C’è un serial killer nella Città Eterna. Qualcuno deve fermarlo. Dagli autori del bestseller Il Canaro della Magliana Roma. L’autrice di un noto programma della RAI viene brutalizzata e uccisa nel parco di Villa Ada e una serie di omicidi a sfondo sessuale gettano nel panico la capitale. È un caso difficilissimo per il vicequestore Angela Blasi, dirigente della sezione omicidi della Mobile, incalzata dai superiori e dalla stampa e alle prese con una realtà inimmaginabile. Promossa a funzionario dopo l’inchiesta sul Canaro della Magliana, si troverà ad affrontare un’indagine che la porterà a ripercorrere alcuni casi del passato, in apparenza senza alcun collegamento tra di loro: proprio per questo l’esito della vicenda sarà ancora più inaspettato.
Antonio Del Greco è nato a Roma nel 1953 ed è entrato in Polizia nel 1978. Dopo i primi incarichi alla Questura di Milano, è stato dirigente della Omicidi. Sue le indagini su alcuni dei più grandi casi di cronaca nera degli ultimi anni, tra cui l’omicidio del “Canaro” alla Magliana, la cattura di Johnny lo Zingaro, il delitto di via Poma, la Banda della Magliana. Attualmente è direttore operativo della Italpol. Insieme a Massimo Lugli ha scritto Città a mano armata, Il Canaro della Magliana, Quelli cattivi, NarcoRoma e Il giallo di via Poma.
Proprio come suggerisce il titolo, questa storia è stata un vero e proprio inferno per le donne della capitale. Angela Blasi è l’ispettrice funzionario,che dopo aver seguito il caso del canaro della Magliana e del giallo di Via Poma, a metterla alla prova c’è l’avvoltoio. L’avvoltoio è un seria killer che violenta le sue vittime prima di picchiarle e ucciderle. Le vittime, in genere, sono donne single, attraenti e facoltose. Angela è single, bella, ma completamente presa nel suo lavoro, una donna in un mondo di uomini. Nella sua vita non c’è molto, oltre il lavoro ed una storia in cui lei si accontenta di essere solo un amante.
La storia è molto ben scritta, i dettagli polizieschi sono molto precisi, l’intera inchiesta giudiziaria, tutti i dettagli di intrecci tra polizia e stampa, per i fan del giallo un vero piatto prelibato. È bello sapere che non bisogna arrivare oltre oceano per addentrarsi tra false piste, testimonianze, colpi di scena, delusioni, sopralluoghi e tanta fantasia. Questo libro mi è piaciuto molto, ma a mio gusto avrei arricchito molto di più la vita di Angela che, dal mio punto di vista, è un eroina che conosce quel che fa e lo dimostra alla grande. Dalle pagine mi traspare una donna sola che elemosina amore da un uomo molto più maturo e sposato. Non fatemene una colpa, de gustibus non disputandum, io adoro leggere di profumi, riempirmi gli occhi di paesaggi, specie se come sfondo abbiamo la mia città eterna, ma tra le pagine non l’ho trovata.
Il caso dominante da spazio alle vittime, viene raccontato attraverso la brutalità che vivono. Citano altri casi reali accaduti a Roma, lo sciacallaggio dei giornalisti che cercano solo la breaking news. I tasti dolenti sono le f-word a tutto spiano, va bene che vuole mostrarsi realistico però fa schifo. Quindi 2020 e niente cambierà se nei libri continuiamo così. Metà libro é incentrato sulla vicequestore e la sua vita sessuale/romantica con un tizio dubbio romanticone, di cui sinceramente fottesega (parlo come scrivono). A metà libro ho smesso di leggere pagine infinite di 'introspezione' di tutti i personaggi, refusi su refusi, abbiamo capito che questa é la stampa, baby, scrittura veramente pesante e poco coinvolgente per concentrarmi solo sui dialoghi e capire chi é l'assassino... Per poi finire con SPOILER...... Il fratello gemello. Non voglio crederci, il cliché peggiore che potessero tirare fuori.
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