Credo quindi che questa impostazione narrativa favorisca lo scorrere delle pagine e della narrazione stessa, che di per sé è un po’ lenta. Infatti ho trovato i capitoli sul passato troppo prolissi ed elaborati anche nei momenti in cui non serviva. Ciò ci porta a leggere lunghe e lunghe pagine di una storia inizialmente fine a se stessa che non riesce a coinvolgere il lettore per intero.
Complice anche il fatto che il protagonista può decidere se non provare emozioni tra cui l’amore, andiamo incontro a un inizio completamente raccontato da una voce narrante fredda e distante, che non coinvolge. Non c’è introspezione e non vengono analizzate emozioni se non alla lontana l’amore che Cedric prova per Margaret. Ad esempio, quando il protagonista viene a conoscenza di aver perso l’intera propria famiglia non fa un pensiero al riguardo.
E questo distacco non lo abbiamo solo in qualche capitolo. Le parti di diario, infatti, sono più e più lunghe rispetto ai capitoli sul presente, e quasi fino alla fine sono poco coinvolgenti, un susseguirsi di avvenimenti che il lettore non riesce a ritenere “propri”, dal momento che non gli è stata data la possibilità di affezionarsi ai personaggi. Proprio per questo è impossibile empatizzare con Cedric alla fine e provare dolore per lui.
Al contrario, i capitoli sul presente sono impostati sotto un altro stile. Edward è un personaggio più interessante, che si vuole conoscere meglio e che ci viene dato a piccole dosi, aumentando così la curiosità nei suoi confronti. È un personaggio che resta con un grande punto interrogativo fino alla fine poiché non si riescono a comprendere le allusioni di Cedric riguardo a lui, e questo mistero voluto è ciò che lascia la voglia di proseguire con il secondo volume.
La parte del presente perciò è quella che ho apprezzato di più in assoluto, per via dello stile diverso che è da subito più coinvolgente e per l’alone di mistero che invece non si percepisce altrettanto interessante nel passato.
È apprezzabile tuttavia il cambiamento di stile tra passato e presente che rimarca ancora una volta la differenza tra i due tempi, ciononostante ci sono imperfezioni che accomunano entrambe le scelte narrative.
Una di queste è la consecutio temporum. Questa non viene rispettata nel caso in cui si narra al passato e si vuole esprimere un fatto antecedente: “Mi ricordò molto la casa della famiglia Lewis, così come la vidi qualche giorno addietro”. È evidente che qualcosa non va, che quel “vedere” ha bisogno di un trapassato: “così come l’avevo vista qualche giorno addietro”. Questa svista è ricorrente e accade tutte le volte in cui ci sarebbe bisogno di un trapassato, quindi a lungo andare è un po’ disturbante.
Ci sono inoltre diverse ripetizioni, che possono infastidire più o meno a seconda del tipo di lettore. Io non sono super attenta a questo particolare, ma ci faccio comunque caso quando sono parecchie.
Un problema più trascurabile sono i punti esclamativi, ce ne sono troppi e sono spesso nella narrazione, condizionando toni che avrebbero preferito restare fissi con un punto fermo.
Ho apprezzato invece l’originalità che viene data alla figura tanto usata del vampiro. In genere non sono figure che amo molto, ma qui i vampiri sono un po’ diversi da come li conosciamo, e queste caratteristiche uniche non fanno che renderli interessanti perché, appunto, da scoprire.
La curiosità di leggere il seguito c’è, ma è stata condizionata solo dalla parte finale e dal mistero riguardante Edward di cui parlavo prima. A mio avviso sarebbe stato tutto più leggero e scorrevole se i capitoli sul passato fossero stati più riassuntivi. Ci tengo però a precisare che sebbene il mio voto sia stato basso per i motivi specificati sopra, questa è comunque un’opera ben curata, con i pregi che ho specificato, a loro volta, più indietro!
🍃 In questa opera troviamo Cedric, il nostro protagonista nonché vampiro, che sente il bisogno di lasciare traccia della sua vita imprimendola nero su bianco. Per fare questo si affida alla penna dell'umano Edward, cui narra la sua storia d'amore, la sua sofferenza e tutto ciò che ha dovuto sopportare negli anni.
In questa storia, l'amore è anche la principale motivazione di sofferenza per il protagonista ed è la base su cui tutta la storia viene tessuta. Lui, che farebbe di tutto per la sua amata Margareth, colei che lui vuole ma che non può avere, la cui differenza di status sociale è l'ultimo dei loro ostacoli (lui stalliere e lei figlia dei padroni presso cui lavora).
🪴 La storia si apre quando ancora tutti sono umani, ma... come si arriva alla trasformazione in vampiro? Per scoprirlo non vi rimane che leggere il libro.
Ci sono più elementi innovativi che contraddistinguono quest'opera, ma terrei a sottolinearne un paio. In primis, la struttura narrativa: alternata tra presente e passato, tra il 1860 e il giorno d'oggi con Edward e la sua curiosità. Inoltre, la figura del vampiro è notevolmente rinnovata e rivista, lontana dal vampiro che abbiamo spesso visto sul grande schermo.
Cari lettori, oggi vi parlo di un romanzo fantasy: "Biografia di un vampiro" di Dana Porter. Come dice il titolo stesso, il protagonista del romanzo è un vampiro, Cedric, che narra la sua storia al giornalista Edward affinché scriva la sua biografia. In una stanza d'albergo, Cedric ed Edward ripercorrono la vita di Cedric, sin da quando quest'ultimo si innamora di Margaret, e il vampiro rivive e racconta i vari eventi che lo hanno portato alla trasformazione da umano ad essere immortale. Lo stile dell'autrice è scorrevole e la scelta di alternare presente e passato rende la lettura intrigante e coinvolgente. Mi sono immersa totalmente nella storia e in pochissimo tempo sono arrivata alla fine del romanzo, che ha il finale aperto perché la storia continua nel secondo volume. Ho trovato Cedric vampiro molto diverso dal Cedric umano. Da umano era più impulsivo e temerario; da vampiro è più consapevole e cauto. Mi è piaciuta molto l'evoluzione di questo personaggio. Il rapporto tra Cedric e Margaret è sofferto, complicato, quasi impossibile. Eppure Cedric crede nel loro amore. Ma il coraggio e la forza dell'amore saranno sufficienti a farli stare insieme? Non dico altro perché rischio di fare spoiler, però se anche voi amate i romanzi fantasy allora vi consiglio di tuffarvi anche in questa storia. Buona lettura!
Intenso, introspettivo, elegante. Sono questi i tre aggettivi che mi vengono in mente se penso al primo volume della trilogia Biografia di un Vampiro. Ringrazio con tutto il cuore L'Autrice per avermi dato in omaggio una copia del suo romanzo per poterlo recensire.
Si tratta della storia di Cedric, vampiro da più di 100 anni, narrata da Cedric stesso a Edward, un umano che si è offerto di scrivere la sua autobiografia.
È anche la storia di un giovane Cedric umano, figlio di servi che lavoravano per una famiglia facoltosa, innamorato della nobile Margaret, e di come lei gli sia stata strappata dalle braccia a causa di un vampiro.
È la storia di una fuga e di un ritorno a casa, per scoprire che Margaret stessa era diventata una vampira, e di un viaggio disperato alla sua ricerca.
La storia di un amore distrutto, che ha portato Cedric a diventare vampiro, che ha perso il suo amore e soffocato i propri sentimenti, che solo ora tornano a galla per poter narrare la sua storia al giovane scrittore di Londra.
L'amore è un sentimento morto e sepolto nel cuore del vampiro, ma... se non fosse esattamente così? Se contro la propria volontà Cedric si stesse innamorando di nuovo?
La prima cosa che ho notato è che non si tratta del classico paranormal romance. I toni sono molto cupi e gotici, e l'atmosfera che si respira maggiormente è piu quella ottocentesca rispettona quella della Londra odierna.
Lo stile è molto narrativo, e non potrebbe essere altrimenti, dato che i fatti sono raccontati da Cedric stesso come sue memorie. È al contempo anche fortemente introspettivo perché, mentre narra, Cedric è costretto a scavare nel suo apatico cuore e ritrovare sentimenti che non provava più da decenni.
Ho apprezzato molto lo stile dell'Autrice, elegante e curato in ogni particolare, perfettamente adatto all'epoca in cui si svolgono i fatti. C'è qualche scivolone a livello di scelta di tempi verbali, ma capita due o tre volte e non intacca la comprensione del testo.
Devo ammettere che io ho iniziato ad apprezzare i vampiri quando ho scoperto che potevano essere inseriti anche in un contesto contemporaneo, e non solo nell'epoca Ottocentesca che, non so come mai, non mi ha mai attratto in modo particolare. MA. Questo romanzo è talmente intenso e il ritmo così incalzante che per la prima volta sono stata davvero risucchiata in quell'epoca, rimanendone affascinata. Mi sono ritrovata a girare le pagine in maniera febbrile per scoprire cosa sarebbe successo dopo.
Purtroppo ci saranno da attendere altri due volumi prima di scoprire un sacco di dettagli della vita da vampiro di Cedric e quale sorte toccherà all'ignaro umano che si è offerto di fargli non solo da portavoce ma anche da pasto durante la stesura della biografia.
Un romanzo che consiglio a tutti coloro che adorano le atmosfere cupe e oscure e scavare a fondo nei cuori tormentati di esseri che ormai non hanno più nulla di umano. Attendo con ansia il prossimo volume!
Il vampiro: figura antica, folkloristica, domina gli incubi dell’umanità fin dalla preistoria. Questo perché il più grande dei misteri e al tempo stesso unica certezza a noi concessa, ovvero la Morte, ha scatenato le fantasie dei nostri più lontani antenati, fino ai giorni nostri. Non importa la forma, l’essenza stessa del vampiro trova sempre il modo di ripresentarsi. E questo perché più pesto è il buio che si guarda, maggiore forza trae l’immaginazione da quell’immensa oscurità.
Biografia Di Un Vampiro, scritto da Dana Porter e disponibile su Amazon Kindle, non rappresenta propriamente un unicum nel suo genere. I riverberi provenienti d’altre celebri opere (vedasi Intervista Col Vampiro di Anne Rice) sono assai evidente, ma la forza del romanzo in questione sta proprio nel suo protagonista, Cedric Howard, con il suo parlare a cuore aperto del suo passato. Un cuore che, tuttavia, in petto non batte più. Perché Cedric Howard è un vampiro, ma come avrete modo di leggere, non stiamo parlando del solito non-morto seducente frutto dei fin troppo inflazionati stereotipi che hanno alimentato le grandi opere cinematografiche del secolo scorso e contemporaneo. L’immortalità può essere una dannazione per chi non l’ha scelta, una prigione che mina le fondamenta stessa della mente. Troppo umano per un vampiro, e troppo vampiro per un umano. Questo è Cedric Howard.
Lo stile è quanto di più gotico possiate trovare nelle pubblicazioni di quest’anno. La conoscenza della materia trattata anche a livello di scrittura rende Biografia Di Un Vampiro assolutamente squisito, poetico, struggente, perché struggente è la vicenda trattata, figlia di un dolore che la condizione sospesa di non-morto vissuta (perdonate il gioco di parole) da Cedric Howard non può cancellare. Riuscite a immaginare una pena più grande dell’essere costretti a restare legati al mondo dei vivi per l’eternità, e a sopravvivere a tutte le persone amate? È impossibile non rimanere colpiti da una storia del genere. Un romanzo breve dove si concentrano riflessioni sul senso della vita e della morte, sull’amore e il ricordo, sulle tenebre che albergano, volenti o nolenti, il cuore degli uomini. Il vampiro vive, madame e messeri. L'idea di quella creatura fredda e mesta che riporta tutti noi all’eterna e immutabile verità, e al tempo stesso ci ricorda di non sprecare un singolo secondo, non un giorno, non un attimo, e di quanto la nostra mortalità che tanto vediamo come motivo d’infelicità altro non sia che la più grande tra le possibilità, l’unica opportunità che abbiamo di brillare più luminosi delle stelle.
Libro consigliatissimo e promosso in pieno. Lasciatevi emozionare!
“Le giornate dal fresco tepore, limpide, sonore, profumate, strabocchevoli, ridondanti erano simili a coppe di cristallo di sorbetto persiano, piene fino all’orlo, adorne di fiocchi di neve alla rosa.”
(Herman Melville, Moby Dick)
Per chi come me ama leggere non si pone limiti a quali genere dedicarsi, io sono una di quelle persone che ama inoltrarsi in vari sentieri, chi più stretti chi più larghi, chi più agevoli e chi più disagevoli, lo stesso faccio con le letture.
Amo tutti i generi letterari, anche se alcuni più degli altri, ma nessuno è escluso.
Vado a periodi, quindi ci sono stati quelli storici, quelli erotici, quelli dark, quelli male to male e tra questi o anche all’interno di questi non sono mancate letture riguardanti loro: i vampiri.
Fin da giovane mi hanno affascinato, vuoi per le letture, vuoi per le rappresentazioni cinematografiche, vuoi perché il paranormale affascina, quando si tratta di avere tra le mani pagine che mi trasportano in un mondo irreale non so dire di no e anche con Biografia di un vampiro è successo la stessa cosa.
Cedric, già il nome lascia un brivido sulla pelle, non so perché, ma è questo che mi ha trasmesso fin da subito, aggiungo il suo immenso amore per Margaret, come questo sia andato via in circostanze insolite e raccapriccianti, il suo dolore, il suo sentirsi solo, abbandonato, il suo trasformarsi e…
Oh, se solo sapesse da quanto tempo so esattamente cosa farne di lui! Se solo sapesse tutte le cose che mi passano per la testa in questo momento. Se solo conoscesse la metà dei miei pensieri...
Quando ci innamoriamo di una storia, ciò accade grazie all’autore, perché è suo il potere di accattivarsi il lettore e Dana Porter è tra questi, il suo stile riesce a scavare dentro le emozioni, riesce a coinvolgere i sensi, riesce a far sì che i suoi protagonisti siano amati.
Un’altra figura che risalta in questa storia è lui: Edward Parker.
Cosa nasconde questo suo desiderio:
«Certo... Va bene, non ho paura della morte. Ho visto morire tutte le persone che amavo. Ma proverò in tutti i modi a farle cambiare idea, a far in modo che mi faccia dono dell'immortalità».
«Mi stai sfidando! Mi piaci, ragazzo... ma attento a giocare troppo con me, ricordati che sono più pericoloso di quanto posso sembrare!» gli ricordo, facendogli l’occhiolino, gesto che lo porta ad arrossire fino alla punta delle orecchie.
“Le giornate dal fresco tepore, limpide, sonore, profumate, strabocchevoli, ridondanti erano simili a coppe di cristallo di sorbetto persiano, piene fino all’orlo, adorne di fiocchi di neve alla rosa.” (Herman Melville, Moby Dick) Per chi come me ama leggere non si pone limiti a quali genere dedicarsi, io sono una di quelle persone che ama inoltrarsi in vari sentieri, chi più stretti chi più larghi, chi più agevoli e chi più disagevoli, lo stesso faccio con le letture. Amo tutti i generi letterari, anche se alcuni più degli altri, ma nessuno è escluso. Vado a periodi, quindi ci sono stati quelli storici, quelli erotici, quelli dark, quelli male to male e tra questi o anche all’interno di questi non sono mancate letture riguardanti loro: i vampiri. Fin da giovane mi hanno affascinato, vuoi per le letture, vuoi per le rappresentazioni cinematografiche, vuoi perché il paranormale affascina, quando si tratta di avere tra le mani pagine che mi trasportano in un mondo irreale non so dire di no e anche con Biografia di un vampiro è successo la stessa cosa. Cedric, già il nome lascia un brivido sulla pelle, non so perché, ma è questo che mi ha trasmesso fin da subito, aggiungo il suo immenso amore per Margaret, come questo sia andato via in circostanze insolite e raccapriccianti, il suo dolore, il suo sentirsi solo, abbandonato, il suo trasformarsi e… Oh, se solo sapesse da quanto tempo so esattamente cosa farne di lui! Se solo sapesse tutte le cose che mi passano per la testa in questo momento. Se solo conoscesse la metà dei miei pensieri... Quando ci innamoriamo di una storia, ciò accade grazie all’autore, perché è suo il potere di accattivarsi il lettore e Dana Porter è tra questi, il suo stile riesce a scavare dentro le emozioni, riesce a coinvolgere i sensi, riesce a far sì che i suoi protagonisti siano amati. Un’altra figura che risalta in questa storia è lui: Edward Parker. Cosa nasconde questo suo desiderio: «Certo... Va bene, non ho paura della morte. Ho visto morire tutte le persone che amavo. Ma proverò in tutti i modi a farle cambiare idea, a far in modo che mi faccia dono dell'immortalità». «Mi stai sfidando! Mi piaci, ragazzo... ma attento a giocare troppo con me, ricordati che sono più pericoloso di quanto posso sembrare!» gli ricordo, facendogli l’occhiolino, gesto che lo porta ad arrossire fino alla punta delle orecchie.
"Non posso! Se esiste una sola possibilità su un milione di poterla ritrovare, io ci devo provare. Benjamin, non credo tu capisca l’intensità dell’amore che provo per tua sorella. Va al di là della vita stessa. Io morirei per lei. Mi strapperei con le mie stesse mani il cuore dal petto e glielo donerei, solo per mostrarle il mio amore. Non vivo senza di lei, sono sopravvissuto per due anni, tenuto in vita solo dal suo ricordo e dalla speranza che ella stesse bene. Ora non riesco più a sopravvivere..." Non posso non cominciare questa recensione senza dire che all'inizio sono rimasta delusa per aver ritrovato la stessa situazione di "Intervista col vampiro". Ma ho deciso di andare avanti, di dargli una possibilità. Che dire, non mi sono più fermata! Il racconto scorre come il Mississippi ed è impossibile non innamorarsi del cuore del protagonista! Avevo bisogno, soprattutto in questo periodo, di una storia d'amore (che va oltre il tempo) e penso proprio che leggerò gli altri libri di questa saga.
Una versione soft di "intervista col vampiro" ci porta nella Londra del 2008 dove una coppia molto particolare si intrattiene narrando la storia di uno dei due. Il più tormentato difatti, grazie a una dialettica impeccabile e all'uso spasmodico di digressioni e regressioni, ci racconta del suo cuore perito anni addietro.
L'ho trovata una lettura particolarmente interessante poiché mi ha catturata dalla prima pagina facendomi finire il libro molto velocemente. Forse una narrazione leggermente troppo frettolosa ma probabilmente renderla più lenta l'avrebbe resa noiosa, nonostante avrei preferito ricevere informazioni in più.
Mi è piaciuto il modo incantatore e soprattutto maturo con cui il protagonista si interfaccia al sé di cento anni prima riconoscendone tutte le fragilità.
Un viaggio nei secoli passati di cui non vedo l'ora di iniziare il secondo volume!
RECENSIONE COMPLETA: https://leggimangiaviaggia.blogspot.c... VALUTAZIONE: 5 Piume su 5 Recensione Del Blog Leggi Mangia Viaggia a Cura Di L’Aura Salve a tutte, oggi la nostra L'Aura ci parlerà del romanzo di Dana Porter. "Biografia di un Vampiro L'Amore". Leggete insieme a noi cosa ne pensa. Clicca per leggere la Recensione Completa Buona Lettura L’Aura
È impossibile non empatizzate con Cedric Howard, protagonista del libro. Il Vampiro che non ti aspetti e che ti stupisce con la sua “umanità”. All’interno del libro si trattano tematiche importanti e si comprende da vicino il filo invisibile tra vita e morte. Uno stile gotico, adatto per questo periodo dell’anno e una penna camaleontica. I miei complimenti all’autrice.
“Biografia di un Vampiro” è uno di quei libri che ti tiene sulle spine. Coinvolgente, scorrevole e talmente interessante che non riesci quasi a staccarti dalle pagine.
Questa è la storia di Cedric Howard, adesso vampiro, raccontata per mano di Edward Parker, un fidato editore a cui Cedric ha assegnato la stesura della sua biografia.
Un amore intenso, dedito al sacrificio, unisce il nostro protagonista e la sua amata Margaret, per la quale farebbe di tutto. Ma può l’amore sopravvivere quando il cuore si ferma? Può l’amore restare intatto in un cuore privo di vita? Tocca a voi scoprirlo.
Cedric è uno dei personaggi che più mi è entrato in testa. Più continuavo a leggere e più cose volevo scoprire su di lui. Tra amore, dolore e sofferenza ho vissuto le sue avventure attraverso la meravigliosa penna (o tastiera) della scrittrice Dana Porter.
Ben fatto Dana, non vedo l’ora di leggere il seguito!
Premettendo che io adoro le storie di Vampiri, su questo libro avevo delle aspettative altissime che non sono state deluse assolutamente, anzi non vedo l’ora di leggere il seguito (l’ultimo è uscito da pochissimo)!
Il libro, in breve, è la biografia del vampiro Cedric, che in questo primo libro racconta del suo amore possibile (e impossibile) con la bellissima Margaret. Nonostante le loro differenze sociali, infatti, i due si innamorano fino a quando, ad un certo punto, Margaret decide di allontanarsi improvvisamente. Questo allontanamento da inizio al viaggio di Cedric, prima per allontanarsi da lei e poi alla sua stessa ricerca, viaggio durante il quale scopre una realtà che, durante la sua vita, aveva sempre ignorato: l’esistenza dei vampiri.
Quando si parla di Vampiri si tende ad essere un po’ banali, un po’ ripetitivi, un po’ scontati, nulla che ho trovato tra queste pagine.
Il libro mi ha ricordato tantissimo sia Dracula (il classico sui vampiri per eccellenza), sia Intervista col vampiro, un film (non ho letto il libro ancora) che ho adorato da matti (anche per la presenza di due attori speciali (🙄)), con in più la giusta dose di amore e trasporto che personalmente ricerco sempre nei libri. L’amore fra Cedric e Margaret si sente fino alle ossa, il suo amore per lei travolge durante tutta la lettura del libro.
Ho amato i dialoghi con Edward, colui che si occupa della scrittura del suo libro, che in certo senso aiutano il lettore a capire meglio Cedric, a rispondere a delle domande che altrimenti rimarrebbero sospese in aria.
Insomma, se siete amanti di questi temi è il libro che fa per voi, mai banale e super, super coinvolgente. Ve lo consiglio davvero tanto, soprattutto in vista dell’arrivo di ottobre!
Cedric Howard è figlio di domestici presso la famiglia Lewis, i quali hanno una figlia, Margaret che passa molto tempo con Cedric, piano piano tra loro nasce un sentimento più forte dell'amicizia ma, il destino ci mette lo zampino frapponendo tra i due Arnold, ma chi è, e perché Cedric prova un senso di disagio. Nel leggere questo romanzo dove i personaggi sono ben descritti e la trama ben narrata con una fluida lettura. La storia è narrata in due tempi, cosa accadde nel 1858 e cosa ora narra Cedric nel 2008 al suo editore Edward Parker. Peccato che debba aspettare il prossimo romanzo per saperne di più. Lo consiglio
Recensione a cura della pagina Instagram @autriciemergenti
Cedric, vampiro da oltre 100 anni, decide di voler raccontare la sua storia e per farlo si rivolge allo scrittore Edward. Chiusi in una camera d’albero per mesi i due percorrono un viaggio nella memoria del vampiro.
1858. Cedric viene messo alle strette e costretto ad allontanarsi da casa, dal luogo in cui scopre l’amore, un amore puro e travolgente, un amore che non smette di esistere nemmeno dopo la morte.
Durante gli anni di lontananza non dimentica gli occhi della sua amata Margaret, le giornate passate insieme, il dolore con cui gli ha detto di fuggire. Fino al giorno in cui una lettera cambia ogni cosa e Cedric torna a casa per scoprire una terribile verità: Margaret è diventata una vampira.
Inizia così la ricerca di Cedric, deve trovare la sua amata e conoscere la verità.
La storia si alterna tra gli anni da umano di Cedric e il 2008, anno in cui viene scritta la storia e il nostro protagonista è ormai un vampiro centenario.
È incredibile il modo in cui l’autrice ci porta nell’anima del vampiro, ci fa sentire le sue sofferenze d’amore, ma soprattutto il suo amore per la giovane Margaret.
Ho adorato l’ambientazione ottocentesca e il clima gotico che si respira per tutto il libro, mi sono ritrovata spesso con il cuore in gola in attesa di scoprire cosa ne sarebbe stato del nostro protagonista e del suo grande amore.
Un libro che ti trascina in un viaggio ricco di emozioni e risvolti inaspettati, che ti porta in un mondo lontano da cui non vuoi andare via senza sapere come va a finire la storia.
Sono impaziente di leggere il secondo romanzo, soprattutto per scoprire chi è la persona di cui si sta innamorando il nostro vampiro. Eh sì, nonostante il suo cuore sia ormai fermo da tempo, è ancora capace di amare.
Ho avuto modo di leggere questo libro grazie ad una collaborazione con la scrittrice Dana Porter. Questo è il primo volume di una trilogia e penso che Dana ci possa riservare belle sorprese in futuro. Il nostro protagonista è Cedric Howard, un vampiro che racconta appunto la sua biografia... La recensione completa la trovate su Instagram @c_cbook_
E' davvero difficile trovare un buon libro, soprattutto quando si parla di vampiri. Beh, devo dire che questo libro mi ha piacevolmente stupito. Ero un po' scettica, ma poi mi ha catturato. Scritto benissimo, con una storia che ti prende dal primo momento. Finalmente ho preso il secondo ed il terzo e non vedo l'ora di andare avanti e vedere come finisce. Complimenti!