"Sono arrivati i ristoranti che, a giudicare dal nome, si sarebbe detto che cucinassero un piatto solo di due sillabe: Orzo, Farro, Sugo, Buono, Crudo, Freddo, Molto, Maschio, Falso, Finto, Tenue, Tenia. I più coraggiosi hanno osato aprire locali trisillabici: Farina, Zenzero, Antico, Aceto, Pestato." Silvano Morgagni, Leonardo De Cristofari, Franco Taralloni, Massimiliano Marzocca, Amedeo La Potta, Raffaele Russo, Filippo de Angelis, #Peppesemprealtop, Eugenio Albertari di Roccasanta e Fabrizio Pappagallo. Dieci nuovi mostri italiani per dieci racconti. Mostri che magari sono il vostro vicino di casa, il professore universitario o il proprietario del vostro ristorante biologico preferito. Mostri che però un po' siete anche voi. Un mosaico di vite distorte ma all'apparenza normali che Edoardo Ferrario, comico italiano con uno special su Netflix, racconta con la sua comicità dissacrante, senza risparmiare nessuno. Mescolando, con la sua personalissima ironia, speculazioni antropologiche, ritratti generazionali, commedia all'italiana e scene surreali, Edoardo Ferrario dipinge la realtà che incrociamo tutti i giorni andando al lavoro, uscendo per un aperitivo o anche solo camminando per strada, ma di cui spesso non ci rendiamo conto semplicemente perché ci siamo dentro fino al collo. Leggendo questo libro proverete una strana sensazione: vi ricorderete che una volta avete avuto effettivamente come vicino di ombrellone un tipo simile a Franco Taralloni o di avere avuto un capo che parlava un po' come Fabrizio Pappagallo. Capirete di conoscere queste dieci persone. Queste dieci vite guidate da desideri frustrati costrette a fare i conti con un mondo ridicolo, il nostro.
Conoscevo Edoardo Ferrario per i suoi pezzi comici e conoscevo già anche alcuni dei personaggi protagonisti del libro. Leggendo però di questi personaggi ho notato più il loro lato umano che quello comico(cosa che me li ha fatti apprezzare ancora di piú). Chiunque storcerebbe il naso a questa mia affermazione(e avrebbe pure ragione) ma leggendo il libro mi è tornato in mente l'umorismo di Pirandello che prima mette in ridicolo un personaggio , e poi lo rende umano. Insomma Ferrario sotto le vesti di scrittore mi è piaciuto molto.
Libro letto con le migliori intenzioni in quanto apprezzo molto Edoardo ma devo dire che una volta finito mi ha lasciato poco. Per quanto riesco a immaginarmi gli accenti e i toni come li interpreterebbe lui mi sono trovato spesso a leggere battute già sentite nel suo repertorio. La decisione di dedicare un capitolo ad ogni soggetto rende forse il libro più leggero e scorrevole ma di certo non aiuta ad immergersi nella lettura.
Ma quanto è fortunato questo primo spicchio d'anno - limitatamente alle scelte editoriali, eh, sia chiaro...?
Non conoscevo Edoardo Ferrario, stand-up comedian e imitatore, ma soprattutto esperto conoscitore del dietro le quinte della TV, che è poi il palcoscenico su cui si muovono, brigano, maneggiano e gigioneggiano buona parte degli esemplari della variopinta fauna umana oggetto del suo primo libro.
Che si assommano ad un altro manipolo ben assortito di wannabe imprenditori, politicanti, cuochi stellati, fuoricorso ad vitam e - detto da una a cui Zelig non strappava una risata manco a pagarla - è un autentico gioiellino: acuto, dissacrante, ironico, tratteggia con mano ispirata e tinte forti un caravanserraglio di umanità poliedrida ma immancabilmente meschina o quantomeno insoddisfatta, ma sempre e terribilmente riconoscibile.
In questo libro i personaggi che hanno reso celebre Ferrario diventano tridimensionali grazie ad un grande studio dell'autore che dà profondità e contesto a ciascuno, elevando la macchietta ad archetipo sociale moderno. Viene voglia di vederli sul grande schermo, con un pizzico di cattiveria in più.
Il diavolo sta nei dettagli; e proprio di dettagli è innervata la comicità di Edoardo Ferrario. Romano, classe 1987, il comico vanta già una bella carriera: youtuber con la serie ESAMI, uno speciale su Netflix e su Raiplay, il programma «Paese reale» (Raiplay), la partecipazione a Comedy Central (Sky) e «LOL» (Amazon Prime), nonché la conduzione del podcast «Cachemire» (Spotify, YouTube e altre piattaforme) – che ha dato vita anche a un tour – insieme al collega Luca Ravenna. Chi conosce Ferrario non si sarà certamente perso nulla di tutto ciò, ma può darsi che non abbia letto il suo libro, interessante perché dimostra che l’istrionismo di Ferrario non si limita alla performance recitativa (il numero di accenti regionali che sa imitare è impressionante, per dirne una) ma tocca anche la scrittura: «Nel 2001, a diciott’anni, Silvano pensava solo a due cose: praticare Taekwondo e fare soldi. Nessuna delle due gli riusciva con particolare successo. Iniziò in un chiosco di panini a Monteverde Nuovo. Il suo capo, un ex rapinatore affiliato alla banda della Magliana, gli faceva togliere la muffa degli hamburger scaduti con uno scottex». Romanocentrico, colto ma capace di occhieggiare al pop, leggermente snob – talvolta un po’ troppo sprezzante nei confronti dell’oggetto della sua comicità, sebbene tra i suoi bersagli ci sia anche l’insopportabile generone romano – Ferrario è oggi uno dei più talentuosi comici in Italia. Certo il libro, in questo inferiore ai suoi spettacoli, non può contare sull’istrionismo e sulle capacità mimetiche di cui è capace sul palco.
L'opera si articola in dieci racconti, monto ben scritti e dalla facile lettura. L'autore riesce a dare indipendenza e coerenza ai racconti donando al lettore un'opera dalla struttura salda e agile. I personaggi e gli ambienti sono quelli che incontriamo tutti i giorni (in strada, in famiglia o allo specchio) ma fotografati in modo da dare alle inevitabili conclusioni lo strumento dell'ironia.
i very well know the comedian and therefore the majority of the characters in this book. it’s made of fairly short stories about some archetypes of the Italian society, they are well written, in a personal way of writing, using the dialect to better characterise each character. it’s sliding and a pleasant reading, really funny.
Chi ama i personaggi di Edoardo Ferrario li troverà nel libro insieme a molto altro. Piccoli ritratti di umanità nell'Italia dei talk show, del precariato, dei social media. Scrittura scorrevole e precisa, capace di fare ridere e deprimere (a volte contemporaneamente).
Mi ha sorpreso. Vengono ritratti i "mostri 2.0" in una chiave nuova: sicuramente comica e divertente, ma anche introspettiva, facendoceli sentire più vicini, più umani. Più noi insomma. I mostri 2.0 siamo anche noi.
Un libro leggero che fa sorridere. Lo consiglierei per una lettura da spiaggia, senza pretese. L’unica cosa che credo di non aver capito è il finale di alcuni capitoli: mi piace il fatto che rimanga aperto, ma alcune volte mi è sembrato fin troppo troncato.
Mi aspettavo molto di più, ma d'altra parte mi rendo conto che fare comicità su un libro sia molto più difficile che in uno spettacolo. Tutto sommato mi è piaciuto, dai
Edoardo crea dei personaggi che tutti noi abbiamo incontrato di persona o guardando la TV. Tutti personaggi verissimi ed iper tridimensionali che fanno sorridere immaginando le loro vicende malinconiche.