Se esistesse una mappa cartesiana della fantascienza, il movimento solarpunk si troverebbe probabilmente all’estremo opposto del distopico. È un tentativo di rispondere alla domanda “che aspetto ha una civiltà sostenibile e come possiamo arrivarci?” Il solarpunk può essere utopico, ottimista o interessato alla lotta per un mondo migliore, mai distopico. Il nostro mondo arrostisce a fuoco lento, abbiamo bisogno di soluzioni, non solo di avvertimenti. Il solarpunk è allo stesso tempo una visione del futuro, una provocazione ponderata, un modo di vivere e una serie di proposte realizzabili per arrivarci; è una visione di futuro che incarna il meglio di ciò che l’umanità può raggiungere: un mondo post-scarsità, post-gerarchia, post-capitalismo in cui l’umanità vede se stessa come parte della natura e l’energia pulita sostituisce i combustibili fossili.
Assalto al sole ha chiamato undici tra i migliori autori italiani di fantascienza a rispondere a questa sfida.
Franco Ricciardiello è uno scrittore italiano. Negli anni ottanta, periodo del boom della microeditoria amatoriale di fantascienza, incontra Gian Piero Prassi ed entra a far parte della redazione di una delle più diffuse fanzine italiane: The Dark Side. Nel 1987 pubblica il suo primo romanzo di fanta-archeologia, La rocca dei celti. Nel 1998 vince la IX edizione del Premio Urania con il suo secondo romanzo Ai margini del caos. Nel 2017 appare la sua prima opera non di fiction, Storie di Parigi.
Chi pensa che i racconti Solarpunk spieghino come installare i pannelli solari sul tetto di casa, leggendo questa raccolta, la prima di soli autori italiani, si ricredera'. Undici scrittori (6 uomini e 5 donne) hanno raccolto la sfida d'immaginare un futuro migliore, sostenibile, lontano dai paradigmi distopici che negativizzano il panorama fantascientifico. Il risultato e' un caleidoscopio di temi e di stili impossibile da condensare. Ci provo comunque: una ragazza che affronta un viaggio lunghissimo in bicicletta, in un'Europa irriconoscibile, per ricongiungersi all'amato; un ribelle che nasconde i suoi tentativi di costruirsi una macchina a benzina; una prova d'iniziazione nello spazio; la semina di una casa; una ragazza depressa in riva a un lago fiorito e tempestoso (bellissimo); nanotecnologie + rete + brevetti + democrazia; la lotta di una citta' e la sua banlieue; in Antartide l'anarchia contro la democrazia "perfetta"; case albero vive in Africa; il destino di una scienziata e le sue memorie per ispirare future generazioni di ribelli. Come direbbero Carducci e Fambrini, un caos fertile. Le coordinate (ma anche no, il Solarpunk e' lotta, e' liberta') per scrivere altre pagine immaginando il futuro che vorremmo.
Purtroppo la qualità dei racconti è piuttosto altalenante, alcuni non si capisce veramente che posizione vogliano prendere e sembrano essere farciti di solarpunk giusto per stare in questa antologia, tolto quello non avrebbero nulla di interessante Rimane però un ottimo libro per iniziare a ragionare sul solarpunk e su cosa e come potrebbe essere un futuro sostenibile Carino da leggere, sicuramente non imperdibile
La prima antologia solarpunk porta al pubblico non solo le idee di un movimento innovativo, ma anche un gruppo di autori, molti già noti, che conferma la maturità e originalità della fantascienza italiana. Apre l’antologia il veterano Franco Ricciardiello: il suo racconto, uno dei più lunghi della raccolta, riesce a unire una delicata storia di adolescenti all’ampia descrizione di un’idea di futuro (viaggi e trasporti nell’Europa verde di domani, partendo dalla sua amata Venezia). La positività del solarpunk, che vuole contrapporsi a un genere distopico che ormai costituisce una conformistica accettazione degli squilibri della nostra società, non esclude conflitti e narrazioni tese; ne è un bell’esempio “Nero assoluto” di Romina Braggion, dove sul lago Maggiore, in una comunità di pescatori del prossimo futuro, una donna impara a fare i conti con i propri fantasmi interiori un giorno alla volta, al tempo stesso realizzandosi come “olfattrice”.. La misura del racconto, poco amata da una parte dei lettori perché non permette un ampio intreccio, è però molto adatta a esporre idee e personaggi: “schegge di futuro” insomma. Franci Conforti ancora una volta ci insegna che anche dagli ambienti apparentemente più disperati possiamo scoprire risorse inattese: il suo “Giochi di luce” unisce un’interessante architettura del futuro all’incontro tra cultura europea e la sottovalutata e bistrattata cultura africana. Lo stesso nella “Semina” di Serena Barbacetto, che mi sarebbe piaciuto vedere ampliato. Lukha Kremo ci ricorda in “Solar storm” che anche la società più perfetta avrà dei dissidenti da gestire in qualche modo. E cito solo alcuni dei numerosi racconti brevi, tutti stimolanti. Si chiude in bellezza con “Il libro di Flora” di Giulia Abbate, il racconto di più ampio respiro, che unisce l’evocazione di un’Italia futura ricaduta a uno stato feudale (nonostante uno spazioporto a Taranto-Grottaglie), a un intrigo spionistico, ma soprattutto a un progetto di rinascita umana, che passi attraverso la “viriditas” femminile: progetto arricchito dalla formazione storico-letteraria dell’autrice. PS: ogni paradiso ha un diavolo nascosto, e tra gli scrittori convocati non poteva essere che Davide Del Popolo Riolo a lasciarci, nella “Nuova legge”, un beffardo ritratto di bastiancontrario in questo Mondo Nuovo!
In generale i racconti sono carini. Il problema è che sono carini, nulla di più. Non ci sono elementi epici che rimangono nella memoria, ma scorrono via senza lasciare nulla. Peccato perché il tema solar punk mi interessa molto.
Segnalo i racconti: Nutopia di Stefano Carducci e Alessandro Fambrini, Giochi di luce di Franci Conforti e Il libro di Flora (per me il più interessante e ben scritto) di Giulia Abbate.
“Assalto al Sole”, curata da Franco Ricciardiello per Delos Digital, rappresenta un punto di svolta nella narrativa fantascientifica italiana, distinguendosi come la prima antologia Solarpunk interamente realizzata da autori nostrani.
L’antologia si distingue per il suo approccio rivoluzionario che si discosta dalle tradizionali distopie post-apocalittiche. I racconti dipingono visioni costruttive di un mondo post-scarsità, post-gerarchia e post-capitalismo, dove l’umanità si riconosce come parte integrante della natura. Questa prospettiva fresca e ottimistica costituisce un contrasto rigenerante rispetto ai paradigmi negativi che spesso dominano il genere fantascientifico.
Lo stile di scrittura stimolante permette agli autori di esplorare temi politici, sociali, economici e tecnologici con profondità e originalità. La costruzione del mondo risulta particolarmente innovativa, presentando concetti morali rinnovati e un rapporto rivoluzionario con la tecnologia. Il mio racconto preferito è stato “La semina” di Serena Barbacetto, che ci regala una nota di positività e speranza per il futuro che ti trasmettono una carica emotiva positiva incredibile.
I temi dell’attivismo, della partecipazione pubblica e del senso comunitario sono centrali nella raccolta, intrecciandosi con una critica costruttiva al capitalismo. L’antologia esplora come le tecnologie sostenibili e gli stili di vita cooperativi possano sostituire i modelli competitivi tradizionali, offrendo una visione in cui l’energia pulita prende il posto dei combustibili fossili.
“Assalto al Sole” si rivela particolarmente prezioso per chi desidera esplorare il genere Solarpunk attraverso la lente della narrativa italiana. La varietà delle voci e delle prospettive presentate, unita alla solidità complessiva della raccolta, ne fa un’opera di riferimento per lettori interessati sia alla fantascienza che alle tematiche ambientali.
L’antologia dimostra come la fantascienza italiana stia maturando, sviluppando una voce propria e distintiva nel panorama internazionale. Rappresenta un esempio concreto di come la narrativa speculativa possa contribuire al dibattito sul futuro sostenibile, offrendo non solo intrattenimento ma anche una profonda riflessione sulla direzione che la nostra società potrebbe e dovrebbe prendere.