A distanza di quindici anni dalla pubblicazione del manuale Teorie delle comunicazioni di massa di Sara Bentivegna, che si è imposto come testo di riferimento per numerosissimi corsi universitari, un libro completamente nuovo rilegge le teorie classiche alla luce della rivoluzione digitale.
I mass media manipolano l'opinione pubblica? In quali modi? Con il passaggio al digitale stiamo assistendo alla costruzione di nuove forme di propaganda? Come leggere fenomeni come le fake news, le echo chambers o la polarizzazione dei pubblici online? Gli autori rispondono a queste domande esponendo le diverse teorie che hanno accompagnato lo sviluppo e l'affermazione delle comunicazioni di massa e rileggendone gli strumenti concettuali alla luce della rivoluzione digitale degli ultimi anni. Descrivono, inoltre, in modo puntuale le principali trasformazioni che riguardano il potere dei media nei processi di costruzione della realtà sociale e nei confronti dell'audience.
Raramente scrivo commenti su libri a cui ho dato il massimo dei voti, ma questo mi sembra uno dei casi in cui è d'obbligo. Ho letto commenti di altre persone che danno una votazione bassa perché il libro è troppo complicato e scritto in modo incomprensibile. Invece ho trovato che il libro sia un ottimo saggio specialistico sulla massmediologia. Non mi verrebbe mai da leggere il Piston di Armonia e dargli un punteggio basso perché per me è incomprensibile. Come non oserei fare lo stesso ad un testo di Nietzsche o Spinoza. Non parliamo se poi uno incappa in un post-modernista. Il libro, a differenza di altri che parlano di argomenti analoghi, non mena il can per l'aia, cita molteplici studi, usa un linguaggio forbito, preciso e tecnico, esprime punti di vista dialettici e chiarifica come una teoria sociologica o massmediale sia stata superata o integrata in altre visioni postume. Deo gratias sottolinea pure alcuni studi siano principalmente fatti in America ed, di conseguenza, non abbiano gli stessi risultati in Europa, dove ad esempio il ruolo della televisione parte da presupposti totalmente diversi. Letteralmente rispondendo al dove, quando e perché, cosa che spesso i libri di sociologia e massmediologia mancano di evidenziare, lasciando intendere che uno studio fatto in un certo periodo storico e in un certo luogo, abbia validità eterna e che sia universalizzabile. Il testo mette in guarda da certi approcci viziosi o apertamente pericolosi, cerca di entrare nel dettaglio di chi fruisce vari mass media e in che modo, con quale pattern e velocità alcune informazioni vengono recepite da fette di pubblico prima di altre e molto, molto altro ancora. Il libro è lungo e denso, troppo per una recensione super dettagliata. Ma assolutamente una lettura consigliata se si hanno degli interessi legati al mondo mass media.