Muovendo dai nickname e dai luoghi che ospitano le centoventitré squadre delle quattro principali leghe professionistiche nordamericane (NBA, NFL, NHL, MLB), il volume offre una particolare narrazione geografi ca degli Stati Uniti e del Canada. Suddiviso secondo la tripartizione propria dei tradizionali studi regionali (ambiente, popolazione, economia), il testo propone però una chiave di lettura pop inconsueta. Le vicende e le passioni sportive, con il loro carico storico, sociale, economico e culturale, riflettono e sedimentano i caratteri del territorio. La dinamicità dello sport rivela un paesaggio iconico e incerto, quasi impossibile da fissare, eppure vero e reale. Le squadre blasonate, punti fermi che giocano nei “templi” noti a tutti gli appassionati, coesistono con le franchigie “variabili”, quelle suscettibili, modificate, dissolte, che non rimangono ferme e composte. Alcune giocano persino nello stesso impianto, ma la condivisione delle coordinate spaziali può condurre a luoghi diversi in tempi una geografi a dinamica.
Vi è una marcata divergenza tra contenuto e forma di questo libro. Il contenuto è ricco ed interessante, specialmente per gli appassionati di tutto ciò che è a stelle e strisce. La forma invece tradisce una certa vocazione di indagine scientifica, piuttosto che di racconto. La mole di numeri, date e nomi è notevole, e spesso la scorrevolezza della lettura ne risente. Lettura che è anche penalizzata dalla scansione del testo (con molte ripetizioni, organizzate senza uno schema preciso), che non facilita quindi la costruzione di un quadro chiaro per il lettore. Il tutto è poi molto penalizzato dalla mancanza di immagini, che rende molto meno efficace il lavoro descrittivo.