In regioni centrali dell'Europa e dei Franchi e in secoli centrali del medioevo questo libro affronta il tema della geografia politica e della sua fluidità, suggerita dall'incontro fra mentalità germanica del comando sugli uomini e tradizione latina del governo su spazi determinati. Si trovano confini ovunque, nel medioevo: ecco perché offrono punti di vista capillari e mobili. Confini territoriali (delle marche, di due regni, delle Alpi), cronologici (i secoli X e XI compresi fra il IX carolingio e il Xll comunale), istituzionali (entro poteri non piú pubblici e non ancora privati) emergono da una documentazione abbondantissima, utile per distinguere possessi feudali da poteri signorili, per correggere la vecchia idea dei vescovi-conti, per posticipare di secoli le contrapposizioni nazionali; ma preziosa anche per rivelare che figure mitiche, come il re Arduino o la contessa Adelaide, risultano ancora piú significative se sottratte alla leggenda e ridisegnate dalla nuova storia politica.
Giuseppe Sergi (March 20, 1841 – October 17, 1936) was an Italian anthropologist of the early twentieth century, best known for his opposition to Nordicism in his books on the racial identity of Mediterranean peoples. He rejected existing racial typologies that identified Mediterranean peoples as "dark whites" because they implied a Nordicist conception of Mediterranean peoples descending from whites who had become racially mixed with non-whites which he claimed was false. His concept of the Mediterranean race, identified Mediterranean peoples as being an autonomous brown race and he claimed that the Nordic race was descended from the Mediterranean race whose skin had depigmented to a pale complexion after it moved north. This concept became important to the modelling of racial difference in the early twentieth century.