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L’ipotesi neocattolica: Politologia dei movimenti anti-gender

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Il volume ripercorre la traiettoria dei movimenti cattolici che, tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, hanno fatto della lotta contro “la teoria del gender”, le unioni civili, l’educazione di genere, le politiche antidiscriminatorie, la gestazione per altri, l’aborto, l’eutanasia ecc., l’occasione di una ricomposizione del campo di mobilitazione e di azione politica cattoliche in Italia. Partendo da un’analisi del punto di vista degli imprenditori della causa antigender, ovvero dal loro posizionamento negli spazi della Chiesa, del cattolicesimo contestatario e dell’arena pubblica, l’autore propone uno studio delle interazioni e delle traiettorie militanti, degli scambi tra partiti e movimento, dei conflitti e degli eventi – dalla Marcia per la Vita ai Family Day, fino ad arrivare al Congresso mondiale delle famiglie del 2019. L’ipotesi neocattolica è, al contempo, un’ipotesi di ricerca e l’ipotesi che muove questi nuovi movimenti cattolici.

320 pages, Paperback

Published January 1, 2020

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Massimo Prearo

14 books2 followers

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Profile Image for Peter Herold.
120 reviews
December 26, 2020
Lettura tanto d’obbligo quanto affascinante e ricca di informazione per chi vuole capire il movimento “anti-gender” – anche per poterlo combattere, e non solo in Italia.

In questo libro, scientifico per il suo approccio socio-metodologico e la sua meticolosa documentazione di fonti ma allo stesso tempo di una facilità di lettura sorprendente, Massimo Prearo documenta l’emergere in Italia di ciò che lui definisce il movimento neocattolico. Con questo termine si intende il movimento integralista, contestatario e reazionario, al di fuori della Chiesa cattolica, che vorrebbe attrarre, con slogan “facile” pro-life, pro-family e anti-gender, anche non-credenti in base alla difesa della libertà di espressione

Ma chi non vuole difendere la famiglia e il bambino? Anche persone LGBT+ femministe lo vogliono fare, ma non secondo lo schema etero(cis)patriarcale di Ratzinger e Burke con il loro concetto religioso della “natura”. Prearo non offre una definizione della “teoria/ideologia gender” e fa bene a non farlo, considerando che si tratta di un’invenzione senza alcuna base scientifica di questo nascente movimento neocattolico. Il problema è che, dietro questa strumentalizzazione della religione - come nei discorsi di Meloni e Salvini - vi è un attacco alla democrazia stessa e allo stato di diritto come dalla Costituzione Italiana. Il libro comincia infatti con gli attacchi della Chiesa cattolica alla Dichiarazione dell’ONU del 1995 sui diritti delle donne: Per il Vaticano l'astratto “diritto universale dell’uomo” non si può estendere alla partecipazione politica e/o a una declinazione dei diritti di una categoria specifica (p.e. i diritti di sexual and reproductive rights per donne).

Sebbene il racconto nei dettagli riguardi solo l’Italia, l’analisi si lascia facilmente estendere a tutti gli altri Paesi, i cui leader invocano “Dio, patria, famiglia”, in primis all’Ungheria di Orbán e alla Polonia di Kaczyński.
Profile Image for Luca Ozzano.
Author 6 books10 followers
January 29, 2021
Massimo Prearo è da anni uno dei più lucidi e seri analisti dei dibattiti e dei movimenti legati alle questioni di genere in Italia e nel più ampio contesto europeo. L’uscita di questa monografia, che analizza l’ideologia e la geneologia del movimenti anti-gender in Italia, rappresenta quindi un evento importante per tutti coloro che si occupano del tema. In particolare per la volontà dell'autore di analizzare il fenomeno da un punto di vista non puramente sociologico, ma esplicitamente politologico, con un'attenzione specifica anche per la dimensione del potere.
Il primo capitolo del libro parte dal versante ideologico, ricostruendo la genesi e lo sviluppo del concetto di ‘gender’, prima nei documenti della Chiesa Cattolica e successivamente sempre più negli scritti e nei discorsi degli esponenti dei movimenti cattolici conservatori più recenti (come ProVita onlus, il Comitato Difendiamo i Nostri Figli e Generazione Famiglia, solo per citare gli esempi più significativi di una galassia estremamente ramificata). Movimenti che si caratterizzano, secondo l’autore, per una serie di novità rispetto al tradizionale movimentismo cattolico: sia per la loro extra-ecclesiasticità, con un significativo grado di autonomia rispetto alle gerarchie vaticane; sia per il loro carattere politico, che si concretizza in un approccio dal basso che non vuole identificarsi con specifici partiti politici, ma anzi utilizzare i partiti stessi per portare avanti un’agenda anti-gender, pro-life and pro-family.
I successivi capitoli tracciano appunto l’evoluzione di questi movimenti, dalle Marce per la vita all’inizio dello scorso decennio, fino ai Family Day organizzati nel pieno della discussione sulla Legge Cirinnà, e al controverso World Congress of Families tenutosi a Verona nel 2019. Un ambito movimentista che si sviluppa a partire dall’esperienza francese di Manif Pour Tous, e dagli ambienti neo-catecumenali capitolini, ma successivamente cresce fino a diventare, secondo l’autore, non solo “extra-ecclesiastico”, ma persino “extra-cattolico”, per la sua volontà di includere nel campo anti-gender e pro-family anche persone che non necessariamente facciano riferimento al Cattolicesimo (per quanto questa aspirazione rimanga spesso un’operazione di facciata). Un’operazione per cui Prearo utilizza il termine “neocattolico”, proprio per significare un progetto che si sviluppa in modo indipendentemente – e sotto alcuni punti di vista persino in antitesi – rispetto alla dottrina ufficiale della Chiesa (almeno quella di Papa Francesco, dato che il punto di riferimento ecclesiale per questi movimenti rimane largamente Benedetto XVI).
La parte forse più interessante dal punto di vista analitico – almeno per chi come me legge il libro da un punto di vista politologico – è tuttavia il quinto e ultimo capitolo, insieme alle conclusioni del volume, in cui si evidenzia più chiaramente la dimensione politica dei nuovi movimenti cattolici. Una dimensione politica che, secondo Prearo, è decisamente e consapevolmente “pre-politica”. Ovvero, rifiuta di identificarsi con un partito politico per provare invece, al contrario, a contaminare con le proprie idee (e colonizzare con i propri rappresentanti eletti) i partiti politici del campo della destra conservatrice e nazionalista. Qui emerge l’interessante punto di vista dell’autore, che contesta apertamente l’idea di “strumentalizzazione della regione” proposta da alcuni osservatori e studiosi, per parlare invece di una strumentalizzazione della politica da parte dei nuovi movimenti cattolici.
Questa è decisamente una parte che avrebbe meritato un maggiore spazio: l’unico rammarico che rimane forse al lettore del libro è quello che solo nelle pagine delle conclusioni si affronti la questione dell’approdo politico di questo movimento, con la suggestiva tesi di una metabolizzazione del discorso religioso da parte dei movimenti, che avrebbe reso possibile un uso politico partigiano dei simboli cattolici da parte di leader come Salvini. Una tesi, come già detto, in controtendenza rispetto a una parte significativa della letteratura sui partiti populisti e sull’uso politico della religione, che speriamo l’autore esplorerà più in dettaglio nei suoi lavori futuri.
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