«Ma è proprio questo l' accettare qualunque destino, allargare le braccia in segno di resa e non lottare per cambiarlo. Non è la strada giusta. Io nel mio piccolo provo a far risorgere la mia terra. Lo so, non bastano pochi arancini per fare la rivoluzione, tuttavia anche un chicco di riso può essere un seme per infondere speranza».
Ogni trasloco è una fine. O un inizio. Ma sempre e comunque un intreccio di emozioni. Lo sa bene Rosa, che dopo la morte del marito decide di lasciare Milano per tornare nella sua terra di origine, lo sperduto paesino siciliano di Monte Pepe. Qui si rende ben presto conto che le donne del luogo (perfino le più giovani!) sembrano rassegnate a un monotono tran-tran. Eppure ci deve essere un modo per ravvivare le giornate e risvegliare le ambizioni delle signore di Monte Pepe. Così, una mattina, si alza punzecchiata da un’ aprire una rosticceria che offra i migliori arancini della regione, in un ambiente ospitale che attiri turisti e buongustai. Forte del suo passato di cuoca, Rosa tenta di coinvolgere quattro Giuseppa, vedova con qualche anno in più, le gemelle Maria e Nunziatina, appassionate di cucina dell’antica tradizione, e la bellissima Sarina, giovane in cerca della sua vocazione. Ma fin da subito si scontreranno con una difficoltà il paese è troppo isolato fra le montagne e i clienti scarseggiano. In mezzo a questi guai, nuovi amori nascono, altri finiscono, e altri ancora stentano a farsi strada. E proprio quando le cinque amiche cominciano a darsi per vinte, il loro destino sarà stravolto dall’apparizione di una misteriosa donna che le trasporterà in un’incredibile avventura a New York. Già, perché la vita non è scritta soltanto dalle nostre intenzioni. Talvolta può accadere che il caso ci metta lo zampino, sorprendendoci con la sua generosità…
Catena Fiorello è una scrittrice siciliana. Per Rizzoli sono usciti con successo Casca il mondo, casca la terra nel 2011, Dacci oggi il nostro pane quotidiano nel 2013 e Un padre è un padre nel 2014. L'ultimo suo romanzo, L'amore a due passi (Giunti 2016), è entrato nella TOP TEN delle classifiche. Picciridda viene ripubblicato da Giunti in una versione completamente rivista dall'autrice. E il viaggio continua...
Calma piatta, che in questo caso è uguale alla noia più totale. Capisco che sia periodo di saghe, capisco che sia periodo di donne ribelli e che ce la fanno da sole (spero che sia l'unico motivo per il quale in RBBC ce ne sono ben 80 copie) , ma neanche essendo così al passo col periodo letterario questo libro è degno di lettura..
The story would be interesting if it were written well. Unfortunately, the book is full of banal sentences and trite stereotypes, I only finished it because I had spent good money on it and hoped that it would improve. It didn't. The author even wrote that the protagonists reach the Statue of Liberty by taxi. Perhaps it had left Liberty Island for the occasion? Don't waste your money and time on this book. Read Simonetta Agnello Hornby or Dacia Maraini instead.
La vita va addenata come se fosse l'ultima mela sulla terra... o l'ultimo arancino! Scherzi a parte, Cinque donne e un arancino di Catena Fiorello Gaelano è uno di qui romanzi che tra ironia e spensieratezza, cattura il lettore con il suo messaggio di fondo che dovrebbe essere il nostro unico mantra: vivere la vita senza rimpianti.
Mi aspettavo una lettura spumeggiante, ricca di humor, vivace e fonte di distrazione, invece ho trovato questo romanzo molto deludente. Rosa, vedova emigrata a Milano da giovane, con la famosa "fuitina", ormai rimasta sola, con i figli grandi in altre città, decide di tornare nel suo paesino d'origine per trascorrere la vecchiaia. Lì non c'è più nessuno della sua famiglia, anche il padre infatti, vive ormai al nord con l'altra figlia, sorella di Rosa. Gli amici ormai sono tutti andati via, ma Rosa non si perde d'animo, ristruttura la casa di famiglia e inizia la sua vita nel paesino, stringendo amicizia con altre donne. Un bel giorno le viene l'idea di aprire una rosticceria, produrre arancini siciliani, per impiegare il tempo più che per effettivo guadagno e coinvolge in questa impresa proprio le sue nuove amiche. Parte così l'avventura, che dalla sinossi mi aspettavo divertente ed originale. Ho trovato invece tutto assolutamente piatto. I personaggi, a partire dalla protagonista Rosa, con le sue amiche, non hanno nessuna caratteristica particolare, sono persone assolutamente anonime, con una vita monotona ed un carattere assolutamente comune e poco attraente. Lo stile, con cui l'autrice porta avanti la storia, è sì scorrevole, ma monotono poco coinvolgente. Infine la trama, banale, scontata, monotona anch'essa, a partire dall'idea: aprire una rosticceria che produce arancini in Sicilia! Ecco questo rende l'idea di tutto lo svolgimento del romanzo. Nulla di originale, nessun guizzo, nè in termini di episodi, nè di personaggi, nè appunto stilistico. Non ti strappa una risata, non un sorriso, un romanzo che dall'inizio alla fine non suscita nulla. Peccato che avevo acquistato anche il seguito!
Ni. La storia è un po' banale, un minestrone di concetti che per carità sono anche importanti: le donne forti,caparbie, la voglia di cambiare e migliorarsi, la Sicilia come terra bella e maledetta. Però a mio avviso troppo ingarbugliato, molti ghirigori e poca sostanza.
Un trasloco puo' essere la fine di qualcosa, di una parte della nostra vita. Oppure puo' essere un'inizio, l'inizio di una nuova avventura da affrontare e vivere con entusiasmo nonostante le molte difficolta' che possono sorgere. Tutto dipende dallo spirito di chi vive e affronta questa esperienza. Questo, in sostanza, il messaggio di questo libro che racconta, attraverso le storie intrecciate di diverse donne siciliane, la rinascita, la speranza, il desiderio ed insieme la convinzione nel guardare smpre avanti, ma anche la tristezza, la solitudine, la rigidita' di alcune personalita' e la sofferenza che questo puo' provocare.
Rosa, quasi cinquantenne, si trasferisce da Milano, dove ha vissuto quasi tutta la sua vita,alla sua Sicilia, da cui se ne ando' appena diciottenne. Ora Rosa e' vedova, i figli sono grandi e vivono lontano, la sua mamma non c'e' piu' ed il suo papa' vive vicino a sua sorella. Insomma, i presupposti per una vita solitaria e malinconica ci sono, ma Rosa non e' proprio il tipo. Quindi per non lasciarsi andare alla nostalgia struggente si trasferisce nel suo paesino, allaccia amicizie con donne anche molto diverse da lei (piu' giovani, piu' anziane, piu' "libertine", piu' rigide e tradizionaliste...) e decide di aprire una rosticceria in cui si cucineranno arancini, nella speranza di ridare vita non solo alla propria quotidianita' ma al suo stesso paese, fuori dalle rotte turische e "stagnante" nella sua dimensione provinciale.
In questo racconto l'autrice ci parla di donne forti nonstante le proprie debolezze (o forse proprio grazie a quelle), che affrontano i cambiamenti inevitabili in modi diversi e nessuno di questi e' quello giusto o quello sbagliato: ciascuno ha il proprio e riconoscerlo ed accettarlo, magari smussandone un po' gli angoli, sembra essere il segreto per una certa serenita'. E di cambiamenti nella vita ce ne possono essere tanti: alcuni attesi, altri totalmente improvvisi; a volte i cambiamenti spaventano ma non sempre sono cambiamenti in negativo. Attraverso questo libro l'autrice ci sprona all'ottimismo ed alla solidarieta' come strategie per far fronte alle difficolta' quotidiane.
Narrazione abbastanza scorrevole e piacevole anche se a tratti risulta un po' fredda, forse per via dell'inserimento di frequenti riflessioni "filosofiche" che sono molto azzeccate ma tolgono un po' di pathos alla storia. Molto interessante il cambio fluido di prospettiva per cui il narratore passa dal descrivere gli stati d'animo e i pensieri di un personaggio a quelli di un altro personaggio della scena quasi senza interruzioni, in un dialogo estremamente ben congegnato. Unica pecca PER ME e' l'utilizzo frequente di espressioni dialettali: comprensibili ma per chi non ha praticita' distraggono dalla storia e dalle emozioni trasmesse.
Quattro ⭐️⭐️⭐️⭐️ per questo libro di Catena Fiorello Galeano, il primo di una trilogia, che a mio parere ha il sapore dell’estate e dell’amicizia.
Io non definirei questo romanzo una vera e propria “saga familiare” ma piuttosto una storia di amicizia e nuova vita che accomuna cinque donne: Rosa, Sarina, Giuseppa, Maria e Nunziatina riunite grazie al ritorno al paese, Monte Pepe, della prima. Rosa, rimasta vedova, ha quasi sessant’anni, i figlio sono ormai grandi e abitano lontano e lei è rimasta sola così decide di lasciare Milano per tornare nella casa paterna, in Sicilia, ormai chiusa da molto tempo. Qui spera di ritrovare vecchie amicizie di un tempo lontano e così accade.
Rosa, a Monte Pepe, ritrova le sue vecchie amiche e decide insieme a loro (non dopo pochi battibecchi) di aprire una rosticceria in centro dove poter assaggiare i veri arancini siciliani. Le cose non saranno facili, questo Rosa lo sa, ma provare è importantissimo sia per se che per le sue amiche. Il paese è pieno di pettegolezzi e l’attività stenta a decollare, finché un giorno arriva in rosticceria una coppia di americani. Da quel momento le sorti del negozio e delle cinque amiche cambieranno notevolmente.
Una storia semplice, senza fronzoli, adatta a passare le ore di queste giornate afose di luglio. Se lo leggerete senza aspettarvi troppo e prenderete questo libro come puro relax sono sicura che la storia di Rosa e delle donne di Monte Pepe vi piacerà. Ci troverete dentro l’amicizia, l’amore, la speranza che non muore mai davanti ai propri sogni; troverete la tenacia e perché no, anche un pizzico di magia. Quindi lasciatevi conquistate dalla storia di queste cinque donne siciliane.
➡️ A questo romanzo seguono: “I cannoli di Marites” e “Granita e baguette. Una notte d’amore a Parigi al sapore di Sicilia”.
I profumi e i colori della Sicilia sembrano uscire da questo libro, quasi tutto al femminile. La storia di Rosa, che a un certo punto della vita deve prendere decisioni importanti per non farsi sopraffare. Un desiderio di riscatto e tanta volontà, l'incontro con altre quattro donne, tanto diverse da lei, ma tutte con una voglia di rinascita. Una rosticceria nel paesino sperduto di Montepepe, lo scontro con i residenti chiusi e malfidenti, e un protagonista assoluto, l'arancino. L'arancino che è quasi la metafora di un siciliano, con una scorza dura, come la panatura croccante, ma un cuore tenero, come il riso racchiuso all'interno. Alla fine del libro rimane proprio la voglia di gustarsi un arancino, magari in riva al mare. Scritto molto bene e scorrevole, ascoltato in audiolibro e consigliato.
La vita ad un certo punto prevede un giro di boa. Allora bisogna avere il coraggio di lasciare tutto e ricominciare. Si torna nel luogo dei ricordi, nel luogo dell'infanzia, nel luogo che tu adori, nell'unico posto al mondo degno di chiamarsi "casa". E lì si riparte. Le amiche diventano la tua nuova famiglia quella di ogni giorno. Però bisogna anche avere il coraggio di lasciarsi andare ed aprire il cuore ad un nuovo amore. Il finale arriva troppo in fretta e molte sono ancora le situazioni in sospeso, da definire, forse sono le basi per il seguito del romanzo?
Non mi ha entusiasmata. Idea non male, buono il messaggio di perseguire i propri sogni nonostante le difficoltà.
Mi ha infastidito (anche se dovrei controllare perché forse non è più considerato errore) l'uso del pronome "gli" al posto di "loro". (esempio "Inizialmente avevano pensato che fosse il marito di July, o il fidanzato, ma continuando a studiarli in quelle ore, gli era sembrato strano che tra loro non ci fosse mai un atteggiamento da innamorati." --> io avrei voluto leggere "era sembrato loro strano") .
5 donne. Una terra meravigliosa e martoriata. E uno dei suoi simboli gastronomici. Il tutto condito con simpatia e dolcezza negli intrecci familiari, amicali, amorosi. Questo è davvero un bel libro, di speranza, tenacia, voglia di ripartire. Credo sia ben trasferibile su pellicola, soprattutto grazie ad una scrittura fluida e piena di descrizioni. La Sicilia è meravigliosa. E questo libro la descrive davvero bene!
Come gli altri libri che ho letto della stessa autrice, anche in questo caso lo stile è molto semplice e fluido, si legge piacevolmente e in maniera scorrevole. Ho apprezzato i riferimenti alla sicilianità perfettamente calati nella narrazione e anche la volontà di sottolineare la forza delle donne e la necessità di un'emancipazione che purtroppo, in contesti tristemente noti, non è ancora una cosa scontata. Non è un libro da colpi di scena e per certi versi "prevedibile" ma credo che l'intento dell'autrice fosse proprio questo, raccontare una storia semplice, di riscatto e incentrata sull'amicizia e la determinazione delle cinque donne. Ho trovato la prima parte un po' più lenta, decisamente più frizzante la seconda incentrata sul viaggio in America.
Letto per curiosità di conoscere il modo di scrivere di Catena,un modo che si è rivelato leggero e frizzante. Narrazione abbastanza veloce. Mi è piaciuto perché si parla del piccolo grande sogno di una donna ormai vedova che vive in un paesino sperduto della Sicilia;una donna tenace e determinata. Inoltre ci sono delle frasi scritte in dialetto che li caratterizzano,fanno entrare più nel mood,da siciliana mi hanno reso divertente e espressiva la lettura.
L’ho trovato un libro molto carino, in alcuni punti un po’ monotono ma arrivando alla fine del libro si ha come l’impressione che sia un effetto voluto dall’autore. Una storia di 5 donne che hanno saputo reinventarsi nonostante un passato difficile (per ciascuna a modo suo) alle spalle. Lo raccomando.
I profumi e i colori della Sicilia sprizzano da queste pagine. Un romanzo semplice ma ricco di significato per tutte le donne che vogliono prendere in mano la loro vita e vivere incontri inaspettati che sfociano nella fama. Unica pecca per i lettori nordici è la presenza di battute in dialetto siculo, ma essenziali per immedesimare meglio il lettore nel mondo degli isolani.
i profumi e i colori della Sicilia sprizzano da queste pagine. Un romanzo semplice, ma ricco di significato per tutte le donne che vogliono prendere in mano la loro vita e vivere incontri inaspettati che sfociano nella fama. Unica pecca per i lettori nordici è la presenza di battute dialettofone sicule, ma essenziali per immedesimare meglio il lettore nel mondo degli isolani.
"Agli inizi è sempre così. A volte confusione, a volte si caricano di aspettative incontri che non ci corrispondono, in altre penalizzeremo colui o colei che stiamo conoscendo, facendogli pagare vecchi conti in sospeso di cui non sa niente. Ma quando invece andrà bene, tutto sarà semplice e naturale.
Il libro di per sé è bello e scorrevole. Scritto bene. Le 3 stelline le do perché è tutto sommato prevedibile. Uno di quei romanzi in cui sai che tutto andrà esattamente come immagini alla prima riga del libro.
Mi piace molto il messaggio alla base del libro, sia sul valore delle donne, dei legami d'amicizia e di valorizzazione dei piccoli borghi. È una lettura scorrevole, con una buona caratterizzazione dei personaggi, tuttavia nella trama l'ho trovato poco realistico.
La citazione di questo libro che ho fatto mia è: "Ricordati che i libri sono come una medicina. Ce ne sono per tutte le malattie, e qualcuno salva la vita." Così questo romanzo mi ha ricordato come sia possibile mettersi alla prova. Sempre. In ogni circostanza. Basta crederci fino in fondo.
Storia di una banalità imbarazzante, scrittura superficiale ed elementare, personaggi dalla personalità inesistente. Una narrazione priva di consistenza, niente viene approfondito. La storia non prende mai davvero forma: sembra una lista, un susseguirsi freddo di scarsi eventi.
Mi dispiace ma devo dargli due La storia in se non mi é dispiaciuta ma le tante parti in siciliano le ho capite pochissimo. Posso capire che era un tocco particolare ma di difficile lettura.
Per quanto mi riguarda leggere Cinque donne e un arancino è stato molto piacevole perché al di là della storia in ogni pagina si sentono i profumi e i colori di Monte Pepe, un piccolo borgo immaginario ma così realistico della Sicilia immerso nella natura incontaminata che fa venir voglia di andare in questi piccoli borghi dell'entroterra siciliano alla ricerca di questi piatti tipici citati più volte nel testo. ln conclusione, ho apprezzato questo esilarante romanzo per il linguaggio semplice, scorrevole e gioioso al tempo stesso arricchito dall'uso del dialetto che dà il giusto equilibrio e forma ad ogni cosa. Inoltre,non mancheranno numerosi colpi di scena né tantomeno equivoci che faranno ridere e commuovere allo stesso tempo. È un libro che conquista, perché rispecchia la realtà attuale fatta di tanti tantissimi sacrifici. E ricordate che nella vita tutto può succedere... Buona lettura!