Lui è un uomo depresso, stanco, ossessionato da una voglia di sesso che lo porta a collezionare incontri con altri uomini nei quali assume il ruolo di dominatore perverso. Lei è una donna ricca e annoiata che usa il suo disprezzo verso il mondo come un'arma puntata contro ogni persona che incontra.In una Roma cupa e crudele, la loro vita è composta da una serie di giornate anonime, arricchite unicamente dalle angherie quotidiane che i due si divertono a infliggere senza sosta. Le loro storie corrono parallele senza farli mai incontrare. Ma c'è un momento in cui i loro destini si incrociano, a loro insaputa, in modo inesorabile. La morte di un uomo cambierà la loro vita per sempre. La Sete è un'espressione letteraria di rabbia pura, un grido di aiuto, un urlo di terrore in cui vengono esplorati i sentimenti più oscuri e scabrosi dell'animo umano. La sete è un thriller ad alto contenuto erotico nel quale ogni parola viene detta, ogni perversione viene esplorata fino a rivelare quel lato che ognuno di noi cerca disperatamente di nascondere. «La sete è tutto. La sete è Dio. La madre che torna ogni volta e che resterà accanto a me finché vivrò. La sete sono io».
I protagonisti de “La sete” non sono solamente il Lui e la Lei che si contendono la scena in ogni capitolo, sapientemente diviso in due parti. C’è infatti una Roma prepotentemente nera che spicca dalla pagine del romanzo, matrigna cenciosa e sordida, che finisce per inghiottire l’uomo e la donna quando il loro destino si compie. Così come il Tyler Durden di Fight Club praticava la violenza sfrenata per vivificare un’esistenza priva di sbocco e prospettive, allo stesso modo il Lui del romanzo di Lucchese combatte lo spleen avendo rapporti sregolati e violenti con partner dello stesso sesso, sia abituali, sia occasionali che incontra nelle circostanze più improbabili. La Lei del romanzo, grazie a un matrimonio di interesse che l’ha sottratta al degrado della borgata, una Pretty Woman fin troppo consapevole del proprio fascino urticante, galleggia invece annoiata nella vischiosa routine della mondanità trovando conforto nell’esercizio del più bieco disprezzo verso marchese, duchesse e baronesse che è costretta a frequentare, e nei confronti del piccolo esercito delle sue schiave personali. Ciò che colpisce dell’ultimo romanzo di Lucchese è che non c’è possibilità di riscatto né pentimento, l’uomo e la donna sono magnifici e inquietanti antieroi moderni che non temono di danzare sul ciglio dell’abisso perché l’inferno ce l’hanno già dentro e nel marcio vogliono trascinarci tutti quelli che incontrano. La crudezza delle scene di sesso e i particolari scabrosi che l’autore non risparmia in nessuna occasione poiché funzionali alla comprensione del degrado morale dei personaggi pulsano violentemente dalla prima pagina fino all’inatteso finale.
Due personaggi, Lui, Lei. Non si conoscono, le loro vite scorrono parallele senza toccarsi mai, eppure più di una cosa li unisce. Le loro esistenze sono due gabbie soffocanti. Buone maniere e buoni sentimenti sono morti da tempo, a Lui e a Lei rimane solo il palliativo di un sesso bestiale e di una violenza folle. Scagliarsi contro le sbarre serve a poco, li fa solo sanguinare di più. ⠀ Il romanzo di Giovanni Lucchese giolucchese, edito deditore, non è per tutti, ma è anche molto umano nella sua brutalità e innovativo nello stile. Se ve la sentite, leggetelo!
Ho avuto modo di apprezzare la capacità narrativa di Giovanni Lucchese con L’uccello padulo, una storia generazionale fatta di mancanze e di eccessi. La Sete, è una grande conferma della capacità di Lucchese nel descrivere disagi estremi, di rabbia represse, di mostri che ti divorano dentro, se non alimenti la loro “sete”. Nel libro di Lucchese, i capitoli si alternano: un Lui e una Lei si raccontano, via via fino alla fine, un Lui e una Lei che possono rappresentare chiunque, due persone che hanno dentro un mostro e che esplode con rabbia verso il mondo, rappresentato da un altro essere o cose inanimate poco importa, è il mostro che reclama vendetta. Lui, un uomo qualunque con una vita privata perversa, fatta di incontri occasionali con uomini che domina con estrema crudeltà... http://www.liberolibro.it/giovanni-lu...
3.5, forse avrei dato di più ma l’uso della n-word per due volte in 200 pagine mi è sembrato fuori luogo, almeno per un libro stampato nel 2020. Il cliché degli antieroi ha sempre il suo fascino e la scrittura è dura e cruda, ricorda vagamente lo stile di Palahniuk.