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SS-Geiseln in der Alpenfestung: Die Verschleppung prominenter KZ-Häftlinge aus Deutschland nach Südtirol

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Book by Hans-Günter Richardi

Hardcover

Published March 30, 2015

3 people want to read

About the author

Hans-Günter Richardi was a German author and journalist, residing in Dachau.

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Profile Image for ⚔️Kelanth⚔️.
1,130 reviews166 followers
June 30, 2023
Libricino scovato nei classici negozi straripanti di souvenir a lato dei posti meravigliosi delle Dolomiti.
Accanto a peluche improbabili di marmotte con cappelli che fischiano motivetti strazianti, ho scovato vicino alle venti versioni in tedesco, anche una in italiano, subito portato alla cassa anche con l'improbo prezzo.
Incredibile come camminando e ammirando tali scorci della natura, ci dimentichiamo che proprio in questi luoghi oggi mete di tanti turisti, sono stati teatri di battaglie, tragedie (durante la prima guerra mondiale) e adesso scopro anche di deportazione (durante la seconda guerra mondiale).
Ovviamente non stiamo parlando di lager, visto che questi detenuti erano tenuti nell'albergo sul Lago di Braies, ma parliamo di "detenzione illustre": un piano delle SS, avviato alla fine della guerra, per avere ostaggi da proporre come mezzo di scambio come salvacondotti per le loro malefatte. Piano fallito, visto l'imminente liberazione da parte degli americani.
Molto belle le testimonianze e le fotografie di questo libricino che aveva accompagnato la mostra avvenuta nella commemorazione di questi fatti nel 2006.
Profile Image for Clara Mazzi.
777 reviews45 followers
July 14, 2013
La Shoah è una coperta di ferro, grigia, fredda e pesante che non finisce mai. Soffoca tutto quello che copre e arriva a lambire i nostri animi, a monito e a minaccia: nessuno di noi è escluso, nè dalla sua minaccia nè dal fatto che un giorno uno di poi potrebbe essere tra quelli che vogliono stendere la coperta.
Eppure, giunti a noi tra il miracolo e l'incredibile, le storie e le documentazioni dei sopravvissuti, che raccontano, spiegano, denunciano, mettono in guardia e mettono in luce innumerevoli aspetti e dell'uomo e delle sue incredibili capacità di adattamento, di sopravvivenza e di come la salvezza conviva paradossalmente dentro lo stesso uomo che può spargere un male tremendo. Le storie dei sopravvissuti raccontano anche di tanti aspetti della storia, che non si può leggere sempre e tutta su ciascun manuale.

E così, grazie a quest libro sono venuta a conoscenza degli "Ehrenaeftlinge", i prigionieri d'onore, ovvero di quelle poco più di cento persone che verso la fine del conflitto i nazisti volevano usare come possibile strumento di negoziazione con gli americani: personaggi politici, ebrei imparentanti con americani potenti. Tra questi troviamo Léon Blum, l'ex primo ministro francese e sua moglie, l'ex primo ministro ungherese, il comandante supremo dell'esercito greco, Mario Badoglio, la contessa Mafalda di Savoia, gli von Sauffenberg, (il conte Claus aveva attentato a Hitler) e altri. Questi prigionieri, a partire dalla fine del 1944 devono essere tenuti in vita. Dai vari campi di concentramento dove erano smistati, inizia per loro una marcia, per molti una marcia della morte, che li vede spostarsi per tutta Europa alla ricerca di un posto che li potesse tenere anche se questo era difficile perchè coll'avanzata Russa e Americana i campi veniva sempre più liquidati. Così, questo pugno di persone arriva in inverno a Niederdorf (Villa Bassa) in Alto Adige ma neanche qui c'è posto per loro. La popolazione li accoglie, gli dà da mangiare, da bere e qualcosa per vestirsi fino a quando arrivano all'Hotel Lago Braies, occupato però da tre stati maggiori della Wehrmacht. Considerata la situazione drammatica della Germania verso la fine del conflitto e considerata la preziosità dei prigionieri, un capitano tedesco riesce a far alloggiare queste persone in questo albergo.
Frau Emma, la proprietaria, non appena viene informata corre su da loro: il suo albergo non è attrezzato per l'inverno perchè è aperto soltanto d'estate ma fa di tutto per far arrivare legna, cibo, coperte, vestiti per questi prigionieri.
Si tratta di qualche mese perchè nel maggio del 1945 arrivano gli americani e tutti verranno ufficialmente liberati, ma per questi prigionieri è stato "un ritorno alla vita" (sic).

L'ho trovata una storia bellissima, anche se piccola piccola, non solo per il suo lato umano (non va dimenticato che il Sudtirolo era fortemente filonazista, non perchè antisemita, ma perchè fresco dell'oppressione italiana a seguito della prima guerra mondiale, sperava ancora tanto nel "Deutschtum" tanto propagandato da Hitler) ma anche perchè mi ha insegnato qualcosa che non conoscevo.

Do solo due stelline a questo libro perchè il racconto è troppo breve quando invece meriterebbe ben più spazio.
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