Durante la partita decisiva per la qualificazione in serie A del Bari, al san Nicola muore un giocatore. Una morte naturale, si direbbe, però con qualche mistero di troppo. Pochi mesi dopo, infatti, il commissario Lolita, indagando su quello che a tutti è sembrato un incidente, si imbatte in un intrigo internazionale destinato a colpire le fondamenta del calcio italiano. Un losco mix di sport e malavita che rischia di sconvolgere anche la vita di Lolì.
Questo quarto episodio di Lolita mi è piaciuto di meno. La storia si evolve e trova un suo perché solo nella seconda parte, mentre la prima somiglia di più ad un romanzetto rosa, così intense sono le pene d’amore della nostra bella Commissaria. È il mondo del calcio ad essere sotto inchiesta, questa volta; un’indagine che affonda le mani nel mondo corrotto del calcio scommesse, con forti infiltrazioni malavitose ed esiti tragici che hanno condotto a due, ormai assodati, omicidi. Le maglie si stringono e i responsabili finiscono nella rete della giustizia. La delusione dei tifosi è enorme, ma il tempo passa e ci vuole poco a far rifiorire la “fede”: perché ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, ricomincia la storia del calcio.
Solito appunto: che senso hanno le partecipazioni straordinarie di personaggi come Petra Delicado (Giménez Bartlett), Bernadette Bourdet (Carlotto) e Salvo Montalbano (Camilleri)? 🤔
Rimane di buono la scrittura ironica, frizzante, infarcita di sapori e di dialetto schietto che mi piace tanto.
📺 Visto in TV: 14.03.2021 Episodio che nella realizzazione televisiva mantiene ben poco della storia originale. È vero che l’ho visto un paio di mesi fa, ma ricordo una storia completamente diversa, se non nei tratti principali e nei personaggi base. Capisco l’adattamento, ma questa volta permettete un minimo di delusione? Sempre brava, però, la Ranieri.
Una nuova indagine per Lolita Lobosco, nell'ambiente del Bari calcio e delle scommesse clandestine. La commissaria della omicidi sente puzza di bruciato sia nell'improvvisa morte di un calciatore durante il derby Bari-Lecce, sia nell'incidente occorso a un suo amico dai tempi della scuola, Vittorio o'bebbè - grande tifoso che bazzicava l'ambiente della squadra e degli ultrà - investito dal camion della nettezza urbana, e fa riesumare entrambi i cadaveri - che il gip a cui è stato affidato il caso ha fatto seppellire dopo un semplice esame esterno - per effettuare un'autopsia con tutti i crismi, sospettando che si sia trattato in entrambi i casi di omicidio. Questa volta, oltre a "scomodare" Montalbano - anche se solo citandolo, non facendolo intervenire, neanche con una telefonata - Gabriella Genisi fa incontrare a Roma Lolita con altre due famose poliziotte: la barcellonese Pedra Delicado, nata dalla penna di Alicia Giménez-Bartlett e la marsigliese Bernadette Bourdet, nata dalla penna di Massimo Carlotto. E ancora non ho capito se queste incursioni di personaggi presi a prestito mi faccia piacere o mi dia fastidio...
Leggero, ironico, a tratti molto divertente, questo è il romanzo perfetto per una pigra domenica passata a casa in pigiama.
Ho adorato il linguaggio e le espressioni in dialetto, così esotico e familiare allo stesso tempo, la personalità della protagonista, il suo approccio alla vita, e naturalmente il ricettario finale (che fame!).
Certo, il giallo è più un rosa, il caso non sarà molto credibile e di certo non tiene col fiato sospeso, ma non è questo l'obiettivo della storia.
Mentre scrivo passano in tv le prime immagini della serie tratta dai romanzi della Genisi. La serie non credo passerà alla storia come un classico della tv, ma è incredibilmente del romanzo. Parentesi: in effetti avevo scaricato l’ebook tempo fa e ho accelerato la lettura proprio perché volevo evitare spoiler dalla televisione. Il risultato è che per la prima volta da quando metto i voti su Goodreads ho sentenziato una sola stellina. La lettura mi ha irritato in modo inverosimile. Credevo di leggere un poliziesco e ho trovato più un romanzo rosa, ma quasi caricaturale. L’irritazione è cresciuta con le ‘ospitate’, i featuring, o come volete chiamarli. Già perché compaiono come personaggi nella trama anche Petra Delicado - la protagonista dei romanzi di Alicia Giménez Bartlett - e Bernadette Bourdet - personaggio di Carlotto -. Cioè, ma perché? Poi, non toccatemi Petra Delicado (ho una frequentazione letteraria con la Petra dai tempi in cui ero una bella estudiante e lei era alla sua prima indagine). Irritazione massima per i passaggi in cui addirittura viene scomodato il nume tutelare di tutti i noir italiani: Salvuzzo Montalbano (come lo chiama Lolì) che viene evocato spesso e volentieri - e in modo del tutto non necessario. È come se io scrivessi un libro non tanto bello su Milano e ci ficcassi Renzo e Lucia, Duca Lamberti, l’ispettore Ferraro e Sant’Ambrogio tutti insieme a fare le comparse. Per me è un no rotondo. Anzi: ho scaricato un altro ebook della serie e penso che me lo leggerò subito per togliere dente e dolore, così da lasciare per sempre il filone, senza appelli.
Giusto perché, dopo Milano, avevo voglia di stare un po’ a Bari senza pensieri. La trama gialla è talmente semplicistica che inizia e finisce senza pathos tra un’autoreggente e una torta caprese. La commissaria bonazza Lobosco se ne gira per la città sola soletta e in tutta tranquillità nonostante stia pestando i piedi alle mafie di tutto il mondo, preoccupata solo delle corna che le ha messo Giovanninosuo (e qui scatta, malgrado tutto, la solidarietà femminile) e determinata a risolvere il caso prima di natale; non senza impegnarsi ad incantare col suo amato balcone sottoposti e superiori, seppure con un fondo (ma molto, molto fondo) di pudicizia e pentimento. Continua a citare altri commissari famosi, sbagliandone a mio parere tutte le caratteristiche: tratta il nostro Salvo Montalbano come se stesse a Vigata ad aspettare solo lei, ma gli attribuisce (o quasi) anche una storia con la spagnola Petra Delicado (manco fosse un donnaiolo della prima ora): la Lobosco sarà pure verace del sud, ma secondo me se Livia la becca, tira fuori tutta la grinta del nord e la rifà nuova nuova. La barcellonese Petra ce la descrive a Roma con un cappottino a fiori… Ma chi? Petra? Non ce la vedo proprio! Al massimo la vedo con un impermeabile blu, elegante ma sportivo. Al massimo. Unica nota positiva, avermi fatto volare a Marsiglia con Carlotto per conoscere il suo personaggio Bernadette Bourdet, detta B.B.; e vediamo se almeno su questo ci ha azzeccato qualcosa.
Quarta indagine per Lolita.. Innamorata folle di Giovanni si ritrova immischiata in una faccenda di cui non capisce nulla e per cui rischia grosso e rischia anche l'amore Torna la simpatia e le meravigliose ricette della Genisi con il suo stile meraviglioso sembra proprio di sentire Lolita parlare e immagino (dopo aver visto la fiction) anche i visi di tutti i personaggi! Ovviamente la fiction e il libro sono completamente e ripeto COMPLETAMENTE DIVERSI! Troviamo il romanzo scritto in prima persona dal commissario.. e troviamo tutti i suoi personaggi a costellare la vicenda Io AMO Lolita! È il mio personaggio preferito in assoluto! Il suo carattere mi ricorda un po'anche me, impulsiva incazzusa ma con un cuore gigante! Pronta a farsi in quattro per la sua migliore amica.. Il personaggio che un po'non sopporto è Marietta l'amica di Lolita.. davvero meschina con famiglia e figli e l'amante che non si preoccupa di lasciare Lolita fuori casa o di schiavizzarla per la cucina! Non vedo l'ora di iniziare il prossimo ❤️
2,5 stelle. La seconda parte del romanzo in cui c'è qualcosa di somigliante a un giallo, mentre la prima parte è un romanzetto rosa anche un po' banaluccio. Perchè mi intestardisco a leggere i libri della Genisi? Li ho scaricati tutti, ho piü tempo in questi giorni, ho deciso di finirli (leggeri e brevi, scivolano via in un attimo :P).
Due anni dopo la terza inchiesta torna tra noi Lolita Lobosco, commissaria della Sezione Omicidi della questura di Bari, creata dalla penna di Gabriella Genisi, barese doc, che ci regala un’altra delle sue deliziose storie in “Gioco pericoloso”, edito l’anno scorso da Sonzogno, dove la sua straordinaria ironia e il suo profondo, radicato amore per la “sua” Bari danno vita a una nuova inchiesta che ruota attorno al mondo del calcio nei suoi aspetti più nascosti e illegali.
Ancora una volta Genisi utilizza uno stile narrativo, da lei inventato, una sorta di marchio di fabbrica, che amo particolarmente con quei neologismi fatti di più parole legate insieme, spesso con l’aggettivo possessivo alla fine, che rendono la lettura più leggera e sorridente, almeno per la sottoscritta, più colloquiale, più diretta, in una parola: più viva.
Come nelle tre precedenti inchieste (da me recensite, troverete i link in fondo a questa) intorno alla commissaria Lolita troviamo i suoi più stretti collaboratori Forte ed Esposito, l’amica del cuore Marietta, l’amore (non sempre ad hoc) Giovanni e tanti altri personaggi perfettamente caratterizzati sia nelle descrizioni fisiche che nella psicologia.
Anche in questa quarta opera Genisi inserisce, come ciliegina sulla torta (immagine scelta volutamente) alcune delle tante ricette, tipiche della cucina barese, che Lolita-Gabriella amano preparare secondo la tradizione delle nonne perché…cucina ed erotismo sono strettamente legate (deliziosa la descrizione delle “melanzane destrutturate” che Giovanni prepara per Lolita…).
Quarto episodio della serie, che conferma le opinioni del terzo, sia sull'autrice che sulla storia. Stavolta Lolita è alle prese con due morti che sembrano casuali, ma in realtà nulla è come sembra. Intanto iniziano anche pene d'amore, che hanno come conseguenza il concentrarsi ancora di più sul lavoro. Anche questa volta non mancano gli incontri "famosi", quello con Petra Delgado e Bernardette Bourdet, ispettrice marsigliese. Anche in questo caso mi è sembrato tutto molto forzato e piuttosto che un'occasione originale, diventa solo una macchietta. Anche il caso di indagine risulta sfacciatamente copiato dalla cronaca. Insomma ancora una volta un libretto che va bene da divorare d'estate, ma senza infamia e senza lode.
• R-E-C-E-N-S-I-O-N-E di Un gioco pericoloso di @gabriella_genisi , le indagini di Lolita Lobosco volume 4. Essendo il 4 della serie all'inizio si potrebbe riscontrare difficile capire i diversi personaggi però durante la lettura il libro spiega quali sono i loro compiti.
• Trama📝 Durante la partita decisiva per la qualificazione in serie A del Bari, al San Nicola muore un giocatore. Una morte naturale, si direbbe, però con qualche mistero di troppo. Pochi mesi dopo, infatti, il commissario Lolita Lobosco, indagando su quello che a tutti è sembrato un incidente, si imbatte in un intrigo internazionale destinato a colpire le fondamenta del calcio italiano. Un losco mix di sport e malavita che rischia di sconvolgere anche la vita di Lolì.
• Per me leggere questo libro si è rivelato molto interessante e anche divertente. Lolita è un personaggio che merita , una donna forte e decisa. Subisce qualche colpo in amore e la scelta finale non è mi è tanto piaciuta ma sono sicura che nei prossimi volumi sarà più tosta. Il caso è davvero intrigante, un mistero e segreti che si celano dietro all'amato mondo calcistico. Il libro è davvero corto ma sostanzioso, quando inizi a raccogliere le informazioni non riesci a fare a meno di continuare a leggere. Non vedo l'ora di recuperare i primi volumi per avere una "base" e poi continuare la serie!
Consiglio questo libro per chi vuole prendere una boccata d'aria fresca, stando sotto le coperte e farsi qualche risata ogni tanto. Ti appassionerai alla serie ne sono certa!✨️
Titolo: Gioco pericoloso Autore: Gabriella Genisi Casa editrice: Sonzogno
Sinossi: Durante la partita decisiva per la qualificazione in serie A del Bari, al san Nicola muore un giocatore. Una morte naturale, si direbbe, però con qualche mistero di troppo. Pochi mesi dopo, infatti, il commissario Lolita, indagando su quello che a tutti è sembrato un incidente, si imbatte in un intrigo internazionale destinato a colpire le fondamenta del calcio italiano. Un losco mix di sport e malavita che rischia di sconvolgere anche la vita di Lolì.
Opinioni e commenti: È il primo romanzo che ho letto di Gabriella Genisi e solo dopo averlo acquistato ho scoperto che è il quarto di una serie di 8 romanzi con protagonista il commissario Lolita Lobosco, barese doc con influenze partenopee. Nel frattempo è uscita la serie TV pertanto durante la lettura ho immaginato sempre Lolita come Luisa Ranieri che ha prestato il suo volto al personaggio. È stata una lettura gradevole e appassionante. Lolita è una donna forte, passionale, intelligente e caparbia, ama la cucina e i tacchi alti (meglio se Louboutine) ed è meglio averla come amica che come nemica. Devo dire che mi ha colpito l'utilizzo di alcune frasi o espressioni baresi all'interno della narrazione che viene resa così colloquiale e coinvolgente. Sono un'amante della narrazione in prima persona perché mi fa sentire più vicina al protagonista della storia pertanto ho apprezzato questa scelta stilistica unitamente agli spassosi neologismi creati unendo varie parole in una. Un poliziesco divertente e ben costruito, sicuramente leggerò anche gli altri. Ancora mi chiedo come siano fatte "le melanzane destrutturate ai quattro colori"
Trama: Lolita si ritrova con il suo fidanzato allo stadio San Nicola a vedere la partita del Bari per lasciare il suo appartamento libero alla sua migliore amica Marietta che ha un incontro con il suo amante. Lolita assiste alla morte del capitano barese Domenico Scatucci e ne rimane sconvolta ma il corpo non viene sottoposto ad autopsia in quanto ritenuto un malore. Lolita si ritrova anche a dover indagare sulla morte di Vittorio, un suo amico, che sempre incidentalmente è morto investito da un camion della spazzatura. Ma il commissario Lolita inizia a sospettare e ad avere certezze dopo aver ottenuto l'autorizzazione per l'autopsia di Vittorio e poi anche del calciatore e i sospetti iniziano a diventare certezze, oltre a dover affrontare il tradimento del fidanzato che davanti ai suoi occhi corteggia la pm Sabrina Sallusti. Recensione: ma come si può non adorare questo personaggio che parla il barese, che percorre strade che conosco, che ogni tanto sfodera il mio dialetto? Lolita è un personaggio che crea assuefazione, si possono leggere i libri anche in poche ore e oltre all'indagine ridere a crepapelle per le sue disavventure. Bella e intelligente eppure sfigata in amore, con un'amica che a volte fa perdere la pazienza ma che immediatamente provoca simpatia. Penso di aver raramente empatizzato così tanto con un personaggio tanto da non stancarmi mai di leggere le sue avventure.
"Gioco pericoloso" è il quarto romanzo di Gabriella Genisi con protagonista il commissario di polizia Lolita Lobosco. La storia, ambientata nella Bari dei giorni nostri, racconta la marte apparentemente naturale di un calciatore del Bari che poi si scoprirà essere frutto di un intrigo internazionale. I personaggi, anche in questo libro, sono ben descritti fisicamente ma limitati a livello caratteriale, tanto da sembrare poco credibili. Lessico e narrazione si confermano semplici. Il ritmo non è mai lento, è adatto alla vicenda narrata. Continuo a trovare poco coinvolgente e piuttosto surreale la storia personale e le caratteristiche psicologiche della protagonista che in questo romanzo torna ad essere prevalente sulla storia gialla. Ancora una volta ho trovato poco appassionanti le vicende amorose di Lolita per cui ho trovato difficile empatizzare con lei.
Una storia interessante, legata allo scandalo del calcio scommesse, ma decisamente più debole delle precedenti. Troviamo un maggiore approfondimento delle vicende amorose della Commissaria, che distoglie il lettore dall'indagine e rende la lettura a tratti noiosa; Lolita in questo libro risulta anche un po' pesante. Altra pecca: i continui riferimenti ad investigatori nati dalla penna di famosi scrittori, oltre al solito Montalbano, qui troviamo addirittura Pepe Carvallo, Petra Delicado e Bernardette Bourdet, buttati lì quasi senza un nesso logico, forse solo come riconoscimento letterario. Sperando in una ripresa, continuerò sicuramente a leggere questa serie frizzante e "golosa" (per le numerose stuzzicanti ricette).
Cosa c’è di meglio che iniziare le ferie con un’indagine del mio commissario preferito?. Ormai per me Lolita indossa i panni e il corpo di Luisa Ranieri. Il mondo del commissario, le sue sfortune, i suoi rituali mi fanno respirare Bari, ogni volta che apro un nuovo capitolo di una sua indagine è come se ritrovassi un’amica con cui sorridere, riflettere e scoprire qualche chicca sulla città. La saga di Lolita è perfetta da leggere in estate sotto l’ombrellone con un bell’aperitivo in mano e una focaccia nella pancia perché sono libri frizzanti, freschi e che profumano di mare.
Ho conosciuto i romanzi tramite la serie tv, che mi è piaciuta molto (amo Luisa Ranieri). Non ho letto altri libri della collana, ho iniziato da questo trovato ad un mercatino in sconto, e mi ha incuriosito. Conoscendo la storia di Lolita non è difficile capire il contesto della narrazione. Libro scorrevole, un bel giallo interessante, forse non la storia personalmente più avvincente in assoluto ma ben scritto!
Un o e mezzo. Migliora un pochino questa serie. Smorzate le ridondanti e grottesche descrizioni dell'abbigliamento della commissaria, restano le ripetizioni delle citazioni di "nonna Dolò" e le incursioni nei personaggi degli altri con Lolita Lo Bosco ex collaboratrice di Montalbano, amica di Petra Delgado e BB (Bernadette Bourdet).
Anche per questa serie della Genisi sta diventando un po' complicato scrivere le recensioni. Sono diventati una sorta di compagnia, un passatempo, un ritrovare qualcuno che si inizia a conoscere, con ogni nuova storia una nuova avventura e una riscoperta di Bari, della sua tipicità e del modo di esprimersi. Ogni tanto ritroviamo le incursioni di altri, o meglio altre, commissari della "letteratura" di questi ultimi anni. In questa occasione Lolita, Petra e Bernadette s'incontrano a Roma perché tutte e tre, indagando per conto proprio si ritrovano ad essere arrivate alla stessa conclusione e lo scoprono per caso raccontandosi i vari casi. Nel caso di Lolita delle morti sospette legate al calcio, alle scommesse clandestine, che non si limitano solo ala squadra del Bari ma a squadre e competizioni internazionali. Come sempre il modo di fare e di essere di Lolita è al centro della scena, con i suoi problemi d'amore con Giovanni, che se pur per un motivo importante, non smuovono Lolita dalla decisione presa. Come sempre una lettura scorrevole, per momenti di leggerezza dati dalle sempre più comica Lolita, a cui capita sempre qualche piccola disavventura e il caso da risolvere anche abbastanza semplice ma che ci viene esposto minuziosamente. Ci sono stata anche troppo ma il mese mi dice "no" perché si poteva leggere benissimo anche in una sola giornata, perché le pagine volano letteralmente, attirati dalla storia, dagli eventi e dall'ironia della protagonista. Immancabili ricette finali che ancora non ho ancora avuto il piacere di provare! E come sempre in ogni libro qualcuna di interessante c'è, come una crostata cioccolato e arance...
Lolita Lobosco (per gli amici Lolì) è commissario della Omicidi in servizio presso la Questura di Bari. Bella e attraente, una tipica bellezza del Sud sa far girare la testa agli uomini, specialmente all’aitante Giovanni. Durante il derby Bari vs Lecce che vale la serie A e al quale la commissaria si trova ad assistere per puro caso, la morte in campo di un giocatore della squadra barese provoca una dolorosa ferita negli animi dei tifosi. Si tratta davvero di un incidente? E se a questo si unisce un’altra morte pseudo accidentale cosa accadrebbe? Il fiuto investigativo di Lolita sente puzza di bruciato e inizia a indagare riuscendo a far venire a galla grandi intrighi internazionali legati al fenomeno del calcioscommesse. Gabriella Genisi in questo quarto volume dedicato all’intraprendente Lolita sceglie di trattare un tema particolarmente importante e, ahimè, dolorosamente complesso. L’opera si configura come un giallo tinto di rosa. Alla Lolita severa e dura, specchio del ruolo che ella ricopre nella società, una donna dal temperamento quasi maschile se non fosse per l’immancabile tacco 12, si alterna una Lolita fragile che versa lacrime amare a causa delle pene d’amore. Lolita governata da Marte e Lolita governata da Venere. Sono proprio questi due aspetti tanto diversi, che riescono a coesistere nella stessa persona e che l’autrice cerca di evidenziare persino in una stessa pagina, a rendere il romanzo diverso dal solito giallo. Il lettore segue le vicende con vivo interesse, resta col fiato sospeso e spera non solo nella buona riuscita dell’indagine poliziesca, ma anche nella “riparazione” del cuore della sfortunata Lolita. L’autrice sceglie una narrazione basata su descrizioni e numerosi dialoghi, servendosi di uno stile semplice, fluido, diretto, ricco di numerose espressioni in dialetto barese e di echi napoletani. Assolutamente originale è l’appendice finale nella quale l’autrice regala ai suoi lettori le “ricette di Lolita”, appendice che permette di rendere la riuscitissima protagonista una persona in carne e ossa, una sorta di amica di famiglia con la passione per la cucina. Un romanzo (letteralmente) da gustare fino all’ultima pagina.
In Gioco pericoloso (Dangerous Game), Lolita assiste alla morte del capitano della squadra di calcio di Bari durante una partita importante. Convinta che sia stato per via di cause naturali, lei, come i suoi compagni baresi (cittadini di Bari), cerca di superare la tragedia. Dopo, Vittorio Lamuraglia, un amico del suo “ex ex “, muore in un incidente sospetto. Quando Lolita scopre che la Procura ha annaspato l’autopsia, dichiara il fallo, avviando pubblicamente un’indagine che la porterà a scoprire inaspettatamente uno scandalo di proporzioni globali, una mossa che le potrebbe costare il suo amante e la sua vita.
Gioco pericoloso è il quarto romanzo della serie di Lolita Lobosco. Sarà cambiata la copertina (le tre copertine precedenti presentavano della frutta), ma la sostanza è la stessa: semplicemente fantastica. I libri di Lolita hanno tutto: mistero, romanticismo, commedia e anche ricette. Ma la cosa migliore della serie è il modo in cui Genisi tesse nella trama osservazioni stimolanti e commenti su situazioni spesso in movimento riguardanti lo stato sociale, economico e politico d’Italia e della sua amata Bari. I suoi lettori sono sempre garantiti non solo una lettura emozionante, ma anche perle preziose sulla vita e sull’amore.
Quarto libro e quarta indagine per il Commissario Lolita Lobosco, questa volta liberamente ispirata allo scandalo del calcioscommesse. Come per i precedenti anche in questo l’indagine è decisamente in secondo piano rispetto alle vicende personali della protagonista anche se, suo malgrado, direttamente coinvolta. La lettura è sempre gradevole ma di certo non raggiunge mai il livello di tensione e di coinvolgimento che ci si aspetta da un giallo/thriller, inoltre i continui riferimenti ad altri famosi personaggi del genere comincia ad essere eccessivo. Continui i rimandi a Montalbano e in più, questa volta, condivide un capitolo con Petra Delicado della Bartlett e Bernardette Bourdet di Carlotto coinvolte loro malgrado nell’indagine che la Lobosco sta seguendo. In coda al libro la solita serie di ricette dei piatti che hanno fatto parte di questa storia. Quattro stelle però proprio molto scarse e solo per buona volontà e perché si legge molto velocemente.
"Gli uomini belli sono scatole vuote, diceva mia nonna Dolò. Prima parlano d'amore e poi ti lasciano. Come nelle canzoni : Lolì non ti fidare, alla nonna. "