“Mi metto a giocare a nascondino. I nazisti mi cercano, io con un balzo arrivo a un albero. ‘Tana libera TUTTI!’, si aprono i cancelli e TORNIAMO a casa. Sarebbe meraviglioso. Ma qui siamo ad Auschwitz.”
Sami Modiano ha otto anni quando smette di essere un bambino e diventa solo un ebreo ed è allontanto dalla scuola. Nel ’44 viene deportato da Rodi nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, con la sua famiglia. Separato dalla sorella e dal padre, il ricordo che ha di quest’ultimo sono le parole che gli ha lasciato: “Tu ce la devi fare”. Ed è così, conservando questa frase nel cuore, che Sami resiste.
“Profonda gratitudine a Sami Modiano. Ha coraggiosamente tramandato la Memoria. Perché non accada mai più.” SERGIO MATTARELLA (in occasione dei novant’anni di Sami Modiano)
Walter Veltroni è nato a Roma il 3 luglio 1955. È stato direttore dell’Unità, vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le attività culturali, sindaco di Roma, fondatore e primo segretario del Partito democratico. Oltre al primo capitolo delle indagini del commissario Buonvino, Assassinio a Villa Borghese, pubblicato sempre da Marsilio nel 2019, ha scritto vari romanzi, tra i quali La scoperta dell’alba (2006), Noi (2009), L’isola e le rose (2012), Ciao (2015), Quando (2017), tutti editi da Rizzoli. Ha realizzato diversi documentari tra i quali Quando c’era Berlinguer (2014), I bambini sanno (2015), Indizi di felicità (2017), Tutto davanti a questi occhi (2018) e la serie sulla storia dei programmi televisivi Gli occhi cambiano (2016). Nel 2019 è uscito il suo primo film, C’è tempo. Collabora con il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport.
Dal sole accogliente e abbagliante e dal mare azzurro dell’isola di Rodi, negli anni ’40 territorio italiano, al grigiore e al lezzo della morte di Auschwitz-Birkenau: l’infanzia di Sami Modiano, altro prezioso testimone della Shoah insieme a Liliana Segre, Shlomo Venezia, Pietro Terracina e tanti altri, è purtroppo segnata da questo brusco e traumatico passaggio…una scissione fra due vite, due paesi, due climi, due ambienti del tutto opposti. La vita e la morte. Ma lui, Sami, all’orrore riesce a sopravvivere, cullato dal ricordo della sorella maggiore e dell’affetto del padre, che purtroppo, a differenza sua, non saranno altrettanto fortunati. Onestamente “Tana libera tutti” non ha nulla in più rispetto a innumerevoli altre testimonianze pubblicate sullo stesso tema, ma colpisce per il tono particolarmente pacato e dignitoso del suo narratore che, dopo il 2005, insieme a un gruppo di ragazzi e al sindaco di Roma di allora, Walter Veltroni, decide di ritornare sul terreno della sua sofferenza, consapevole di quella che è la sua missione, del motivo per il quale è sopravvissuto. Consigliato a tutti.
« I nazisti ci dicono di entrare. E fanno segno di toglierci i vestiti. Siamo nudi. È nudo anche mio padre e io provo un terribile imbarazzo, per lui e per me. In una stanza ci tagliano tutti i peli che abbiamo sul corpo. Senza capelli non sono più io, sono un altro. Mi viene da piangere per la rabbia e per l'umiliazione. Ci danno una specie di pigiama a righe, un cappello e un paio di zoccoli. Una volta rivestiti ci fanno uscire nel piazzale. C'è un tavolo. Dall'altra parte siede uno vestito come noi. Ci fanno segno che, a turno, dobbiamo avvicinarci. Papà non lascia la mia mano. Papà mostra il braccio e quello ci incide con un ferro un numero. Allora io seguo il suo esempio. Mostro il mio braccio e quello, senza fare una grinza, ci incide un altro numero. Come nella vita, siamo in sequenza, papà e io. Lui ha il B-7455 e io il B-7456. Marchiati, come degli animali.»
5 ⭐️ Samuele Modiano nasce a Rodi, chiamata anche l’Isola delle Rose, nel 1930, ed è il più piccolo di una famiglia ebrea. Il papà ha sempre lavorato sodo, così come la mamma che però muore dopo una lunga malattia. Sami si sente impotente ma sa che può trovare l’affetto e le carezze mancate nella sorella Lucia. A otto anni sa già parlare quattro lingue. È molto bravo a scuola e si sente al sicuro nella sua città, almeno fino al 1938 quando tutto cambia. Per colpa delle Leggi razziali si ritrova espulso dalla sua scuola e inizia a chiedersi: cos’ha di diverso lui rispetto agli altri? Cos’hanno fatto di male gli ebrei? Purtroppo queste Leggi “servivano” per dimostrare che gli ebrei erano inferiori, portatori di malattie e predatori di ricchezze altrui. L’isola delle Rose si trasforma in isola delle Spine. Chi ha potuto è emigrato e la comunità si è dimezzata. Per effetto delle Leggi e della guerra del ‘40, suo papà Jakob perde il lavoro, ma c’è di più, c’era da combattere anche la guerra contro la fame. E allora ad appena 13 anni si mette a lavorare per portare la pagnotta a casa ma il peggio doveva ancora venire. Nel settembre del 1943, i nazisti li privano delle loro case, dei loro averi e li fanno salire su un barcone lurido diretto ad una destinazione oscura, come il futuro che è carico di nero. La destinazione noi la sappiamo benissimo qual’è, l’abbiamo studiata sui libri di storia, l’abbiamo sentita spesso in tv: il campo di Auschwitz. Veltroni con questo libro, che fa veramente accapponare la pelle, riesce a descrivere fin troppo bene i sentimenti come la paura, il disagio, l’abbandono, l’essere considerato un animale e non una persona: insomma l’inferno che hanno vissuto i deportati. Tutto questo grazie a Sami che nel 2018 ha raccontato la sua storia che a me a tratti pare davvero irreale ma purtroppo è successo davvero… Consigliatissima la lettura!
La testimonianza di Sami si legge, o si ascolta nel mio caso, con più leggerezza rispetto ad altre testimonianze sul tema dell'Olocausto. Dalle prime righe traspare un senso di positività, come se Sami avesse la forza di superare ciò che lo aspettava. Un racconto non pesante, scritto con semplicità, adatto anche ai giovanissimi.
Tutti dovrebbero leggere questo genere di libri, specialmente i più giovani. Va bene leggere qualcosa di leggero e sono io la prima farlo, ma vedere la testimonianza diretta di chi ha vissuto sulla propria pelle l'orrore di questi anni ti colpisce sempre. Sami Modiano è uno dei pochi della sua isola che è riuscito a sopravvivere ad Auschwitz-Birkenau, ha perso il padre e la sorella ma è riuscito a trovare chissà dove le forze per uscirne. Era solo un bambino quando a Rodi arrivano le leggi razziali e viene espulso da scuola perchè ebreo. Sami con tutta la famiglia viene deportato ed inizia il calvario. Leggere le sue parole mi hanno trasmesso una sofferenza enorme e mi ha riportato alla mente la gita scolastica fatta a Mathausen, un altro campo di concentramento. E' difficile commentare qualcosa di così terribile e non è facile comprenderlo fino in fondo visto che sono nata in un'epoca successiva. Ma penso che sia importantissimo continuare a ricordarlo per cercare di sensibilizzare i più giovani. Consigliatissimo
Tana libera tutti di Walter Veltroni Editore: Feltrinelli Pagine: 160 Anno: 2021 Genere: Biografia per ragazzi
La scrittura di Veltroni la conosco e mi piace molto il suo stile, scorrevole e coinvolgente, ed anche questo libro ha una scrittura che ti cattura, che ti tiene inchiodata alle pagine, la storia la conosciamo? Sicuramente Modiano come la Segre sono dei sopravvissuti e portano nel mondo la loro testimonianza, per non dimenticare. Sami è lui che ci racconta la sua storia con i suoi occhi da bambino, e l’autore è riuscito a trasmettere le emozioni di questo bambino a cui hanno ucciso le persone più care, che è sopravvissuto neanche lui sa come. Che dolore quando si domanda perché io sono sopravvissuto ? Come se fosse una colpa essere riuscito ad uscire vivere dall’inferno. Libro scritto per le nuove generazioni, come le mie nipoti che non hanno avuto dei nonni che anche se a mezza bocca ti hanno raccontato la devastazione della guerra, o che ha ti hanno raccontato di persone che sono state uccise solo perché avevano aiutato gli Ebrei, La domanda che mi pongo ogni volta che leggo questi libri è “ Ma come abbiamo permesso che accadesse, perché la gente comune non si è ribellata?” Ma cosa si può fare contro mitra e cattiveria? Bestialità fino alla fine, la tragica marcia della morte. La giornata della memoria serve per non dimenticare, ma purtroppo nel nostro mondo ci sono essere immondi che si definiscono uomini e che penano solo a distruggere, la giornata della memoria per gli Ebrei, per il loro popolo, ma è la testimonianza per tutti gli eccidi che non devono esserci più. Perché tutto il mondo dovrebbe gridare solo “Il mio nome è mai più” Sami ce l’ha fatta ma ha impegnato tanto tempo per parlare ma la sua dolcezza traspare dalle parole dell’autore. Mamme fate leggere questo libro ai vostri figli, leggetelo con loro e parlategli dell’orrore degli eccidi e insegnateli il rispetto per tutti gli uomini, che nessuno è diverso.
Um livro com uma escrita muito agradável e que nos deixa presos ao mesmo. Este livro poderia ser lido facilmente numa tarde, mas eu escolhi ir lendo aos poucos o testemunho de Samuel Modiano (Sami), que aos 14 anos viu a sua vida mudar drasticamente por conta de um sistema politico que abominava os Judeus.
"Tenho catorze anos, fui expulso da escola, deportado da minha casa e da minha cidade, e agora estou numa prisão. O que raio fiz de mal? Só uma coisa: sou judeu."
O testemunho de Sami, à semelhança de todos os outros que viveram o mesmo infortúnio, deixou-me de coração apertado e revoltada... Mas senti sempre uma leveza e algo positivo, pois Sami foi uma pessoa que soube ultrapassar o seu infortúnio.
Um livro que recomendo ao público mais jovem, pois é um testemunho simples com uma escrita simples que poderá cativar as novas gerações a conhecerem os erros do passado.
4,5 🌟 Ogni tanto mi cimento in letture per ragazzi e spesso trovo delle perle rare, come questo libricino tratto da una storia vera quella di Sami Modiano, ragazzino sopravvissuto, unico della sua famiglia, al campo di sterminio di Auschwitz. Poco più di cento pagine che strappano il cuore…
Por coincidência o livro anterior que li tinha um prefácio de Samuel (Sami) Modiano. Ainda é vivo, a caminho dos 93 anos. Olhando para a foto de Sami com o autor, que se encontra na badana do livro, fez-me pensar que qualquer dia não haverá sobreviventes desse pesadelo, que estejam vivos. Se já agora há gente maluca que nega que o holocausto existiu, então...
Bom, este é supostamente um livro dirigido a um público juvenil. Será sim. Mas, na minha leitura, esqueci-me muito rapidamente disso. O facto de ser contado na primeira pessoa, os factos fortíssimos narrados, tudo faz com que nos sintamos lá . É forte e é duro.
Sami vivia na Ilha de Rodes, na actual Grécia, era uma menino feliz. Começou tudo quando um dia é impedido de entrar na escola. Era judeu. Descreve as dificuldades sentidas e que pioravam de dia para dia. A lista do que não era permitido fazer é longa, sem sentido e impossibilita uma vida normal. A fome começa a fazer-se sentir.
Aos 14 é deportado, juntamente com seu pai e irmã, para Auschwitz. Estava-se em Agosto de 1944 e permaneceu lá até Janeiro de 45, aquando da libertação do campo. Também depois a sua vida não foi fácil. Trabalhos forçados para os russos, ida mais tarde para o Congo, onde fez fortuna e a perdeu também.
Mas os meses em Auschwitz são marcados pela fome, medo, trabalhos forçados, doença e também sorte. Um relato deveras impressionante. Foi o único sobrevivente da sua família.
Foi dos livros mais bonitos que já li. Retrata a história de vida de Sami, um rapaz na altura, um homem de 90 e tal anos atualmente. Este sobrevivente do holocausto juntou se ao autor do livro para contar a sua jornada. Foi expulso da sua terra e levado para os horrendos campos de concentração, onde foram chacinadas tantas vidas inocentes. Nesta história fantástica é retratada a importância da família, da resiliência e da amizade. Sinto que apesar deste livro ter os adolescentes como público alvo, se adequa para qualquer faixa etária. Adorei esta leitura e recomendo imenso.
Samuel .anzi Sami,che non per colpa sua ha la terza elementare,deve farsi professore di dolore. Lui che dopo quel mattino di ottobre del 1938 ,non è più tornato a scuola,deve trovare le parole giuste per raccontare l’orrore che ha visto e vissuto ,lui che ha il cuore trafitto e in mille pezzi deve trovare le parole per arrivare al cuore degli altri .
Guardando una foto di Samuel (Sami) Modiano oggi, si percepisce subito la sua grande fibra e forza, fisica e morale. Solo in questo modo si può superare quello che ha passato lui ed essere ancora qui a raccontarlo. Per questo dobbiamo sempre ringraziarlo. C'è tra i sopravvissuti questa fase di dubbio e timore nel raccontare la propria esperienza ma credo che la scelta di raccontare sia quella vincente. Quindi va ringraziato per aver affrontato e rivissuto il proprio dolore per rendere consapevoli anche noi di quello che è stato.
Si potrebbe dire che la storia è sempre la stessa, di persone deportate e fatte vivere in condizioni disumane per poi, molto spesso, non tornare. Ma non è così, perchè quando si guarda il quadro generale ci sono 6milioni di persone, di ebrei, che sono stati massacrati ma non sono solo un numero, ciascuno ha la sua storia, sensibilità e unicità.
La storia di Sami inizia a Rodi, avamposto italiano. Lui non ha mai visto un treno, nella piccola isola non ci sono e tutte le comunità vivono insieme e in pace. L'arrivo delle leggi raziali stravolge il mondo per Sami che non sarà più visto come un bambino di otto anni ma come un ebreo e per questo escluso. Già conoscevo Sami Modiano per averlo visto in televisione raccontare la sua storia, quello che mi ha sempre impressionato è la sua veemenza nel raccontare che i fascisti e i nazisti e tutti i loro accoliti fossero delle bestie e non usa mai giri di parole ma è sempre molto diretto e duro. Uno stile se vogliamo molto diverso da Liliana Segre ma che mi piace molto e che credo sia più che comprensibile. Penso che Veltroni abbia ben interpretato e rispettato questa indole del protagonista anche nel suo racconto in prima persona dedicato ad un pubblico giovane. Si perchè Sami è cacciato da scuola mentre frequenta la terza elementare, viene messo nella stiva di una nave per essere portato in Grecia insieme a tutti gli altri ebrei dell'isola, in condizioni disumane. Il racconto dei treni mi è familiare per averlo sentito diverse volte ma leggere della stessa atrocità trasportata anche alle navi mi ha fatto veramente pensare che non c'è limite alla brutalità dell'uomo. Il racocnto continua nel lager, la perdita di padre e sorella, la madre è morta prima a Rodi, è stata fortunata, come dice lo stesso Sami. Ma lui è forte e promette al padre di salvarsi. Chi si salva secondo me deve avere veramente una tempra incredibile, è impossibile sopravvivere a quelle atrocità che ha subito anche Sami. Lui ci racconta anche il resto della sua vita e la sua esperienza nel Congo belga dove anche li viene perseguitato, in questo caso perchè bianco. E'incredibile come la storia non insegni nulla...
Bello questo libro di Veltroni indirizzato ai ragazzi, Sami ha quasi 93 anni ed è ancora qui con noi a continuare a testimoniare ma questi scritti sono importanti perchè tra poco saranno l'unico modo per mantenere viva la memoria e non dimenticare.
Sami Modiano è solo un bambino e vive sull'isola di Rodi con suo padre e la sorella maggiore. Sami è felice, gioca, va a scuola, ama suo padre che cerca di proteggere i suoi figli e comprende la sorella che dopo la morte della madre ha dovuto prenderne il posto. Sami è ancora piccolo quando viene fatto uscire da scuola e non può più tornarci, sono ebrei e non possono andare a scuola, non possono lavorare, non possono acquistare e vendere, non possono sognare, non possono più essere trattati da esseri umani ma da bestie, sono ebrei ed è per questo che a soli 14 anni si ritrova in un treno con la sua famiglia diretto non si sa dove ma in condizioni pietose, come bestie hanno perso il diritto ad essere considerate persone, non hanno cibo, non hanno acqua, non hanno più dignità, eppure hanno ancora la speranza o forse solo il sogno di poter vivere ancora. Sami si ritrova ad Auschwitz, non sa neanche cosa sia, vede il filo spintato tutto attorno, sente le voci che urlano dei tedeschi, sente che le donne devono andare da una parte e gli uomini dall'altra, vede lo strazio del dolore del padre che deve lasciare andare la figlia, vede lo strazio di tutti coloro che hanno solo la colpa di essere ebrei. Rivive il ricordo di ciò che ha dovuto vivere e di ciò che ha dovuto vedere, racconta ciò che la sua pelle e la sua anima hanno dovuto sopportare ai ragazzi e nel 2005 ha anche il coraggio di tornare ad Auschwitz. Un libro che racconta il vissuto di un ragazzo e in realtà di tanti altri che si sono trovati ad essere accusati, ad essere imprigionati, ad essere uccisi colpevoli di essere ebrei
COMMENTO PERSONALE: Ho letto questo libro poiché mi aveva incuriosita la copertina. Onestamente, all’inizio pensavo si trattasse di un fumetto o una graphic novel e dunque mi sono immersa nella lettura. Il piccolo Sami di qui in avanti avrà grande importanza nel mio cuore. Si tratta di un racconto per tramandare gli orrori che gli ebrei in modo particolare hanno subito da parte dei tedeschi quando venivano deportati nei campi di concentramento. In modo particolare Samuel è un ragazzo dell’sola di Rodi. Viveva con la propria famiglia e in modo particolare è stato deportato lì con suo padre e la sorella Lucia. E’stato privato di tutto: dei vestiti, dei capelli, dei peli e vengono marchiati con un numero. Come abbiano fatto a sopportare tutto questo? Quello che mi domando da sempre è come sia possibile che noi esseri umani siamo stati in grado di produrre atrocità simili. Ho avvertito tutta la paura, il dolore, la sofferenza che ha provato il piccolo Sami poiché la storia viene raccontata dal suo punto di vista. L’orrore del viaggio in treno mi ha particolarmente devastata. Ogni tanto, quando mi capita di leggere queste storie, mi immedesimo molto nei loro panni: io credo che sarei potuta sopravvivere al massimo una settimana. Sami è stato un guerriero: è sopravvissuto ed è riuscito perfino a sposarsi. Questo è il primo libro che ho letto sul tema della memoria. Credo che sia una delle cose fondamentali che ci contraddistinguono ma a volte credo che si faccia davvero un pessimo uso di questo dono. Sì perché la memoria è proprio un dono.Lo consiglio davvero a tutti quanti.
“Immaginate cosa possa significare per un bambino di otto anni e mezzo, senza colpe, sentirsi dire davanti a tutta la classe, davanti a tutti i suoi compagni, che deve a d’eterne, subito! Immaginate cosa possa significare, con quella mortificazione nel cuore, riprendersi le proprie cose e chiudersi la porta dell’aula alle spalle sapendo di lasciare per sempre quello che, insieme alla casa, consideravi I’m tuo ambiente naturale.”
Si va avanti così, parola dopo parola, riga dopo riga, pagina dopo pagina con il cuore pesante, con “la mortificazione del cuore”. Si resta impotenti davanti alla crudeltà umana, si riflette su quanto la memoria sia importante, su come debba sopravvivere ad ogni costo per evitare che crimini di odio come quelli subiti da Sami sulla sua pelle possano mai ripetersi.
“Sami, o rapaz que sobreviveu a Auschwitz” é um livro que conta a história verídica de um menino de 14 anos chamado Samuel Mondiano. Que desde jovem encarou a realidade de uma forma violenta, pois foi encaminhado para Auschwitz com a família após uma longa viagem sem condições. Sami viveu momentos que pareciam desumanos, pois viu pessoas serem mortas em câmaras de gás e não só e após sair do campo ainda teve uma vida difícil e injusta. Este livro relata a situação passada pelos judeus nos campos de concentração que nem parecem reais. O livro é muito comovente e de fácil leitura. É um livro marcante, onde nos apercebemos de uma realidade, temporalmente não tão distante de nós. Eu aconselho a leitura deste a livro, a pessoas que pretendam obter conhecimento sobre a realidade do Holocausto.
Fino a qualche giorno fa non conoscevo la storia di Sami Modiano, bambino di Rodi deportato insieme ad altri 2000 ebrei dall’Isola delle Rose. La sua storia raccontata magistralmente da Walter Veltroni ti colpisce proprio come un pugno nello stomaco, come è giusto che sia.
“Mi metto a giocare a nascondino. Il gioco più pericoloso. I nazisti mi cercano, io sfuggo e con un balzo arrivo a un albero, batto la mano sul tronco, grido la frase magica, si aprono i cancelli e tutti possono tornare a casa. ‘Tana libera tutti!’ Sarebbe meraviglioso. Ma qui siamo ad Auschwitz".
Il libro è indirizzato a un pubblico più giovane, ma io mi sento di consigliarlo davvero a tutti. Per non dimenticare.
Nem sei explicar o quão triste estou ao ler este livro, tudo o que Sami passou com a tenra idade que tinha na altura, tudo o que passou, o que teve de fazer para sobreviver. É muita dor, muito crueldade, muito sofrimento.
Sami, descreve tudo ao pormenor, sente-se o sofrimento descrito no livro e entendi o tempo decorrido em cada situação.
Stile un po' troppo retorico, soprattutto per il narratore scelto. Per questo e per il tema di cui si parla, il minor grado di retorica era il migliore. In più, per tutta la prima parte non ho capito l'uso dei tempi verbali.
5/5⭐️. Questo penso sia un libro che deve essere letto da tutti quelli della mia età, con la speranza che capiscano davvero l’argomento e non ci scherzino più sopra. La storia è raccontata molto bene e nonostante gli argomenti siano molto delicati sono stati trattati molto bene. Bellissimo
Sami Modiano era solo un bambino quando, a 8 anni, la crudeltà della storia gli è piombata addosso con tutta la sua violenza.
Dopo aver perso tutto, la famiglia, gli amici, la sua “città delle rose”, ed essere sopravvissuto all’inferno di Auschwitz-Birkenau, Sami torna nel mondo portandosi dietro un dolore enorme. Un dolore che si trasforma in colpa: “Perché io sì, e gli altri no? Sono un privilegiato?”, si chiede.
Questa domanda lo accompagna per anni, fino a quando, ormai anziano, trova finalmente la risposta: “Io devo raccontare. Devo far sapere ciò che questi occhi hanno visto.”
È proprio questo che fa in questo libro. Una biografia toccante, dura, ma necessaria. Sami ti entra nel cuore con il suo amore per la famiglia, per la comunità, per Rodi la sua isola. È un ragazzino intelligente, coraggioso, a volte fragile, ma mai sconfitto. “Tieni duro, Sami. Tu ce la devi fare.” E ce l’ha fatta.
Mi ha colpito tanto il senso di colpa che prova all’inizio, nonostante gli orrori subiti. Ma ancora di più mi ha colpito quando capisce che il suo compito è testimoniare, raccontare perché tutto questo non succeda mai più. Perché non si dimentichi.
This impressive account of young boy from Rodes Island (at the time, an Italian Island, nowadays a Greek one) regarding the abrupt end of his infancy when he was suddenly expelled from school, and later, his deportation to Auschwitz and his eventual survival, calls our attention to the fact that antisemitism is rising again...