La storia di un giovane attratto irresistibilmente da una fanciulla incontrata casualmente per strada, fu definita da Dostojevskij stesso “un romanzo sentimentale”. La trasformazione da simpatia in amore del solitario sognatore viene stroncata quando proprio in lui nasce l’illusione che l’amore sia ricambiato e che non sia più per “l’altro” che invece riappare all’improvviso e accoglie tra le sue braccia la ragazza; non resta quindi che il ritorno alla solitudine, alla sofferenza, al non saper vivere come gli altri e a non districarsi dal labirinto che il vizio delle fantasie gli ha tessuto attorno. Ambientato nelle crepuscolari notti nordiche di Pietroburgo, il racconto uscì nel 1848 su “Otèčestvennie Zapíski”.
Il libro raccoglie tre racconti dell'autore di cui il più celebre dà il titolo alla piccola raccolta. Seguono "Le Tappe della follia" e "Primo amore". Le tre novelle parlano di sentimenti che non si possono vivere nella propria interezza. Trattenuti, vissuti in disparte, trasmutati. tre storie d'amore che non si completano, non maturano; difficilmente svelate e frustrate. Sentimenti ottocenteschi, romantici, ardui da tradurre nei tempi moderni, Il libro in alcune parti soprattutto del secondo racconto diventa quasi noioso. Salva la raccolta la penna di Dostoevskij che scorre piacevolmente disegnando tre storie minime in tre sfondi sovietici delle notti bianche, degli interni domestici bui e delle zone rurali luminose e verdi.