Solo ciò che è conforme alla legge può essere liberamente detto. La censura rappresenta ed esprime un potere, che concede o nega la licenza di parlare, ma soprattutto limita e forgia l'espressione. Lungi dall'esaurirsi in un intervento che incide solo sulla superficie del testo, la censura letteraria genera infatti revisioni e patteggiamenti, agisce sui contenuti come sulla forma e partecipa della realizzazione di ogni opera fin dalle sue fasi iniziali, così da trasformarsi in uno dei fattori che collaborano alla sua stessa genesi e ne determinano il funzionamento complessivo. Il caso esemplare indagato in questo volume è quello del Rigoletto, andato in scena l'11 marzo 1851. Il libretto nasce dalla rielaborazione di un testo modello, "Le Roi s'amuse" di Victor Hugo, attraverso un percorso di condizionamenti dove si intersecano spinte diverse, dalla tensione preventiva del librettista verso un testo che soddisfi il sistema di attese codificato degli spettatori alla continua necessità di ri-creare un equilibrio drammatico a seguito degli interventi via via imposti dalla censura. L'analisi di un frastagliato processo creativo si trasforma così in un capitolo di storia dei rapporti tra letteratura e potere.
Mario Lavagetto è stato allievo di Giacomo Debenedetti, unendo alla sensibilità critica del maestro un suo interesse particolare per la psicoanalisi, nei suoi rapporti con l'attività creativa e letteraria.
È anche traduttore dal francese. Ha insegnato al "Liceo Classico Romagnosi" di Parma, all'Università di Sassari e poi "Teoria della letteratura" all'Università di Bologna. Nel 1997 ha vinto il Premio Natalino Sapegno e il Premio Cesare Musatti. Si è occupato in particolare di Umberto Saba, Italo Svevo, Marcel Proust, Stendhal, Honoré de Balzac, Edmond e Jules de Goncourt, Giovanni Boccaccio, Salimbene de Adam, Federico De Roberto, Giuseppe Verdi, Arrigo Boito (e in genere di libretti d'opera), Bruno Barilli, Italo Calvino (in particolare della sua raccolta di fiabe italiane). Sulle fiabe ha anche curato una propria scelta più generale nella letteratura italiana, presso "I Meridiani" di Mondadori.
Come curatore è fondamentale il suo lavoro su Svevo, di cui ha curato una raccolta presso la "Biblioteca dell'Orsa" (1988) e nella "Biblioteca della Pléiade" di Einaudi (1988) e tutte le opere presso "I Meridiani" di Arnoldo Mondadori Editore (2006).
Con il saggio Quel Marcel! ha vinto il Premio Viareggio 2011.
"Un caso di censura. Il Rigoletto" è un breve saggio, ma completo e puntuale nel suo discorso filologico circa la gestazione e la forma finale di una delle opere più famose di Giuseppe Verdi. L'autore, Mario Lavagetto, ripercorre ogni passaggio della sua realizzazione, partendo dal dramma di Victor Hugo che suscitò l'interesse di Verdi ("Le roi s'amuse", 1832), passando dalla censura de La maledizione, la prima stesura del libretto ad opera di Francesco Maria Piave, fino ad approdare agli epigoni "Viscardello", "Clara di Perth" e "Lionello", con un capitolo interamente dedicato alla comparazione filologica tra il "Rigoletto" e questi ultimi.