Aibek appartiene a una famiglia che, di generazione in generazione, si tramanda un lavoro di grande sapienza e abilità: accendere e spegnere la luna. Un compito scrupoloso, fatto di centimetri, per spostare con uno spazzolone granelli di luce sull'esatta porzione da illuminare. Ci vogliono tanta precisione e dedizione, perché è un mestiere solitario, lassù in mezzo all'universo. Quando il padre si ritira, tocca ad Aibek diventare l'artefice di quella magia. Ma la luna è fatta anche di un'ombra scura e il ragazzo non resiste alla tentazione di esplorare quel territorio, ignoto e minaccioso. È così che tutto cambierà. Improvvisamente lui si troverà sulla terra, la “palla bluastra” che ha sempre guardato con curiosità da lassù. Smarrito e spaventato, Aibek vivrà l'avventura di un mondo sconosciuto, senza comprendere lo scorrere del tempo, la pioggia, gli alberi, le strade, gli animali… e l'amore. Sarà Adhara a guidarlo nel caos insensato della vita sulla terra, con la sua forza e la sua fragilità di giovane donna. E Aibek troverà nelle emozioni dell'amore la piena consapevolezza di sé e del suo destino.
“E dove pensavo fosse finito il cielo che ho incontrato il fiore più bello”
Una bella favola sull'amore e sul rapporto con i cambiamenti che prende spunto da un’eclissi lunare, metafora del bisogno di riaccendere il mondo, appena sarà possibile Aibek, un ragazzo che ha ereditato dal padre il compito di spegnere e riaccendere la Luna : un lavoro meticoloso, in cui è fondamentale calcolare tutto al centimetro. Non è affatto semplice spostare con lo spazzolone i grani tra una fenditura e l’altra per dare la giusta luce: Aibek guarda il padre e ne imita il movimento delle braccia, che sembrano una danza. Non è per niente facile lavorare lassù, da soli, in mezzo all'universo. Ci vuole costanza e determinazione! Quando il padre si ritira, ad Aibek spetta il compito di diventare lui l'artefice di quella magia.
“Aibek, fa’ che il cielo non dimentichi questo piccolo spazio in cui siamo, dagli ancora luce. Avrai il mio amore accanto.”
Ma la luna è fatta anche di una zona scura e il ragazzo cede alla tentazione di esplorarla, anche a costo di finire nel pericolo Improvvisamente Aibek si ritrova sulla terra,la "palla bluastra" come l’ha sempre chiamata Solo e spaventato, Aibek incontra Adhara, esile quanto un filo di paglia, che lavora in un market aperto 24 ore e lei fa il turno di notte. Da quel momento la loro vita cambia Sarà lei a guidarlo nel caos sfrenato della vita terrestre, a insegnargli lo scorrere del tempo, la pioggia, l’amore, con la forza e la fragilità di giovane donna. Aibek troverà nell’amore la consapevolezza di sé e del suo ruolo nella vita . Conoscevo Cristiano Caccamo solo come attore televisivo, ma questo libro brevissimo è stata una bella scoperta. Sa scrivere bene “Chiedimi la luna “ è qualcosa di delicato, semplice, dolce e poetico. Una lettura che è una carezza
Una lettura delicata, che porta con sé il valore dei sogni, delle paure, delle angosce, delle insicurezze ma soprattutto dell’amore.
Aibek ha ereditato dal padre (e lui a sua volta da suo padre) il compito di illuminare la Luna. Con l’utilizzo di un solo scarpone e di uno spazzolone, il protagonista ha un compito sia delicato ma che allo stesso tempo è il più importante di tutto l’universo.
Dalla notte dei tempi, ogni poeta, ogni artista, ogni musicista, ogni astronauta, ogni persona, parla alla Luna. La guarda, la ammira e le racconta. C’è chi le dedica poesia e sonetti, chi un pensiero casuale durante la notte e chi invece trova in lei un’amica sempre presente, un angelo custode che veglia su quella porzione di giornata in grado di rendere visibili mostri provenienti dagli angoli più nascosti della nostra mente.
Un giorno, per via della sua curiosità, o forse perché era destino, Aibek cade dalla sua Luna, dalla sua stessa casa. Cade, cade e cade, fino a ritrovarsi su quella che lui chiama “palla bluastra”. Per noi, è semplicemente la Terra, e non potrebbe essere più complicata di così.
Grazie a questa caduta conoscerà Adhara, una ragazza fragile, sottile come un foglio di carta, che ha perso i genitori in un brutto incidente stradale, che si ritrova a fare i conti con la solitudine del suo cuore, il quale è illuminato solo grazie al suo cane, Big.
Adhara e Aibek vengono da posti completamente diversi: lui è il “ragazzo della Luna”, lei solo uno dei tanti puntini che risplendono sulla Terra. Lui non conosce niente di ciò che si trova sulla “palla bluastra”, è un sognatore (come chiunque parli alla Luna) ed ha da sempre un unico compito. Lei ne ha passate di ogni, vive rinchiusa nella sua bolla per paura di affrontare il mondo esterno e nasconde la vera stessa dietro strati di fondotinta, per coprire quelle “macchie” che non sono altro che baci dati dagli angeli.
Adhara e Aibek si ritroveranno e non si lasceranno mai più. Insegneranno l’una all’altro il vero significato dei sogni, dei desideri e sì, anche dell’amore. Perché costruiranno un loro universo, brillante e forte, fondato sulla base di un sentimento improvviso ma che è diventato necessario.
“Chiedimi la luna” è una vera e propria favola, che insegna che il limite non siamo noi e nemmeno il cielo. Che per i sogni più grandi vale la pena combattere. Che non siamo mai soli. Che la vita agisce per vie misteriose e noi dobbiamo semplicemente farci cullare dalle sue braccia confortanti.
La narrazione delicata che ricorda tanto quella delle favole, accompagna il lettore per tutta la lettura, lasciando una sensazione sognante e a tratti malinconica. La famiglia del piccolo Aibek svolge un lavoro incredibile: accudire la Luna. Il padre gli spiega, usando paragoni e una sottile, quanto semplice, filosofia sul loro compito, l’importanza dell’accendere e spegnere quel meraviglioso satellite che gira attorno alla Terra, abbellendola con perline luminose. Il bambino mostra l’entusiasmo e la curiosità della sua età e questo lo spinge a esplorare la parte scura e nera della Luna, una zona che il padre gli ha sempre intimato di non andare a scoprire. La responsabilità del compito lasciatogli dal padre e le sue nuove scoperte, fanno crescere Aibek e a intraprendere un viaggio lontano dalla Luna dove conoscerà Adhara. Sono sincera, all’inizio pensavo che fosse una trasposizione del cortometraggio La luna di Disney Pixar, ma ne ricalca solo in parte alcune scene, perché la parte dove Aibek arriva sulla Terra e tocca con mani il dolore che sente Adhara, è nuova. Il libro alterna momenti onirici e poetici, a quelli riflessivi, inserendo i dettagli dei paesaggi che stimolano la fantasia e fanno tornare il lettore un bambino, anche se i temi vengono esposti in maniera seria utilizzando un narratore che riesce a creare un movimento narrativo che riesce a non annoiare. L’unica pecca è la brevità della storia, ma del resto a me piacciono le fiabe e vorrei che non finissero mai.
Chiedimi la luna di Cristiano Caccamo Editore: HaperCollinsi Pagine: 160 Anno: 202o Genere: Fantasy
Non seguo molto la televisione, dunque Cristiano Caccamo non sapevo neanche chi fosse, il libro l’ho letto perché incuriosita dalle recensioni di alcune lettrici di cui mi fido. Posso dire che ho fatto bene a seguire il loro consiglio, questo piccolo romanzo, si legge velocemente, non è un capolavoro ma ha una sua morale, che non è neanche scontata. Posso dire che in alcune pagine mi ha fatto pensare al piccolo principe, libro che io amo. È l’incontro tra due anime solitarie, che si completano, Aibek, come tutti gli uomini della sua famiglia abita sulla luna e l’accende e la spegne è un mestiere solitario a cui dedicare tutta la vita, ma la luna non è solo luce e c’è anche ombra e proprio lì nel buio Albe scivola e si ritrova sulla terra dove incontra Adhara. Sulla terra Albek, conoscerà i sentimenti ma anche gli animali, la pioggia, il calore e l’amore per una donna, con lei Albek comprenderà il suo destino, e finalmente conoscerà se stesso.
“Non importa quanto grande sia il gesto, ma quanto grande sia il rumore che fa quando lo ricordi” Questa frase e non è l’unica mi ha accarezzata l’anima perché è vera, i ricordi sono importanti e bisogna tenerli stretti.
Carino. Non mi ha convinto del tutto per alcuni dettagli ma belle frasi, bel messaggio. Ho anche apprezzato la figura del narratore esterno che a tratti entrava in scena per commentare il tutto con il lettore.
Cosa sono i rapporti d’amore se si è sempre vissuti isolati da tutti? In Chiedimi la luna ho rivisto il Piccolo Principe, sarà per la presenza della Luna, per la caduta improvvisa sulla terra o per la storia attorno ad un rapporto ma, in questo caso, è stato come vedere un Piccolo Principe cresciuto e questa volta pronto ad innamorarsi... Particolare data la presenza di interruzioni e discorsi in prima persona dell’autore con il pubblico che, personalmente, mi sono piaciuti molto. Piccoli momenti di interruzione dalla storia e riflessione dato che il libro si fa leggere una pagina dopo l’altra e dopo l’altra...
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Carino, un po' troppo "macchinoso nel parlato". Nessuno parlerebbe in quel modo poetico e colto nella realtà. Tuttavia per essere una storia di 100 pagine non è male.
Questo racconto parla di come un ragazzo vive la sua vita in funzione della luna. Tramandato da generazioni il ruolo svolto da suo padre è quello di “accenditore della luna”. Un lavoro meticoloso, preciso, faticoso ma tanto tanto affascinante. Per fare questo sono necessari soltanto un paio di stivali ed uno spazzolone, il cuore e la passione fanno il resto. Il segreto del mestiere è quello di saper mantenere la giusta distanza tra i granuli luminosi, tenerli incollati tra loro...mai un movimento maldestro!
Aibek, così si chiama questo giovane fanciullo che con la sua innocenza e fragilità riesce a incuriosirti e travolgerti con le sue domande e i suoi dubbi. Aibek è totalmente affascinato dal mestiere di suo padre che poi successivamente diventerà anche il suo, parla con le stelle, osserva i granuli luminosi, sogna, spera e si pone delle domande.
Una volta preso il posto del padre, Aibek comincia a darsi da fare, all'inizio con qualche difficoltà successivamente con responsabilità e anche capacità. E' felice di far parte di una “progettazione divina”, parla con ogni singolo grano spiegando l'importanza di ognuno, ride, salta e corre gridando al cosmo che il suo è un compito bellissimo! La luna è meravigliosa. Suo padre prima di andarsene gli spiegò molte cose, a suo modo. Il puntino blu, per esempio, Aibek si chiedeva come sarebbe stato vivere lì!
Aibek sa che tutto si svolge in funzione della luna. Le maree, la crescita delle piante, l'umore e l'amore. Tutto viene influenzato dalla luna. Quella palla bluastra dalla quale stare lontano (tanto gli aveva raccomandato il padre) invece, insegna e fa capire ad Aibek quello che sarà per lui la cosa più bella, l'amore. All'improvviso si trova catapultato proprio sul quel puntino blu, sbalordito e spaventato.
Conosce Adhara e molte altre cose sugli abitanti della “palla bluastra”, capisce che ciò che è importante per lui è da loro sottovalutato e si tormenta. Sarà proprio il caos a riportare serenità e non solo, nel cuore di Aibek, dolce sognatore.
Questo racconto io lo definirei una fiaba vera e propria, dall'inizio alla fine, una di quelle fiabe che ti trasportano direttamente sul luogo descritto. In qualche modo, la solitudine, la voglia di scoprire e il modo in cui è stato scritto questo libro mi hanno fatto subito pensare ad uno miei racconti preferiti “il piccolo Principe”, la storia è raccontata in modo così dolce, delicato che quasi vorresti davvero abbaracciare il giovane Aibek. Ed è proprio il suo modo di essere che ti fa avvicinare alla sua fragilità, innocenza, ingenuità. E' tenero in tutto ciò che fa, nel modo di guardare le cose, di toccarle, di sentirle e, quando ha avuto paura...Ho percepito anche quella!
La storia insegna che non bisogna sempre correre ma, bisogna fermarsi, respirare e osservare quello che abbiamo. Toccare con mano quello che abbiamo, esprimere e divulgare. Noi che viviamo in quel “puntino blu” non vediamo al di là del nostro naso. Quando piove fate come Aibek e come faccio sempre io...aprite le braccia, chiudete gli occhi e alzate il viso al cielo, è una bellissima sensazione, ve lo assicuro.
Quando è sera e magari state tornando a casa dal lavoro stanchi e nervosi fermatevi, alzate gli occhi al cielo perchè la luna è sempre lì e chissà, magari davvero un giorno non ci sarà più e sarà solo allora che vi renderete conto di quanta luce ci regala ogni notte. Io raramente leggo racconti di questo genere, è stato un po' un volermi mettere in gioco e, qui la luna ci ha messo lo zampino!!! Mi piacerebbe molto fare un giretto sulla luna, lo ammetto. Io vivo completamente in funzione di lei ecco perchè questo racconto mi ha incuriosito. Le fasi lunari sono per me molto importanti, le seguo e le osservo, ogni notte e alle prime luci dell'alba io sto col naso all'insù e parlo, sì parlo alla luna!!!
Noi siamo totalmente influenzati da lei. Ci sono eventi che ci circondano straordinari ma, nessuno riesce a rapire gli sguardi quanto lei. Se volete sognare un po' leggete l'avventura di Aibek, sono sicura che guarderete la luna con occhi diversi.
RECENSITO DA QUEEN PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI" «Io sono colui che protegge i desideri, che dà un luogo ai vostri sogni e non solo. Essere l’accenditore della luna mi fa sentire un prolungamento divino.»
Un altro attore si cimenta con la scrittura ed io che faccio? Mi ci tuffo, ovviamente! E in questo caso lasciatemelo dire, ho fatto molto bene, altrimenti avrei rischiato di perdere questa piccola perla firmata Cristiano Caccamo.
E sì, perché questo giovane attore nostrano dimostra di avere anche una penna creativa e romantica inventando una favola sul custode della luna, che sa stupire e far sognare.
Lui non rispose. «Bene… Tiramisù?» «Tiramisù? Cos’è?» «Non sai cos’è il tiramisù? Ma dove vivi?» «Sulla luna.» «Oh, sì, quello si capisce subito» rispose Adhara come a volerlo prendere in giro.
Ammetto che usa un linguaggio un po’ contorto e astratto a tratti, ma la delicatezza con cui riveste tutta la storia e l’intrusione di alcuni commenti personali durante il racconto, lo rendono scorrevole e piacevole. Ognuno di noi, fissando la luna, ha immaginato tante storie sulla sua luce, sul perché sia più grande e visibile degli altri astri al di là delle conoscenze scientifiche, e devo dire che la storia creata da Cristiano non solo permette di spiegare i fenomeni naturali della crescita lunare, ma fanno anche riflettere sulla consapevolezza di sé e sull’amore.
«Quello che tu definisci semplicemente un paesaggio stupendo è molto di più, è molto più di quanto tu possa immaginare. È qualcosa che mi rende schiavo il cuore, è così viscerale che è come se le mie ossa diventassero lo scheletro di sostegno alla luna, è una ragione così intima che la vuoi conservare dentro una culla d’oro.»
Aibek è un ragazzo che ha ben chiaro chi è e qual è il suo compito, non appare mai presuntuoso o saccente, ma dalle sue parole si capisce che non ha dubbi riguardo ciò che gli è stato insegnato dal padre e sulla conservazione dell’universo. Sarà l’amore, non cercato e improvviso, a rompere il muro delle sue certezze e a confermarle allo stesso tempo portandolo a compiere scelte che lui crede nuove e coraggiose per poi scoprire che fa tutto parte del ciclo della vita.
«Quella macchia lì, mi ricorda tanto casa. Mio padre mi raccontava che mia madre aveva la pelle simile alla superficie della luna, che era un marchio sacro, un segno celeste che faceva di lei un angelo.»
Adhara è un personaggio fragile e delicato, che cerca l’amore perché ha disperatamente bisogno di sentirsi amata e protetta. Anche a lei l’amore si rivela per caso, rendendola consapevole della sua bellezza e della sua forza, di come amare, a volte, vuol dire saper rinunciare, mettere il bene dell’altro al di sopra di tutto.
«Tu disorienti il mio desiderio di casa. Mi hai fatto ribaltare la bellezza per conoscerne una metà nuova. La tua luce potrebbe far da maestra alle stelle se solo lo volesse.»
Adhara e Aibek, che parlano linguaggi diversi ma si capiscono, che vedono le cose, le conoscono, in modi diversi, ma riescono a far combaciare i loro punti di vista.
E non è questo l’amore?
Ripeto, il linguaggio a tratti è un po’ difficile, ma se saprete leggere tra le righe e chiuderete gli occhi, non solo la luna splenderà più luminosa che mai, ma potrete sentire la voce del guardiano che tramanda a suo figlio il suo mestiere.
È dove pensavo fosse finito il cielo che ho incontrato il fiore più bello.
Chiedimi la luna di Cristiano Caccamo, romanzo di narrativa pubblicato da HarperCollins il 10 settembre.
Ammetto di essere una fan di Caccamo attore e la curiosità di scoprirlo in una veste insolita mi ha spinto a richiedere una copia per recensire il suo primo libro. Mi aspettavo ciò che ho trovato? Non esattamente, ma ogni parola mi è parsa scaturire dalla voce e dall’anima di questo giovane artista. Non ho avuto modo di conoscerlo se non attraverso le sue interpretazioni, ma è esattamente così che lo immagino nella vita di tutti i giorni: sognatore e sensibile. Un ragazzo d’altri tempi costretto a vivere ai giorni nostri. Perché solo un’anima pura e speciale avrebbe potuto scrivere una favola piena di poesia e magia.
Le parole dei due protagonisti, senza volto e senza età, mi hanno molto colpito. Le loro sensazioni, le loro emozioni, la loro capacità di riconoscersi e di comprendere il compito che rivestono nell’equilibrio dell’Universo mi hanno toccato nel profondo e hanno lasciato in me l’impressione di trovarmi di fronte all’infinito.
Aibek ha in sé una purezza unica, è stato cresciuto dal padre per ereditare il lavoro che si tramandano di padre in figlio e non conosce altro all’infuori di questo. Aibek è una pagina bianca su cui può essere scritta qualsiasi storia e quando si ritrova catapultato sul pianeta blu non si dà pace riscontrando delle cose che non riesce a spiegarsi e che vorrebbe poter cambiare.
Perché non c’è quiete qui Adhara? Cosa cercano tutti quanti? La vita ha bisogno di consumarsi seguendo la rotazione del cosmo, non bisogna anticiparla perché è così che si crea il disequilibrio che attacca i nervi e il cuore.
Ma la Terra è esattamente questo, ti permette di essere chiunque tu voglia e di provare qualsiasi strada, è vero che manca di equilibrio, ma è questo il bello e Adhara proverà a spiegarlo a questo ragazzo caduto dal cielo che dice di essere colui che accende e spegne la luna.
Io non sono semplicemente colui che alimenta le speranze di questo e di altri mondi. Io sono colui che protegge i desideri, che dà un luogo ai vostri sogni e non solo. Essere l’accenditore della luna mi fa sentire un prolungamento divino.
Aibek ha qualcosa di soprannaturale, di fantastico, per Adhara non è semplice credere a ciò che dice, ma sente che di lui può fidarsi e così lo accoglie nella sua vita e gli permette di cambiarla per sempre.
Aibek e Adhara sono due anime destinate a incontrarsi e a superare gli ostacoli che le loro diverse provenienze potrebbero costituire, perché l’amore cambia ogni cosa ed è il motore dell’Universo.
Se avete voglia di una favola senza età e senza confini Chiedimi la luna vi aspetta in libreria.
Quante volte vi capita di iniziare un libro con scetticismo solo perché a scriverlo è stato un personaggio dello spettacolo piuttosto che un autore famoso? In passato è accaduto con il compianto Giorgio Faletti, che poi ho scoperto essere un grandissimo autore e di cui ho letto tutti i suoi libri e ora la stessa incertezza e perplessita l'ho provata con Cristiano Caccamo ma che alla fine, anche questa volta, si è tramutata in una piacevolissima sorpresa.
Chiedimi la luna è infatti una storia poetica, romatica, dolce e riflessiva in cui il protagonista, Aibek, appartiene ad una famiglia veramente speciale che di generazione in generazione si tramandano un lavoro di vitale importanza e sapienza:accendere e spegnere la luna.
E si avete capito bene, accendere e spegnere la luna... del resto senza Aibek e la sua famiglia, il mondo rischierebbe di essere inghiottito nell'oscuità quindi afferrate bene l'importanza di questo compito. Per eseguirlo perfettamente ci vogliono tanta precisione e dedizione solo così la luna può riflettere tutto il suo splendore ma quando Aibek, dopo la perdita del padre, inizia ad accusare la solitudine e la noia, decide di esplorare quella parte oscura, ignota e minacciosa di cui la luna in parte è composta.
E indovinate un po'? Chi lascia la strada nuova per quella vecchia, sa quello che lascia ma non quello che trova ed ecco che improvvisamente il nostro protagonista si ritrova catapultato sulla Terra. Smarrito e impaurito Aibek non riesce a capire come poter ritornare dalla sua amata luna e si ritrova così a dover ammirare la sua compagna di un vita da un'altra visuale. Tra rumori assordanti, palazzi, strade, lo scrosciare della pioggia e lo scorrere del tempo, ad Aibek sembrerà di impazzire ma fortunatamente l'incontro con Adhara, cambierà completamente la sua vita e le sue convinzioni.
Chiedimi la luna è stata una lettura veramente sorprendente, un viaggio interiore, una fiaba moderna capace di emozionare, coinvolgere e innamorare. Una storia profonda, poetica in cui realtà e fantasia, collidono alla perfezione.
Aibek, la felicità è fatta di una materia più sottile del dolore, ricordatelo.
Cristiano Caccamo ha saputo, grazie al suo stile dolce, improvvisato ma anche molto divertente e vero, regalarci una storia senza tempo e degna di nota che gli inguaribili sognatori proprio come me, apprezzeranno tantissimo
Aibek eredita dal padre il grande e importante compito di accendere e spegnere la luna. Compito che richiede precisione e dedizione ma "non pensate chissà quale attrezzi avessero a disposizione... avevano soltanto uno spazzolone e degli stivali. Tutto qui". Quando Aibek si trova da solo nel suo incarico, cerca di svolgerlo al meglio, ma, c'è una parte della Luna da cui suo padre l'ha sempre avvertito di non avvicinarsi, quella parte scura. Ma il nostro protagonista non resiste e ci finisce dentro, ritrovandosi catapultato sulla terra. Qui incontrerà Adhara, una ragazza che lavora in un market, che lo aiuterà a scoprire la "palla bluastra" e l'amore.
"Quella palla bluastra? E' piena di cuori penzolanti e tristi. Stanne lontano".
Aibek è un personaggio speciale, profondo con una visione della vita intensa, soprattutto della terra e del mondo in cui noi viviamo e la viviamo.
"le persone sembrano facciano a gara per superarsi... Cosa cercano tutti quanti? ... se sapessero lasciarsi andare, inizierebbero a capire quale valore ha la vita su questo pianeta..."
Adhara mi è piaciuta molto, anche se la sua poca diffidenza verso gli altri l'ho trovata un pò eccessiva, far entrare uno sconosciuto in casa tua... però considerato la tipologia del romanzo ci sta. Una ragazza che ha imparato a vivere da sola, con delle ferite emotive e non solo fisiche sotto il suo aspetto.
"...c'erano delle ferite impossibili da sanare... la gente la credeva stramba, eccessiva".
Un romanzo breve che mi ha rapito sin dalla lettura della trama. Lo definirei poetico e delicato. Composto da brevi capitoli che si alternano tra Aibek e Adhara. Ricco di lezioni (ho sottolineato e scritto un sacco di note) e di intensità. Il paragone con il Piccolo Prince di Exupery c'è, ma non è così azzardato, anzi rendono questo romanzo delizioso. Definirei un omaggio alla famosa opera francese. Cristiano ha una scrittura semplice ma incisiva, la lettura scorre veloce. Lo consiglio assolutamente, vi lascerà incantati. Voto: ⭐⭐⭐⭐
COMMENTO PERSONALE: Devo dire che sono rimasta colpita e affascinata dal titolo. Questo è ciò che mi ha spinta ad acquistare questo piccolo volume. Il prezzo è piuttosto elevato ed è un vero peccato. Il libro mi è piaciuto ma ho dato questa valutazione perché non sono riuscita a seguire e comprendere tutto con lucidità. Ma nonostante questo la storia narrata dall’autore merita. I protagonisti principali sono Aibek e Adhara. Aibek deve imparare un delicato mestiere che erediterà dal padre: illuminare la Luna per far sì che l’equilibrio del cosmo venga mantenuto. La Luna però ha anche una parte oscura, priva di luce: Aibek, spinto dalla curiosità vuole comprendere, e si inoltra in questo luogo. Succede l’irreparabile. Infatti si ritrova sulla palla bluastra ( come a lui piace definire la terra) smarrito, solo e impaurito. Non riesce a capacitarsi del motivo per cui sia costretto a stare lì. Adhara sarà la chiave che svelerà il mistero. I due sono anime gemelle separate dalla nascita. Soprattutto nella seconda parte del libro si sente la dolcezza e la serenità. Infatti scopriranno reciprocamente che cosa significhi Amore. Ve lo consiglio anche se non so come mai non mi abbia fatta impazzire.
Ed eccoci qua, giunti al termine di questa nuova recensione. Spero che vi sia piaciuta. Fatemi sapere se vi ho incuriositi, se lo prenderete, se lo avete già letto… insomma, parliamone! Grazie del supporto e del sostegno che continuate a darmi.
La luna, la nostra confidente, la nostra protettrice, un ancora a cui aggrapparci, a cui chiedere consiglio, dove riporre ogni nostro Dubbio, Sogno, Amore. E la Luna 🌓 è la chiave di luce di questo romanzo. Due protagonisti, Aibek ed Adhara...lui Signore della Luna, appartiene ad una famiglia che si tramanda di generazione in generazione un lavoro di gran cura, precisione e dedizione...illuminare la 🌓. Lei, una semplice ragazza terrestre, vive sola con il suo cane Big, lavora presso un supermercato come cassiera. Apparentemente due personaggi completamente diversi fra loro ma con un destino comune. Un libro poetico e passionale, dove @cristianocaccamo ha saputo descrivere e raccontare, con estrema dolcezza e semplicità, sentimenti che sono alla base della vita quotidiana, ma che a volte diamo per scontato; trasportati dalla frenesia di un mondo che in realtà ha solo bisogno di una pausa per osservare ciò che ci circonda, catturare il bello della vita e rendere grazie delle bellezze che ci ha donato questa “palla bluastra” che ci ospita ogni giorno. E sopratutto essere grati dell’amore che ci riempie il cuore e che ci fa sognare. Voto: 10/10 ~Supergirl~ • Per ogni informazione contattateci in direct e votate nei commenti il post con 1⭐ fino a 5 ⭐
Iniziamo con i complimenti: Per non essere uno scrittore, direi che ha fatto più che un buon lavoro. Fortunatamente non è una biografia imbarazzante scritta da terzi come spesso accade a personaggi famosi che si buttano nel mondo dell'editoria per qualche guadagno in più. Una storia fantasiosa, una specie di favola della buona notte. Insomma, una buona base di partenza.
Purtroppo però è una storia veramente superficiale che manca di dettagli, come la descrizione dei personaggi o il perché dei loro sentimenti, e ad un certo punto anche il filo logico sembra smarrirsi. Il significato dei nomi dei personaggi viene spiegato in un trafiletto alla fine del libro, mentre sarebbe stato più bello che fosse inserito all'interno della storia come piccolo arricchimento. I dialoghi sono pieni di parole importanti che rendono l'atmosfera inverosimilmente solenne. Mi sarei concentrata di più sul come i due ragazzi si innamorano e non sui dialoghi farciti di paroloni. Avrei snellito i dialoghi e spiegato meglio il perché di certi avvenimenti.
Anche se la trovo una scelta un po' adolescenziale, i commenti "fuori campo" dell'autore sono un tocco simpatico che arricchisce il racconto molto scarno.
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Preso in biblioteca a caso, perché mi ispiravano il titolo e la quarta di copertina. Invece sono rimasta delusa! Molto buono l'intento di fondo, peccato che non ne sia riuscita la realizzazione. Io ho trovato la scrittura troppo macchinosa e ho fatto fatica a stare dietro alla storia. I dialoghi tra Aibek e Adhara mi hanno fatto alzare gli occhi al cielo più di una volta (per non dire sempre) perché sono troppo. Mo sembrava di leggere Orgoglio e Pregiudizio con tutto questo struggimento. E io non amo Jane Austen 😅 Vogliamo parlare del fatto che succede tutto nel giro di 3 giorni e lei dopo 9 sforna un bebè che poi lascia andare tranquillamente col padre per il bene superiore?! Io capisco la sospensione dell'incredulità, però così è troppo. Soprattutto perché non viene sviluppato bene il contesto. Peccato!
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In meno di 100 pagine è difficile che si riesca a costruire una storia avventurosa e ricca di colpi di scena - ma va bene ugualmente. Sì, perché Cristiano Caccamo, uno dei miei preferiti tra gli attori italiani, si rivela anche un promettente scrittore. Difficile non restare catturati dalla poeticità della voce narrante, dall'atmosfera fiabesca, dall'ironia che affiora qua e là, dalle riflessioni profonde che trovano anch'esse un loro spazietto. E anche la trama, per quanto semplice, finisce per risultare appassionante, grazie soprattutto ai protagonisti, circonfusi da un'aria mitica ed estremamente affascinante. Beh, caro Cristiano, ora ci aspettiamo un romanzo!
Seguo Cristiano Caccamo come attore e personaggio sui social molto volentieri. Quando ho saputo che aveva scritto un libro mi sono subito incuriosita e l’ho messo tra quelli da leggere, poi però ammetto che me ne sono dimenticata.
Non mi aspettavo per niente una storia di questo genere, quindi sono rimasta stupita. Purtroppo però devo dire non completamente in positivo, perché non riesco ad apprezzare a pieno questo tipo di storie.
Cristiano si è voluto cimentare in una storia magica. Ci racconta la storia di Aibek, un ragazzo che appartiene a una famiglia che ha il compito di accendere la luna da generazioni. Quando suo padre gli lascia il testimone, lui decide di compiere un’impresa ma finisce sulla Terra dove incontra Adhara. Tra i due nascerà qualcosa di speciale che andrà oltre la realtà.
Dico che non mi ha convinto a pieno perché non amo queste storie un po’ troppo lontane dalla realtà. Mi ha ricordato molto ‘Il piccolo principe’ e non so se sia un bene oppure no. Nel complesso comunque è stato piacevole leggere questa storia, anche se in alcuni punti mi è sembrata troppo ‘finta’ e ‘costruita’ dal punto di vista della sintassi. La fine ammetto poi di non averla compresa a pieno. 🤣
Comunque sono 3 ⭐️ e mi riservo di tenere d’occhio Caccamo come scrittore.
È una gran bella storia. Tenera, delicata e romantica, un po' come i film Disney Pixar, che intrattengono i bambini, ma poi piacciono anche agli adulti. È un libro dolce che ti culla, ti fa sentire coccolata nell'oblio del "sogno". Si legge velocemente ed è davvero una bella storia per adulti un po' bambini. Definirlo romanzo è un po' eccessivo, ma di sicuro c'è una buona base di partenza per scriverne uno vero. Bravo Cristiano.
È una bella favola di un ragazzo che tiene pulita la luna ma che una eclissi li farà vedere la luna da un altra prospettiva. Devo dire che la storia é bella e nuova ma non so qualcosa non è andato! Mi sono persa con i nomi e dei passaggi ho fatto fatica. Non mi è piaciuto fino in fondo e mi dispiace però perché mi ci sento comunque legata a questa storia
Carino, la struttura del libro ricorda molto quella delle favole. La storia si legge velocemente ed è molto scorrevole. La scrittura è di semplice comprensione anche se in alcuni punti non ho amato lo stile. La trama è sviluppata abbastanza bene, anche se alcune parti mi sono sembrate un pò confuse. Tutto sommato un libro nella media.
Penso che il libro sia molto interessante, ed è completamente diverso da come me l’ero immaginato prima della lettura. Non è scontato e non è il solito romanzo. Mi piace come scrive Cristiano e spero che in futuro scriva ancora.
“In quel preciso istante in cui le labbra avevano un unico respiro, la luna, che ormai da tempo era un cerchio nero, si accese come un lampo, illuminando non solo quella palla bluastra, ma spogliando tutte le ombre de cosmo, lasciandole nude per un secondo.”
Storia carina, ma il modo di scrivere un po' macchinoso, lo ha reso poco scorrevole e un po' confusionario, mi è capitato di non capire cosa stesse succedendo
molto carino soprattutto se si pensa che l’autore non è uno scrittore professionale. la storia è scritta bene in modo abbastanza poetico e leggerlo mi ha fatto sentire come in una fiaba.
Ma ho imparato il paradosso della vita: più cercherai di controllarne il flusso, più sarà come miele tra le tue dita. Più la lascerai libera di cadere, e più ti rimarrà in mano.