Fabio Bonifacci è al suo primo romanzo ma con la narrazione non è certo alle prime armi: è uno sceneggiatore che ha scritto film di successo tra i quali: ‘Benvenuto Presidente’, ‘Bianca come il latte, rossa come il sangue’ e ‘Mio fratello rincorre i dinosauri’. Come se non bastasse è anche autore di un fondamentale corso sulle tecniche di narrazione che si può scaricare gratuitamente (!) dal suo sito.
Questo romanzo narra, con una voce che si fa a tratti ironica e a tratti commossa, la storia di un gruppo liceali diciassettenni esplorando i loro rapporti, i loro segreti e le loro contraddizioni. Al centro Lele, figlio di un idraulico e una edicolante, e Serena, figlia del futuro sindaco della città (una città mai nominata che somiglia molto a Bologna), tutt’intorno: i problemi dell’adolescenza, la paura d’essere inadeguati, la discoteca, l’Mdma, il sesso, l’amore, l’alcool, le vite complicate dei genitori e, al culmine della vicenda, una morte per droga. E in un ambiente in cui tutti hanno segreti da confessare, alla morte inattesa seguirà un ‘giro della verità’: una catena di confessioni che metteranno a nudo ognuno dei protagonisti contribuendo a sanare situazioni giunte al limite della rottura, o a distruggere quelle basate sulla menzogna. Un giro di verità che coinvolgerà anche Lele e Serena, messi di fronte a scelte difficili che tracceranno la rotta del loro futuro.
In breve: 400 pagine che si leggono senza saltare una parola anche quando il desiderio di sapere ‘come continua’ si fa urgenza. Letto la prima volta in meno di 24 ore! E poi riletto subito. Da applausi.