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Canale Mussolini #3

La strada del mare (Canale Mussolini Vol. 3)

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Antonio Pennacchi torna con un romanzo intenso ed epico, un nuovo e indimenticabile capitolo della saga della famiglia Peruzzi, in cui racconta gli anni Cinquanta dell'Agro Pontino, del "mondo del Canale Mussolini" e delle donne e degli uomini che lo abitano. E come sempre, nell'opera di Pennacchi, la "piccola" Storia delle famiglie originarie del Veneto, che erano scese nel basso Lazio alla fine degli anni Venti del Novecento per colonizzare le terre bonificate dal regime fascista, e che lì erano diventate una comunità, si intreccia e si mescola con la "grande" Storia italiana e internazionale del dopoguerra. Otello, Manrico, Accio, e tutti i figli e le figlie di Santapace Peruzzi e di "zio Benassi", crescono negli anni del boom economico, mentre Littoria diventa Latina, e si sviluppa, si dirama, si spinge fino al mare, grazie a quella "Strada del mare" per costruire la quale Otello si spezzerà la schiena, che legherà Latina allo scenario splendido e maestoso del Mediterraneo, del lago di Fogliano e del promontorio del Circeo, e che sarà poi percorsa, oltre che dagli abitanti delle paludi pontine, dai grandi nomi della storia italiana e internazionale di quegli anni, tra cui Audrey Hepburn, e John e Jacqueline Kennedy. E così, tra realtà e finzione, sogno e cronaca, seguendo e raccontando lo scorrere degli avvenimenti, Antonio Pennacchi traccia i percorsi dell'anima dei suoi personaggi, e costruisce un grande romanzo corale che unisce, come capita di rado, scorrevolezza e profondità, commozione e divertimento, empatia e gusto intellettuale. La strada del mare è una nuova, imperdibile tappa dell'epica italiana del Novecento, quell'epica che il romanziere di Latina ha saputo raccontare come nessun altro.

505 pages, Kindle Edition

First published September 29, 2020

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97 people want to read

About the author

Antonio Pennacchi

22 books55 followers
Scrittore italiano. Operaio presso l’Alcatel Cavi, si è dedicato alla politica dapprima nelle file del MSI e poi in quelle del Partito Comunista d'Italia marxista-leninista. A cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta ha aderito al PSI, alla CGIL e poi alla UIL. Nel 1983 ha deciso di sospendere l’attività di attivista e di sfruttare un periodo di cassa integrazione per laurearsi in lettere e filosofia, iniziando in seguito la carriera di scrittore.

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1 star
1 (1%)
Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for Simona.
979 reviews229 followers
October 13, 2021
Pennacchi ritorna con un nuovo capitolo della saga della famiglia Peruzzi. Con questo romanzo segue le vicissitudini già cominciate con "Canale Mussolini". La famiglia Peruzzi con i figli Manrico, Otello e Accio, solo per citarne alcuni, è ancora protagonista. Il lettore ritorna, con i protagonisti, negli anni Cinquanta dell'Agro Pontino, durante il periodo del boom economico dove Littonia è l'attuale Latina e lungo quella strada del mare che sarà lo spartiacque della vita di ognuno di loro. Una strada del mare, meta non solo dei personaggi che vi vivono, ma anche dei grandi divi del passato, come la Hepburn o Jacqueline Kennedy. La storia, gli avvenimenti del passato si intrecciano con l'umanità poetica e commovente formando un romanzo corale di grande impatto e verità.
Profile Image for Chiara Manenti.
148 reviews10 followers
December 22, 2020
Mi spiace solo che si debba aspettare un altro libro per sapere cosa è successo a Manrico.
Per il resto godibilissimo, sospeso tra il reale e il surreale e con una lingua fantastica.
50 reviews
June 14, 2023
Interessantissima testimonianza su vent'anni di Latina e dell'Agro Pontino, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale all'assassinio di Kennedy.
La narrazione, divertentissima tra ironia ed uso del dialetto Veneto, è frutto di una lodevole ricerca storiografica, che permette a Pennacchi di interconnettere la famiglia Peruzzi/Benassi, il territorio, e i grandi eventi della Storia (come l'invasione dell'Ungheria da parte dell'URSS nel 1956, e la morte di JFK).
Libro che si può comprendere anche senza aver letto i precedenti della serie.
12 reviews
July 18, 2021
Da ammirare la ricerca storica che c'è dietro a questo libro. Tuttavia è l'unica nota positiva di questo racconto, che tale rimane, poiché privo di una vera e propria trama. È la storia di una famiglia, che peraltro non ha un finale. Difficile da leggere se non si è padroni del dialetto veneto, ripetitivo e noioso. La componente surreale inserita nell'ultima parte non fa che renderne ancor più incomprensibile il senso.
Profile Image for Chiara.
562 reviews26 followers
August 3, 2021
Terzo capitolo della saga ambientata nell'Agro Pontino che narra le avventure della famiglia Peruzzi. Venuti giù dall'Altitalia ai tempi della bonifica che ha portato alla creazione del Canale Mussolini ora i figli e nipoti sono ormai laziali e la cadenza veneta si perde in quella laziale, appunto. La storia narrata è quella dell'Italia nel dopo guerra ed in particolare negli anni cinquanta e sessanta e il boom economico.

Se nei primi due libri il podere era il centro focale della storia adesso è la casa cittadina di Santapace Peruzzi e dello zio Benassi ad essere protagonista insieme ai figli maschi della coppia. Raccontando l'infanzia e gioventù di Otello, Manrico e Accio il loro cugino prete racconta la storia dell'Italia e anche un pò del mondo in ripresa dopo la seconda guerra mondiale.

Come abbiamo imparato nei primi due libri la storia di questa numerosa e strampalata famiglia è il pretesto per raccontare una zona d'Italia importante e rappresentativa di tutta l'Italia. Gli avvenimenti della Storia studiata sui libri s'intersecano con la vita di tutti i giorni. L'invasine sovietica dell'Ungheria "distoglie" la maestra di Accio dal chiedergli conto della firma materna su una nota; l'esito delle elezioni è fortemente influenzato dagli umori e sentimenti, delle volte anche passeggeri del popolo della bonifica.

Tutte le vicende si svolgono nell'Agro Pontino e la costruzione della nuova strada del mare svolge un ruolo fondamentale nei destini non solo della famiglia Peruzzi/Benassi ma anche in quella degli Stati Uniti e di Miami beach!

In questo libro in particolare ho ritrovato dei rimandi a racconti ed esperienze anche dei miei genitori perchè i ragazzi sono poco più grandi o coetanei dei miei che ricordano "dal vivo" alcuni episodi storici come la corsa alla conquista dello spazio, l'invasione dell'Ungheria da parte dei tedeschi, la visita di JFK a Napoli, etc. E poi anche l'inizio della scuola al primo di ottobre o i giornaletti dell'epoca come l'Intrepido.

Ho trovato spassosa l'ultima parte dove Jackie Kennedy e Audrey Hepburn parlano in veneto e si innamorano del litorale laziale (e non solo del litorale), le digressioni e il racconto di pezzi di storia fondamentale per l'Italia e i cambiamenti avvenuti in quei tempi che hanno avuto effetti anche oggi. Il misto tra realtà e fantasia non disturba e anzi conferisce fascino ad eventi che potrebbero essere solo delle cronache sterili. Molti aspetti della storia del secondo dopoguerra non mi erano noti nel dettaglio per cui è stata una piacevole scoperta; ad esempio le crisi cubane, gli avvicendamenti politici in Italia e l'apertura verso i socialisti da parte della DC.

Nota curiosa: Il libro si apre con una notizia che poi non verrà più ripresa nel libro come se ci debba essere un'altra parte. Ai coniugi Benassi viene comunicata la morte del figlio Manrico, l'autore non ci dice l'anno perchè poi parte a raccontare l'infanzia e prima adolescenza dei giovani Benassi. Credo che piano piano ci stiamo avvicinando alla storia narrata nel Fasciocomunista che ancora non ho letto ma che ha portato al film Mio fratello è figlio unico di Lucchetti.

Libro consigliato a chi vuole una saga familiare inconsueta e a chi piace sapere qualcosa di più sugli aspetti meno noti (o meno studiati) della storia d'Italia. Non consigliato a chi non riesce a seguire diversi salti temporali e spaziali.

"Chiunque emigra pur volontariamente-esattamente come noi tanti anni fa dall'Altitalia- lo fa costretto, poiché se stava bene a casa sua ci restava".

"Ognuno ga le so razon"

"Inpara ben a lèzare e scrìvare, toso! No star desmentegarte gninte e così, se Dio vorà, tea scrivarià ti, la istoria de nantri".
10 reviews
November 2, 2020
La provincia italiana che più ha incarnato il mito della frontiera ("L'Agro Pontino pareva il Texas") diventa protagonista della "nuova frontiera" kennedyana in un continuo gioco di rimandi tra speranze e delusioni che raccontano un'epoca irripetibile e ormai entrata nel mito.
(Disclaimer: non mi è possibile essere obiettivo quando si parla di Pennacchi)
Profile Image for Gil Jourdan.
55 reviews6 followers
February 4, 2023
Pennacchi ha detto più e più volte che a lui scrivere non piaceva, che sentiva il dovere di raccontare la storia della famiglia, di rievocare tutti i fantasmi che dalla bassissima Pianura Padana sono arrivati in Agro Pontino per coltivare la nuova terra bonificata da Mussolini, ma che lo faceva con grande sforzo, a volte perfino piangendo. Non ho motivo per non crederci, anche perchè per me in "Canale Mussolini" per me quella sofferenza si vede benissimo ed è forse la cosa migliore di tutto quel romanzo.
Se mai, i problemi sono per i due seguiti: "Canale Mussolini. Parte seconda" e questo "La strada del mare", anche se sono difficili da definire. In tutti e tre i romanzi le vicende storiche dell'Italia fascista e repubblicana si intrecciano con la famiglia Peruzzi, ma con diversi gradi di priorità. La mia impressione è che in "Canale Mussolini" tutto fosse funzionale alla storia famigliare, che era quanto poi aveva (purtroppo per lui, verrebbe da dire) da raccontare Pennacchi, nella "Parte seconda" le vicende quasi si perdevano nelle interminabili digressioni in cui il narratore muove i Roosevelt, i De Gasperi e i Togliatti come fossero burattini che parlano in veneto.
In "La strada del mare" siamo un po' a una via di mezzo. La storia di Otello, Accio e degli altri fratelli e sorelle Benassi, della loro infanzia e del rapporto con la madre (una zia Santapace che nulla ha a che fare col nome che le hanno dato) a volte sono un pugno allo stomaco, in cui è rintracciabile quella necessità, quella missione che Pennacchi sentiva. E sono le pagine migliori, in cui il narratore (uno dei tanti cugini, quello finito prete e il perchè lo trovate in "Canale Mussolini") quasi si confonde con l'autore e con i suoi personaggi, prendendone anche le parti.
Come gli altri due, "La strada del mare" non sa di romanzo costruito a tavolino. Sa di racconto di una vicenda famigliare in cui si può saltare da palo in frasca, e perfino chiudere senza aver chiarito pure un fatto clamoroso della trama, ma comunque in modo sentito, senza bugie per accattivarsi il pubblico. Le parti storiche che inevitabilmente si intrecciano (compreso l'ultima lunghissima digressione su Kennedy) quelle invece sanno più di maniera, di un autore che cercava una via più facile per arrivare a una conclusione.
Le prime 100, 120 pagine sono splendide. Poi, anche Pennacchi avrà voluto soffrire un po' meno e non penso gliene si debba fare una colpa.
Profile Image for Andrea Muraro.
765 reviews8 followers
March 13, 2021
"[...] è la strada del mare - secondo me - che ha portato a Latina il boom e il benessere. E' lì che abbiamo svoltato."

Antonio Pennacchi ha fatto centro ancora una volta! "La strada del mare" è un romanzo avvincente, coinvolgente e soprattutto divertente. Ricominciare ad ascoltare il filò della famiglia Peruzzi è stato come tornare nel podere 517 a vivere una storia d'altri tempi che però è sempre la nostra storia, perché l'Italia in fondo in fondo non è cambiata, così come la famiglia Peruzzi, passate le generazioni, rimane sempre quel crogiolo di furbizia e intelligenza, di rabbia repressa ed estro, di introversione e di creatività, di madri dolci (anche se un po' manesche) e padri burberi (anche se teneri). E sullo sfondo sempre Littoria (pardon Latina) e l'Agro Pontino: la città e il suo territorio sono sempre protagonisti muti e difficilmente li possiamo considerare solo uno sfondo, perché hanno un loro spirito, una loro vita al di là dell'uomo e una loro influenza pesante sulle vicende dei Peruzzi e dei loro amici. Così Otello diventa l'eroe della costruenda strada del mare, Manrico ha una presunta avventura sulle dune e pure i VIP che arrivano si sentono ammaliati dal paesaggio tra il Canale Mussolini e Sabaudia. E poi ci sono sempre i fantasmi...
Ho riso molto. Non solo per le espressioni dialettali (stavolta anche romanesche) che Pennacchi sa usare al momento giusto, ma anche per le situazioni incredibili che i protagonisti vivono, ma che sono del tutto plausibili nel contesto della vicenda. Così il terzo filò della famiglia Peruzzi è godibile come gli altri, anzi ha qualcosa in più perché il cambio generazionale sta portando in dote alla narrazione nuovi caratteri e nuove avventure.
Profile Image for Chiscrive.
67 reviews
April 23, 2021
Continua il racconto di Pennacchi sulle terre dell'Agro Pontino ed in particolare di Littoria, pardon Latina, come dice il narratore.
Un'epopea familiare molto dettagliata che ci ha portato a conoscere tutti i componenti delle famiglie Peruzzi e Benassi.

Questo libro andrebbe letto dopo Canale Mussolini e Canale Mussolini parte seconda, per seguire con ordine tutta la saga familiare e l’evoluzione della società italiana.

Nel racconto siamo arrivati agli anni ’50, le famiglie sono in cerca di benessere per dimenticare la guerra ancora vivida nei pensieri e istruzione per i propri figli.

Ad un certo punto il racconto lascia le famiglie Peruzzi e Benassi e si concentra su John Fitzgerald Kennedy e partendo da una reale visita in Europa ed in Italia ed un ipotetico passaggio a Littoria ora Latina per mantenere una promessa fatta alla moglie Jacqueline si addentra su un’ipotesi tutta nuova sull’assassinio del Presidente USA. Una disgressione che risulta comunque interessante e ben legata al resto del racconto.

Anche se molto prolisso trovo il racconto godibile e ben ancorato a storia e geografia conosciuta e perciò si aggiunge il piacere di scoprire aneddoti molto curiosi.

Leggi la mia recensione completa a questo link: https://www.chiscrive.eu/la-strada-de...
Profile Image for Michele.
6 reviews
April 29, 2021
Ammiro molto l’amore viscerale di Pennacchi per la sua terra e lo stile frizzante e divertito di “Canale Mussolini. Questo libro però prosegue la rotta di “Canale Mussolini parte seconda”: descrizioni interminabili e noiose ed una trama che salta di palo in frasca senza alcuna direzione comprensibile. Ad appesantire il tutto, la narrazione del protagonista, infarcita di citazioni dialettali, di interminabili ripetizioni (“Latina, non più Littoria” ripetuto allo sfinimento) e di un noioso confronto con un fantomatico interlocutore bastian contrario.
Anche la rivisitazione in chiave dialettale e popolana di diversi eventi storici del novecento è poco interessante.
La trama resta incompiuta, ma si tratta di una scelta voluta (il capitolo successivo è “Il Fasciocomunista”, cronologicamente anteriore).
In sostanza, un libro che ho fatto davvero fatica a finire di leggere, nella speranza che fosse proprio l’ultimo della saga dei Peruzzi.
38 reviews2 followers
February 13, 2021
Pennacchi non si smentisce mai. La sua scrittura è veramente sopraffina, il racconto fluido e coinvolgente. La storia e la finzione si amalgamano perfettamente, i va e vieni nel tempo non confondono il lettore, perché è tutto chiarissimo. Ci sono anche molti episodi divertenti e trovate davvero originali, come per esempio, i Kennedy e Audrey Hepburn che parlano in dialetto veneto. Improbabile, ma esilarante. I personaggi sono molto ben delineati e prendono profondità a mano a mano che si prosegue nel racconto.
Profile Image for Antonio Parrilla.
747 reviews29 followers
January 1, 2021
Quello di Pennacchi è un progetto interessante, comune a tanti grandissimi (Morante su tutti) che hanno raccontato le storie della vita di tutti i giorni per legarle alla Storia con la S maiuscola.
A mio avviso in questo lavoro si nota una sorta di forzatura, che rende meno fluido il racconto e impone al lettore la consapevolezza del legame tra il micro e il macro: in Canale Mussolini questa consapevolezza agiva dietro le quinte, senza disturbare.
Tre stelle, ma va letto.
Profile Image for Frabe.
1,202 reviews57 followers
April 13, 2021
Questa terza puntata della "Saga dei Peruzzi" dopo "Canale Mussolini (per me 5 stelle) e "Canale Mussolini. Parte seconda" (4 stelle) mi è risultata pesante (ergo: 3 stelle) soprattutto per i continui salti temporali e le brusche variazioni di scenario; ho trovato Pennacchi "eccessivo", questa volta, anche in termini di libertà espressive, invenzioni - a tratti davvero iperboliche - e lungaggine - quasi 500 pagine, fitte... troppe.
35 reviews1 follower
January 6, 2021
Bella immersione nell'Italia che fu, con interessanti considerazioni sui meccanismi che regolano la politica. Personalmente non mi ha fatto impazzire la parte dell'epopea kennediana ma, tutto sommato, un libro che consiglierei ad altri lettori
Profile Image for Martin Schmurr.
66 reviews
April 17, 2021
In questo volume della "Saga Peruzzi" c'è più Storia, troppa, penso: dettagli sugli sportivi del 1956 e sulla politica degli USA degli anni 60 non servono. Comunque divertente come gli altri volumi.
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