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Il vecchio lottatore e altri racconti postemingueiani
Questa raccolta di racconti, che si confronta fin dal sottotitolo con uno dei grandi interpreti della letteratura del Novecento, lega con un fil rouge i grandi temi di Hemingway e quelli di Franchini: la sopravvivenza dell’uomo davanti alla sconfitta, la lotta tra l’uomo e la natura, la sfida contro se stessi, la pesca, la resistenza dell’uomo contro la vecchiaia. Un progetto maestoso, la cui ambizione non viene meno, pagina dopo pagina, ma anzi decostruisce e ricostruisce l’immaginario letterario hemingueiano, fino a creare una lingua sinfonica, a volte corale, a volte intima, che cambia di continuo i punti di vista e finisce per formare il grande romanzo contemporaneo dell’uomo che lotta contro le proprie debolezze.
253 pages, Paperback
First published September 1, 2020
About the author
Antonio Franchini
32 books22 followersAntonio Franchini è nato a Napoli nel 1958. Ha esordito nel 1991 con Camerati. Quattro novelle sul diventare grandi. Del 1996 è Quando scriviamo da giovani, ripubblicato da Avagliano nel 2003. Con Marsilio ha pubblicato Quando vi ucciderete, maestro? (1996), Acqua, sudore, ghiaccio (1998), L’abusivo (2001), Cronaca della fine (2003), Signore delle lacrime (2010), Memorie di un venditore di libri (2011). Per Mondadori è uscito Gladiatori (2005), per Gallucci il libro per bambini La principessa, la scimmia e l’elefante (2009). Nel 2020 per NNEditore ha pubblicato Il vecchio lottatore. Vive a Milano e lavora nell’editoria.
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Community Reviews
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
July 22, 2021
A un aficionado, que Diós te conserve esta ilusión
Il sottotitolo “altri racconti postemingueiani” mi aveva calamitato, uno dei mie contatti con il suo commento mi ha spinto a fidarmi
https://www.anobii.com/books/Il_vecch...
La seconda parte della dedica inziale mi ha spostato dentro i racconti come se li avesse scritti un amico e me ne avesse dedicato almeno uno
… e per chi vive da sempre con una consapevolezza acuta, una nostalgia preventiva, come vedesse prossima la fine del suo mondo
Sfido chiunque a non immedesimarsi in “Leonardiadi” ricordando dei propri figli alle scuole elementari. Un racconto fluido e nostalgico, chi legge in digitale premerà spesso il dito per sottolineare, o almeno, a me è successo. In un primo momento ho pensato che Franchini fosse un coetaneo, aveva notato cose che avevo notato anch’io ed era stato più bravo a spiegarle. In seguito ho pensato che quello dei figli alle elementari avrebbe potuto essere un ricordo, aveva una lucidità che sembrava figlia della maggiore esperienza. I due racconti successivi non mi sono piaciuti altrettanto, l’ombra di Hem ha comunque davvero iniziato ad agitarsi: sono comparsi torrenti, trote, marlin (“Un marlin imbalsamato” sembra il resoconto mascherato di un viaggio a Cuba) finché in “Racconto di un afecionado” Ernesto si è preso completamente la scena: riferimenti a Morte nel pomeriggio, a Fiesta, ad Un’estate pericolosa. Più avanti è ricomparso con la citazione di alcuni dei suoi racconti e di uno dei suoi insegnamenti:
Sapeva che a certe domande non bisogna dare risposta e certi misteri non vanno spiegati o tutto svanisce
Non so spiegare perché leggere di corride e toreri mi piaccia e invece leggere di fiumi e discese in canoa mi annoi. E’ probabile che le rapide siano una delle passioni di Franchini, il racconto che dedica a due amici scomparsi è alternato alla cronaca di una discesa impegnativa.
Il racconto più lungo, che dà anche il titolo alla raccolta, parla della lotta agonistica quale risposta negativa o affermativa al proprio modo di essere. Come negli altri racconti Franchini si confronta a viso aperto con l’invecchiamento e la morte. Non è il racconto che ho preferito, in materia di lottatori ce n’è uno di Jack London -A Piece of Steak- che è una vera chicca (è dentro questa raccolta)
https://www.anobii.com/books/La_sfida...
Mi sono segnato:
Aaron Hotchner, che era amico di Hemingway e ha pubblicato su di lui un libro di memorie bello quasi quanto un suo romanzo
Colonna sonora
Imagination - Just An Illusion
https://www.youtube.com/watch?v=uY4cV...
Il sottotitolo “altri racconti postemingueiani” mi aveva calamitato, uno dei mie contatti con il suo commento mi ha spinto a fidarmi
https://www.anobii.com/books/Il_vecch...
La seconda parte della dedica inziale mi ha spostato dentro i racconti come se li avesse scritti un amico e me ne avesse dedicato almeno uno
… e per chi vive da sempre con una consapevolezza acuta, una nostalgia preventiva, come vedesse prossima la fine del suo mondo
Sfido chiunque a non immedesimarsi in “Leonardiadi” ricordando dei propri figli alle scuole elementari. Un racconto fluido e nostalgico, chi legge in digitale premerà spesso il dito per sottolineare, o almeno, a me è successo. In un primo momento ho pensato che Franchini fosse un coetaneo, aveva notato cose che avevo notato anch’io ed era stato più bravo a spiegarle. In seguito ho pensato che quello dei figli alle elementari avrebbe potuto essere un ricordo, aveva una lucidità che sembrava figlia della maggiore esperienza. I due racconti successivi non mi sono piaciuti altrettanto, l’ombra di Hem ha comunque davvero iniziato ad agitarsi: sono comparsi torrenti, trote, marlin (“Un marlin imbalsamato” sembra il resoconto mascherato di un viaggio a Cuba) finché in “Racconto di un afecionado” Ernesto si è preso completamente la scena: riferimenti a Morte nel pomeriggio, a Fiesta, ad Un’estate pericolosa. Più avanti è ricomparso con la citazione di alcuni dei suoi racconti e di uno dei suoi insegnamenti:
Sapeva che a certe domande non bisogna dare risposta e certi misteri non vanno spiegati o tutto svanisce
Non so spiegare perché leggere di corride e toreri mi piaccia e invece leggere di fiumi e discese in canoa mi annoi. E’ probabile che le rapide siano una delle passioni di Franchini, il racconto che dedica a due amici scomparsi è alternato alla cronaca di una discesa impegnativa.
Il racconto più lungo, che dà anche il titolo alla raccolta, parla della lotta agonistica quale risposta negativa o affermativa al proprio modo di essere. Come negli altri racconti Franchini si confronta a viso aperto con l’invecchiamento e la morte. Non è il racconto che ho preferito, in materia di lottatori ce n’è uno di Jack London -A Piece of Steak- che è una vera chicca (è dentro questa raccolta)
https://www.anobii.com/books/La_sfida...
Mi sono segnato:
Aaron Hotchner, che era amico di Hemingway e ha pubblicato su di lui un libro di memorie bello quasi quanto un suo romanzo
Colonna sonora
Imagination - Just An Illusion
https://www.youtube.com/watch?v=uY4cV...
November 13, 2022
“Avevo ambito anch’io a una natura minerale, non bruta ma gentile, levigata, e il ciottolo di fiume mi sembrava questo, una pietra, ma reattiva, sensibile, smussata dai flutti, una durezza rotonda che avrebbe avuto bisogno di tempo per formarsi, quel tempo che era mancato ai ragazzi morti in guerra, da quelle parti, su quelle rocce bianche come marmo pestato.”
[Gli ultimi due italiani di Caporetto]
“Averle discese cento volte e non riconoscerle, questo può succedere alle rapide del fiume, per questo non si smette mai di percorrerle, creature vive dall’identità mutevole.”
[Grande fiume dai due cuori]
“I ragazzi possono essere forti, ma c’è una forza nei vecchi, quando c’è, che ai giovani non appartiene. È una forza pesante, un aggravio sedimentato negli anni e nelle amarezze, un’energia residua e cocciuta che si concentra in basso, da dove è quasi impossibile rimuoverla.”
“Uno dei prodigi del combattimento è questo: cambia l’avversario e devi cambiare anche tu, diventare un altro, essere chi non saresti.”
“Tu vuoi farmi paura? È me che volevi? Eccomi, sono qua.”
[Il vecchio lottatore]
[Gli ultimi due italiani di Caporetto]
“Averle discese cento volte e non riconoscerle, questo può succedere alle rapide del fiume, per questo non si smette mai di percorrerle, creature vive dall’identità mutevole.”
[Grande fiume dai due cuori]
“I ragazzi possono essere forti, ma c’è una forza nei vecchi, quando c’è, che ai giovani non appartiene. È una forza pesante, un aggravio sedimentato negli anni e nelle amarezze, un’energia residua e cocciuta che si concentra in basso, da dove è quasi impossibile rimuoverla.”
“Uno dei prodigi del combattimento è questo: cambia l’avversario e devi cambiare anche tu, diventare un altro, essere chi non saresti.”
“Tu vuoi farmi paura? È me che volevi? Eccomi, sono qua.”
[Il vecchio lottatore]
November 1, 2020
La mia recensione su «MINIMA ET MORALIA»:
http://www.minimaetmoralia.it/wp/vecc...
«Antonio Franchini non ha mai nascosto la passione per la lotta e le arti marziali, le quali trovano ampio spazio anche nei suoi libri. Anche quando non ha parlato di combattimento in modo diretto, lo scrittore e editor napoletano (ormai milanese d’adozione) ha portato alla luce nella sua narrativa un corpo a corpo con la vita e col mondo intero: nell’Abusivo (2001) e in Cronaca della fine (2003), per esempio, si è confrontato rispettivamente con Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalle mafie a soli ventisei anni nonché suo conoscente, e con Dante Virgili, controverso e misterioso autore della Distruzione (1970), una persona col quale lui ebbe a che fare nelle vesti di curatore editoriale – e non solo. Tutti e due, in modo se vogliamo opposto, contribuiscono a popolare l’universo franchiniano, fatto di personaggi solitari e ostinati, sempre e comunque combattenti, spesso perdenti.
Per quanto riguarda il ring, il tatami, i pugni e i calci, il pensiero va ai lottatori ritratti in Gladiatori (2005) in collaborazione col fotografo Piero Pompili e a quelli di Quando vi ucciderete, maestro? (1996), dove fanno la loro comparsa anche Mishima e, appunto, Ernest Hemingway.
Non stupisce dunque l’uscita del Vecchio lottatore (NN, 2020), dove la dichiarazione d’intenti risiede nel sottotitolo: e altri racconti postemingueiani.»
http://www.minimaetmoralia.it/wp/vecc...
«Antonio Franchini non ha mai nascosto la passione per la lotta e le arti marziali, le quali trovano ampio spazio anche nei suoi libri. Anche quando non ha parlato di combattimento in modo diretto, lo scrittore e editor napoletano (ormai milanese d’adozione) ha portato alla luce nella sua narrativa un corpo a corpo con la vita e col mondo intero: nell’Abusivo (2001) e in Cronaca della fine (2003), per esempio, si è confrontato rispettivamente con Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalle mafie a soli ventisei anni nonché suo conoscente, e con Dante Virgili, controverso e misterioso autore della Distruzione (1970), una persona col quale lui ebbe a che fare nelle vesti di curatore editoriale – e non solo. Tutti e due, in modo se vogliamo opposto, contribuiscono a popolare l’universo franchiniano, fatto di personaggi solitari e ostinati, sempre e comunque combattenti, spesso perdenti.
Per quanto riguarda il ring, il tatami, i pugni e i calci, il pensiero va ai lottatori ritratti in Gladiatori (2005) in collaborazione col fotografo Piero Pompili e a quelli di Quando vi ucciderete, maestro? (1996), dove fanno la loro comparsa anche Mishima e, appunto, Ernest Hemingway.
Non stupisce dunque l’uscita del Vecchio lottatore (NN, 2020), dove la dichiarazione d’intenti risiede nel sottotitolo: e altri racconti postemingueiani.»
October 24, 2023
⭐️⭐️⭐️1/2
October 2, 2021
Per me Franchini resta un grande scrittore i cui libri dovrebbero essere sugli scaffali di ogni uomo adulto.
L’eleganza della scrittura, la convincente tra corpo e mente ne fanno una lettura che nutre la crescita della consapevolezza di ogni uomo
L’eleganza della scrittura, la convincente tra corpo e mente ne fanno una lettura che nutre la crescita della consapevolezza di ogni uomo
May 26, 2022
Una narrazione in cui la "visione da fuori" è molto più potente degli elementi strettamente narrativi: le trame dei vari racconti sono esigue o pressoché inesistenti, si tratta più che altro di eventi che suggeriscono riflessioni, fortemente incentrate sul passare del tempo e la sua percezione, l'idea della re-visione della vita (propria e altrui) da un'ottica quasi già affondata in un dopo che è quello della morte, il che significa costruire una narrazione su ciò che per definizione non può essere narrato. Gli omaggi e i riferimenti a Hemingway restano più detti che non "agiti" a livello stilistico: di fatto i dialoghi non sovrastano la riflessione, e il periodare è fintamente asciutto. Esemplare l'ultimo racconto, in cui la vera protagonista è la lotta fra corpo e mente, incarnata molto bene anche nella scrittura che oscilla fra l'alto di certe riflessioni filosofiche e il basso dei dialoghi realistici senza congiuntivo. In definitiva, una bella raccolta, da leggere e sottolineare generosamente.
April 29, 2026
Qualcosa meno.
Displaying 1 - 7 of 7 reviews







