Brescia, autunno 1908. Due pericolosi scassinatori in attesa di processo fuggono dal tribunale sotto gli occhi dei carabinieri che devono sorvegliarli. Nella stessa notte una prostituta viene strangolata in casa, nel centro storico della città. Sui due fatti indaga il brigadiere dei carabinieri Francesco Setti, che scava nei bassifondi per trovare le tracce degli evasi e individuare il colpevole dell'omicidio. Ancora Brescia, inverno 1909. Una giovane donna, tabaccaia in centro storico, viene trovata assassinata nel suo negozio. Stavolta a investigare è la Pubblica Sicurezza, ma Francesco Setti, emotivamente coinvolto, diventa protagonista di un'indagine parallela, senza paura d'irritare i superiori e le personalità che contano. Carabiniere integerrimo e uomo sensibile al fascino femminile, il Brigadiere si muove nella città della Belle Epoque, fra locali alla moda, cinema e teatri, gare motoristiche, ma anche tensioni sociali e squallide esistenze. Alla ricerca della verità, con uno sguardo indulgente verso le miserie umane.
“Due indagini nella Brescia della Belle Époque” è il primissimo capitolo che vede protagonista Francesco Setti, carabiniere cremonese trasferitosi da poco nella nostra città. Inaugura la serie del “Brigadiere del Carmine“: una saga di gialli storici, ambientati nella Brescia di inizio ‘900, frutto della penna del giornalista del Giornale di Brescia Enrico Mirani.
Tutto il romanzo, ambientato a cavallo tra l’autunno del 1908 e l’inverno del 1909, si svolge nel cuore di Brescia, in quel quadrilatero di vie che va da Corso Zanardelli a Piazza Vecchia (attualmente Piazza Loggia), e da Piazza del Duomo a Corsetto Sant’Agata. In mezzo, in un dedalo di vicoli, palazzi fatiscenti e botteghe di anziani artigiani, il quartiere delle Pescherie, raso al suolo a partire dal 1929 per fare posto all’attuale Piazza Vittoria.
Il romanzo, opera prima dell’inviato speciale del Giornale di Brescia Enrico Mirani, si divide in 2 racconti che vedono il Brigadiere del Carmine alle prese con due casi che lo porteranno a conoscere i meandri del centro antico della città.
Nel primo un paio di scassinatori evadono dal tribunale sotto gli occhi dell’Arma, e poche ore più tardi una prostituta viene trovata morta all’interno di una palazzina rosa di via Porta Nuova (l’attuale via Gabriele Rosa). I due casi sono collegati tra loro? Cosa avevano in comune Santina, la giovane ragazza che sognava in futuro di aprire una bottega di abiti a Verona, e che per mantenersi batteva la strada, e Carlo, rapinatore di professione? Il Brigadiere Setti si troverà ad indagare scavando nei bassifondi cercando, tra una perquisizione ed un interrogatorio, di trovare il tempo per Giovanna, la sua fidanzata.
Nel secondo racconto invece il Brigadiere Setti dovrà non solo risolvere l’omicidio della povera Laura, una tabaccaia trovata morta all’interno del suo negozio, ma dovrà anche districarsi tra le problematiche scaturite da uno dei primi scioperi nazionali, che vede scendere in piazza alcuni operai. Dovrà anche fare attenzione, come se i problemi non fossero già pochi, a non pestare i piedi a Nobili, giovane promettente poliziotto.
Il romanzo si compone di 2 racconti brevi, entrambi ambientati a Brescia tra l'autunno del 1908 e l’inverno del 1909.
Nel primo racconto un paio di scassinatori evadono dal tribunale sotto gli occhi dell’Arma, e poche ore più tardi una prostituta viene trovata morta all’interno di una palazzina. I due casi sono collegati tra loro? Cosa avevano in comune Santina, la giovane ragazza che sognava in futuro di aprire una bottega di abiti a Verona, e che per mantenersi batteva la strada, e Carlo, rapinatore di professione? Il Brigadiere Setti si troverà ad indagare scavando nei bassifondi e cercando, tra una perquisizione ed un interrogatorio, di trovare il tempo per Giovanna, la sua fidanzata.
Nel secondo racconto invece il Brigadiere dovrà non solo risolvere l’omicidio della povera Laura, una tabaccaia trovata morta all’interno del suo negozio, ma dovrà anche districarsi tra le problematiche scaturite da uno dei primi scioperi nazionali, che vede portare in piazza alcuni operai. Dovrà anche fare attenzione, come se i problemi non fossero già pochi, a non pestare i piedi a Nobili, giovane promettente poliziotto.
Il romanzo promette bene, malgrado si tratti di racconti - di cui uno non sono una grande fan - le trame reggono, e tutto ciò che deve essere raccontato viene fatto, anche se in poche pagine. Lo stile merita, e anche la descrizione dell'ambientazione e della città è fatta bene e non annoia mai. Promosso.
Un secolo fa l'Italia viveva un'epoca simile a quella attuale: crisi, guerre, ma al tempo stesso grandi cambiamenti, evoluzioni sociali e culturali. Le città sono quelle che avrebbero subito i cambiamenti più importanti durante il ventennio fascista. Una di queste città è Brescia, che oggi si ritrova con una toponomastica radicalmente diversa da quella di inizio Novecento. Enrico Mirani, noto giornalista bresciano, ha voluto ricostruire la città dell'epoca, ambientandovi dei racconti thriller. "Il Brigadiere del Carmine" è composto da due racconti lunghi. Il primo, "La casa Rosa", ha come protagonisti due rapinatori che riescono a fuggire di prigione e si trovano implicati nell'omicidio di una prostituta. Nel secondo racconto, "Il delitto di via Torre d'Ercole", si racconta dell'assassinio di una tabaccaia. Il brigadiere Francesco Setti è chiamato a risolvere entrambi i misteri e a scovare gli assassini. Trame ben costruite e personaggi credibili sono il frutto non solo della bravura dell'autore ma anche di una ricerca storico-archivistica approfondita. Alla base di entrambi i racconti ci sono infatti storie realmente accadute. Un libro che ci porta indietro di cento anni, in un mondo diverso eppure così vicino al nostro. Come eravamo...