Pubblicato prima in lingua spagnola e rivisto a fondo per l'edizione italiana, il volume affronta un'epoca cruciale della nostra cultura - il primo umanesimo -, il cui studio ha conosciuto negli ultimi decenni un forte impulso, grazie principalmente all'ascesa di una disciplina giovane ma già prestigiosa come la Filologia medievale e umanistica. Tuttavia, lo stesso aumento esponenziale degli studi settoriali, in sé positivo, ha avuto l'effetto di frenare un'interpretazione d'insieme dell'epoca che metta in luce la natura dell'umanesimo come movimento unitario nella sua varia articolazione locale, e ne prenda in esame i principali temi e interessi e i maggiori protagonisti. Il libro si propone di colmare questa lacuna attraverso una strategia espositiva che combina il trattamento geografico, l'attenzione alla storia delle idee, la ricostruzione filologica e quella bio-bibliografica.
Un buon libro di testo, che però in alcuni momenti sembra annodarsi sintatticamente tra incidentali troppo ingombranti. Fastidiosi i cambi drastici di tempi verbali. Si tratta comunque di un manuale godibile e di alto livello, sicuramente indicato per corsi universitari dedicati alla letteratura latina umanistica. Davvero dettagliato il capitolo su Lorenzo Valla, pensatore ivi assurto a massimo rappresentante dell'umanesimo. Lo consiglio senza dubbio.
Non dubito dell'autorevolezza di questo libro, però è stato scritto in modo troppo, troppo ampolloso: spesso bisogna leggere righe e righe prima di trovare un punto fermo o qualcosa che ci assomigli. Senza contare che c'è un profluvio di citazioni, ma non tanto dagli autori che sono trattati, quanto da saggi e opere di altri studiosi, sicché più che un manuale di letteratura mi è sembrato di leggere davvero uno di quei noiosi trattati scritti da un autore umanista.