È la sera della vigilia di Natale e Agata, che in paese tutti chiamano la Tabbacchera, guarda il suo borgo dall'alto: è un pugno di case arroccate sul mare che lei da qualche tempo s'è presa il compito di guidare, sovvertendo piano piano il sistema di connivenze che l'ha governato per decenni e inventandosi una piccola rivoluzione a colpi di poesia e legalità.
Ma stasera sul cuore della sindaca è scesa una coltre nera di tristezza e "Lassitimi sula!" ha risposto agli inviti calorosi di quella cricca di amici che è ormai diventata la sua famiglia: è il suo quarto Natale senza il marito Costanzo, che oggi le manca più che mai. E, anche se fatica ad ammetterlo, non è il solo a mancarle: c'è infatti un certo maresciallo di Torino che, da quando ha lasciato la Sicilia, si è fatto largo tra i suoi pensieri.
A irrompere nella vigilia solitaria di Agata è Don Bruno, il parroco del paese, con un fagotto inzaccherato tra le braccia: è una creatura che avrà sì e no qualche ora, che ha trovato abbandonata al freddo, a un angolo di strada. Sola, livida e affamata, ma urlante e viva.
Dall'istante in cui Luce - come verrà battezzata dal gruppo di amici che subito si stringe attorno alla bimba, chi per visitarla, chi per allattarla, vestirla, ninnarla - entra in casa Tabbacchera, il dolore di Agata si cambia in gioia e il Natale di Toni e Violante, del dottor Grimaldi, di Sarino, di Lisabetta e di tutta quella stramba e generosa famiglia si trasforma in una giostra. Di risate, lacrime, amurusanze, tavole imbandite, ritorni, partenze e sorprese, ma anche di paure e dubbi: chi è la donna che è stata capace di abbandonare ai cani il sangue del suo sangue? Starà bene o le sarà successo qualcosa? Cosa fare di quella picciridda che ha già conquistato i cuori di almeno sette madri e cinque padri?
Tea Ranno torna a percorrere i territori fiabeschi e solari dell'Amurusanza con il suo stile che fonde dialetto siculo e poesia e si lascia contaminare dal realismo magico sudamericano. Il risultato è una narrazione corale ipnotica, un moderno presepe fatto di personaggi vitali e incandescenti, una generosa parabola di accoglienza e solidarietà.
Tea Ranno è nata a Melilli, in provincia di Siracusa, nel 1963. Dal 1995 vive a Roma. È laureata in giurisprudenza e si occupa di diritto e letteratura. Ha pubblicato per e/o i romanzi Cenere (2006, finalista ai premi Calvino e Berto e vincitore del premio Chianti) e In una lingua che non so più dire (2007). Nel 2012 è uscito per Mondadori La sposa vermiglia, vincitore del premio Rea, e nel 2014, sempre per Mondadori, Viola Fòscari. Nel 2018 ha pubblicato Sentimi (Frassinelli) e nel 2019 L’amurusanza (Mondadori).
Non va cercata la realtà in questo libro, si rimarrebbe delusi, va cercata invece una piacevole evasione. Lettura piacevole, storia che non reggerebbe alla prova della logica, ma che supera invece bene quella della evasione non banale. Per carità, molto è scontato, ma è comunque ben narrato. Questa volta, al contrario de L’amurusanza, sono proprio le ultime pagine che mi hanno fatto aggiungere una quarta stella
Un vero racconto di Natale,una favola che ci fa intravedere l'amore vero, quello di una comunità unita che si aiuta e difende in tutto e per tutto, di una Sicilia che sembra lontana e mistica, un sogno accogliente e senza mezze misure.. ti trasporta in questo paesino di provincia,dove la gente vive di pettegolezzi e sogni,ma anche di cose semplici e spontanee, dove praticare "AMURUSANZA" è soprattutto uno stile di vita.la storia riprende appunto la "cricca tabbacchera" che accoglie Lori,una ragazza orfana che ha appena partorito e che fugge dalle grinfie dei caini, la sua famiglia adottiva. Qui troverà un porto sicuro,affetto e protezione incondizionato,troverà una famiglia e un futuro x lei e la sua Luce. Adoro la scrittura un po' poetica di Tea, avendola conosciuta personalmente,faccio sempre il tifo x lei.
Storia con tocchi di fantastico molto molto ben narrata. Per apprezzarla appieno è d'obbligo aver letto il precedente "L'amorusanza" e apprezzare il realismo fantastico dell'autrice che mescola realtà e altrove. Mi sembre un poco meno riuscito del precedente, o meglio: alcune storie delle tante intrecciate mi sembrano meno risolte alla fine del libro, e alcuni personaggi restano un po' in sospeso, o comunque spariscono dal racconto senza aver ricevuto la giusta punizione.
Come detto per il precedente: "Not my cup of tea", ma resta in ogni caso molto piacevole da ascoltare.
Terramarina di Tea Ranno, romanzo di narrativa in uscita oggi, 13 ottobre, con Mondadori.
Non avevo mai avuto il piacere di leggere questa autrice, così ho approfittato di questa nuova pubblicazione per conoscere la sua penna di cui avevo sentito solo cose positive. Appena iniziato mi sono resa conto della mia ingenuità, non avevo capito si trattasse del seguito di Amurusanza ma devo dire che, pur non avendolo letto non ho faticato a immergermi nelle atmosfere e nella storia.
Il linguaggio in un primo momento mi ha spiazzato, sono lombarda e il siculo non è esattamente il mio forte, ma la musicalità delle parole e il carattere dirompente dei personaggi che animano la vicenda sono riusciti nell’impresa di far sentire a casa una ‘nordica’ come me in un paesino sperduto della Sicilia, un paesino di collina che domina il mare e di notte sembra un presepe.
La Tabbacchera è la protagonista di questa storia, ma divide la scena con una picciridda e con tutti i suoi amati compaesani. Agata ha perso l’amato marito e ha trovato conforto tra le braccia del maresciallo Andrea che purtroppo è dovuto tornare a Torino, suo luogo di origine. Agata sente la sua mancanza e non vorrebbe nemmeno festeggiare il Natale, preferirebbe essere lasciata sola nella sua casa, ma con amici così è impossibile restare in solitudine. Se lei non va alla festa la festa andrà da lei, specie quando Don Bruno si presenta con un fagotto in braccio contenente una bimba appena venuta alla luce.
«Cos’è che stavo dicendo?» di nuovo chiese don Bruno. «Che questa» rispose Acquaforte «pare la scena di un film di Natale studiato a tavolino, e invece è solo opera di quel gran regista che si chiama Domineddio» aggiunse ispirato.
Nel frattempo facciamo la conoscenza della madre della piccola, una ragazza di soli sedici anni che ha deciso di portare avanti la gravidanza contro il parere degli zii che l’hanno in custodia da quando è rimasta orfana. La vita di questa ragazza da allora è stata un inferno e la piccola Terramarina non è stata concepita nell’amore, ma è amore quello che Lori prova per lei fin dal primo momento. La abbandona in un luogo sicuro perché vuole poterle dare un futuro migliore di quello che lei potrebbe offrirle. La ragazza infatti non solo è minorenne, ma è una fuggiasca, incolpata di un crimine con cui non ha nulla a che fare, ma si sa che in certi casi il denaro è in grado di comprare testimoni e di rovinare la vita di persone innocenti.
A Natale tutto è possibile, Lori e Agata hanno una visione che le mette in comunicazione e in men che non si dica Lori si ritrova a casa della Tabacchera proprio dove c’è la sua piccola. La connessione è immediata e implacabile, adesso non può più permettersi di lasciarla e, quando gli amici di Agata si renderanno conto che Lori è una ricercata decideranno che deve essere nascosta, perché loro sentono nel profondo del cuore che non può essere colpevole di un gesto simile. L’arrivo inaspettato del maresciallo porterà un po’ di scompiglio e la Tabacchera chiederà ad Andrea un grande sacrificio. Il maresciallo, ligio al suo dovere e a ciò in cui crede indagherà su ciò che accadde quella notte, perché non bastano le sensazioni a scagionare Lori, ci vogliono delle prove e per trovarle bisogna fare le dovute ricerche.
La piccola Luce, questo sarà il nome scelto da Agata e da Lori, con la sua sola presenta rischiarerà la notte di Natale e porterà serenità nei cuori di tutta questa splendida famiglia fatta di tanti amici con un cuore enorme. Terramarina riesce a portare la favola nella quotidianità, dipingendo un mondo che è reale e allo stesso tempo fantastico perché la gentilezza e la generosità sono in grado di trasformare qualsiasi situazione terrena in fiabesca. Ho apprezzato il racconto che Tea Ranno ha narrato con una penna efficace, leggera e intensa allo stesso tempo. Un libro infarcito di buoni sentimenti in grado di dimostrare che l’amore vince sempre sull’odio e che dobbiamo essere in grado di donarci al prossimo e difendere sempre ciò in cui crediamo.
Ecco una lettura che mi ha lasciato perplessa, da un lato mi è piaciuto molto, dall'altro alcune cose proprio non mi sono andate giù. La storia è simpatica: la sindaca di un paese siciliano, rimasta vedova si appresta a trascorrere da sola la vigilia di Natale, quando nella sua vita arriva d'improvviso una neonata trovata dal prete fuori la chiesa. Insieme alla neonata vengono coinvolti i principali compaesani, così una notte di Natale in solitudine si trasforma in una non stop di più di un giorno, che vede decine di personaggi avvicendarsi in casa, tra pranzi, cene e ricostruzione della storia della piccola. Probabilmente perchè ambientato a Natale, perchè sono tantissimi i personaggi coinvolti e tutta la vicenda ruota comunque anche intorno al cibo, mi è venuto spontaneo il paragone con La cena di Natale di Io che amo solo te. Lì però c'era un avvicendarsi di piccoli episodi, di personaggi particolari e scene da ridere, portate avanti con una scrittura lineare e molto semplice. Qui invece ho ritrovato tanti personaggi caratteristici, ma tutta la vicenda è raccontata con uno stile che, nonostante in molti passaggi risulti poetico ed intenso, nel complesso mi è sembrato contorto, farraginoso, poco lineare. Troppo il dialetto stretto, per me poco comprensibile e tanti i salti da un soggetto all'altro dalla prima alla terza persona, dove sinceramente non mi è sempre risultato chiaro di chi si stesse parlando. Una costruzione più lineare avrebbe per me giovato al racconto. In questo romanzo sono trattati temi importanti, quale quello della maternità, visto da chi figli non è riuscita ad averne, da chi figli li ha avuti nel momento sbagliato, da chi ha avuto troppo tardi la possibilità di farne. In questo l'autrice è stata molto brava, ponendo l'attenzione su tante sensazioni che queste condizioni portano con sè. I personaggi sono belli, sono profondi e ben delineati, senza l'uso di noiose descrizioni, eppure lo stile, senza dubbio molto caratteristico, rende tutto contorto e poco scorrevole, facendo perdere troppo spesso il filo della narrazione. Non mi dispiacerebbe leggere gli altri due volumi della serie, soprattutto il precedente, per recuperare le vicende pregresse, anche se non mi aspetto che il giudizio complessivo sull'autrice cambi.
Quattro anni fa Agata, la Tabbacchera nonchè la Sindaca, di Terramarina, un piccolo borgo siciliano che guarda il mare dal colmo di una collina, ha perso il marito Costanzo. Non c'è giorno che pensi a lui anche se nel suo cuore si è insinuato recentemente un certo maresciallo, Andrea. Agata però non riesce a mettere da parte i suoi sentimenti per il marito ecco perché il maresciallo, decide di trasferirsi nuovamente a Torino.
È Natale e la tristezza di Agata sembra incolmabile finché alla sua porta, non bussa Don Bruno, il parroco del paese, con un dono inaspettato. Tra le braccia infatti ha con se un piccolo fagottino, una bambina di soli pochi giorni che è stata abbandonata al freddo e al gelo in un angolo della strada. Luce, così viene battezzata la bambina, ha sì e no qualche ora quando viene ritrovata sola, affamata, urlante e bisognosa di vita. Ma sarà proprio l'arrivo di questa creatura, di cui tutti si innamoraranno, a riportare gioia e speranza ad Agata e a tutte le famiglie del paese.
Terramarina è uno splendido viaggio poetico, a volte ironico e divertente, altre triste ed emozionante. È una storia nostalgica, reale, familiare, che ci porta in quella magnifica Regione chiamata Sicilia. È la prima volta che leggo un libro di Tea Ranno ma l'autrice dà prova delle sue capacità di dar vita ad una storia che già dai primi capitoli, attira l'attenzione del lettore.
I suoi personaggi a partire da Agata, fino ad arrivare a Toni, Violante, il dottor Grimaldi, Sarino e Lisabetta sono così reali e credibili, che sembrano avere quell'autenticità unica del popolo siciliano. È sicuramente una lettura particolare, in alcuni casi anche difficile, ma l'unione e gli intrecci fra questi personaggi vi coinvolgeranno fino alla fine. In conclusione perché leggere Terramarina? Perché questo è un libro che vi porterà a respirare i profumi della Sicilia, ad emozionarvi grazie a degli splendidi tramonti e ad emozionarvi per l'"Amurusanza".
9! Un romanzo, un’amore corale. L’autrice ha scelto di raccontarlo in un alternanza di siculo ed italiano: l’esperienza è’ immersiva. È una storia nostalgica, reale, familiare, un racconto a volte ironico e divertente, altre triste ed emozionante. che ci porta in quella magnifica terra, la Sicilia. Amore, gentilezza e poesia sono i protagonisti di questa favola dolce, intimamente connessi ed e’ magnifico quando questi si possano estendere al di fuori di un ambito strettamente individuale, declinandosi anche come slancio caritatevole e solidale generosità verso i meno fortunati. Abbiamo una giovane donna coraggiosa, Lori e la cricca della tabacchera che vuole “cambiare il mondo a colpi di poesia”, con Amurusanza, che e’ accoglienza, abbraccio amorevole e solidale in grado di sconfiggere l’indifferenza più ottusa e la malvagità più abbietta.
Dove finisce “L’Amurusanza” comincia questo libro che non è altro che la continuazione delle vicende narrate nel primo. Ritroviamo gli stessi personaggi e seguiamo la loro evoluzione in questa nuova vicenda che li vede tutti coinvolti e che, come già nell’altro libro, troveranno la loro forza in quella comunanza di intenti che è la base e la potenza del loro gruppo. E se anche il finale assume note “agrodolci”, la bellezza, la forza e la dolcezza della storia sono la sostanza di questa vicenda che riesce ad andare anche oltre quello che c’è di terreno. Bellissimo e imperdibile tanto quanto il primo.
Dies ist nun die Fortsetzung von 'Agata und ihr fabelhafte Dorf'. Das Hörbuch, wieder von Götz Otto eingelesen, hat mich direkt wieder nach Italien versetzt. Voller Amore, Leidenschaft, Intrigen, böser Geister und perfekte Charakterbeachreibungen und sehr charmant. Wer etwas lebensbejahendes lesen möchte, unbedingt dieses Buch. Als Hörbuch sehr zu empfehlen. Vielen Dank an den Verlag und NetGalley für das Rezensionsexemplar.
Lettura veloce e simpatica, in cui le fila dell'esercito dei buoni si rinforza contro le forze del male, alle cui direttive resta ormai solo un irriducibile jinn. Il realismo magico alla siciliana, per di più in epoca natalizia, non mi ha convinto: una soluzione facile per dare la spinta definitiva ai personaggi, già immersi in una scenografia da presepe. Insomma, troppo zuccheroso, persino e soprattutto nella svolta conclusiva.