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Sistemi cognitivi complessi di psicoterapia

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Quali collegamenti esistono tra le modalità di sviluppo e le caratteristiche di personalità che contraddistinguono una persona adulta? Cosa rende alcuni individui più vulnerabili rispetto ad altri di fronte a determinati avvenimenti? Come si possono esplorare gli elementi più basilari della personalità che, se non considerati, tendono a provocare nuovi scompensi? Quali sono gli obiettivi di una psicoterapia e in base a quali presupposti teorici si procede nella relazione terapeutica? Quale tipo di cambiamento si può verificare nel corso di una psicoterapia? Affrontati secondo un approccio cognitivo-strutturalista, questi argomenti sono trattati prendendo in considerazione le teorie di più autori che, nell'ambito di scienze diverse (dalla fisiologia alla fisica, dall'epistemologia alla psicologia, dalla sociologia all'etologia), hanno condotto ricerche e sviluppato osservazioni che sembrano avere interessanti punti di contatto. Ne deriva la proposta di un modello della conoscenza umana e dell'intervento psicoterapeutico secondo un'"epistemologia della complessità": l'attività cognitiva risulta cioè dall'interazione di più componenti che si autosviluppano in un ecosistema con cui entrano in rapporto di reciprocità, componenti che non hanno una meta prefissata e il cui insieme esprime più della somma delle singole parti.

184 pages, Paperback

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November 18, 2020
Questo libro, la cui prima edizione è del 1986, si innesta in un periodo in cui le terapie cognitive sia di Beck, che di Ellis e proto-cognitivo-comportamentali come la Stress Inoculation di Meichenbaum si andavano affermando e la psicanalisi non era più l'unica alternativa possibile.
Reda scrive sulla scia del lavoro di Liotti e Guidano, due psichiatri romani, interessati a trascendere i confini allora percepiti delle terapie cognitive razionalistiche. In questo senso il libro si rivela una buona introduzione alla psicoterapia strutturalista (Liotti) e poi quella che diventerà, prendendo una strada diversa, postrazionalista (Guidano).
Focale per la teoria è l'interazione tra l'esperienza immediata, ovvero i meccanismi di feedback dell'esperienza, e la narrazione di ciò che avviene che contiene conoscenza del passato e previsione del futuro, ovvero i meccanismi di feedforward. In altri termini si potrebbe dire che alla psicoterapia strutturalista interessa l'embricarsi dell'esperienza attuale con lo stile in cui gli oggetti d'esperienza vengono ad ordinarsi in quello che poi diventerà un flusso di significato e che darà un senso unitario e continuo all'identità personale.
Vengono dunque descritte in modo sommario le quattro (cinque - se consideriamo quella psicotica) organizzazioni di significato personale, il cuore del sistema e vengono poi date indicazioni, purtroppo poche, per quanto riguarda la psicoterapia e la relazione terapeutica.
Il modello è presentato come esplicativo, ma, dal mio punto di vista, demanda all'esposizione alla consapevolezza del proprio stile di funzionamento come se questo bastasse a ristabilire il normale funzionamento tra esperienza immediata e narrazione. L'impressione è dunque che la teoria voglia essere complementare ed integrarsi alle tecniche della terapia cognitiva, seppur lo stile relazionale del terapeuta deve essere improntato in modo sostanzialmente diverso, di "base sicura" o "perturbatore" e il significato del sintomo, non meramente incidentale o qualcosa da eliminare, così come anche la storia dello sviluppo, hanno un ruolo di primo piano.
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