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Il Gioco di Joaquin

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Joaquin è diventato un dio. I suoi occhi sorgono come due lune rosse alle vetrate di Villa Joelle, una casa giocattolo, un luogo magico che cela al suo interno ogni sorta di peccato e orrore, dimora di creature violente, immorali e folli. Al trillo del campanellino, il Gioco di Joaquin ha inizio. Un Gioco in cui non esistono limiti per vincere. Sette bambole in guerra perenne, rivali, ma unite da un unico la vittoria, la loro unione con il Grande Joaquin, il loro dio. Le regole sono una volta conquistate le sette chiavi, solo una bambola potrà uscire dalla casa e raggiungere l’adorata divinità. Il Gioco è finito e ricominciato centinaia di volte, ma la centodiciannovesima sfida determinerà il preludio di una svolta e ne cambierà le sorti. Ci sarà una vincitrice, questa volta? Un mondo di fantasia, che si fonde con tragiche, sordide verità, sotterfugi, ripicche e massacri, per poi precipitare in un oscuro scantinato, rifugio del Grande Joaquin, dagli occhi rossi come il fuoco, che osservano una miriade di colori dal volto di bambola.

186 pages, Kindle Edition

Published April 13, 2020

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Roberta Battini

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Valeria De Luca.
Author 45 books30 followers
June 29, 2021
📖𝕽𝖊𝖈𝖊𝖓𝖘𝖎𝖔𝖓𝖊:🗝️☠️𝕴𝖑 𝕲𝖎𝖔𝖈𝖔 𝖉𝖎 𝕵𝖔𝖆𝖖𝖚𝖎𝖓 🗝️☠️ 𝖉𝖎 𝕽𝖔𝖇𝖊𝖗𝖙𝖆 𝕭𝖆𝖙𝖙𝖎𝖓𝖎✒️

Voto libro: ☠️☠️☠️☠️☠️ (5 Teschietti)

𝔄𝔳𝔢𝔳𝔞 𝔱𝔯𝔬𝔳𝔞𝔱𝔬 𝔭𝔢𝔯 𝔠𝔞𝔰𝔬 𝔲𝔫 𝔬𝔤𝔤𝔢𝔱𝔱𝔬 𝔪𝔞𝔤𝔦𝔠𝔬 𝔢 𝔰𝔢 𝔫𝔢 𝔢𝔯𝔞 𝔦𝔪𝔭𝔞𝔡𝔯𝔬𝔫𝔦𝔱𝔬. 𝔏'𝔬𝔤𝔤𝔢𝔱𝔱𝔬 𝔦𝔫 𝔮𝔲𝔢𝔰𝔱𝔦𝔬𝔫𝔢 𝔢𝔯𝔞 𝔲𝔫𝔞 𝔠𝔞𝔰𝔞 𝔡𝔢𝔩𝔩𝔢 𝔟𝔞𝔪𝔟𝔬𝔩𝔢, 𝔲𝔫 𝔞𝔯𝔱𝔦𝔠𝔬𝔩𝔬 𝔪𝔞𝔤𝔫𝔦𝔣𝔦𝔠𝔞𝔪𝔢𝔫𝔱𝔢 𝔯𝔢𝔞𝔩𝔦𝔷𝔷𝔞𝔱𝔬, 𝔠𝔥𝔢 𝔞𝔩𝔩'𝔢𝔰𝔱𝔢𝔯𝔫𝔬 𝔞𝔭𝔭𝔞𝔯𝔦𝔳𝔞 𝔲𝔫 𝔤𝔦𝔬𝔠𝔞𝔱𝔱𝔬𝔩𝔬 𝔫𝔬𝔯𝔪𝔞𝔩𝔢 𝔪𝔞, 𝔮𝔲𝔞𝔫𝔡𝔬 𝔰𝔦 𝔤𝔲𝔞𝔯𝔡𝔞𝔳𝔞 𝔞𝔩 𝔰𝔲𝔬 𝔦𝔫𝔱𝔢𝔯𝔫𝔬, 𝔠𝔦 𝔰𝔦 𝔞𝔠𝔠𝔬𝔯𝔤𝔢𝔳𝔞 𝔠𝔥𝔢 𝔩𝔢 𝔠𝔬𝔰𝔢 𝔫𝔬𝔫 𝔰𝔱𝔞𝔳𝔞𝔫𝔬 𝔢𝔰𝔞𝔱𝔱𝔞𝔪𝔢𝔫𝔱𝔢 𝔠𝔬𝔰𝔦̀. 𝔖𝔟𝔦𝔯𝔠𝔦𝔞𝔫𝔡𝔬 𝔡𝔞𝔩𝔩𝔢 𝔣𝔦𝔫𝔢𝔰𝔱𝔯𝔢, 𝔠𝔦 𝔰𝔦 𝔞𝔣𝔣𝔞𝔠𝔠𝔦𝔞𝔳𝔞 𝔰𝔲 𝔲𝔫 𝔞𝔩𝔱𝔯𝔬 𝔪𝔬𝔫𝔡𝔬.

Joaquin si sentiva un Dio, padrone di un piccolo mondo e delle creature che vi abitavano. Creature addormentate, in attesa di essere svegliate. Avrebbero aperto gli occhi quando lui avrebbe fatto suonare la campanella, e allora il gioco poteva avere inizio. Le bamboline si sarebbero inseguite, massacrate e uccise per il suo piacere. Joaquin si divertiva a guardare quelle creature sfidarsi al suo gioco. Uno spettatore a cui piaceva la sofferenza. In realtà lui era un tizio alquanto spregevole, uno dei peggiori esseri umani sulla faccia della terra. La sua fortuna era stata quella di aver trovato quella casa delle bambole magica. All'interno della casa le bambole prendevano vita. Si animavano, respiravano, camminavano. Lo scopo del gioco era uscire da quella casa, ma per farlo dovevano riuscire a impadronirsi delle sette chiavi. Gli abitanti erano: un menestrello, un orologiaio, le sette bambole, ognuna possedeva una chiave. E poi c'erano le ombre...
Con il tempo, Joaquin, capì che poteva fare fuori tutti i suoi nemici, i suoi creditori, inserendoli, con l'aiuto delle ombre, all'interno della casa, per non uscire mai più. Le bambole avrebbero fatto di tutto per lui, lo vedevano come un Dio. Il loro Dio.
Ma andiamo a conoscere meglio gli abitanti della casa spettrale e incantata.
🎶𝕴𝖑 𝕸𝖊𝖓𝖊𝖘𝖙𝖗𝖊𝖑𝖑𝖔. Lui era il menestrello di Villa Joelle, così si chiamava quella casa. Più che un sorriso aveva un taglio maldestro che gli apriva la faccia da orecchio a orecchio. Era alto poco più di un bambino, aveva una grande testa bianca e variopinti abiti da giullare. Lui narrava le gesta del Dio Discosto (Joaquin). Estraeva la sua pergamena e la sua piccola arpa, ogni pizzico di corda, schizzava ovunque un liquido cremisi.
🗝️𝕰𝖑𝖎𝖟𝖆𝖇𝖊𝖙𝖍. La fanciulla in viola. La bambola dagli occhi viola, senza dubbio la mia preferita 😍. Era appesa al soffitto, a qualche metro da terra, col corpo sospeso da una ragnatela di stoffe bianche. Il suo desidero era quello di avere le ali. Il corpo di Elizabeth era il simulacro della sua superbia. Si era ridotta a uno scheletro per essere temuta. Decise di non mangiare più. Elizabeth chiamava la sua stanza Alto Santuario. Era un vasto salone ricoperto di polvere. La Metanoia era il suo potere. Le bastava uno sguardo per costringere chiunque al suo volere, ma richiedeva tanta energia, ma lei non ne aveva quasi più, da quando era diventata uno scheletro.
🕰️𝕷'𝖔𝖗𝖔𝖑𝖔𝖌𝖎𝖆𝖎𝖔. Lui era il mostro del tempo, era quello che tendeva i fili temporanei della casa, rallentando e accelerando lo svolgimento del gioco. L'orologiaio portava una giacca rossa sopra a pantaloni a righe bianche e verdi. Un paio di scarpe nere e consumate, lunghe cinquanta cm. Al posto del taschino della sua giacca aveva uno sportello apribile. Dal suo corpo proveniva un inquietante ticchettio. Nessuno era riuscito a vedere il suo volto sotto l'ombra proiettata dalla tuba.
🗝️𝕾𝖚𝖊 𝕰𝖑𝖑𝖊𝖓. La Farfalla in Blu. Era la personificazione del piacere carnale, abituata a essere desiderata sia da maschi che da femmine,ed era lasciva, balorda e testarda. L'unica che non si concedeva a Sue Ellen era Elizabeth. Aveva i capelli legati in due code, che le facevano precipitare i boccoli cremisi sulle spalle. La sua dimora si chiamava Stanze Impure.
🗝️𝕳𝖎𝖑𝖉𝖆. La signora della bramosia. Il suo corpo potente era come oro massiccio. Hilda bramava ciò che non poteva avere, per questo era un essere tormentato. Aveva troppi desideri. L'ultimo era quello di diventare madre, per dare un figlio a Joaquin, ma il suo corpo di sangue e metallo non avrebbe mai potuto partorire un bambino. La sua casa era l'Aureo Sacrario. Suonava il suo violoncello seduta sul suo trono di nulla. Il volto veniva coperto da una maschera di maiale. Aveva con sé uno scrigno, che tutti chiamavano lo scrigno degli incubi.
🗝️𝕯𝖔𝖗𝖔𝖙𝖍𝖊𝖆. L'ingorda matrona. Sembrava una gigantesca meringa vestita di tulle. I suoi capelli erano un cilindro di zucchero filato, la pelle splendente come pasta di zucchero, le gote due chiazze di sciroppo di ciliegia e le labbra una toffoletta rosa. Era sgraziata e impacciata, ma aveva un'invidiabile intelligenza. Il suo aspetto innocuo era ingannevole, distruggeva e divorava ogni cosa. Viveva nella sua Ghiaccia Reale, creando acidi, veleni e intrugli vari. Aveva un amico, Tompouce, un omino di pasta sfoglia con il ciuffo di crema rosa proprio in cima alla testa. Era una delle tante creazioni di Dorothea.
🗝️𝕮𝖍𝖔𝖚𝖟𝖊𝖙𝖙𝖊. La brigante rossa. Una sagoma all'ampanata che spingeva una grottesca sedia a rotelle. Era la bambina dell'ira. Aveva capelli sottili color cenere, occhi rossi, pelle bianchissima. Portava un vestitino di velluto nero, una calzamaglia bianca e sandaletti laccati. Si spostava su quella sedia a rotelle perché se fosse caduta, sarebbe esplosa. Persino una forte emozione avrebbe potuto farla esplodere.
🗝️𝕰𝖛𝖆𝖓𝖙𝖍𝖎𝖆. L'invida donzella. Il suo morso era letale. Lei viveva nell'ombra. La sua tana era una fessura nel muro. Era intrisa di invidia. Era un essere infimo, tormentato e sempre insoddisfatto. Godeva delle disgrazie altrui. Sotto alla tonaca scura, nascondeva un corpo mutaforma, quando voleva le sue gambe sottili si univano in una code di serpe. Aveva occhi dorati, dalla pupilla verticale, capelli neri attorcigliati in due corna ricurve, striate d'argento. Dal suo cappuccio si vedeva solo il suo sorriso affilato, un lungo canino che le spuntava dalla bocca bluastra. Odiava il suo aspetto.
🗝️𝕮𝖆𝖓𝖉𝖎𝖈𝖊. La megera del sonno. Viveva nella sua stanza detta Oniria. Quella camera non occupava uno spazio concreto nella casa, l'accesso a quella dimensione poteva trovarsi ovunque. Candice decideva quando rivelarsi. Non usciva mai da quella camera. Candice giaceva distesa nel suo grande letto, tra le lenzuola bianche. Non si era mai alzata. Il suo corpo era atrofizzato. Nessuno aveva mai visto il resto del suo corpo. Spuntava dal lenzuolo soltanto il suo cranio calvo, cosparso di crepe profonde, sembrava contenere tutti gli incubi del mondo. La pelle del volto era sottile, trasparente, si poteva intravedere il percorso dei vasi sanguigni. Dietro le palpebre chiuse, c'erano due occhi bianchi e luminosi.
Mi sembrava giusto presentarvele tutte, perché ognuna di loro è davvero speciale. Con quale cura l'autrice le descrive, minuziosamente, rendendole reali nella nostra mente. E così è anche per gli ambienti della casa di bambole, un oggetto oscuro, arrivato in quello scantinato chissà da dove, da quale dimensione. Chissà quali mani hanno appoggiato quella villa maledetta su quel tavolo. Una casa avvolta dalle ombre che rende tutta la storia molto inquietante. Un gioco architettato da una mente malata, che gode nel vedere quel massacro ogni volta. Sangue, ossa, frammenti di cervello sparsi sul pavimento a scacchiera. Un romanzo creepy e a tratti splatter. Una vera e propria Favola Macabra, dove ombre sempre più accrescenti, ti avvolgono tra braccia fumose. Sono sempre molto felice di scovare autrici donne horror. A volte sanno essere più letali, con le parole, degli uomini. Una mente fervida di fantasia oscura.
La scrittura è semplice e scorrevole, mai pesante. Un libro che si divora con facilità. Davvero una lettura coinvolgente, dove forse siamo tutti un po' Joaquin mentre la leggiamo, osserviamo, magari facciamo anche il tifo per una bambola, perché solo una potrà uscire da quella villa contornata da un'aura nera, solo chi avrà tutte e sette le chiavi.
Consiglio vivamente questo romanzo agli amanti del genere, per scoprire cosa si cela al di fuori di quella casa di bambole.
Profile Image for Figliadellaluna🌙.
43 reviews10 followers
November 20, 2021
Se dovessi scoprire un giorno che c'è davvero un altro mondo oltre il nostro?

**Per un momento però non collegare quello che ti ho appena detto a nulla che già conosci o di cui hai già sentito parlare. **

💭 E se scoprissi che per accedere ti aspetta una vera e dura prova di coraggio che potrebbe portarti a mettere in discussione tutto quello che sei?

⁉️Cosa faresti?

Attento, pensaci bene perché una volta lì non si può più tornare indietro.

Ci troviamo di fronte a qualcosa di inusuale ma interessante.
La storia si svolge all'interno di una casa delle bambole. Avete capito bene, curioso vero?

Come tutti i giochi che si rispettino ovviamente anche qui c'è il cattivo della situazione che scruta tutto dall'alto e governa questa tragica e assurda guerra all'ultimo sangue.
Chi sarà?
Il nostro protagonista Joaquin.
Vi dico solo che di lui si sa ben poco ma una cosa è certa, prova piacere quando si parla di sofferenza.
Le sue creature lo chiamano il grande Joaquin e anche se sanno poco del suo aspetto e se è davvero questo il suo nome, su una cosa sono tutti d'accordo, con Joaquin non si scherza.
È il loro padrone e questo basta per mostrare ogni forma di devozione nei suoi confronti.
Chi riuscirà a vincere non solo passerà a un altro mondo ma conoscerà anche Joaquin, il creatore di tutto, colui che ha in mano le loro vite e si diverte in questo folle gioco mortale.
Come avrete capito, ci sono tutti gli ingredienti per rendere la vostra lettura interessante e piacevole.

La vita qui è diversa da quella che conosciamo, strane regole e leggi governano questo mondo.
Ogni abitante per prima cosa ha un potere e una chiave.
Vi chiederete, perché?
Perché siamo in uno spietato gioco di sopravvivenza!
Sì, oscuri il tempismo qui è perfetto!

◾Se vi piace il genere allora non lasciatevi scappare la nuova serie TV di Netflix Squid Game! Direi che non poteva capitare questo post in un momento migliore 😁
Indovinate quale sarà il loro obiettivo?
Conquistare tutte le chiavi degli avversari utilizzando le proprie abilità.
Sembra facile detto così, no?
Vi sbagliate di grosso!!
Solo una di queste creature vince e, com'è giusto che sia, al vincitore viene dato un "premio":
la libertà di andare verso l'Altro Mondo che tanto bramano.

Tra rabbia, follia e voglia di vincere, scoprirete cosa può architettare una mente quando, messa a dura prova, tira fuori l'impensabile per sopravvivere.
In questa fragile situazione non esiste più il concetto di giusto o sbagliato, esiste solo il presente e il bisogno di trovare la strada più semplice per raggiungere il proprio intento ad ogni costo.

Le pagine tutto sommato scorrono veloci, senza accorgervene, vi troverete alla fine del libro.

Chi sarà il fortunato che riuscirà a lasciare questa assurda realtà?
Se siete amanti di Saw, The Promised Neverland e (come non nominare) Hunger games...
Beh, eccoci al 119° gioco di Joaquin!
Profile Image for Alice Gerini.
Author 23 books32 followers
May 7, 2021
4.5

🎭Joaquin è diventato un dio. I suoi occhi sorgono come due lune rosse alle vetrate di Villa Joelle, una casa giocattolo, un luogo magico che cela al suo interno ogni sorta di peccato e orrore, dimora di creature violente, immorali e folli.
Al trillo del campanellino, il Gioco ha inizio e non esistono limiti per vincere.
Sette bambole in guerra perenne, rivali, ma unite da un unico traguardo: la vittoria, la loro unione con il Grande Joaquin, il loro dio.

🎎Come lettura é stata veramente, veramente soddisfacente.
🎭L'ambientazione decisamente cupa e inquietante é il perfetto sfondo per una storia diversa dal solito. Sette bambole lottano per la vita e dovreste vedere come lo fanno! Dimenticate le bambole carine e coccolose, qui parliamo di violenza, esplosioni, sotterfugi e rabbia. Il totale opposto del tipoco immaginario della bambola. Questa cosa l'ho ADORATA!
🔥Come ho adottato il personaggio di Chouzette... Sarà lei a vincere il gioco? Beh, starà a voi scoprirlo!

🎎Ogni #bambola é ben caratterizzata, ognuna ha il suo motivo per uscire dalla casa e nessuna viene lasciata in secondo piano.
✏️Uno stile di scrittura molto scorrevole e semplice, forse a tratti un po' "forte" per i non avvezzi al genere.
✏️Unica pecca forse il finale un po' frettoloso ma passa in secondo piano rispetto una storia veramente avvincente!

🌟🌟🌟🌟.5/5
Profile Image for micerco_tralepagine_diunlibro.
411 reviews9 followers
June 1, 2021
Il gioco di Joaquin di Roberta Battini
“Sai, il tempo è spesso puntuale nel farci capire molte cose in ritardo. Ma mi auguro che questo non sia il tuo caso.”

Joaquin è un alcolizzato, che abita in una vecchia cantina dove ha trovato un oggetto magico che lo farà diventare un dio, certo non per tutti, ma solo per gli abitanti dell’oggetto. Si tratta di una casa delle bambole, in cui appunto vivo, letteralmente, delle bambole. Dal giorno in cui una di loro vide per la prima volta gli occhi rossi di Joquin che scrutava all’interno della casa, venne considerato il loro dio. Come la maggior parte degli dei, anche Joquin ha i suoi vizi e capricci e per movimentare un po’ la sua vita da spacciatore, crea un gioco che le bambole dovranno seguire per poter uscire dalla casa. In questo gioco le bambole non risparmiano colpi bassi, si torturano, si uccidono tra loro pur di recuperare sette chiavi per poter uscire dalla casa e unirsi con il loro dio.

Un hunger games che mi ha tenuta incollata alle pagine, pagine che ho divorato in meno di ventiquattro ore, tenendomi con il fiato sospeso, facendo il tifo per la più meschina e furba delle bambole. Vi ho detto che ognuna ha un potere particolare? Sarà che sono stata talmente tanto rapita dal racconto che non ho trovato cose che mi hanno fatto storcere il naso, mi è piaciuto dall’inizio alla fine e anzi, mi piacerebbe leggere un continuo se ci sarà.

Se vi piacciono i libri un po’ cruenti, in cui un gruppo di persone si sfidano all’ultimo sangue per arrivare alla fine del gioco, questo è il libro per voi!
Profile Image for Nebamun .
8 reviews
October 13, 2022
È stata una piacevole sorpresa, ho approcciato questo libro senza particolari aspettative, ma ne sono rimasto piacevolmente colpito, ogni personaggio si presentava ben bilanciato e definito, senza che le altre venissero completamente oscurate dal carisma o la peculiarità di qualcun'altra, sia la figura del menestrello che dell'orologiaio, purché esterne al gioco, risultano apprezzabili.
Un libro splendido, spero di poter leggere presto altro dell'autrice
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