Lorenzo Viani, nato a Viareggio nel 1882 e morto sul Lido di Ostia nel 1936, è stato un genio dell'arte, un anarchico e uno scrittore di indubbio talento, esponente di punta dell'«espressionismo dialettale». Di tutti i suoi scritti, "Le chiavi nel pozzo", pubblicato nel 1933, anomala raccolta di «impressioni» in chiave espressionista che raccontano il manicomio di Magliano, quello che sarà poi raccontato nel dopoguerra da un altro grande viareggino, Mario Tobino, rimane certamente la prova più alta e più «universale», con la sua coraggiosa discesa negli inferi del manicomio, con il suo calarsi in quell'ambiente di rivolta, per attentare, quasi fosse un Bianciardi ante litteram, alla morale borghese, alla letteratura e all'arte ufficiali.
Strambissima raccolta di storie, ispirate ai pazzi di Magliano (che qualche anno dopo avrebbe raccontato anche Mario Tobino). Lingua toscana, anzi toscanissima; situazione paradossali, drammatiche, ironiche. Lo sguardo di Viani è rivolto agli ultimi. Davvero scrittore interessante.