Quante volte ci sforziamo invano di ricordare un nome che ci sfugge? Poi smettiamo di pensarci, ci lasciamo distrarre, e il nome arriva. Svilita per secoli da una tradizione culturale che ha privilegiato le dimensioni del raccoglimento e della concentrazione, e considerata tuttora dal sapere medico e psichiatrico un disordine dell’attenzione, la distrazione è in realtà una componente fondamentale della nostra vita psichica. Questo libro la riscopre come pratica di vita e di pensiero dalla portata creativa e sovversiva, ma anche come una modalità dello sguardo capace di dare accesso a forme alternative di esperienza. Quasi fosse un rumore di fondo al quale è bene ogni tanto prestare ascolto.
Un bel libro anche se la presentazione che se n'è fatta illude a un altro tipo di saggio. Offre spunti interessanti basati in gran parte su citazioni filosofiche o letterarie. Citazioni però che sono, a tratti, talmente frequenti da far perdere il punto della frase in cui sono inseriti, impedendo una lettura scorrevole. È ironico quindi come questa caratteristica mi abbia richiesto un monopolio dell'attenzione, quel monopolio tanto criticato.
Al final del libro, el pensamiento nos aparece como un acto con un espectro por el que sus modos acontecen de maneras diversas, con matices sutiles, pero históricamente definidos y literaturizados, para reconocer en ellos nuestra propia mente distraída. El gran valor que veo en el libro de Aloisi es, ante todo, el de estar a favor de la distracción como un acto de libertad inalienable al que no debe uno renunciar.
Súper interesante este ensayo sobre la distracción y cómo esta, al final tiene un punto subversivo en un mundo que exige siempre atención y productividad. #RespectALaDistraccion @alianza_ed